Argomento: GABRIELLA RANNO


Articoli su questo argomento (7):

CASO MELIS, LA VERITA’ SI AVVICINA

Fervono sempre più intense le consuete ritualità di un Natale sempre meno cristiano e sempre più pagano, sempre meno celebrativo della nascita di Nostro Signore e sempre più consumistico e di abbuffate alla faccia dei tanti poveri del mondo, a chiudere un anno abbastanza disgraziato fatto di una cifra di tutto rispetto di 34 omicidi in Sardegna, perlopiù senza colpevoli, dell’imperversare di spettacolari rapine, della solita pletora di truffe di vario genere, a cominciare da quella legata al nome di una donna bellissima, Gabriella Ranno, che vedrebbe coinvolto il figlio di un’importantissimo personaggio cagliaritano, senza parlare del fatto che in una recente inchiesta per traffico di droga sarebbe rimasto indagato il figlio di un giudice.
Si approssima quindi la fine di un altro anno porco, un altro dei troppi anni porci che abbiamo vissuto ultimamente, all’inizio del quale avevamo tentato di auspicare che questo 2003 fosse finalmente l’anno della verità sul caso Melis, e almeno su questo fronte la recente sentenza della Corte d’Appello di Palermo, che ha assolto l’avvocato Antonio Piras dalla fantasiosa, strampalata accusa di estorsione formulata ai suoi danni, ha finalmente contribuito a ricostruire grandi frammenti di verità. (altro…)

I SOLDI SPORCHI DELLA CAGLIARI BENE

A Cagliari non c’è un’impresa delle dimensioni della Parmalat, ma le truffe e i falsi in bilancio, a quanto pare, ci sono in abbondanza, e non si fermano certo alle vicende legate alla promotrice finanziaria Gabriella Ranno, che hanno visto cadere nell’inchiesta della Procura di Cagliari grossi nomi, come quello di Andrea Pirastu.
Numerose imprese, di piccola, media e grande dimensione, comprese talune imprese editoriali, avrebbero praticato per anni la tecnica del falso in bilancio e sul modello Tanzi – almeno per quel che pensano i magistrati di Milano e Parma – dello svuotamento delle risorse delle imprese, poche spa e moltissime srl, a beneficio dei propri patrimoni personali, delle auto di lusso, dei viaggi intercontinentali, delle tante arie della Cagliari bene; a tempo debito ci sarà il fallimento e magari la bancarotta fraudolenta, ma intanto finché funziona funziona, e tanto non c’è nulla da temere dalla Procura cagliaritana che per bancarotta fraudolenta non ha mai messo dentro nessuno, specie perché molti degli arrestandi sarebbero amici e commensali abituali di magistrati. (altro…)

RESTIAMO NOI STESSI, MA VOTIAMO SORU

Chi ci segue, dal lontano 2001 o da epoca più recente, sa bene che MALA IUSTITIA CARALITANA, pur sforzandosi di mantenere un atteggiamento apolitico e non fiancheggiatore necessario di questo o quello schieramento, non ha nascosto la sua simpatia non tanto per Silvio Berlusconi come politico e per il centrodestra come schieramento, quanto per certe proposte programmatiche del centrodestra come quelle maggiormente confacente alle istanze che abbiamo sempre perorato sulle problematiche della giustizia, quelle che sono specifiche nel tema del nostro sito, e che riguardano si la richiesta di accertare la verità su certi fattacci e punirne i responsabili, ma anche il patrocinio di talune riforme necessarie per rendere la nostra giustizia più seria, più umana, meno marziana.
Sapete anche come sia un dato incancellabile la nostra avversione al “comunismo”, intesa non dal punto di vista degli ideali esternati o del portare il nome “comunista” (ad esempio per molti esponenti del PRC, Bertinotti compreso, nutriamo molta stima), ma come atteggiamento mentale di intendere la lotta politica, con le propaggini giudiziarie, come annientamento dell’avversario al di fuori della normale e democratica dialettica; insomma, il comunismo di Stalin e, per molti versi, di D’Alema e Violante.
Ciononostante abbiamo preso la nostra decisione e, alle elezioni regionali prossime venture, pur turandoci il naso se nelle liste vi saranno alcuni personaggi che non ci piacciono, voteremo Renato Soru.
Perché questa scelta? (altro…)

CENTRODESTRA, LA COERENZA STA A ZERO

Siamo ormai arrivati alla chiusura delle liste e all’inizio ufficiale della campagna elettorale, quella vera, quella senza esclusione di colpi, e ancora niente da fare quanto a quel guizzo di coerenza che ci attendevamo dal centrodestra quanto all’impegno concreto, non in termini di massimi sistemi bensì di situazioni concrete e incancrenite, sul problema della giustizia a Cagliari e in Sardegna, che negli ultimi anni, quanto a determinare gli indirizzi della politica e dell’informazione, ha avuto un impatto soverchiante e debordante.
Coerenza avrebbe imposto che uno come Nicola Grauso, il solo che ha avuto il coraggio di opporsi apertamente a una consorteria politico-giudiziario-giornalistica che ha voluto dettar legge a tutti i livelli a Cagliari, e che, da editore, è stato esposto a un procedimento giudiziario funzionale a portagli via giornali e televisioni assolutamente senza precedenti e con prove pregnanti di contaminazioni tra i magistrati che se ne sono occupati e l’ala più scopertamente affaristica dei DS, venisse difeso fino alla morte, allo stesso modo in cui Berlusconi difende Previti sul quale, peraltro, abbiamo seri dubbi. (altro…)

(FLASH) CHI DORME NON PIGLIA RANNO, ORA LA MAGISTRATURA SI SVEGLIA E CHIUDE LA STALLA QUANDO I BUOI SONO SCAPPATI

Un anno abbondante di processo a mezzo stampa, di indiscrezioni continue, di voci incontrollate su indagati eccellenti, e ora la svolta: Gabriella Ranno, l’ex promotrice finanziaria Fideuram da tempo assurta agli “onori” delle cronache per le note vicende degli investimenti vietati degli enti regionali, è stata sbattuta in galera insieme a quelli che sarebbero stati i suoi più rilevanti complici presso l’ARST, Marco Carboni e Carlo Boi.
La svolta, stranamente, arriva ora che al timone della Regione c’è Renato Soru, che ha fatto abbondantemente capire che per lui la moralizzazione della cosa pubblica non è vuoto slogan ma impegno concreto e quotidiano, per cui la magistratura cagliaritana ha forse capito che non poteva cadere nel ridicolo più totale facendosi scavalcare su questo terreno da quel Governatore dalle amicizie tanto sgradite (leggasi Nicola Grauso), lasciando ancora a piede libero la Ranno, nonostante la pesantezza delle accuse nei suoi confronti; improbabile invece che vi siano risvolti politici, dato che nel caso di specie i magistrati che hanno chiesto e ordinato gli arresti, diversamente dai loro rossi capi (Piana e Porcella), sarebbero delle stesse tendenze politiche degli arrestati. (altro…)

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E SE LO FANNO AI COLLEGHI …

La nostra solita “talpa” nelle alte sfere ci ha giunto notizia che ieri il Consiglio Superiore della Magistratura ha definitivamente e positivamente chiuso, forse grazie al tempo gran dottore che non aiutò “a caldo” nei giorni del suicidio di Luigi Lombardini, una vicenda terribilmente incresciosa che riguardava, tanto per cambiare, il Palazzaccio cagliaritano.
Era capitato che un magistrato con una non trascurabile anzianità di servizio, di cui Lombardini era stato il “capo” e col quale aveva un rapporto fraterno e di gratitudine, avesse “preso male” il suicidio dell’indimenticabile Luigi, e si fosse perché lasciato andare a situazioni di scoramento e depressione, unitamente a una certa insofferenza per i metodi gestionali, ritenuti autoritari (a ragione, a quanto ci dicono, ancora, le nostre “talpe” nel Palazzaccio) del procuratore capo Carlo Piana, il quale dal canto suo, rinnovando una tecnica già sperimentata nei confronti dell’ex procuratore generale Francesco Pintus e di altri, invia una nota al Consiglio Superiore della Magistratura ipotizzando in sostanza che detto magistrato, per i suoi “problemi personali”, crea ripercussioni negative sul lavoro. (altro…)

QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DER CASO RANNO

Sono molti gli interrogativi che chiunque può porsi sulla vicenda che, come ha detto la stessa Gabriella Ranno, dovrebbe meglio chiamarsi “Vicenda Fideuram”, ma che nel bene e nel male è nota soprattutto col nome di questa donna, molto bella, energica e con una speciale abilità a quanto pare, a intrufolarsi negli ambienti che contano.

Quello più angosciante riguarda, allo stato, se sia vero che nel “pasticciaccio brutto” sia coinvolto un magistrato, in servizio negli uffici giudiziari di Cagliari (come le indiscrezioni sporadicamente apparse su “La Nuova Sardegna”, giornale da qualche tempo non più affiatato come una volta con la Procura cagliaritana, lascerebbero intuire), ovvero se ci si debba fidare dell’annoiata smentita della Procura, non si sa se proveniente dal PM che procede, Giangiacomo Pilia, o dal “capo”, Piana in persona, secondo cui “allo stato” non risulta il coinvolgimento di magistrati. Le indiscrezioni che pervengono a noi farebbero propendere per la prima ipotesi, anche perché il giornalista che avrebbe raccolto l’indiscrezione, per quanto da noi spesso criticato, è persona che il suo mestiere lo sa fare molto bene e che non ha dimestichezza con la censura preventiva delle notizie. (altro…)