Argomento: FIORELLA PILATO
Articoli su questo argomento (25):
2. IL CASO MANUELLA, IL PCI ALLE STELLE E I COMPAGNUCCI DELLA SEZIONE LENIN
7. APPENDICI
LA CASSAZIONE CONVALIDA IL PROCESSO DELL’ASSURDO. CAMBA E PEDDIO IN GALERA [..]
EMANUELE SANNA HA LA CODA DI PAGLIA
IL “CASO CAGLIARI” DEVE APPRODARE IN PARLAMENTO!
ANTONINI, PILATO E LISSIA: DI TUTTO DI PIU’
INCOMPATIBILITA’: LA PILATO NON SE NE LAVA LE MANI
IL NOSTRO SONDAGGIO SUL TERRORISMO: NO GLOBAL NELL’OCCHIO DEL CICLONE
NON TOCCATE IL TRIBUNALE DI LANUSEI (E LA PILATO SI STUDI LA GEOGRAFIA)
CASO LOMBARDINI, APERTA INCHIESTA SUL SUICIDIO A PALERMO?
INCOMPATIBILITA’, NON ABBASSIAMO LA GUARDIA: VOGLIAMO UNA MAGISTRATURA PIU [..]
IL NOSTRO SONDAGGIO CONFERMA: BASTA CON LE INCOMPATIBILITA’!
NON LEGGETE PIU’ L’UNIONE E LA NUOVA!!!
MD CAMBIA REGISTRO … ANCHE A CAGLIARI?
DI NUOVO TOGHE NERE AL RITO OTTOCENTESCO
ANNO GIUDIZIARIO, DEPUTATI INVITATI. MA EMANUELE SANNA?
UNIONE SARDA: IL CDR HA LA CODA DI PAGLIA
IL SEQUESTRO DI VANNA LICHERI
LE INCOMPATIBILITA’ PARENTALI TRA MAGISTRATI E TRA MAGISTRATI ED AVVOCATI
Enrico DESSI’
2. IL CASO MANUELLA, IL PCI ALLE STELLE E I COMPAGNUCCI DELLA SEZIONE LENIN
Agli inizi degli anni ’80, quando il dominatore assoluto del Palazzo di Giustizia cagliaritano è il Procuratore Generale Giuseppe Villa Santa, cattolico conservatore e tradizionalista, e un ruolo assai importante è altresì ricoperto dal capo dell’ufficio istruzione del Tribunale di Cagliari Luigi Lombardini, impegnatissimo e con successo sul fronte dei sequestri di persona, l’ambiente viene scosso dal <<caso Manuella>>, ossia dalle discusse indagini successive alla misteriosa scomparsa del giovane avvocato cagliaritano Gianfranco Manuella [inchiesta condotta dal giudice istruttore Fernando Bova e dal Pubblico Ministero Enrico Altieri, con attivo supporto di Villa Santa] che farà emergere un retroterra di traffici di droga e porterà al clamoroso arresto di quattro stimati avvocati: Aldino Marongiu, Sergio Viana – accusato addirittura di aver materialmente ucciso Manuella a colpi di pistola, Giampaolo Secci e Bepi Podda.
L’inchiesta non aveva risvolti politici, ma il grave insuccesso degli inquirenti, determinato dall’assoluzione di tutti i principali imputati ad opera della Corte d’Assise, determinò gravi contraccolpi sugli equilibri interni al Palazzo di Giustizia, dato che per un verso Villa Santa si era esposto oltremisura nell’inchiesta, per altro verso Lombardini – di destra come Villa Santa – era pur sempre il capo dell’ufficio istruzione da cui dipendeva il giudice Bova [poi censurato dal Consiglio Superiore della Magistratura]. (altro…)
7. APPENDICI
APPENDICE A
COLLOCAZIONE DEI MAGISTRATI IN SERVIZIO AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI CAGLIARI PER SCHIERAMENTO POLITICO-ASSOCIATIVO
MAGISTRATURA DEMOCRATICA: Mauro Mura, sost. proc. Tribunale; Alessandro Pili, sost. proc. Tribunale; Paolo De Angelis, sost. proc. Tribunale; Mario Marchetti, sost. proc. Tribunale; Guido Pani, sost. proc. Tribunale; Alessandro Lener, pres. C. Assise; Francesco Sette, pres. sez. penale; Michele Jacono, pres. sez. penale; Claudio Gatti, giud. sez. penale; Giovanni Massidda, giud. sez. penale; Leonardo Bonsignore, GIP; Giovanni Lavena, GIP; Gian Giacomo Pisotti, pres. sez. civile; M. Teresa Spanu, giud. sez. civile; Anna Cau, giud. sez. civile; M. Cristina Ornano, giud. sez. penale; Maria Sechi, giud. sez. civile; Enrico Dessì, cons. C. Appello; Assunta Brizio, Cons. C. Appello; Lucia La Corte, Cons. C. Appello; Mario Biddau, cons. C. Appello; Fiorella Pilato, cons. C. Appello; Tiziana Marogna, cons. C. Appello; Maria Mura, cons. C. Appello; Fiorentina Buttiglione, cons. C. Appello; Giovanni Dessy, giud. fallim.; Giovanni la Rocca, giud. fallim.; M. Rosaria Marinelli, sost. proc. gen; Antonio Porcella, pres. Tribunale; Mauro Grandesso, giud. sez. lavoro; Alfonso Nurcis, giud. sez. lavoro; Leuzzi, giud. sez. lavoro.
UNITA’ PER LA COSTITUZIONE: Carlo Piana, Proc. Rep. Tribunale; Pietro Corda, Pres. C. Appello; Vittorio Antonini, Proc. Gen.; Giuseppe Pintori, giud. sez. civile; Antonio Onni, cons. C. Appello; Grazia Bagella, giud. sez. civile; Daniela Amato, GIP.
MAGISTRATURA INDIPENDENTE: Angelo Porcu, pres. Trib. Sorveglianza; Gaetano Porcu, sost. proc. Tribunale; Mariano Arca, giud. sez. penale; Massimo Poddighe, giud. sez. penale; Bruno Alfonsi, giud. sez. penale; Salvatore Fundoni, cons. C. Appello; Paolo Zagardo, cons. C. Appello; Gemma Cucca, cons. C. Appello; Simona Lai, cons. C. Appello; Giuseppa Geremia, sost. proc. gen; Lucina Serra, sost. proc. gen.; Sandro Norfo, sost. proc. gen; Antonio Chessa, sost. proc. gen.; Ornella Anedda, giud. sez. lavoro; Angelo Caredda, giud. sez. lavoro.
MOVIMENTI RIUNITI: Ignazio Tamponi, giud. sez. civile; Vincenzo Amato, giud. sez. civile; Daniele Caria, sost. proc. trib.; Rossana Allieri, sost. proc. trib.
N.B.: Dei magistrati non indicati non è nota la posizione politico-associativa (altro…)
LA CASSAZIONE CONVALIDA IL PROCESSO DELL’ASSURDO. CAMBA E PEDDIO IN GALERA.
E tre, anzi, e quattro!! Dopo Giovanni Gaddone e Pietro Paolo Melis, seppelliti dietro le sbarre per trent’anni perché giudicati colpevoli di un delitto, il sequestro-omicidio della povera Vanna Licheri, dal quale sono stati da più parti, autorevolmente (come ad esempio dall’ex Ministro della Giustizia Oliviero Diliberto) ritenuti innocenti, e che pagano il fio di dovere essere incastrati per coprire ben altre responsabilità, è giunto, grazie al solito mansueto avallo della Cassazione (ai cui giudici, molto meno autorevoli che in passato, hanno insegnato bene che chi non avalla i teoremi dei PM fa la fine di Corrado Carnevale) ha avallato la sentenza pronunciata in primo grado dalla Corte d’Assise di Cagliari (presieduta dal comunista Sandro Lener, con a latere altro giudice comunista, non ricordiamo se la Ornano o Gatti), poi confermata in appello (non vorremmo dire un’inesattezza, ma forse presiedeva o componeva il collegio la pasionaria comunista Fiorella Pilato, erede del troppo screditato Enrico Dessì alla guida dell’A.N.M. sarda), basata su un teorema tirato fuori, quindici anni dopo i fatti, dal Pm Giancarlo Moi, esperto in omicidi, ma il cui reale ispiratore parrebbe essere stato il Pm Mario Marchetti, abituale gestore di “pentiti”, con cui Walter Camba e Adriano Peddio sono stati condannati per l’omicidio, consumato nel corso di una rapina, del gestore della rivendita di bevande “BeviMarket” allora esistente nella Via dei Donoratico di Cagliari.
L’impianto accusatorio era piuttosto fragile, come e forse più che quello che fu rovesciato dal Pm Mauro Mura, con la preziosa cooperazione dell’ex Capo della Criminalpol Antonello Pagliei, addosso a Gaddone e Melis, poiché, tanto per dirne qualcuna, il pilastro dell’accusa contro Camba e Peddio era rappresentato dalle parole di un pentito, tale Fanni, il quale si suicidò in cella lasciando per iscritto le scuse a Marchetti per tutte le fandonie che aveva raccontato, corroborate dalle dichiarazioni di altri “pentiti” dello stampo di Maurizio Cossu detto “Marocchino”, un tale che è stato da poco pizzicato dai Carabinieri perché deteneva 35 grammi di cocaina, occultati ignobilmente nel triciclo del suo bimbo. (altro…)
EMANUELE SANNA HA LA CODA DI PAGLIA
Che Emanuele Sanna non sia certo una persona adusa ad agire con la massima trasparenza, e che sia invece un vero e proprio reuccio del complotto da corridoio lo sapevamo e risapevamo da parecchio tempo, visto l’elevato numero di militanti ed ex militanti del PCI/PDS/DS, parliamo di gente onesta e lavoratrice estranea agli oscuri affari delle Cooperative rosse e parimenti ad inciuci con Magistratura Democratica, che di lui ne hanno sempre dette di tutti i colori, dal numero un po’ troppo elevato di gente del partito che dall’oggi al domani entrava stranamente, a fare gli infermieri, all’ospedale Brotzu alla sospetta affiliazione alla Massoneria (per carità, noi non abbiamo niente in contrario, ma ci pare che lo statuto del PDS lo vietasse), voce che, nonostante le smentite di Armandino Corona (e sappiamo quanto certe smentite siano in realtà delle conferme), ci è stata fondatamente confermata da fonte assolutamente autorevole e diretta, che rimanda ai tempi in cui il pediatra di Samugheo era solo un giovane medico qualunque e non faceva neppure politica.
Ma una cosa sono queste voci, sottolineiamo voci, e un altro paio di maniche è se un PM, pur accanitamente innocentista (almeno nei confronti di Carlo Piana, Guido Pani e Gian Giacomo Pisotti) come la dottoressa Marzia Sabella della Procura di Palermo, definisce come “niente affatto cristallina” una vicenda di cui Emanuele Sanna è protagonista principale, ossia quella di come costui si sia adoperato per convincere (o costringere) Nicola Grauso a cedere L’UNIONE SARDA esposta alla spada di Damocle del “controllo giudiziario” ex art. 2409 del Codice Civile richiesto dal suo amico Piana (Sanna ha detto, anche al PM, di non frequentare magistrati, ma noi ci crediamo poco, e abbiamo fondati motivi per dirlo …) in sodalizio col PM ANTIGRAUSO Guido Pani dai segreti d’ufficio prima da Mauro Lissia che in cancelleria, e attivato dal Tribunale civile formato dal comunista Pisotti e dall’incompatibile Amato (confermato in appello da un collegio in cui c’era sicuramente Enrico Dessì, sodale di altro boss del PDS, Andrea Raggio, in una nota fondazione politico-culturale, e forse la Corradini). (altro…)
IL “CASO CAGLIARI” DEVE APPRODARE IN PARLAMENTO!
Si sa da tempo che la giustizia è ormai una sgangherata macchina allo sfascio, che la maggior parte dei processi penali va in prescrizione, che la giustizia civile è tanto lenta da dare a molti di quelli che vi ricorrono il tempo di passare a miglior vita prima di ottenere sentenza, che i tribunali sono soggiogati dalle prevaricazioni di PM arroganti e dall’atteggiamento di totale non collaborazione di molti avvocati in malafede che pensano solo ai comodacci loro infischiandosene del cliente … è così in tutta Italia, credeteci.
Esiste però una minoranza, temiamo sempre più sparuta, di magistrati coscenziosi che ogni giorno lavorano sodo e in silenzio, senza i riflettori della stampa, nel tentativo di dare a questa sgangherata macchina, che non potrebbe essere raddrizzata appieno se non con radicali riforme, una parvenza di funzionamento. (altro…)
ANTONINI, PILATO E LISSIA: DI TUTTO DI PIU’
Ne son proprio successe di tutti i colori all’inaugurazione dell’anno giudiziario di Cagliari, dall’elogio, roba che neanche Caselli, fatto dal procuratore generale Antonini del magistrato politicizzato (con evidente sottointeso “purché non a destra”), alle enormità in cui non crede neanche lei, pronunciate dalla presidentessa della A.N.M. sarda Fiorella Pilato, una comunista tanto accanita che come lei c’è solo Kim Jong Il, a smentire il fatto, chiaro come il sole, che a Cagliari vi siano una marea di incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati ed avvocati.
Giustamente, l’ineffabile Mauro “James” Lissia, colui che lancia il sasso, sulle pretese intercettazioni clandestine di Grauso, e poi nasconde il braccio, rifiutandosi di rivelare le fonti (sicuramente delinquenziali, o di delinquenti travestiti da servitori dello Stato) al Tribunale, fa una cronaca completa ed encomiastica dello sgangherato intervento della Pilato, quella di Baia delle Ginestre, ma dove maggiormente inzuppa il pane, il nostro collega ad honorem del mitico James Bond, è sull’affermazione del procuratore generale, che non sappiamo se disinformata o ispirata da certa sinistra, per cui nel 2002 in Sardegna non ci sono stati episodi di terrorismo. (altro…)
INCOMPATIBILITA’: LA PILATO NON SE NE LAVA LE MANI
Sarebbe commovente, se non risultasse in realtà vomitevole, l’accanita ostinazione di Fiorella Pilato, la demolitrice di Baia delle Ginestre (indebitamente, come ha sancito la Suprema Corte) nel negare l’evidenza, nel ribadire – sulla base degli stantii criteri che il ministro Castelli ha ribadito dover essere superati – che i casi di incompatibilità parentale dei magistrati a Cagliari sarebbero risolti, nel mettere la mano sul fuoco quanto a escludere ogni interferenza reciproca tra colleghi che svolgono diverse funzioni nel Tribunale o in Procura.
La signora Pilato, comunista della più bell’acqua di fede granitica quanto quella di Kim Jong Il, si è rifatta agli attacchi che, secondo lei, sarebbero stati arrecati alla magistratura cagliaritana da IL GIORNALE e da LA PADANIA, laddove dei numerosi articoli dedicati dal quotidiano leghista alla schifosa situazione cagliaritana non si sarebbe forse saputo niente, dato che il suddetto giornale non è distribuito in Sardegna, se non per i richiami contenuti nel nostro sito; ma pensiamo che un attacco anche a noi fosse implicito, perché sappiamo bene quanto ci odiano tanti pseudomagistrati. (altro…)
IL NOSTRO SONDAGGIO SUL TERRORISMO: NO GLOBAL NELL’OCCHIO DEL CICLONE
Concluso il nostro sondaggio sul terrorismo, che è già stato online per un po’ di tempo, e che sconta, nel numero limitato delle risposte, la tradizionale ritrosia della gente a rispondere su questo argomento.
La maggioranza dei votanti ritiene che dietro i recenti gravi fenomeni di stampo eversivo vi siano gruppi legati all’area degli anarchici e dei No Global, mentre una percentuale inferiore ritiene che si tratti delle Brigate Rosse o di gruppi ad esse legati; non è trascurabile neppure la percentuale di chi ritiene che si tratti di una provocazione dei “servizi segreti deviati” finalizzata ad instaurare la strategia della tensione, ed è questa, evidentemente, una risposta di sinistra, anzi di estrema sinistra, propria di chi paventa che il nuovo antiterrorismo sia un pretesto per avviare iniziative repressive nei confronti delle sinistre extraparlamentari (come si diceva un tempo) tra cui i protagonisti principali sono, oggi, proprio i No Global. (altro…)
NON TOCCATE IL TRIBUNALE DI LANUSEI (E LA PILATO SI STUDI LA GEOGRAFIA)
Sorvoliamo pure sulla difesa d’ufficio fatta da L’UNIONE SARDA del procuratore capo di Palermo, Piero Grasso, in relazione alla questione dell’incompatibilità dei PM Ingroia, Di Leo e Sava nel Processone contro Nicola Grauso, Antonangelo Liori e Luigi Garau per il “caso Lombardini”, ricordandoci solo che Grasso, se fosse stato così solerte come gabellano i cronisti di giudiziaria del quotidiano zuncheddiano, avrebbe potuto disporre in prima persona la sostituzione dei suddetti PM, senza attendere il provvedimento coattivo del procuratore generale Salvatore Celesti.
Quello che ci interessa, in questa sede, è la questione inerente alla ventilata soppressione del Tribunale di Lanusei, un presidio giudiziario da ultimo ingombrato da una mole di procedimenti “pesanti”, dal sequestro di Silvia Melis al caso Piroddi ai fatti di droga noti come “Operazione Aurora”, e che bisogna dirlo, a prescindersi dal giudizio sul modo in cui i processi sono stati decisi – talora con l’applicazione di collegi esterni, come ad esempio dal Tribunale di Nuoro per il caso Piroddi – ha veramente fatto miracoli, andando ciò a merito non tanto della Procura locale, cronicamente impossibilitata a funzionare per mancanza di PM – ieri era da solo il procuratore Tragnone, oggi è da solo il procuratore Alfonsi – quanto del Tribunale, in ordine al cui funzionamento il presidente Claudio Lo Curto, ancora a prescindersi da giudizi di merito sulle sentenze, ha fatto il possibile e l’impossibile, dimostrando, forse, di meritarsi i galloni per dirigere sedi giudiziarie ben più prestigiose. (altro…)
CASO LOMBARDINI, APERTA INCHIESTA SUL SUICIDIO A PALERMO?
Da ambienti politici vicini alla maggioranza governativa giunge la notizia, ancora tutta da verificare, che la Procura di Palermo abbia deciso di riaprire il caso, frettolosamente archiviato a suo tempo dal ministro Flick e dal Consiglio Superiore della Magistratura, relativo alle modalitàe alle premesse del suicidio di Luigi Lombardini, avvenuto, come è fin troppo noto, l’11 agosto 1998, dopo che Lombardini, reduce da uno stressante interrogatorio avanti a cinque PM diretti da Giancarlo Caselli, all’epoca procuratore capo di Palermo, stava subendo l’onta della perquisizione del suo ufficio, disposta da parte della medesima Procura palermitana.
L’inchiesta, sarebbe condotta dalla stessa Procura di Palermo (si ignora il nome dei magistrati incaricati) poiché al vaglio vi sarebbe la posizione dello stesso Caselli, che non presta più servizio in Sicilia dal marzo 1999 e quindi è giudicabile a Palermo, con riferimento alla vicenda delle pressioni di natura politica di Luciano Violante sia sui ministri Martelli e Scotti, sia sui vertici del C.S.M., affinché non fosse ostacolata la nomina di Caselli nel contesto di quel “processo alla DC”, che vide la sua massima espressione nelle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa a Giulio Andreotti e che Caselli avrebbe dovuto attuare. (altro…)
INCOMPATIBILITA’, NON ABBASSIAMO LA GUARDIA: VOGLIAMO UNA MAGISTRATURA PIU’ CREDIBILE!
In Italia vi è l’eterna tendenza, alimentata dalle esigenze di marketing dei giornali, per cui di determinati problemi, pur gravi e scottanti, ma che non sarebbero naturalmente all’ordine del giorno come i venti di guerra in Iraq, si tende a parlare per qualche giorno, e poi si accantona l’informazione al riguardo, lasciando la memoria dei fiumi d’inchiostro scritti agli archivi.
Non vorremmo accadesse così anche per il problema delle innumerevoli e incancrenite incompatibilità parentali esistenti nel Palazzaccio di piazza Repubblica, che la capintesta della A.N.M. sarda e dei magistrati comunisti di Magistratura Democratica, Fiorella Pilato, ha asserito, con un discorso arrogante ai limiti del patetico, non sussistere o non creare problemi, ma che un giornale come LA PADANIA, che pure non ha lettori in Sardegna, ha ritenuto talmente grave da soffermarcisi sopra per un’intera settimana, scoprendo che la situazione giustizia in Sardegna è talmente degenerata dal sentirsi in dovere di dare la parola, come editorialista esterno, a uno come Nicola Grauso, non sospettabile di simpatie bossiane ma che da tempo in Sardegna, dopo essere stato editore quasi monopolista di giornali e televisioni, non riesce più ad avere voce grazie alle note imprese in suo danno, e prima ancora in danno della libertà di informazione, del mitico trio Piana-Pani-Pisotti, sul quale pende ancora a Palermo un procedimento penale che ci auguriamo vivamente non venga archiviato sulla sola base della reticenza di tanti Don Abbondio fifoni. (altro…)
IL NOSTRO SONDAGGIO CONFERMA: BASTA CON LE INCOMPATIBILITA’!
I nostri visitatori, nel rispondere al nostro sondaggio circa il problema delle incompatibilità parentali dei magistrati e tra magistrati e avvocati, hanno mostrato di condividere i nostri convincimenti, cosa non scontata dato che il sondaggio sulle intenzioni di voto aveva dato i DS, partito certo non amato da chi anima questo sito, come partito di maggioranza relativa.
L’opinione prevalente (16 voti, pari al 40%) è quella di chi ritiene che in nessun caso magistrati imparentati tra loro, o magistrati e avvocati imparentati, debbano lavorare nella stessa città; più o meno la tesi del Ministro Castelli, nonché la nostra; ma anche un numero inaspettato di votanti, 10 pari al 25%, hanno optato per una risposta decisamente più drastica, ritenendo che i magistrati debbano, in ogni caso, prestare servizio in una città diversa da quella di provenienza, e forse, in un ambiente provinciale come il nostro, potrebbe essere un toccasana. (altro…)
NON LEGGETE PIU’ L’UNIONE E LA NUOVA!!!
I quotidiani sardi fanno veramente schifo!!!
Nonostante l’indubitabile rilevanza della notizia che diamo anche nella finestra “pop up” che si apre visualizzando questa pagina principale del nostro sito, che è stata regolarmente data dall’informazione regionale della RAI (TG3 regionale, Gazzettino Sardo) e veicolata dalla sede ADNKRONOS di Palermo fin dalle 22:33 di sabato, loro hanno taciuto domenica, e ciò sarebbe anche comprensibile perché a tutti può capitare un “buco” (anche se è molto strano che poi capiti a Casu e a Liuzzi insieme), e tacciono pervicacemente anche oggi, lunedì 24 febbraio.
Grazie a Dio, la RAI per una volta si è comportata da vero servizio pubblico, e sinceramente ci chiediamo se ciò sarebbe avvenuto sotto la gestione ulivista di Zaccaria, ma i quotidiani sardi continuano ad adempiere agli ordini di scuderia che, con tutta evidenza, vengono da piazza Repubblica e da via Emilia (sede dei DS sardi, n.d.r.): censura, censura, censura!!! (altro…)
MD CAMBIA REGISTRO … ANCHE A CAGLIARI?
Pare che Magistratura Democratica, la corrente di ispirazione comunista della magistratura associata che in questi anni è stata rea soprattutto di aver tradito le proprie radici sposando, in nome della lotta alla mafia e alla corruzione ma forse più in nome delle carriere e degli encomi solenni a poliziotti amici (vedasi il signor De Gennaro), il più bieco giustizialismo che un tempo era monopolio della destra e di quella di ispirazione fascista in particolare, stia facendo decisamente marcia indietro nel tornare a quella che era la propria ispirazione più tradizionale, ossia lotta per l’affermazione di una magistratura attenta ai diritti civili e, per altro verso, per la salvaguardia dell’integrità e della non contaminazione della magistratura medesima.
MD, i cui più autorevoli rappresentanti sono oggi Claudio Castelli e Giovanni Salvi – ed è un grosso passo avanti rispetto al tempo recente dei Gilardi e dei Viazzi – avrebbe infatti ispirato la recente circolare del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha procurato non pochi mal di pancia a molti altri esponenti della magistratura associata, che prescrive che i pubblici ministeri che siano tramutati a funzioni giudicanti nella stessa sede incomincino dal settore civile, al fine di evitare intuibili ragioni di inopportunità, leggasi il fatto che un Pm che, fino all’altro ieri, faceva parte dell’ufficio inquirente si trovi poi poco dopo, da giudice, a giudicare l’operato di un ufficio da cui è appena uscito, o peggio, specie nei tribunali medio-piccoli, che paralizzi l’operatività dell’ufficio giudiziario dovendosi continuamente astenere sui processi scaturiti da inchieste da lui varate. (altro…)
DI NUOVO TOGHE NERE AL RITO OTTOCENTESCO
La cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, salvo sprazzi di vivacità negli anni ’80 quando era resa incandescente dai vivaci interventi del drappello di radicali allora molto attivi a Cagliari, è sempre stata una mera formalità dal sapore muffo e stantio, una di quelle cose appartenenti a un passato autoritario e anche un po’ fascista (come anche, peraltro, l’inaugurazione degli anni accademici in università corrotte, zeppe di raccomandati e che lasciano scappare i nostri migliori cervelli negli Stati Uniti), a cui si pensava che i moti del ’68 e del ’77 avessero dato un colpo definitivo, ma che sono state protervamente richiamate in vita dal neocorporativismo dell’ordine giudiziario (come anche dei baroni accademici).
Ogni anno si varia più o meno intorno al solito copione, con tutti i giudici della Corte d’Appello vestiti da buffoni ad ascoltare un Procuratore generale, anch’egli vestito da buffone (mirabile fu Francesco Pintus nel confessare che la sua toga rossa era bordata non di ermellino, ma di coniglio) pronunciare la consueta giaculatoria con cui si dice sempre che la giustizia va male, che gli arretrati sono enormi, che i processi durano un’eternità, salvo enfatizzare i pochi, occasionali successi dovuti all’impegno sopra la media di qualche bravo magistrato; a seguire, i soliti interventi, ancor più rituali e muffi, del rappresentante dell’ordine forense, di quello del Consiglio Superiore della Magistratura (che a Cagliari è sempre un comunista di Magistratura Democratica, quest’anno si è trattato di Giovanni Salvi) e di quello del Ministero della Giustizia, quindi dibattito zero, salva l’immancabile richiesta di soldi da parte dei giudici di pace. (altro…)
ANNO GIUDIZIARIO, DEPUTATI INVITATI. MA EMANUELE SANNA?
Il dottor Piero Corda, presidente della Corte d’Appello di Cagliari, ha diffuso una nota con cui precisa, in relazione alle lamentele dei deputati Piergiorgio Massidda e Michele Cossa, che costoro erano stati, contrariamente a quanto da essi sostenuto, regolarmente invitati alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.
Il presidente Corda è persona corretta e gli crediamo, si sarà trattato di un disguido postale. Tuttavia non si può non constatare come alla cerimonia facessero ben mostra di sé l’esponente dei Democratici, Carlo Dore, e addirittura una “delegazione” dei DS, composta dal segretario federale professor Giorgio Caredda, dal giovane avvocato Antonio Avino Murgia, segretario di quella sezione “Berlinguer” erede della gloriosa sezione “Lenin” un tempo frequentata da tanti magistrati, da Mauro Mura a Fiorella Pilato, soprattutto a Emanuele Sanna, detto “Il Mandarino”, ex segretario regionale del partito e amicone da sempre del procuratore capo di Cagliari Carlo Piana, nonché protagonista, seppur non indagato, nella vicenda relativa alle iniziative che portarono a strappare L’UNIONE SARDA dal controllo di Nicola Grauso. (altro…)
UNIONE SARDA: IL CDR HA LA CODA DI PAGLIA
Dopo anni nel corso dei quali la terribile lobby politica, giudiziaria e giornalistica che ammorba la città ha colpito indisturbata a destra e a manca, i soloni del Comitato di Redazione dell’UNIONE SARDA, che tanto hanno contribuito con la loro guerra santa contro Grauso e Liori e con la loro cortigianeria nei confronti dei magistrati a creare questo vomitevole assetto di potere, ci fanno finalmente conoscere, anche a suon di scioperi, la loro realtà rivelata: quel Zuncheddu non è affatto buono, anzi è un fascista, un nemico della libertà di stampa, ci svaluta professionalmente affidando tutti gli editoriali di rilievo a gente che col giornale non ci azzecca e ci riduce a scopiazzare agenzie di stampa o a raccogliere in giro chiacchiere da bar.
Zuncheddu non è affatto un fascista, almeno sul piano economico, se è vero che ha cooperato a lungo e fattivamente con le Cooperative rosse di Andrea Raggio, e comunque i capataz del Cdr dell’UNIONE, dal taccuino della Procura Maria Francesca Chiappe alla pasionaria comunista Maria Paola Masala, ben sapevano che Zuncheddu, se non era massone, era comunque molto vicino alla Massoneria, e che aveva interessi e affetti a destra, vedansi la realizzazione di quella Città Mercato di Santa Gilla il cui staff fu per intero mobilitato a fare campagna per Forza Italia e la compartecipazione a IL FOGLIO insieme alla moglie di Berlusconi. (altro…)
IL SEQUESTRO DI VANNA LICHERI
Il sequestro di Vanna Licheri, anziana possidente di Abbasanta, nell’alto Oristanese, è quello che ha avuto la conclusione maggiormente drammatica tra i sequestri consumati negli ultimi dieci anni, poiché, a differenza che per altri casi, qui c’è quasi la certezza che la rapita sia stata soppressa dai suoi sequestratori, verosimilmente a colpi di mitra; e purtroppo, come vedremo, alle causali della fine dell’imprenditrice non paiono essere estranee autentiche cretinaggini investigative e operative degli inquirenti, seguite poi da arresti e condanne di ben dubbio fondamento.
Vanna Licheri fu prelevata agli inizi del ’95 dall’azienda agricola che possedeva, col marito Gino Leone, nelle campagne di Abbasanta; pare questo, fin dall’inizio, un sequestro anomalo, o quanto meno mal mirato, poiché la famiglia Leone-Licheri non ha notevoli disponibilità economiche, e in particolare ha contratto un consistente debito [circa 400.000 euro attuali] per la ristrutturazione della propria proprietà agricola. (altro…)
LE INCOMPATIBILITA’ PARENTALI TRA MAGISTRATI E TRA MAGISTRATI ED AVVOCATI
Nel febbraio 1999 l’UNIONE SARDA, nel quadro della furibonda campagna da tempo condotta dal direttore Antonangelo Liori per stigmatizzare le maggiori malefatte della magistratura cagliaritana, pubblicò, per due giorni di seguito, un corposo elenco di magistrati circa i quali vi era motivo di ritenere la sussistenza di una delle cause di incompatibilità contemplate dagli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, relativamente alla sussistenza di parentele tra loro, ovvero di parentele con avvocati del Foro di Cagliari.
L’iniziativa suscitò un certo clamore, poiché emergeva che praticamente la metà dei magistrati in servizio nel Palazzo di Giustizia di Cagliari erano potenzialmente incompatibili; anche larghi settori dell’opinione pubblica rimasero sdegnati.
Sulla base di questi dati, un’autonoma iniziativa fu intrapresa nell’ottobre 1999 da Nichi Grauso, che propose al riguardo un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, dopo aver già riportato i suddetti dati tra gli elementi a supporto di una richiesta di rimessione, avanzata in relazione al processo che lo vedeva imputato, a Cagliari, di diffamazione per aver dato dell'<<assassino>> al PM palermitano Vittorio Aliquò. (altro…)
Enrico DESSI’
Ultrasessantenne, figlio di un magistrato e a sua volta padre di un giovane magistrato – Antonio, in servizio a Oristano – Enrico Dessì, oggi consigliere di Corte d’Appello, è stato per anni presidente della Sezione Sarda dell’Associazione Nazionale Magistrati e, soprattutto, leader riconosciuto di Magistratura Democratica [figura tra i 77 giudici schedati dal SID negli anni ’70]; ultimamente il suo posto alla guida della giunta distrettuale ANM è stato preso dal consigliere di Corte d’Appello Fiorella Pilato, anch’essa di estrazione comunista e aderente a MD.
Avversario di Luigi Lombardini, la sua ombra è riconoscibile dietro tutte le <<grandi manovre>> che hanno determinato l’andamento degli uffici giudiziari sardi negli ultimi anni, dalla nomina a Procuratore della Repubblica di Cagliari di Carlo Piana, alle iniziative contro il Procuratore Generale Francesco Pintus e contro il giudice Alberto Rilla, alla confluenza in MD di Paolo De Angelis e Mario Marchetti. (altro…)
Fiorella PILATO
Appartenente a Magistratura Democratica, carattere sanguigno, assidua frequentatrice della ben nota sezione <<Lenin>> del PCI cagliaritano, è l’immagine stessa del magistrato schierato: già pretore d’assalto impegnato sul terreno dei reati edilizi ed ambientali, era in posizione fortemente polemica nei confronti di Luigi Lombardini.
Da qualche tempo svolge funzioni di giudice a latere nella Corte d’Assise d’Appello di Cagliari; recentissimamente ha sostituito Enrico Dessì nella carica di responsabile distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati, che rimane così, comunque, egemonizzata dai comunisti di MD. (altro…)
Luigi COGODI
Classe 1943, originario di S. Basilio, avvocato – che ha sempre esercitato molto poco – ha esordito in politica nel 1975 come consigliere comunale del PCI a Cagliari. Nel 1979 viene eletto nel Consiglio Regionale e confermato nel 1984. Fino al 1989, nelle varie giunte di sinistra presiedute dal sardista Mario Melis, è assessore dapprima all’Urbanistica, quindi al Lavoro.
Nel 1986, in qualità di Assessore all’Urbanistica, blocca un progetto di lottizzazione per costruzione di seconde case da realizzarsi a Capo Ferrato [Teulada] in zona ambientalmente protetta; tra i beneficiari di una delle abitazioni vi è Andrea Raggio, il quale, coalizzato con Emanuele Sanna, la farà <<pagare>> a Cogodi, che verrà trasferito all’assessorato al Lavoro.Agli inizi degli anni ’90, in sempre maggior dissenso con la dirigenza del PCI/PDS, ne fuoriuscirà per fondare un movimento politico-culturale autonomo, Rinascita e Sardismo, per confluire, alfine, in Rifondazione Comunista; per Rifondazione, nel 1998, tornerà in giunta regionale [presidente Palomba] nuovamente come assessore all’Urbanistica. (altro…)
VERBALE PLENUM CSM 18 MAGGIO 2005 (CASO ZAGARDO)
CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA SEDUTA ANTIMERIDIANA DELL?ASSEMBLEA PLENARIA DEL 18 MAGGIO 2005 Sono intervenuti alla seduta: VICE PRESIDENTE Prof. Avv. Virginio ROGNONI COMPONENTI DI DIRITTO Dott. Nicola MARVULLI Dott. Francesco FAVARA COMPONENTI ELETTI DAI MAGISTRATI E DAL PARLAMENTO Prof. Giuseppe DI FEDERICO Prof. Luigi BERLINGUER Avv. Mariella VENTURA SARNO Avv. Emilio Nicola BUCCICO Dott. Paolo ARBASINO Dott. Wladimiro DE NUNZIO Dott. Giuseppe SALME? Prof. Giorgio SPANGHER Dott. Carmine STABILE Avv. Antonio MAROTTA Dott. Giovanni MAMMONE Avv. Gian Franco SCHIETROMA Dott. Giovanni SALVI Dott. Leonida PRIMICERIO Dott. Luigi MARINI Dott. Ernesto AGHINA Dott. Luigi RIELLO Dott. Francesco MENDITTO Dott.ssa Maria Giuliana CIVININI Dott. Giuseppe MELIADO? Dott. Giuseppe FICI Dott. Francesco LO VOI Dott. Lanfranco Maria TENAGLIA S E G R E T A R I O Dott. Giuseppe FUOCHI TINARELLI L?anno duemilacinque, il giorno 18 del mese di maggio alle ore 10,50 in Roma, Piazza Indipendenza n. 6, si è riunito il Consiglio Superiore della Magistratura. Assume la Presidenza il Vice Presidente prof. Virginio ROGNONI. Svolge le funzioni di Segretario il dott. Giuseppe FUOCHI TINARELLI. [OMISSIS] Il Consiglio procede quindi all?esame delle pratiche della QUINTA COMMISSIONE, iniziando dalla seguente: Copertura di un posto di Presidente di sezione della Corte di appello di Cagliari pubblicato con telefax n.10320 del 23 maggio 2003. La Commissione, sottopone al plenum le seguenti proposte: Proposta di maggioranza ? dott. BIDDAU ? Relatore: dott. MENDITTO La Commissione, esaminate le domande presentate per la copertura di un posto di Presidente di sezione della Corte di appello di Cagliari pubblicato con telefax n.10320 del 23 maggio 2003, di cui all?allegato parametro (All. n. 2); rilevato che hanno presentato domanda i dottori Paolo CANEPA, Paolo ZAGARDO, Mario BIDDAU e Grazia CORRADINI; (altro…)
MAGISTRATURA DEMOCRATICA IN MEZZO AL GUADO
Giornata campale oggi, tra impegni vari e consueti crash dei bellissimi sistemi operativi Microsoft, 24 ore buone senza aggiornare il blog.
Constatiamo intanto, con piacevole sorpresa, che Magistratura Democratica, a livello nazionale, continua a muoversi sul solco di un approccio ai problemi della giurisdizione e dell’ordinamento giudiziario meno corporativo e maggiormente attento ai problemi reali, come quello della incompatibilità parentale e di una seria distinzione tra funzioni; insomma, la corrente di sinistra della magistratura associata in questo momento è la più intelligente, ha capito che le critiche (spesso legittime) alle riforme perseguite dal centrodestra vanno abbinate ad un approccio sanamente critico anche verso le debolezze della magistratura, ciò che la rende credibile, e incredibilmente MD si fa soverchiare quanto a estremismo da esponenti di Unicost quali Carlo Fucci, sconfessato da Edmondo Bruti Liberati, presidente nazionale, di MD, dell’Associazione Nazionale Magistrati. (altro…)
IL GATTO E LA VOLPE (by ELEONORA)
E invece non bisogna avere paura di parlare se si tratta di verità, e ricordarsi prima di tutto che liberarsi dei dolori accumulati fa bene e ti rinnova quella speranza che in caso contrario potrebbe morire e allora… Gli errori o gli orrori di molte istituzioni presentano infinite sfumature,ma su di un fatto non si discute, il quadro della situazione si valuta e si osserva anche nelle piccole disfunzioni presenti se vivi un tuo caso personale senza denaro e senza le dovute “conoscenze”.
E’una realtà inoppugnabile la spaventosa contraddizione di condanne miti per ladri di alta professione e poveracci che devono scontare pene maggiori per il furto di un panino al supermercato. Non sto esagerando e chi legge, chi ha una certa familiarietà con le cose di questo tipo sa bene che quanto affermo è purtroppo vero altrimenti non saremmo qui a parlare di ingiustizia.
Ma la cosa che maggiormente indigna la coscienza di chi ne ha ancora una è la disfunzione che si crea nella vita personale e di di relazione della persona mal giudicata, magari solo per pregiudizio. (altro…)