Argomento: GIAMPAOLO ARRA
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RIECCOLI! E ADESSO NON C’E’ LOMBARDINI …
Sequestrato a Cardedu e subito rilasciato a Tertenia Davide Arra, figlio di Gianfranco, direttore della filiale del Banco di Sardegna di Tortolì. Lieto fine, fortunatamente, in attesa di acchiappare i malviventi e chiarire interamente la dinamica dei fatti,anche se la ricostruzione più evidente appare essere quella per cui si sia trattato di un classico sequestro-lampo all’ogliastrina, col padre della vittima direttore di banca invitato ad approvvigionarsi di contante a tempo di record per la liberazione del figlio, andato a male non avendo potuto il padre ritirare i soldi in banca per le misure di sicurezza adottate riguardo a questo delitto, particolarmente frequente in Ogliastra.
Tuttavia, a conferma di quanto già accaduto ad Arzana nei confronti dei coniugi tedeschi, una constatazione è evidente: anche se sono cambiate le modalità di esecuzione, i sequestri di persona sono tutt’altro che cessati dopo la conclusione farsesca e torbida di quello di Silvia Melis, ed è quindi evidente, contrariamente alle becere e calunniose insinuazioni di taluni, che a quanto pare non era Lombardini a far fare i sequestri, anzi, in assenza di Lombardini, e dopo tutto ciò a cui abbiamo assistito in occasione del sequestro Melis con tutto il suo stucchevole corollario di mediatori, emissari e controemissari, massoni e frati, riscatti-non riscatti e fughe-non fughe, chissà quanti sequestri sono stati realizzati con queste modalità senza mai essere denunciati. (altro…)
SEQUESTRI: TRIONFA LA “DOTTRINA TITO MELIS”
Non osiamo neppure immaginare lo stato d’animo di Giampaolo Arra, il direttore di banca di Tortolì padre di Davide vittima di sequestro lampo, mentre si recava nel luogo convenuto coi banditi per il pagamento di un riscatto modesto quanto si conviene per un sequestro lampo (50.000 euro, pare) prima apprendeva che la stampa già sapeva della vicenda, essendone stata evidentemente informata da qualcuno non della famiglia di Giampaolo Arra (che non aveva avvisato neanche la moglie), quindi veniva rincorso dalla Polizia per porre in esecuzione il provvedimento di blocco dei beni tempestivamente disposto dalla magistratura cagliaritana.
Il signor Arra, intervistato dalla RAI, e con un’esternazione apparsa anche stamattina su L’UNIONE SARDA, è stato fin troppo chiaro, ed è evidente, nel superiore interesse alla salvezza della pelle dei sequestrati, che la “dottrina Tito Melis” (secondo cui i sequestri non andavano denunciati ma occorreva, invece, fare tutto “alla chetichella” per non essere ostacolati dallo Stato) ha comprensibilmente attecchito, che il pensiero manifestato da Giampaolo Arra, non certo un complice della criminalità ma solamente un padre preoccupato innanzitutto di salvare il proprio figlio, risponde appieno a una forma mentis radicata in Ogliastra, sembra quasi rispondere a un tacito patto tra potenziali banditi e potenziali vittime dei sequestri, per cui al totale riserbo da parte dei parenti delle vittime, soprattutto con lo Stato, fa da corrispettivo la richiesta di un riscatto esiguo e la promessa di rapidissima liberazione della vittima. (altro…)