Argomento: EFISIO SERRENTI


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DOVE VA LA REGIONE?

A guardare alle vicende della Regione c’è veramente da rimanerci sconcertati, se non schifati.
Un presidente di AN, Italo Masala, viene dapprima eletto unitariamente da tutto il centro-destra (esclusi i tre ex di AN del Movimento, capitanati da Cesare Corda), in funzione evidente di soddisfare alle condizioni poste dall’UDR di Mario Floris e di molti centristi, di farla finita con Mauro Pili, a cui si imputa non si è capito bene che, forse di non amare i riti della vecchia politica, forse il peccato originale di essere stato designato direttamente da Silvio Berlusconi cooptandolo in Forza Italia, alla quale non era neppure iscritto.
Sembrerebbe dover essere, quella di Masala, una navigazione tranquilla, sia pur con una maggioranza risicata, ma ecco che arriva il signor Romano Comincioli, uno “straniero” che obiettivamente non ha neppure un buon curriculum (è stato latitante in Francia per una vicenda giudiziaria), a imporre una serie di diktat: cinque assessorati a FI e fuori dai piedi l’UDR. (altro…)

INCHIESTA SUI VOTI COMPRATI IN CONSIGLIO REGIONALE

Un ennesimo polverone giudiziario, verso giugno 2000, si è scatenato sul Consiglio Regionale della Sardegna, rieletto nel giugno 1999 con una maggioranza di centrodestra, formata anche col voto di Nichi Grauso, eletto consigliere regionale per il NUOVO MOVIMENTO, riportando un notevole numero di voti.
Il procuratore della Repubblica di Cagliari Carlo Piana e il sostituto Guido Pani, coppia fissa quando si tratta di istruire procedimenti penali con implicazioni politiche, hanno aperto un’inchiesta circa le modalità con cui fu eletto alla carica di Presidente del Consiglio Regionale l’ex sardista – ora facente parte della formazione politica autonoma <<Sardistas>> – Efisio Serrenti, eletto con 43 voto su 80, avendo come avversario Gian Mario Selis, già candidato Presidente della Regione del centrosinistra. (altro…)

STAVOLTA NIENTE CAMPAGNA ELETTORALE PER I MAGISTRATI

Carlo Piana

In occasione delle elezioni regionali del 1999, la magistratura fece una pesantissima campagna elettorale indiretta per far capire come la pensava: la fece contro Nicola Grauso, soprattutto col procedimento ai sensi dell’art. 2409 del Codice civile inteso a portargli via L’UNIONE SARDA (il che accadde dopo le elezioni, con la formale cessione a Sergio Zuncheddu) e con un’infinità di procedimenti penali, molti perdutisi nei gorghi di un Palazzaccio afflitto da montagne di arretrati, che sicuramente nocquero alle fortune elettorali di Grauso.
Avevano ben capito che in quelle elezioni Grauso era l’ago della bilancia, sapevano che la militanza attiva del Nuovo Movimento era rimpolpata da molti ex validi quadri del vecchio PCI (spesso dell’ala più a sinistra, del vecchio “fronte del no” di Pietro Ingrao) che conoscevano quell’area come le loro tasche e ben sapevano come muoversi, paventavano che Grauso, magari più in odio al centrosinistra di Palomba ed Emanuele Sanna che per amore per Berlusconi, avrebbe potuto portare quelle intelligenze e i relativi voti dalla parte del centrodestra sardo. (altro…)