Argomento: FABRIZIO TRAGNONE


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PROCESSO TUONO: LA FIGURACCIA DI MARCHETTI IL TRIONFO DI MARIA AUSILIA PIRODDI

Dopo circa quattro ore di camera di consiglio, i giudici del Tribunale di Lanusei (un collegio severo, applicato dal Tribunale di Nuoro e presieduto dal dottor Guido Morra), pur condannando a pene severe Adriano Pischedda e altri otto imputati per gli attentati avvenuti negli scorsi anni a Barisardo, hanno emesso una sentenza clamorosa assolvendo Maria Ausilia Piroddi dall’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso.
Il procedimento, portato avanti dapprima dall’ormai ex procuratore capo di Lanusei Fabrizio Tragnone, quindi dalla DDA cagliaritana con notevole dispendio di energie, aveva preso la connotazione, assolutamente atipica per la Sardegna, di processo di mafia dopo che il PM della DDA cagliaritana, Mario Marchetti, aveva chiesto la trasmissione a sé degli atti ritenendo applicabile l’articolo 416 bis del Codice penale. (altro…)

NON TOCCATE IL TRIBUNALE DI LANUSEI (E LA PILATO SI STUDI LA GEOGRAFIA)

Sorvoliamo pure sulla difesa d’ufficio fatta da L’UNIONE SARDA del procuratore capo di Palermo, Piero Grasso, in relazione alla questione dell’incompatibilità dei PM Ingroia, Di Leo e Sava nel Processone contro Nicola Grauso, Antonangelo Liori e Luigi Garau per il “caso Lombardini”, ricordandoci solo che Grasso, se fosse stato così solerte come gabellano i cronisti di giudiziaria del quotidiano zuncheddiano, avrebbe potuto disporre in prima persona la sostituzione dei suddetti PM, senza attendere il provvedimento coattivo del procuratore generale Salvatore Celesti.
Quello che ci interessa, in questa sede, è la questione inerente alla ventilata soppressione del Tribunale di Lanusei, un presidio giudiziario da ultimo ingombrato da una mole di procedimenti “pesanti”, dal sequestro di Silvia Melis al caso Piroddi ai fatti di droga noti come “Operazione Aurora”, e che bisogna dirlo, a prescindersi dal giudizio sul modo in cui i processi sono stati decisi – talora con l’applicazione di collegi esterni, come ad esempio dal Tribunale di Nuoro per il caso Piroddi – ha veramente fatto miracoli, andando ciò a merito non tanto della Procura locale, cronicamente impossibilitata a funzionare per mancanza di PM – ieri era da solo il procuratore Tragnone, oggi è da solo il procuratore Alfonsi – quanto del Tribunale, in ordine al cui funzionamento il presidente Claudio Lo Curto, ancora a prescindersi da giudizi di merito sulle sentenze, ha fatto il possibile e l’impossibile, dimostrando, forse, di meritarsi i galloni per dirigere sedi giudiziarie ben più prestigiose. (altro…)

CERTE COSE FANNO RABBRIVIDIRE!

Tutti erano forse convinti che Maria Ausilia Piroddi, la rampante esponente comunista della CGIL ogliastrina, poi trasmigrata in Forza Italia (per fortuna senza grande sostegno dei vertici regionali), che, secondo l’accusa rappresentata dai PM Mario Marchetti e Fabrizio Tragnone, avrebbe costituito in Barisardo un vero e proprio sodalizio mafioso per impadronirsi del Comune a suon di bombe e di intimidazioni (accusa da cui è stata assolta in primo grado dal Tribunale di Lanusei), e che è stata comunque condannata anche in appello per gli omicidi dei sindacalisti CGIL Franco Pintus e Sandro Demurtas, avesse agito, in questo crescendo criminoso, in perfetta solitudine insieme a pochi accoliti, come quell’Adriano Pischedda indicato come suo amante e principale fiancheggiatore.
Da una fonte di provata affidabilità ci giunge però una notizia agghiacciante, secondo cui la Piroddi avrebbe potuto prosperare impunita per tanto tempo poiché, ben lungi dall’essere sola, avrebbe goduto a lungo dell’attivo fiancheggiamento di un potentissimo esponente politico del PDS, il quale, forte dei suoi agganci un po’ dappertutto, sarebbe riuscito addirittura a strumentalizzare a favore della Piroddi taluni apparati di Polizia, che avrebbero tenuto sotto intercettazioni illegali i sindacalisti della CGIL avversari della “zarina” di Barisardo. (altro…)

IL CASO PIRODDI IN OGLIASTRA

Il <<caso Piroddi>>, a rigore, non riguarda la magistratura cagliaritana, bensì quella ogliastrina, tuttavia per un verso ci sono comunque implicazioni che toccano Cagliari poiché titolare dell’inchiesta è il PM Mario Marchetti, per altro verso siamo davanti a una storia esemplare di come della giustizia si possa fare uso politico.
Maria Ausilia Piroddi, comunista, donna dinamica e volitiva, è stata per lunghi anni segretaria della Camera del Lavoro dell’Ogliastra, con sede a Tortolì; detta Camera del Lavoro era interessata, tuttavia, a notevolissime contrapposizioni interne, sovente sfociate nel delitto, tant’è che la stessa Piroddi fu vittima di un attentato potenzialmente omicida e che i sindacalisti socialisti Franco Pintus e Sandro Demurtas furono uccisi proprio nel pieno dello scontro interno al sindacato. (altro…)

Maria Ausilia PIRODDI

Oggi quasi cinquantenne, originaria di Barisardo, bellezza da attrice e tempra non comune, Maria Ausilia Piroddi ha sempre lavorato nella CGIL ed è stata per anni segretaria della Camera del Lavoro di Tortolì, fin quando l’articolazione ogliastrina del sindacato non è stata disciolta a causa delle turbolente polemiche interne, sfociate in un attentato contro la Piroddi e anche in un omicidio [quello del sindacalista Franco Pintus].
Uscita dalla CGIL, Maria Ausilia Piroddi ha fondato un’impresa di pulizie col socio Adriano Pischedda, e si è avvicinata politicamente a Forza Italia, candidandosi due volte, senza successo, alla guida del Comune di Barisardo. (altro…)

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PIRODDI DEFINITIVAMENTE ERGASTOLANA … MA E’ SOLO L’INIZIO!

Come c’era da attendersi, la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro ergastoli inflitta in primo grado dalla Corte di Assise di Cagliari, confermata in appello, nei confronti di Maria Ausilia Piroddi, la “zarina” di Barisardo, in relazione agli omicidi di alcune persone nel trucido contesto della faida interna alla CGIL ogliastrina dei primi anni ’90 e della successiva campagna di attentati a Barisardo, con particolare riguardo agli omicidi dei sindacalisti Sandro Demurtas e Franco Pintus, nonché dell’ex carabiniere Giovanni Tangianu.
L’impostazione dell’accusa, sostenuta a suo tempo dall’allora procuratore di Lanusei Fabrizio Tragnone, ha retto ad ogni verifica, rivelandosi solidissima, a differenza di altro connesso processo, quello per “associazione mafiosa” intentato contro la Piroddi e il suo clan, nel cui contesto si contraddistingueva la figura del suo amico fidato (secondo alcuni, amante) Adriano Pischedda, laddove il Tribunale di Nuoro, per l’occasione applicato a Lanusei, assolse la Piroddi, pur infliggendo condanne a svariati anni di galera per gli attentati a Barisardo. (altro…)