Argomento: GIORGIO MELIS


Articoli su questo argomento (10):

IL SILENZIO DEI COLPEVOLI: C’ERA UNA VOLTA L’INFORMAZIONE IN SARDEGNA

E’ singolare, non trovate?, che ai cronisti di giudiziaria de L’UNIONE SARDA né quelli de LA NUOVA SARDEGNA, che tra i Luigi Almiento, le Maria Francesca Chiappe, i Mauro “James” Lissia e gli Umberto Aime, sono sveltissimi ad intonare continui peana ai peggiori magistrati, sia sfuggita la notizia della richiesta di archiviazione della PM Marzia Sabella di Palermo, relativa all’esposto di Nicola Grauso contro Carlo Piana, Guido Pani, Gian Giacomo Pisotti e altri relativamente al “caso Unione Sarda” e ad altre amenità.
Ricordiamo infatti che costoro erano molto lesti, anche mistificando la realtà e fabbricando sconce “veline” a dar conto di ogni notizia favorevole ai nostri eroi, come fece la Chiappe quando, nell’ottobre 2000, diede conto dell’archiviazione nei confronti di Mario Marchetti di un procedimento per “incompatibilità ambientale” relativo al “caso Furlanetto”, riferendo laconicamente che Marchetti aveva dimostrato di “aver agito secondo legge” (omettiamo un commento che ci procurerebbe una querela), e omettendo invece di riferire che, sulla stessa base, gli atti erano stati trasmessi ai titolari dell’azione disciplinare, che poi avvieranno nei confronti di Marchetti un procedimento disciplinare, purtroppo conclusosi con l’assoluzione. (altro…)

NON RIELEGGETE I PARLAMENTARI IGNAVI!

E’ davvero incredibile che Nicola Grauso, che fino a poco meno di quattro anni fa aveva una posizione dominante nell’informazione sarda col controllo de L’UNIONE SARDA, di VIDEOLINA e di TCS, media poi tutti ceduti a Sergio Zuncheddu per i motivi ben noti soprattutto a Carlo Piana, Guido Pani e Gian Giacomo Pisotti, oggi, per dire la sua su quello stesso argomento, le incompatibilità parentali dei magistrati, la cui trattazione aveva inciso non poco nell’atteggiamento vessatorio della magistratura nei suoi confronti, debba farsi ospitare da un quotidiano di partito, e di un partito regionale del Nord come la Lega, quale LA PADANIA, che in realtà, a dire il vero, già dal caso Lombardini ha seguito con molta attenzione e anche con una certa obiettività le vicende sarde.
Comprendiamo LA NUOVA SARDEGNA, il cui orientamento è arcinoto, ma non L’UNIONE SARDA, che benché passato dalle mani di un editore puro come Grauso a quelle di un “immobiliarista” (i cattivi direbbero “palazzinaro”) legato sia alla Massoneria che alle cooperative rosse come Sergio Zuncheddu, è pur sempre l’unico quotidiano di Cagliari e, poiché l’informazione prima di essere un diritto è un dovere per chi rivesta un ruolo così importante, dovrebbe, DEVE dare conto di certe vicende, come quella delle incompatibilità dei magistrati sollevata con clamore dal ministro Castelli, sulla quale invece non ha scritto una sola sillaba; e comprendiamo poco anche i politici sardi, i quali, al di là di alcune iniziative estemporanee di Gianfranco Anedda e di Giampaolo Nuvoli, si sono totalmente disinteressati delle problematiche che riguardano il modo in cui a Cagliari la giustizia funziona e viene amministrata, ci fa cadere le braccia che Grauso, per dire la sua, debba ricorrere a un quotidiano il cui “direttore politico” è Umberto Bossi, il Senatur, che come ministro e parlamentare certo rappresenta la nazione, ma è pur sempre nato a Cassano Magnago, Varese, e tendenzialmente qualunque parlamentare sardo dovrebbe occuparsi dei problemi della giustizia cagliaritana più di quanto se ne debba occupare lui. (altro…)

APRILE 1997: LOMBARDINI NON DEVE PASSARE

Un uccellino, tempo addietro, ci ha soffiato nell’orecchio che nella primavera del 1997, precisamente ad aprile, si tenne presso la sede regionale dei DS sardi, a Cagliari, nel quartiere di San Michele (detto “Il Bronx” dai bempensanti della Città del Sole) una riunione strana, molto riservata, riguardo alla quale un’occhiuta sorveglianza faceva si che non vi penetrassero persone estranee, anche se appartenenti al partito di D’Alema, e che meno persone possibili ne sapessero.
Alla riunione presero parte, per quel che si sa, l’avvocato ed ex senatore Francesco Macis, già potentissimo responsabile giustizia del PCI, amico di molti magistrati affiliati a Magistratura Democratica, in primis Enrico Dessì e Antonio Porcella, che diverrà poi, chissà perché, consigliere politico di due ministri della giustizia, uno comunista dichiarato, Diliberto, e l’altro postcomunista, Fassino, e un altro avvocato senatore, in carica, ossia Guido Calvi, tra le massime teste pensanti dei DS nella materia della giustizia e, soprattutto, diretto rappresentante di Massimo D’Alema in quanto suo difensore di fiducia; non mancava, certamente, Emanuele Sanna, il tetro Emanuele Sanna, che all’epoca era segretario regionale dei DS e che, per ammissione di dirigenti diessini anche autorevoli (ad esempio I.A.), era il manovratore di tutte le cose di giustizia con influenza diretta anche presso il Consiglio Superiore della Magistratura, e non è esclusa la partecipazione di alcuni di quei magistrati “rossi” amiconi di Macis. (altro…)

TERRORISTI FUORI DI TESTA …

Singolari questi terroristi iracheni, che liberassero Stefio, Cupertino e Agliana senza fare inutili ricatti, che il popolo italiano è contro la guerra si sa, che Berlusconi debba mantenere un rapporto stretto con Bush per mancanza di alleati in Europa (a parte, paradossalmente, uno come Blair che dovrebbe essere più vicino ai DS) è un altro problema; casomai, che gruppi islamici che erano i primi a dover essere liberati dal tiranno anticlericale Saddam Hussein siano così ostili all’occidente deve far riflettere.

Ascoltando le cronache dall’Iraq di Franco Di Mare, pensiamo che di giornalisti come lui, che non prendono parte per nessuno ma non fanno sconti a nessuno, ce ne vorrebbero molti di più: un raro pezzo di BBC (per giunta senza l’aplomb spesso fastidioso degli inglesi) dentro una Rai dove è combattimento tra galli tra presidente e direttore generale. (altro…)

OPPOSIZIONE DI GRAUSO ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELL’ESPOSTO EX ART. 2409 C.C.

TRIBUNALE PENALE DI PALERMO
Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari
Proc.n.14596/00 RGNR

ATTO DI OPPOSIZIONE
AVVERSO RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE
Il sottoscritto:
 Nicola GRAUSO, nato a Cagliari il 23 aprile 1949,
propone opposizione
avverso la richiesta notificata il 29 novembre 2002 con la quale il pubblico ministero presso Codesto Tribunale sollecita l’archiviazione della notizia di reato di cui all’intestato procedimento.
Motivi dell’opposizione.
II A) Gli antefatti.
Con riferimento a quelli che la richiesta di archiviazione qualifica come antefatti, non si comprende quale sia l’atteggiamento del pubblico ministero se, cioè, siano ritenuti infondati o altro. La richiesta di archiviazione, infatti, dopo aver minimizzato tali antefatti ed averli ritenuti conclusivamente neutri è costretta ad ammettere che non solo non si possa escludere ma che appaia anche probabile che il Nuovo Movimento abbia potuto preoccupare gli avversari politici ed ancora che non possa escludersi che le interviste rilasciate dal GRAUSO contro i magistrati in occasione del sequestro di Silvia MELIS e del connesso suicidio del Giudice LOMBARDINI, abbiano potuto irritare i destinatari di quegli attacchi. I soggetti a cui tale stato psicologico si dee riferire sono anche i magistrati di Cagliari. In ogni caso si deve rilevare che: (altro…)

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LA NUOVA SARDEGNA

Principale quotidiano di Sassari. Un tempo espressione della Massoneria illuminata sassarese, negli anni ’70 è stato posseduto dal Gruppo Rovelli, quindi, intorno a metà anni ’80, è stato acquistato in società dal principe Carlo Caracciolo e da Flavio Carboni, noto faccendiere vicino alla P2 e ammanicato nel mondo politico.
Da allora, il quotidiano sassarese ha sempre mantenuto una linea politica prettamente di sinistra, scadendo, sul finire degli anni ’90, in rozze campagne di stampa contro coloro che considerava gli avversari del potere costituito e dell’asse politico-giudiziario dominante, in particolare contro Luigi Lombardini, Nicola Grauso e varie altre persone a questi vicini. (altro…)

INCHIESTA SUI VOTI COMPRATI IN CONSIGLIO REGIONALE

Un ennesimo polverone giudiziario, verso giugno 2000, si è scatenato sul Consiglio Regionale della Sardegna, rieletto nel giugno 1999 con una maggioranza di centrodestra, formata anche col voto di Nichi Grauso, eletto consigliere regionale per il NUOVO MOVIMENTO, riportando un notevole numero di voti.
Il procuratore della Repubblica di Cagliari Carlo Piana e il sostituto Guido Pani, coppia fissa quando si tratta di istruire procedimenti penali con implicazioni politiche, hanno aperto un’inchiesta circa le modalità con cui fu eletto alla carica di Presidente del Consiglio Regionale l’ex sardista – ora facente parte della formazione politica autonoma <<Sardistas>> – Efisio Serrenti, eletto con 43 voto su 80, avendo come avversario Gian Mario Selis, già candidato Presidente della Regione del centrosinistra. (altro…)

BRAVO PANI, DA UOMINI COSI’ I DS POSSONO RIPARTIRE

E’ stata una piacevole sorpresa, stamattina, sfogliare LA NUOVA SARDEGNA e trovarvi un’intervista a Pietro Pani, già segretario cittadino dei DS (fatto fuori su richiesta di Andrea Raggio) e oggi responsabile culturale della federazione cagliaritana della Quercia, che ha mostrato, in pratica, di condividere tutte le nostre analisi sul perché del flop elettorale del partito di Fassino a Cagliari e in Sardegna e sulla situazione interna della formazione politica.
Pani, militante che viene da una durissima gavetta di dirigente della disciolta Federazione Giovanile Comunista Italiana e che ha il merito di aver messo in gioco a suo tempo la propria carriera pur di non sottostare ai diktat degli Andrea Raggio e degli Emanuele Sanna (che, in mancanza di meglio, grazie alla defunta giunta Masala piazza oggi nella dirigenza dell’aeroporto di Alghero, previa spartizione con AN, gente che con la città catalana non c’entra niente), ha stigmatizzato senza remore il fatto che la dirigenza del suo partito, a incominciare dal bollitissimo, impresentabile segretario regionale Renato Sanna-Raggio, ehm Renato Cugini, è apparsa remare contro Renato Soru, anziché sostenerlo entusiasticamente come ha invece fatto la maggioranza del popolo sardo e dello stesso elettorato cagliaritano, tradizionalmente di destra, e ha messo il dito sulla piaga ricordando ai cugini, ai fratelli e ai legacoop che Soru, con la lista di Progetto Sardegna, non ha sempliceente soffiato voti ai DS, ma ha portato alle urne gente di sinistra che altrimenti non ci sarebbe andata, che la Quercia non aveva le forze per mobilitare da sola, come un tempo quando i massimi dirigenti si chiamavano Luigi Cogodi, Benedetto Barranu, Gesuino Muledda, tutta gente coi controcoglioni, mica dei Cugini, dei Cherchi, dei Ciotti qualsiasi. (altro…)

SUPERRENATO AVANTI TUTTA: E QUALCUNO CI RESTO DI M….

SuperRenato ha fatto capire con solare chiarezza, alla faccia di chi, dalle colonne dell’ancor per poco unico quotidiano di Cagliari, invocava il suo “indietro tutta”, che col cavolo si fa retromarcia: avanti tutta, invece, sono stato eletto per disturbare “qualcuno” (leggansi le lobby di potere contro cui questo sito, tra l’altro, è intitolato) e lo farò, quello che è accaduto sullo e-government ne è la dimostrazione, ed è solo l’inizio.
Ci riferiamo, ovviamente, alla gazzarra scatenata soprattutto dall’ala Sanna-Raggio dei DS e dal giornale di Zuncheddu, quando occorre sempre pronto fiancheggiatore dei soliti noti, all’esito della decisione di Renato Soru di avocare alla Presidenza della Giunta le competenze sull’informatizzazione dell’amministrazione pubblica in Sardegna, sottraendole all’Assessorato agli Affari Generali, guidato da Massimo Dadea, politico di lungo corso, sicuramente onesto, ma pur sempre legato a un certo Emanuele Sanna … per cui no si sciri mai. (altro…)

MAGISTRATURA E GREMBIULINI: VOGLIAMO PARLARNE?

Oltre un decennio fa, il Consiglio Superiore della Magistratura aveva posto fine a una lunga diatriba col presidente della Repubblica Francesco Cossiga, molto vicino alla Massoneria, che contestava la decisione di mancata promozione di un giudice, Angelo V., poiché appartenente a una loggia, stabilendo in via definitiva, a chiusura di un decennio aperto dai veleni del piduismo, l’assoluta inconciliabilità dell’appartenenza alla magistratura e della militanza in un sodalizio massonico.
Più recentemente, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sconfessato l’Italia su questa disposizione – e su altre che pongono limitazioni all’accesso e alla carriera dei massoni presso altre pubbliche amministrazioni – stabilendo che esse ledono la libertà di associazione. (altro…)