Argomento: GIANCARLO MOI


Articoli su questo argomento (6):

IN SCENA IL TEATRO DELL’ASSURDO: LIORI INDAGATO PER RAPINA

Gli eredi del compianto Samuel Beckett prima o poi chiederanno i danni; infatti, quello che va in scena in piazza Repubblica, a Cagliari, è veramente il teatro dell’assurdo.
L’ex direttore dell’Unione Sarda, Antonangelo Liori, risulterebbe indagato per essere il “mandante” della sanguinosa rapina alla filiale della Banca di Sassari di piazza Garibaldi nel capoluogo isolano, per la quale sono accusati tre desulesi (uno latitante) e che sfociò nel ferimento di due poliziotti (uno di essi gravemente).
Liori verrebbe chiamato in causa in relazione ai contatti telefonici che avrebbe avuto con uno dei rapinatori (Marco Deiana, latitante) prima e dopo la rapina. (altro…)

LA CASSAZIONE CONVALIDA IL PROCESSO DELL’ASSURDO. CAMBA E PEDDIO IN GALERA.

E tre, anzi, e quattro!! Dopo Giovanni Gaddone e Pietro Paolo Melis, seppelliti dietro le sbarre per trent’anni perché giudicati colpevoli di un delitto, il sequestro-omicidio della povera Vanna Licheri, dal quale sono stati da più parti, autorevolmente (come ad esempio dall’ex Ministro della Giustizia Oliviero Diliberto) ritenuti innocenti, e che pagano il fio di dovere essere incastrati per coprire ben altre responsabilità, è giunto, grazie al solito mansueto avallo della Cassazione (ai cui giudici, molto meno autorevoli che in passato, hanno insegnato bene che chi non avalla i teoremi dei PM fa la fine di Corrado Carnevale) ha avallato la sentenza pronunciata in primo grado dalla Corte d’Assise di Cagliari (presieduta dal comunista Sandro Lener, con a latere altro giudice comunista, non ricordiamo se la Ornano o Gatti), poi confermata in appello (non vorremmo dire un’inesattezza, ma forse presiedeva o componeva il collegio la pasionaria comunista Fiorella Pilato, erede del troppo screditato Enrico Dessì alla guida dell’A.N.M. sarda), basata su un teorema tirato fuori, quindici anni dopo i fatti, dal Pm Giancarlo Moi, esperto in omicidi, ma il cui reale ispiratore parrebbe essere stato il Pm Mario Marchetti, abituale gestore di “pentiti”, con cui Walter Camba e Adriano Peddio sono stati condannati per l’omicidio, consumato nel corso di una rapina, del gestore della rivendita di bevande “BeviMarket” allora esistente nella Via dei Donoratico di Cagliari.
L’impianto accusatorio era piuttosto fragile, come e forse più che quello che fu rovesciato dal Pm Mauro Mura, con la preziosa cooperazione dell’ex Capo della Criminalpol Antonello Pagliei, addosso a Gaddone e Melis, poiché, tanto per dirne qualcuna, il pilastro dell’accusa contro Camba e Peddio era rappresentato dalle parole di un pentito, tale Fanni, il quale si suicidò in cella lasciando per iscritto le scuse a Marchetti per tutte le fandonie che aveva raccontato, corroborate dalle dichiarazioni di altri “pentiti” dello stampo di Maurizio Cossu detto “Marocchino”, un tale che è stato da poco pizzicato dai Carabinieri perché deteneva 35 grammi di cocaina, occultati ignobilmente nel triciclo del suo bimbo. (altro…)

MAGISTRATI: ARRIVI, PARTENZE E SCREZI

E’ ormai ufficiale ed esecutivo il trasferimento alla Corte di Appello di Giovanni Dessy, detto Gianni, eterno giudice fallimentare del Tribunale di Cagliari; il trasferimento è avvenuto a domanda ed era atteso poiché Dessy da tempo aveva maturato una qualifica molto più alta di quella di magistrato di tribunale, oltre ad essere rimasto nello stesso posto per ben più di dieci anni, cosa proibita dalle circolari del Consiglio Superiore della Magistratura.
Non è invece ancora stato deliberato dal CSM, ma lo sarà a breve, il trasferimento, sempre a domanda, del Presidente del Tribunale di Lanusei, Claudio Lo Curto, a Livorno, dove svolgerà funzioni di presidente di sezione del Tribunale; Lo Curto ha governato il Tribunale di Lanusei per anni e anni in condizioni difficilissime, dando mostra di grandi doti organizzative, ma si tratta di un’esperienza che, prima o poi, stanca tutti. (altro…)

Antonangelo LIORI

36 anni, di Desulo, grande cultore delle tradizioni profonde della Sardegna oltre che giornalista, nel 1994 viene nominato dall’allora editore Nichi Grauso alla direzione dell’UNIONE SARDA, ad appena trent’anni, onde imprimere una svolta al quotidiano cagliaritano.
Sotto la direzione di Liori, L’UNIONE SARDA terrà un atteggiamento maggiormente critico nei confronti della sinistra al governo della Regione Sarda e promuoverà numerose campagne di stampa contro gli sprechi e i privilegi all’interno della Regione stessa, non poco fastidiose per il Palazzo. Particolarmente preso di mira sarà il Presidente della Regione, Federico Palomba, ma anche altri politici quali l’allora assessore all’Urbanistica Benedetto Ballero. Al contempo, Liori assumerà cariche amministrative in ARBATAX 2000, società creata da Nichi Grauso per rilanciare la Cartiera di Arbatax. (altro…)

LE INCOMPATIBILITA’ PARENTALI TRA MAGISTRATI E TRA MAGISTRATI ED AVVOCATI

Nel febbraio 1999 l’UNIONE SARDA, nel quadro della furibonda campagna da tempo condotta dal direttore Antonangelo Liori per stigmatizzare le maggiori malefatte della magistratura cagliaritana, pubblicò, per due giorni di seguito, un corposo elenco di magistrati circa i quali vi era motivo di ritenere la sussistenza di una delle cause di incompatibilità contemplate dagli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, relativamente alla sussistenza di parentele tra loro, ovvero di parentele con avvocati del Foro di Cagliari.
L’iniziativa suscitò un certo clamore, poiché emergeva che praticamente la metà dei magistrati in servizio nel Palazzo di Giustizia di Cagliari erano potenzialmente incompatibili; anche larghi settori dell’opinione pubblica rimasero sdegnati.
Sulla base di questi dati, un’autonoma iniziativa fu intrapresa nell’ottobre 1999 da Nichi Grauso, che propose al riguardo un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, dopo aver già riportato i suddetti dati tra gli elementi a supporto di una richiesta di rimessione, avanzata in relazione al processo che lo vedeva imputato, a Cagliari, di diffamazione per aver dato dell'<<assassino>> al PM palermitano Vittorio Aliquò. (altro…)

mostra i 1 titoli successivi

IL CASO SCARDELLA: 20 ANNI DOPO NUOVI SCENARI. DA INCUBO.

Una brutta storia di oltre vent’anni fa torna brutalmente d’attualità grazie a un bel libro (“Il caso Scardella. Una storia di Mala Iustitia”) che fa gradevolmente il verso al nostro sito, al battage che ne è stato fatto su molti siti internet antagonisti o vicini agli anarchici, all’incessata iniziativa dei familiari della vittima intesa a scoprire la verità al fatto che il problema è stato ora preso a cuore da molti parlamentari di sinistra, laddove all’epoca dei fatti sembrò esservi invece parecchia disattenzione.
Aldo Scardella, un ragazzo di 25 anni che sbarcava il lunario come poteva, facendo il venditore ambulante, 20 anni fa fu arrestato, sulla base di indizi abbastanza labili – quali un suo berretto ritrovato nei pressi del luogo del delitto, luogo nel quale peraltro egli passava quotidianamente – e fu tenuto per ben sette mesi in isolamento, senza che né il PM né il giudice istruttore lo avessero interrogato, per poi essere trovato impiccato nella sua cella, nel carcere di Buoncammino. (altro…)