Argomento: GIANNI ZIROTTU


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VOLPE 132: UN’ALTRA VERGOGNA DELLA GIUSTIZIA CAGLIARITANA

Nella notte tra il 3 e il 4 marzo 1994, un elicottero della Guardia di Finanza, sigla Volpe 132, con a bordo due bravissimi elicotteristi, Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda, era in volo sopra il braccio di mare tra Capo Carbonara e Feraxi, rovinava misteriosamente in mare, disintegrandosi; ovviamente, i piloti rimasero dispersi.
L’elicottero pare fosse impegnato in un ordinario servizio di pattugliamento, allorquando ebbe a imbattersi in una nave sospetta, tipo mercantile, che navigava misteriosamente sottocosta, sulla quale vi era il forte dubbio che stesse trasportando armi verso un qualche paese arabo.
Ed effettivamente, gli addetti ai lavori ben sapevano che da ambedue i flussi di trasporti marittimi di armi clandestine del Mediterraneo, quello che partiva dalla Spagna e quello che partiva da La Spezia, la Sardegna era prediletta, come terra da navigare comodamente sottocosta, in direzione dell’Algeria e della Libia, senza il rischio di navigare in mare aperto imbattendosi, magari, in qualche nave da guerra americana o francese, ben poco propense, specie queste ultime, nei confronti di chi portava armi a Gheddafi o agli integralisti algerini. (altro…)

MAFIA E ‘NDRANGHETA ALL’ASSALTO DELLA SARDEGNA

Nel sonno profondo e nel silenzio assordante di molti inquirenti sardi, la ‘ndrangheta di Reggio Calabria e di Lamezia Terme e i catanesi del clan di Nitto Santapaola (nella foto) hanno dato l’assalto alla Sardegna e, forti dei loro ingenti capitali derivanti dal traffico di droga e di armi, rischiano di impadronirsene definitivamente, se non se ne sono già impadroniti.
La vicenda Volpe 132, e le dichiarazioni di Gianni Zirottu (il “pentito” che ha pensato bene di eclissarsi forse fidandosi poco della giustizia) hanno già evidenziato come i catanesi fossero coinvolti fino al collo nel traffico d’armi diretto principalmente in Libia che vedeva la Sardegna come fondamentale base strategica per navigare sottocosta senza rischio di incappare in navi da guerra francesi o americane, e del resto Catania è epicentro di interessi libici, giacché a Catania c’era l’avvocato Michele Papa, equivoco rappresentante degli interessi di Gheddafi in Italia, del Catania calcio è presidente Luciano Gaucci, colui che ha schierato il figliolo del colonnello nell’altra sua squadra (Perugia) e che è legatissimo da sempre al più filolibico dei politici italiani (Andreotti), Catania negli anni ’80 pullulava di studenti palestinesi, stranamente proprio come Cagliari, città prossima a quelle basi NATO dove si è sempre mormorato dell’esistenza di maneggi su armi non proprio trasparenti con libici e iracheni. (altro…)

L’ELICOTTERO PERDUTO E I “DIRO’ TUTTO” DI LOMBARDINI

E’ molto importante che la magistratura cagliaritana, sollecitata dall’emersione di elementi apparentemente “nuovi” (talune affermazioni contenute in un verbale del processo Vernesoni) ma che in realtà sapevano tutti, si sia risolta a riaprire il caso Volpe 132, stavolta disponendo accertamenti dalle cui finalità traspare chiaramente che non si esclude la pista dell’abbattimento premeditato dell’elicottero, nel contesto delineato sulla base delle dichiarazioni del “pentito” Gianni Zirottu (purtroppo sparito dalla circolazione) e di testimoni esterni, ossia in occasione dell’intercettazione di una nave che probabilmente trasportava armi.
Precedentemente, anche peraltro nella forzosa assenza di riscontri oggettivi da cercare nel profondo del Tirreno, questa pista non era stata seguita con molta convinzione dal PM Guido Pani, magistrato forse influenzabile ma sicuramente onesto ed estraneo alle consorterie che hanno qui tutto l’interesse a nascondere la verità dato anche che i risvolti che potevano emergere, auspicabilmente suffragati da prove, sarebbero risultati assolutamente inquietanti. (altro…)

“IPOTESI PIU’ O MENO FANTASIOSE” … UNIONE SARDA, FACCE RIDE!!!

Ancora una volta L’UNIONE SARDA ha fatto flop, come ha sempre fatto nel riferire, con fastidio, della vicenda Volpe 132, ossia dell’elicottero della Guardia di Finanza misteriosamente caduto il 3 marzo 1994 con a bordo Gianfranco Deriu e Maurizio Sedda, i cui familiari da dieci anni attendono giustizia.
Sono stati costretti a riferire dell’esternazione di un parlamentare dei Verdi che ha preso atto, con soddisfazione, della recente decisione del GUP Giovanni Lavena di riaprire le indagini, e ha evidenziato un possibile legame tra questa vicenda e quella di Ilaria Alpi (nella foto), laddove anche la valorosa inviata del TG3, col suo cameraman Mirian Hrovatin, si era forse imbattuta in una losca vicenda di traffico d’armi tra Italia e Somalia. (altro…)

C’E’ DEL MARCIO IN LIBIA: CONTRO QUESTE COSE NON SCIOPERATE?

Molte delle ragioni dello sciopero dei magistrati di ieri erano pienamente condivisibili: enormi carenze strutturali, e un disegno di riforma dell’ordinamento giudiziario che, anziché affrontare il vero nocciolo dei problemi, ossia l’inesistenza di veri controlli sull’operato dei singoli, vuole gerarchizzare e burocratizzare tutto riportandoci all’Ottocento.
Tuttavia, la magistratura, per quanto ci riguarda quella cagliaritana, difficilmente potrà conquistarsi piena legittimazione agli occhi dell’opinione pubblica, nell’attuare queste forme di protesta definite “eversive” da qualche esponente della maggioranza, se non facendosi un serio esame di coscienza quanto alle condotte antidoverose che avvengono al proprio interno. (altro…)

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VOLPE 132: DOTTOR PIANA, SI GUARDI ALLE SPALLE …

Ogni magistrato assennato, che non conservi la mentalità giovanile di chi crede di dare un concorso e poter rivoltare il mondo come un calzino sa bene che la pretesa onnipotenza della magistratura nel compito di accertare la verità è illusoria, che avrà il via libera quando si tratterà di perseguire ladruncoli, rapinatori e, al limite, corrotti e corruttori di piccolo spessore, ma che, quando si toccano certi “piani alti”, spesso coperti dal segreto, anche di Stato, son dolori e depistaggi.
Lo sa bene anche il procuratore Carlo Piana, che se è stato da noi duramente criticato, tuttavia, proprio per le sue simpatie politiche, è al di sopra di ogni sospetto quanto a possibili commistioni con quegli equivoci ambienti, tra Nato e Massoneria, che furono largamente presenti nella “Rete” di Luigi Lombardini, e ancor più al di sopra è il sostituto procuratore Guido Pani; parliamo, ovviamente, del caso Volpe 132, relativo al misterioso abbattimento, dieci anni fa, di un elicottero della Guardia di Finanza nella zona di Feraxi, di cui Piana si sta occupando anche in prima persona fin dal suo insediamento in Procura, oltre sette anni fa, senza ottenere grandi risultati probatori ma, quanto meno, avendo sgombrato il campo dai depistaggi verso i quali settori della Guardia di Finanza e dei servizi segreti tendevano a sviare la magistratura. (altro…)

FORSE E’ PER QUESTO CHE NON SI INDAGA SUL CASO VOLPE 132 …

Sembra che in questo benedetto paese di certe vicende scabrose non si parli mai se non lo fa Pino Scaccia, ammesso e non concesso che basti che ne parli lui, e che le nefaste tendenze censorie di chi dalla scoperta della verità ha tutto da temere non si riverberino anche sulla Rai.
Della vicenda Volpe 132, della tragica sorte dei piloti elicotteristi della Guardia di Finanza Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda, che stavano su quell’elicottero misteriosamente esploso nel cielo di Feraxi la notte del 2 marzo 1994, delle indagini che vanno a rilento e degli infiniti depistaggi vi abbiamo più volte parlato, e la sensazione che si prova è sempre quella: E’ UNA VERGOGNA. Ma soprattutto è una vergogna che ancora tanti ostacoli si frappongano all’accertamento della verità non per cattiva volontà di chi è formalmente investito delle indagini – almeno per questa vicenda, il procuratore Carlo Piana e il sostituto Guido Pani sono assolutamente al di sopra di ogni sospetto – bensì perché continuano le omissioni, i depistaggi, i bastoni tra le ruote da parte di ambienti che non sono propriamente quelli dei trafficanti d’armi, accusati dal “pentito” Zirottu di stare dietro l’abbattimento dell’elicottero, bensì sono ambienti di servitori dello Stato. (altro…)

GLADIO E VOLPE 132 …C’E’ ANCORA TANTO DA SCAVARE …

Sembra che i nostri articoli sul caso “Volpe 132”, che poi non contengono chissà quali clamorose rivelazioni, ma solo un tentativo di lettura ragionata, per quanto inquietante, di cose che si sanno già stia suscitando un morboso interesse da parte di utenti imperscrutabili statunitensi e israeliani, forse riconducibili a qualche servizio di intelligence interessato a capire se vi fosse coincidenza tra gli assassini che tirarono giù l’elicottero con a bordo i piloti della GdF Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda e quelli, spesso dipinti come “patrioti”, che massacrano coi mezzi più subdoli tanti innocenti figli di David; analogo interesse pare ci sia da parte di qualche investigatore cagliaritano, ma poiché nel nostro sito quasi tutte le utenze pubbliche sono “bannate” (eccetto la Rai e poche altre), dovranno soddisfare la loro curiosità collegandosi da casa.
Forse occorre suggerire a chi vuole approfondire come si deve la vicenda di sondare adeguatamente i possibili collegamenti tra la stessa e le schegge impazzite dell’organizzazione Stay Behind, meglio nota come Gladio, in Sardegna (dove, non dimentichiamolo, vi era la base di addestramento segreta di Capo Marrargiu), laddove detta struttura, fortemente compenetrata com’era dalla P2 e dalla massoneria deviata in generale (tra i motivi della scissione della “Gran Loggia Regolare” vi fu l’intendimento di Giuliano Di Bernardo di espellere dal Grande Oriente i numerosi “gladiatori” che vi risultavano iscritti), per un verso non si era rassegnata alla smobilitazione ingenerata dalla sgradevole scoperta delle “carte” di Aldo Moro nel covo BR di via Monte Nevoso, a Milano, e imposta da Giulio Andreotti in contrasto con l’allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, e col direttore del Sismi ammiraglio Martini, per altro verso conservava un inestimabile patrimonio di legami internazionali che non si limitavano ad ambienti militari e di intelligence stranieri rientranti tra i nostri alleati (come quelli degli Stati Uniti), ma che spaziavano molto pericolosamente, e in armonia con la linea filoaraba del Sismi, nel Medio Oriente, presso entità terroristiche quali quelle palestinesi che, secondo l’apprezzamento molto soggettivo di taluni, sarebbero quasi patriottiche. (altro…)

LE PROVE DELL’INNOCENZA DI CELLINO?

Nel luglio 1994, due mesi dopo che Massimo Cellino era stato arrestato, su richiesta del PM Valerio Cicalò, per pretesa truffa all’AIMA consistita nella denuncia, ai fini dei contributi all’agricoltura dell’Unione Europea, di quantitativi di grano superiori a quelli effettivi, accadde nei pressi di Algeri il misterioso episodio relativo alla motonave “Lucina”, usualmente noleggiata da Cellino per i trasporti di semola di grano, ma di proprietà di un armatore napoletano e con l’equipaggio quasi interamente campano, che fu trovata presso il porto di Jenjen con a bordo sette marinai sgozzati.
In merito a questo episodio, sul quale subito Cellino colse la palla al balzo per affermare che, contrariamente a quanto asserito dagli inquirenti, in Algeria ci andava veramente – la Guardia di Finanza aveva insinuato che taluni viaggi erano stati simulati – la versione ufficiale delle autorità algerine fu che vi era stata nella nave un’incursione di integralisti islamici, che intendevano artificiosamente inasprire i rapporti tra il governo laico algerino (già sotto tiro per i metodi non ortodossi impiegati nella lotta agli integralisti) e l’Italia. (altro…)

VOLPE 132: SPUNTA UNA PISTA CINESE?

Sconvolgenti scoperte circa il mistero che circonda l’esplosione in cielo, la notte del 2 marzo 1994, dell’elicottero della Guardia di Finanza Agusta A 109 “Volpe 132″.
Fino a ieri, si pensava semplicemente che le tracce del traffico d’armi che starebbe dietro la vicenda portassero in Algeria, al massimo in Libia, ma nuovi elementi fanno stagliare netto sullo sfondo il profilo dell’ultima superpotenza comunista: la Repubblica Popolare Cinese.
Nel mirino, l'”anomala” presenza dei cinesi, arrivati prima sotto forma di tecnici e ingegneri della società petrolifera di stato e di aiuti umanitari, quindi anche sotto forma di ingenti truppe presenti al di fuori di ogni ufficialità nella tormentata zona del “corno d’Africa”, segnatamente in Somalia, nella zona di Bosaso, epicentro, nel 1994, della disfida tra i due “signori della guerra” che si contendevano il Paese dopo la caduta del dittatore Siad Barre, Ali Mahdi, che prevarrà e Mohammed Farad Aidid, alla fine trattato come un criminale di guerra. (altro…)

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VOLPE 132: QUALCHE GREMBIULINO LA SA LUNGA …

Il tenore di certe reazioni, a metà tra l’indignato e il protettivo nei confronti di certi magistrati che le stanno tentando di tutte per nascondere la verità (ribadiamo che non ci riferiamo al dottor Guido Pani, che in mezzo a mille depistaggi ha fatto quel che ha potuto), provenienti puntualmente e univocamente dagli ambienti della Massoneria cagliaritana, anche da quelli che credevamo più “puliti” e meno coinvolti in certi “giri”, ci fanno comprendere che, sulla ricostruzione delle premesse che portarono alla tragedia di Volpe 132, la stiamo azzeccando in pieno, e forse dello stesso parere, ahiloro, sono anche gli utenti cinesi (di Stato) e algerini che hanno frequentato copiosi questo sito negli ultimi giorni.
Ci sono pochi dubbi, ormai, sia sul fatto che fosse il “Lucina” la nave vista da testimoni oculari nei pressi di Capo Ferrato (non di Capo Carbonara come i depistatori del SISMI, aiutati da qualche magistrato, hanno inizialmente tentato di dare a bere) pochi istanti prima che l’elicottero Agusta A 109 “Volpe 132”, con a bordo gli elicotteristi della Guardia di Finanza Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda, esplodesse incredibilmente in cielo, e che tale nave, come suggerito (in relazione alla tragedia del luglio 1994, che ne vide l’intero equipaggio sgozzato nei pressi di Algeri) da una fonte informativa legata ai servizi segreti britannici, fosse impegnata in un ingente trasporto d’armi, destinate a settori del potere pubblico algerino, venendo perciò assalita dagli integralisti islamici. (altro…)

VIETATO PARLARE DI VOLPE 132

Ormai è assodato, a Cagliari vi sono schiere di giudici, PM, avvocati e faccendieri di varia umanità che sono disposti a fare le umane e le divine cose, comprese gravi irregolarità processuali e deontologiche, affinché della vicenda Volpe 132, quel caso intricato di cui vi abbiamo più volte parlato dell’abbattimento dell’omonimo elicottero Agusta A 109 della Guardia di Finanza in quel di Capo Ferrato nel marzo 1994, non si parli assolutamente, non tanto sulla carta stampata, quanto su quella bollata – leggasi nei procedimenti penali, e nei processi veri e propri – e possibilmente si intimidiscano coloro che ne sanno qualcosa o vogliono far luce.
Ricapitolando:
1) un teste esterno (non il “pentito” Zirottu) quale il pescatore Utzeri di Feraxi nota una nave identica al “Lucina”, la nave cargo all’epoca adoperata dalla SEM Molini Sardi per i propri trasporti di granaglie e semolino, nei pressi della zona presidiata dal cielo da Volpe 132, un istante prima che si notasse in cielo un forte bagliore seguito dalla scomparsa dell’elicottero;
2) le inchieste sia della Procura Militare, sia della Procura di Cagliari intese a fare piena luce sull’episodio partono stancamente e presto si arenano, e pesanti “zone d’ombra” impediscono l’accertamento della verità come la sparizione dei tracciati radar che comproverebbero i movimenti di Volpe 132, che per mesi, anzi per anni, da parte militare si voleva abbattuto a Capo Carbonara anziché, come sarà poi comprovato, a Capo Ferrato; (altro…)

VOLPE 132: VADEMECUM PER CHI VUOLE (DAVVERO) INDAGARE

Armi cinesi per ammazzare il sostituto di punta della DDA di Reggio Calabria. Kalashnikov speciali, in dotazione all’esercito cinese. Bazooka, in grado di perforare come burro un’auto blindata. E ancora: gas nervino, gelosamente custodito da un personaggio misterioso a quanto pare legato alla CIA. E inoltre: rifiuti tossici di ogni tipo, tanto clandestinamente quanto liberamente passanti per il porto di Gioia Tauro, in attesa di essere comodamente stoccati negli accoglienti siti della Somala, con affari d’oro per i “signori della guerra” e per le mafie.
Dove stava davvero andando la nave, secondo i testimoni oculari quasi certamente la motonave “Lucina”, che la notte del 2 marzo 1994 fu intercettata nel braccio di mare di Capo Ferrato dall’elicottero della Guardia di Finanza Agusta A 109 “Volpe 132”, pilotato dai valenti piloti Gianfranco Deriu e Maurizio Sedda, prima di scomparire misteriosamente nel cielo? (altro…)

VOLPE 132 E GLADIO, ANCORA NUOVI MISTERI: E LA MAGISTRATURA CHE FA?

Con un lungo articolo pubblicato ieri sul quotidiano sassarese “La Nuova Sardegna”, Piero Mannironi, il giornalista che più approfonditamente si è occupato della vicenda Volpe 132, apre dopo tanti anni, dando conto degli appelli a scoprire la verità dell’anziano padre della vittima, il dibattito su un mistero fortemente connesso a questa fosca vicenda, ossia quello della morte nel 1988, nello stato africano di Capo Verde, di Gaetano Giacomina, apparentemente un marittimo qualunque, ma in realtà, come rivelato da Stefano Antonino Arconte, un appartenente alla “Gladio delle Centurie”.
Sono tanti i misteri che circondano questo decesso, apparentemente dovuto a incidente in un cantiere navale, ma circa il quale vi è stata ben poca trasparenza, tanto da indurre il padre ottantottenne di Gaetano Giacomina a lamentarsi della condotta della magistratura oristanese, che avrebbe archiviato in modo alquanto frettoloso un esposto dell’anziano uomo, e a fare esposto alla Procura Generale presso la Cassazione, quella competente ad attivare l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. (altro…)