Argomento: CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
Articoli su questo argomento (141):
2. IL CASO MANUELLA, IL PCI ALLE STELLE E I COMPAGNUCCI DELLA SEZIONE LENIN
3. IL TRIONFO DI MD, TANGENTOPOLI E LE PRESCRIZIONI FACILI
4. LA GUERRA CONTRO IL PG FRANCESCO PINTUS E LA NOMINA “POLITICA” DI [..]
5. I CASI LOMBARDINI E GRAUSO: PULIZIA ETNICA INTERNA ED ESTERNA
6. CONSIDERAZIONI FINALI
BERLUSCONI STRAVINCE. UNA NUOVA ERA PER LA GIUSTIZIA
LE MEZZE VERITA’ DI TITO MELIS E ALTRE AMENITA’ DA PALERMO
LA CARRIERA DI CASELLI, LO STRABISMO DEL CSM
E SE RIPRENDESSERO I SEQUESTRI?
QUANTO SCOTTA QUELLA “LETTERA LIBERATORIA”
MALA IUSTITIA MINORILIS E INCOMPATIBILITA’ DEI MAGISTRATI
PER UN PUGNO DI FRANCHI SVIZZERI … E PER COLPA DI QUALCUNO
SECONDO APPUNTO PER I COMPAGNI GIROTONDISTI (E PER I LORO AMICI IN TOGA)
CARI “FRATELLI” NON CONTINUATE AD ESSERE COMPLICI!
CASO SANTONA: DOTTOR PIANA, LEI NON HA VISTO NIENTE?
QUELLE MAGNIFICHE SINERGIE TRA CAGLIARI E MILANO
MAGISTRATI MAFIOSI? NO, MA POCO LIBERI SI …
CASO BEVIMARKET, PEDDIO SI CONSEGNA: EPILOGO?
IL CARNEVALE FINISCE MALE (PER LA LOBBY GIUSTIZIALISTA)
DELITTO E CASTIGO: SAREBBE ORA, MINISTRO CASTELLI
L’AGENDA DEL NUOVO PROCURATORE CAPO DI CAGLIARI
DIETRO IL BLITZ DI COSENZA IL GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE DELLA FORCA?
BASTA CON GLI ABUSI DELLA CUSTODIA CAUTELARE!!!
COSENZA CHIAMA CAGLIARI: MUSICA NUOVA IN PROCURA!
CASO LOMBARDINI: SUICIDIO ANNUNCIATO A UN GIORNALISTA
CONTRO LO SCHIFO DELLE INCOMPATIBILITA’ BATTIAMOCI A COLPI DI “LEGGE [..]
BASTA CON LE CHIACCHIERE: TRASFERIRE D’UFFICIO I GIUDICI INCOMPATIBILI!!!
LA SINISTRA E LOMBARDINI: UN’OCCASIONE PERDUTA
ONORE A CAPONNETTO, UOMO ONESTO
A CALTANISSETTA TUTTI I PROCESSI SUI MAGISTRATI SARDI!!!
IL “CASO CAGLIARI” DEVE APPRODARE IN PARLAMENTO!
TUTTI ASSOLTI!!! ECCETTO I PM … E ORA PIANA SE NE VADA!!!
IL RITORNO DEI BUFFONI
TERRORISMO, DOPO LOMBARDINI IL CAOS
CASTELLI DICE BASTA CON LE INCOMPATIBILITA’
INCOMPATIBILI RAUS!
MA VE NE VOLETE ANDARE O NO?
SPUTTANATI!!!
INCOMPATIBILITA’, L’UNIONE SARDA TACE, LA PADANIA DA LA PAROLA A GRA [..]
INCOMPATIBILITA’, IN PRINCIPIO FU VIOLANTE
LA COSTITUZIONE? IMBUDDICCADA IN FOLL’E MURTA!
E POI DICONO CHE LA CIRAMI SERVE SOLO A BERLUSCONI…
GLI ISPETTORI A CAGLIARI?
CAVALIERE, CI CONSENTA … NON CI SIAMO!
BERLUSCONI SBAGLIA, MA LA CASSAZIONE CAMBI IDEA!
MAGISTRATI POLITICIZZATI? ALLORA MAGISTRATI ELETTIVI!
CASO LOMBARDINI, APERTA INCHIESTA SUL SUICIDIO A PALERMO?
BERLUSCONI, PENSA UN PO’ ANCHE A NOI!
INCOMPATIBILITA’, NON ABBASSIAMO LA GUARDIA: VOGLIAMO UNA MAGISTRATURA PIU [..]
QUANDO VIENE L’ORA DI ANDARSENE
CAGLIARI, CITTA’ GOVERNATA DALLA MAGISTRATOCRAZIA
LO STALINISMO, MALATTIA SENILE DEI MAGISTRATI ROSSI
BACK TO THE FUTURE: MEGLIO TARDI CHE MAI
SMASCHERIAMO L’IMBROGLIO DI MAGISTRATURA “DEMOCRATICA”
A ZUNCHEDDU GLI RODE …
MAGISTRATI MATTI? SI, MA CE LI FANNO DIVENTARE
MD CAMBIA REGISTRO … ANCHE A CAGLIARI?
MAGISTRATURA: UN PASSO INDIETRO
CASO LOMBARDINI? COME TELECOM SERBIA, ANZI PEGGIO …
ALMENO GLI AMERICANI FANNO SEMPRE GIUSTIZIA
PERCHE’ TANTA OMERTA’ SULLA “RETE PARALLELA”?
MAURO MURA, PROMOVEATUR UT AMOVEATUR
DI NUOVO TOGHE NERE AL RITO OTTOCENTESCO
ORDINAMENTO GIUDIZIARIO, LA MONTAGNA PARTORISCE IL TOPOLINO
BERLUSCONI E’ ALLA FRUTTA: MORIREMO COMUNISTI?
BERLUSCONI REGALA IL GOVERNO AL CENTROSINISTRA
APRILE 1997: LOMBARDINI NON DEVE PASSARE
IL GOLPE CHE AVANZA
FASCISTIZZATI NO, MA NEPPURE STALINISTI!
SEI INDIPENDENTE? NON FARE IL MAGISTRATO!
LA MAGISTRATURA PRETENDE RISPETTO MA NON RISPETTA SE’ STESSA
MAGISTRATI: ARRIVI, PARTENZE E SCREZI
IMPUNITA’ E MISTERI SARDO-LIBICI
E HANNO ANCORA IL CORAGGIO DI PREDICARE …
MAGISTRATURA E POLITICA: E’ ORA DI FARE CHIAREZZA!
TENIAMO DURO!
MISTER RAGGIO LATITA ANCORA
GIORNALISMO CORTIGIANO E POTERI OCCULTI
BOMBA A FRONGIA, CSM SOLITA TESTA DURA
CHI E’ LUIGI LOMBARDINI
IL SEQUESTRO DI FERRUCCIO CHECCHI
IL MEMORIALE PUBBLICO DI LOMBARDINI
IL MEMORIALE SEGRETO DI LOMBARDINI
BOZZA DI ESPOSTO ALLA PROCURA DI CALTANISSETTA SUL CASO LOMBARDINI
ESPOSTO CONTRO LE FUGHE DI NOTIZIE SUL CASO LOMBARDINI
PRIMA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’
RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELL’ESPOSTO DI GRAUSO SULL [..]
OPPOSIZIONE DI GRAUSO ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELLR [..]
Maria Rosaria MAIORINO
PROCEDIMENTI PENALI E DISCIPLINARI NEI CONFRONTI DI ANTONANGELO LIORI
IL CASO LOMBARDINI
IL CASO PINTUS
IL CASO RILLA
ALTRI EPISODI “SCANDALOSI” RIGUARDANTI PAOLO DE ANGELIS
ALTRI EPISODI “SCANDALOSI” RIGUARDANTI MARIO MARCHETTI
ALESSANDRO PILI E LE SUE “RELAZIONI PERICOLOSE” CON MONICA ASCHIERI
LE INCOMPATIBILITA’ PARENTALI TRA MAGISTRATI E TRA MAGISTRATI ED AVVOCATI
L’IRRESISTIBILE ASCESA DI GRAZIA CORRADINI
Fernando BOVA
Giancarlo CASELLI
Gaetano CAU
CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
Grazia CORRADINI
Paolo DE ANGELIS
Luigi LOMBARDINI
MAGISTRATURA DEMOCRATICA
MAGISTRATURA INDIPENDENTE
Mario MARCHETTI
Mauro MURA
Carlo PIANA
Paolo PIANA
Francesco PINTUS
Alberto RILLA
VERBALE PLENUM CSM 18 MAGGIO 2005 (CASO ZAGARDO)
MAGISTRATURA DEMOCRATICA IN MEZZO AL GUADO
IL CSM PUNISCA IL MOBBING CONTRO LOMBARDINI
OLTRE TREDICI ANNI DI FALLIMENTI
MAGISTRATURA: L’ACCENTRAMENTO E’ UN RISCHIO
“IPOTESI PIU’ O MENO FANTASIOSE” … UNIONE SARDA, FACCE R [..]
CSM: NEANCHE QUESTA VOLTA CI SIAMO!!!
LA CADUTA DEL REGIME: ZUNCHEDDU E PIANA SEMPRE PIU’ SOLI
ORA BASTA: PIANA SE NE VADA!!!
LO SCHIFO!!! ANCORA UN PROCESSO ECCELLENTE IN PRESCRIZIONE!!!
E SE LO FANNO AI COLLEGHI …
SE LA GIUSTIZIA E’ UN AFFARE DI FAMIGLIA …
QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DER CASO RANNO
GIU’ IL CAPPUCCIO …. QUESTA VOLTA TREMANO PER DAVVERO!!!
CAGLIARI E IL SUO FEUDALESIMO: L’ORA DELLA SVOLTA?
MAGISTRATURA E GREMBIULINI: VOGLIAMO PARLARNE?
MAGISTRATI AMMALATI DI “CORSITE” … MAGARI E’ TUTTO IN RE [..]
MAURO MURA PROCURATORE CAPO … PERCHE’ NO?
MA CHE COMBINANO I TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA?
ORA LO DICE ANCHE IL CSM: A CAGLIARI CI SONO LE FAIDE
MINISTRO CASTELLI: URGONO ISPETTORI A CAGLIARI!
PERCHE’ PIANA NON PUO’ ESSERE PROMOSSO
UNA STORIA DISONESTA, UN MAGISTRATO DISONESTO
VOLPE 132: PORRE FINE ALLA CONGIURA DEL SILENZIO
INCARICHI DI VERTICE: STOP A PIANA. MA NON E’ UN BENE …
MAGISTRATI: TUTTI A SCUOLA! PRO E CONTRO
L’ONORE DELLE ARMI
2. IL CASO MANUELLA, IL PCI ALLE STELLE E I COMPAGNUCCI DELLA SEZIONE LENIN
Agli inizi degli anni ’80, quando il dominatore assoluto del Palazzo di Giustizia cagliaritano è il Procuratore Generale Giuseppe Villa Santa, cattolico conservatore e tradizionalista, e un ruolo assai importante è altresì ricoperto dal capo dell’ufficio istruzione del Tribunale di Cagliari Luigi Lombardini, impegnatissimo e con successo sul fronte dei sequestri di persona, l’ambiente viene scosso dal <<caso Manuella>>, ossia dalle discusse indagini successive alla misteriosa scomparsa del giovane avvocato cagliaritano Gianfranco Manuella [inchiesta condotta dal giudice istruttore Fernando Bova e dal Pubblico Ministero Enrico Altieri, con attivo supporto di Villa Santa] che farà emergere un retroterra di traffici di droga e porterà al clamoroso arresto di quattro stimati avvocati: Aldino Marongiu, Sergio Viana – accusato addirittura di aver materialmente ucciso Manuella a colpi di pistola, Giampaolo Secci e Bepi Podda.
L’inchiesta non aveva risvolti politici, ma il grave insuccesso degli inquirenti, determinato dall’assoluzione di tutti i principali imputati ad opera della Corte d’Assise, determinò gravi contraccolpi sugli equilibri interni al Palazzo di Giustizia, dato che per un verso Villa Santa si era esposto oltremisura nell’inchiesta, per altro verso Lombardini – di destra come Villa Santa – era pur sempre il capo dell’ufficio istruzione da cui dipendeva il giudice Bova [poi censurato dal Consiglio Superiore della Magistratura]. (altro…)
3. IL TRIONFO DI MD, TANGENTOPOLI E LE PRESCRIZIONI FACILI
Durante tutti gli anni ’80, Magistratura Democratica svolgerà una continuativa ed efficace opera di proselitismo che, man mano che i giudici vecchi e tradizionalisti andavano in pensione o venivano trasferiti, consentì di sostituirli in numero sempre più copioso con esponenti della corrente <<rossa>>, sovente reclutati fin dal tempo dell’università e addestrati dal PCI; ciò porterà MD a conquistare praticamente il controllo del Palazzo di Giustizia cagliaritano, ottenendo circa il 40 per cento dei consensi dei magistrati alle elezioni del Consiglio Superiore della Magistratura e del direttivo dell’Associazione Nazionale Magistrati.
Da questi anni, e a tutt’oggi, MD è capeggiata dal giudice civile Enrico Dessì, organicamente legato all’area del PCI più contigua alle <<cooperative rosse>> e, in particolare, all’ex consigliere regionale ed eurodeputato Andrea Raggio, da sempre principale punto di riferimento politico della cooperazione comunista; Dessì, in particolare, è dirigente della <<Fondazione Luca Raggio>>, una fondazione politico-culturale creata da Andrea Raggio in memoria del figlio Luca, tragicamente deceduto in un incidente di pesca subacquea. Della suddetta fondazione, e dell’intellettualità comunista in genere, è espressione la rivista <<Quaderni Sardi>>, che ospiterà frequenti articoli, oltre che di Enrico Dessì, del citato Antonio Volpi. (altro…)
4. LA GUERRA CONTRO IL PG FRANCESCO PINTUS E LA NOMINA “POLITICA” DI CARLO PIANA
Lo strapotere di Magistratura Democratica all’interno del Palazzo di Giustizia di Cagliari, oltre che dalle sempre crescenti adesioni, è ulteriormente accresciuto, negli anni a cavallo tra il 1993 e il 1994, dalla scissione all’interno della corrente di Magistratura Indipendente, di cui all’epoca era segretario Mario Marchetti, ma il cui leader carismatico era sempre stato considerato Luigi Lombardini.
La scissione fu capeggiata da Paolo De Angelis, il quale, candidato per MI al Consiglio Superiore della Magistratura, clamorosamente invitò gli elettori all’astensione, determinando la perdita di un seggio al CSM per la corrente: all’origine dell’inusitato comportamento di De Angelis, a quanto pare, dissapori con Lombardini. Anche Marchetti, nel 1996, abbandonerà con clamore la corrente, motivando l’abbandono con <<divergenze politiche>>, evidentemente riferite a Lombardini. (altro…)
5. I CASI LOMBARDINI E GRAUSO: PULIZIA ETNICA INTERNA ED ESTERNA
Si ebbe la definitiva prova del peso e della potenza delle sinergie politico-giudiziarie tra magistrati di sinistra e PDS allorquando, dopo la felice risoluzione del sequestro della giovane consulente del lavoro di Tortolì Silvia Melis, Luigi Lombardini – a quanto pare, anche in seguito a intercettazioni telefoniche non del tutto chiare disposte dal PM Paolo De Angelis – si ritrovò indagato per favoreggiamento in relazione ad attività compiute per far pagare il riscatto, unitamente a Nichi Grauso e all’avvocato Antonio Piras.
Grauso, in quel momento storico – novembre 1997 – aveva già iniziato la sua avventura politica con la fondazione del NUOVO MOVIMENTO, formazione politica creata in aperta contrapposizione all’inetta giunta regionale di centrosinistra presieduta dal magistrato Federico Palomba e col chiaro obiettivo di determinare un cambiamento della maggioranza e del modo di governare alla Regione; anche l’abile imprenditore proprietario dell’UNIONE SARDA e precursore del concetto di Internet per tutti divenne quindi un obiettivo da colpire, se necessario per via giudiziaria, il che era estremamente facile dati i mai interrotti legami di Federico Palomba coi suoi colleghi ancora in servizio, e data in particolare la sua fraterna amicizia di lunga data col neo procuratore capo Carlo Piana. (altro…)
6. CONSIDERAZIONI FINALI
Al termine della ricostruzione storica che abbiamo tentato di svolgere col massimo di precisione e meticolosità possibile, non possiamo che concludere che una micidiale sinergia tra quella magistratura (oggi dominante in città) di simpatie <<progressiste>> e gli interessi politici ed economici di comunisti e postcomunisti, difesi con le unghie e con i denti, esiste eccome, e si connota come vincolo associativo avente la potenza di una vera e propria macchina bellica, capace di annientare e distruggere chiunque si frapponga a questo assetto di potere: non si vede, altrimenti, come potrebbero essere interpretati avvertimenti come quello fatto nel 1999 a Nichi Grauso da Emanuele Sanna, allora segretario regionale del PDS, che prometteva a Grauso la fine dei suoi guai giudiziari se avesse venduto l’UNIONE SARDA, o ancora come quello dell’assessore regionale all’Industria Mario Pinna, nel 1997, sempre a Nichi Grauso: <<Chi tocca il PDS si spezza i denti>> con corollario per Grauso di noti guai giudiziari. (altro…)
BERLUSCONI STRAVINCE. UNA NUOVA ERA PER LA GIUSTIZIA
Dopo due settimane di relativa incertezza, le urne hanno dissipato ogni dubbio e gli italiani hanno tributato a Silvio Berlusconi e alla Casa delle Libertà un’ampia maggioranza (177 seggi al Senato, 368 seggi alla Camera: meglio che nelle elezioni del 1984) che gli consentirà di governare senza problemi per i prossimi cinque anni.
La vittoria di Berlusconi apre scenari di reale novità in tema di giustizia, se verrà attuato integralmente il programma di Forza Italia, laddove prevede tra le altre cose la distinzione delle funzioni tra PM e Giudice, l’affidamento al Parlamento del compito di individuare le priorità nella persecuzione dei vari reati, l’attribuzione di maggior potere alle forze di polizia a discapito del PM e incisive riforme dei Consigli Giudiziari (nei quali si prevede l’ingresso anche degli avvocati) e del CSM. (altro…)
LE MEZZE VERITA’ DI TITO MELIS E ALTRE AMENITA’ DA PALERMO
Si accinge ad entrare nel vivo, a Palermo, il processo a carico di Nicola Grauso, Antonangelo Liori e Luigi Garau per la teorematica estorsione a Tito Melis ravvisata dai PM palermitani, del tutto fondata sulle dichiarazioni destituite di riscontri di Tito Melis alla quale non credono neanche loro ma circa la quale devono recitare la propria parte poiché il punto di non ritorno di una possibile ritirata onorevole fu raggiunto l’11 agosto 1998, data del suicidio del compianto e indimenticabile Luigi Lombardini. Niente di nuovo sotto il sole, in particolare, dall’interrogatorio del teste chiave, Tito Melis, che ha continuato a recitare il consueto temino conforme al copione che ha recitato a Palermo anni addietro e ha ripetuto a Lanusei, sulla cui genesi Lombardini, negli ultimi giorni di vita, malignava coi pochi amici che gli erano rimasti che le bibliche parole del profeta Tito fossero state suggerite non da Dio, ma da qualche ben più basso, ma in terra cagliaritana alto personaggio deciso a tutti i costi a nascondere qualcosa. (altro…)
LA CARRIERA DI CASELLI, LO STRABISMO DEL CSM
Da un nostro appassionato lettore abbiamo ricevuto la segnalazione, che avremmo forse avuto prima se avessimo letto i quotidiani con maggiore attenzione, per cui i più prossimi congiunti in vita di Luigi Lombardini, ossia il fratello Carlo e la sorella Maria Teresa, prima che venisse formalizzata dal Consiglio Superiore della Magistratura, nella sua vecchia composizione insozzata e intasata di magistrati apertamente politicizzati, la nomina di Giancarlo Caselli a Procuratore Generale di Torino, avevano provveduto a segnalare sia al vice presidente del Consiglio sia al consigliere giuridico del Presidente della Repubblica la pendenza di un esposto che essi a suo tempo inviarono riguardo al comportamento del nostro eroe, all’epoca Procuratore della Repubblca presso il Tribunale di Palermo, in occasione del ben noto interrogatorio dell’11 agosto 1998 e successivi mai chiariti “atti conseguenti” che scaturirono nel tragico suicidio di Luigi Lombardini.
Caro amico, che dobbiamo dire? Ci ricordiamo tutti del fatto che la nomina di Luigi Lombardini a Procuratore presso il Tribunale di Cagliari fu intralciata, tra l’altro, grazie alle accuse del magistrato sassarese Gaetano Cau di pressioni nei suoi confronti per il dissequestro di un assegno internazionale, mentre quando si è trattato di discutere della nomina dell’eroe Caselli (ci sono tanti che lo reputano tale, parliamo sul serio) si passa tranquillamente sui cadaveri, dovendosi ricordare che su quanto è successo soprattutto tra l’interrogatorio e il suicidio di Lombardini non si è mai fatta chiarezza, non potendo certo bastare al riguardo la sbrigativa “assoluzione” decisa dal CSM nei confronti di Caselli, a cadavere caldo, a fine agosto 1998. (altro…)
E SE RIPRENDESSERO I SEQUESTRI?
Il “caso Orune”, col fatto inaudito di Carabinieri costretti da una folla inferocita e con l’anomala mediazione del sindaco comunista del paese a rimangiarsi l’arresto di due facinorosi che era stato già comunicato alla magistratura, fatto per cui, pare, lo zelante procuratore di Nuoro, il siciliano Roberto Saieva (anche lui, come Caselli, nominato al posto di un collega ben più anziano in nome delle solite squallide logiche politiche del CSM) procederà per omissione di atti di ufficio nei confronti degli stessi Carabinieri, costituisce solo l’ultima avvisaglia del gravissimo stato di malessere in cui le periferie per eccellenza di questa nostra isola, la Barbagia e l’Ogliastra, versano da diversi anni; stato di malessere di cui sono sintomatici: enorme incremento delle rapine alle banche e agli uffici postali, sequestri di persona non denunciati (si dice … ma anche Tito Melis l’aveva raccomandato), sequestri lampo, innumerevoli attentati incendiari e dinamitardi, anche sacrileghi come quello di domenica scorsa alla chiesetta del Monte Ortobene a Nuoro, truculenti e numerosi omicidi che non risparmiano neanche preti e disabili.
L’aveva detto, quel misterioso e ovviamente anonimo agente del Sisde che quasi quattro anni fa si era fatto intervistare dalla NUOVA SARDEGNA, l’aveva preannunciato che, morto Luigi Lombardini e venuta meno l’ipotetica struttura con cui era fissato Caselli che questi avrebbe costituito, gli stati maggiori della criminalità nuorese, che Lombardini e il suo “giro” in qualche modo tenevano a freno, si sarebbero scatenati. (altro…)
QUANTO SCOTTA QUELLA “LETTERA LIBERATORIA”
Non è una nostra opinione, sebbene lo sospettiamo da sempre, bensì è il ritrattino di sé stesso che ha dipinto quando, ormai mesi fa, rese la sua testimonianza avanti al Tribunale di Palermo in occasione del “Processone” per il “Caso Lombardini”: Tito Melis è solo un gran bugiardo.
Rispondendo a una domanda dell’avvocato Bellavista, difensore di Nicola Grauso, che gli chiedeva conto di sue affermazioni, fatte in una conversazione intercettata con padre Pinuccio Solinas nel mese di lugio 1997, secondo cui il dottor Carlo Piana gli avrebbe dato assicurazioni che “non ci romperanno le scatole”, in pratica l’autorizzazione a pagare il riscatto, l’ingegner Melis ha detto infatti che si era trattato di “una sua bugia per incoraggiare padre Solinas”, il che fa ridere, poiché tutti sanno che un uomo come il francescano di Bonorva, che non esitò a consegnarsi come ostaggio al posto di Piera Demurtas, di tutto ha bisogno meno che di essere incoraggiato, poiché, a differenza dei tanti Don Abbondio, il coraggio, chi ce l’ha, se lo può dare. (altro…)
MALA IUSTITIA MINORILIS E INCOMPATIBILITA’ DEI MAGISTRATI
Avremmo voluto parlarvi anche stavolta del caso Melis, di quello che verosimilmente pensa Silvia riguardo al ruolo di Lombardini, della cattiva coscienza di suo padre Tito, di franchi svizzeri e di Massoneria deviata; ma ci sarà tempo, non possiamo essere monotematici, dato che i casi e le storie di malagiustizia sono tantissimi, purtroppo non si riducono solo a quella sciagurata indagine giudiziaria che, parrebbe per proteggere alcuni magistrati in malafede, ha cagionato la morte di Lombardini e devastato (ma solo per i creduloni) la reputazione di Nicola Grauso e dell’avvocato Antonio Piras, anche lui massone, ma regolare e sicuramente pulito.
Vogliamo invece parlarvi di una storia per commentare la quale non ci vogliono molte parole, poiché possiamo direttamente passare a riportarvi integralmente (con le dovute cautele) la e-mail struggente che una nostra visitatrice ci ha spedito qualche giorno fa, uno scritto che ci ha al tempo stesso commossi e indignati: (altro…)
PER UN PUGNO DI FRANCHI SVIZZERI … E PER COLPA DI QUALCUNO
Crediamo di aver capito, finalmente, perché e come Tito Melis fu indotto a ritrattare le proprie originarie dichiarazioni, in cui, come ha dichiarato a Palermo, non intendeva svelare l’identità di Lombardini per “l’importanza dell’istituzione”, e accusare costui di minacce di morte, secondo noi inesistenti, per portare un altro miliardo ad Antonio Piras e per redigere la famosa “lettera liberatoria” di cui vi abbiamo parlato fino alla noia e sulla quale non intendiamo insistere oltre.
La risposta sta nella somma in franchi svizzeri, di cui ignoriamo l’ammontare, ma verosimilmente consistente, che è pressoché certo pervenne a Tito Melis appena tre giorni prima della liberazione (la “fuga”, come dice lui con commovente ostinazione) di Silvia. (altro…)
SECONDO APPUNTO PER I COMPAGNI GIROTONDISTI (E PER I LORO AMICI IN TOGA)
Le lagne della magistratura associata, che si associano a quelle dei vari girotondisti forcaioli alla Nanni Moretti, tendono a criticare la c.d. “Legge Cirami” sul legittimo sospetto, i cui effetti saranno sicuramente mirabolanti a Cagliari, sostenendo che così si intenderebbe costituire, per Berlusconi, Previti e chi più ne ha più ne metta, un’area di esenzione dalla giurisdizione.
Giustissimo, cari compagni, che nessuno debba andare esente dalla giurisdizione, che la legge debba essere uguale per tutti: ma non trovate, però, che ciò che asserite con violenza debba valere per Silvio Berlusconi non debba valere per gli stessi magistrati, che vestano ancora la toga o che siedano, o abbiano seduto, nel Consiglio Superiore della Magistratura? (altro…)
CARI “FRATELLI” NON CONTINUATE AD ESSERE COMPLICI!
Chissà se ha fatto bene il Consiglio Superiore della Magistratura, che a dire il vero di cappellate ne prende tante, a stabilire con una sua circolare l’incompatibilità per i magistrati dell’appartenenza alla Massoneria.
Il discutibile provvedimento, che chiuse gli strascichi di una virulenta polemica tra il C.S.M. e l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che contestò la decisione di negare la promozione a un giudice poiché massone, ha come presupposto (o pretesto) formale l’asserita esistenza nella Massoneria di regole di “obbidienza” che condizionerebbero l’imparzialità e l’indipendenza del magistrato, ma in verità è apparso maggiormente ispirato dal timore, tipico della “cultura del sospetto”, che le logge massoniche siano soprattutto ricettacoli del malaffare, e che quindi sia pregiudizievole per un magistrato venirci a contatto; mentre la Massoneria, essendo un sodalizio di persone di alto livello intellettuale, culturale e civile, di gran lunga superiore a quello medio nazionale, vede al suo interno autentici lestofanti, ma anche parecchi tra gli uomini migliori del Paese, il che è valso, a suo tempo, perfino per la loggia P2, sbrigativamente etichettata come associazione sovversiva, qualifica negata dall’autorità giudiziaria. (altro…)
CASO SANTONA: DOTTOR PIANA, LEI NON HA VISTO NIENTE?
Il suicidio di Paolo Santona, per gli interrogativi che sta suscitando (beninteso non per quelli de L’UNIONE SARDA che continuano a occuparsi di sciocchezze) rischia di entrare da vicino in competizione col padre di tutti i suicidi, quello di Luigi Lombardini, un delitto quest’ultimo, quanto meno di istigazione al suicidio, per cui nonostante le difficoltà di giustificare una simile tesi c’è ancora, e non solo in Sardegna, chi ritiene si sia trattato in realtà di un omicidio, di una vera e propria “esecuzione”, ispirata dall’esigenza di tappare la bocca a un Lombardini che minacciava di “dire tutto” quel che sapeva ai magistrati di Palermo, ivi comprese circostanze scottanti sull’appartenenza di certe persone di spicco a Gladio e alla Loggia P2 e su certe attività poco pulite loro attribuibili.
Invero, il dubbio sta tornando anche a noi, se pensiamo che abbiamo avuto cognizione da fonte autorevole e diretta su come Lombardini attendesse impazientemente il faccia a faccia con Caselli per “vuotare il sacco” su queste cose compromettenti, e che consta invece dalla lettura dell’interrogatorio come Lombardini, mal consigliato da qualcuno, fece scena muta; quel qualcuno potrebbe avere avuto anche l’interesse a tappargli la bocca per sempre, ma a queste cose non vogliamo neanche pensarci. (altro…)
QUELLE MAGNIFICHE SINERGIE TRA CAGLIARI E MILANO
Viene da ridere a sentire Ilda “la rossa” Boccassini che, nel tentativo di motivare le pesanti richieste di condanna contro Cesare Previti, Renato Squillante e altri nel processo IMI-SIR, dopo aver letto una lunga e tediosa perizia contabile sui flussi di denaro ricollegabili agli imputati senza però trovare un solo straccio di prova che fossero riconducibili al prezzo di corruzione, si è scagliata contro l’intera Corte di Cassazione, asserendo che sulla stessa vi era un vero e proprio “controllo militare”, ovviamente in funzione corruttiva, ad opera degli imputati, scatenando la giusta indignazione dell’ex presidente dell’A.N.M., Antonio Martone, a suo tempo silurato perché, tra le toghe, pare non sia tempo di buon senso e moderazione.
La Boccassini, tanto omogenea alla linea politico-imprenditoriale-editoriale del famigerato gruppo L’ESPRESSO che il settimanale omonimo, all’epoca dell’arresto del giudice Squillante (marzo 1996) sparò una copertina col suo faccione e con lo slogan da stadio “FORZA ILDA”, nella foga di stigmatizzare questo apparato militare che avrebbe presidiato l’intera Cassazione, si dimentica dell’apparato politico-militare di cui ella è parte integrante e che, da ormai un decennio, occupa, appunto manu militari, la magistratura italiana, deviandone le funzioni a fini di distruzione di singoli politici e imprenditori o di forze politiche e imprenditoriali, di protezione oltre ogni decenza di altre forze politiche e imprenditoriali (i DS e De Benedetti, ma anche il gruppo Fiat, su tutti) e opprimendo i tanti magistrati seri, onesti, indipendenti e imparziali che ancora ci sono, obbligandoli spesso alla drammatica scelta tra l’adeguarsi all’andazzo generale o il venire estromessi, emarginati, addirittura incriminati. (altro…)
MAGISTRATI MAFIOSI? NO, MA POCO LIBERI SI …
Una banda di mafiosi? Forse le opinioni prevalenti dei visitatori che rispondono al nostro sondaggio sui magistrati di Cagliari sono un po’ drastiche, visto che, sintetizzata all’estrema, la nozione dell’associazione mafiosa che fornisce il codice penale è quella di una congrega di individui che si approffittano, per commettere reati, del timore emanato dal loro vincolo associativo e dalla conseguente omertà.
Che tutti i magistrati cagliaritani, tra i quali abbondano persone intelligenti, serie, oneste e preparate, che lavorano nel silenzio senza dare interviste, mettersi in mostra, ordinare eclatanti blitz, siano parte, o complici, di un simile sodalizio non ci sentiremmo di sottoscriverlo: molti di essi, anzi, sono delle vittime, poiché oggi i magistrati non sono quelli dell’Ottocento, non sono i nobili o i proprietari terrieri di allora, perlopiù vivono del proprio stipendio e la bandiera che devono alzare, quando vi siano situazioni di rischio, è fatalmente quella italianissima del “tengo famiglia”. (altro…)
CASO BEVIMARKET, PEDDIO SI CONSEGNA: EPILOGO?
L’alternativa sarebbe stata tra diventare un latitante, e quindi dover fatalmente commettere altri reati per sopravvivere, o espatriare in Francia, quindi diventare un esule, per almeno vent’anni, fin quando la pena non si sarebbe prescritta.
Un’alternativa inaccettabile per un uomo onesto, e per questo crediamo che Adriano Peddio, condannato a 16 anni di galera per un delitto da cui si professa innocente (e secondo noi, è molto probabile che lo sia), qualche tempo dopo il suo coimputato Walter Camba, ieri si è costituito ai Carabinieri, non senza aver rilasciato alcune dichiarazioni al giornale cortigiano L’UNIONE SARDA che, infatti, ne dava conto col massimo di cortigianeria, non sentendo il dovere di minimamente riflettere sugli errori della magistratura che stanno alla base di questa vicenda giudiziaria. (altro…)
IL CARNEVALE FINISCE MALE (PER LA LOBBY GIUSTIZIALISTA)
Oggi, 30 ottobre 2002, a distanza di una decina d’anni abbondante, la Suprema Corte di Cassazione, proprio quella Suprema Corte di Cassazione che fu colpita al cuore nella sua credibilità da questo caso (e ora la Boccassini ci ritenta), ha messo la parola fine alla tragicommedia penale che interessava il più valido e preparato magistrato d’Italia, il dottor Corrado Carnevale, oggi presidente di una sezione civile della Cassazione ma dieci anni fa, prima che si scatenasse contro di lui il linciaggio politico-giudiziario promosso dal duo Violante-Caselli, presidente della famosa Prima Sezione della Cassazione medesima, che dava fastidio alla magistratura giustizialista e ai suoi supporters politici perché annullava senza riguardi sentenze colme di illegalità e illogicità, che si pretendeva di far sanzionare dalla Suprema Corte in nome di Sua Maestà l’Antimafia e in spregio ai diritti civili.
Annullamento senza rinvio, ha sentenziato la Cassazione. Sentenza d’appello (che aveva capovolto quella di primo grado del Tribunale di Palermo, che aveva mandato assolto Carnevale) da gettare nella spazzatura, e spiate dei giudici ex colleghi di Carnevale che rivelavano le segrete cose che accadevano in Camera di Consiglio illegali, violazione del segreto d’ufficio, quindi forse più reati che testimonianze, e l’eccesso di zelo gioca davvero brutti scherzi a certi giudici giustizialisti. Anche lo zelo di instancabili zeloti come l’attuale Presidente del Tribunale di Lanusei, Claudio Lo Curto (che dicono sia un uomo di quel Gianni De Gennaro accusato da Lombardini di aver organizzato la messinscena della autoliberazione di Silvia Melis) si è rivelato del tutto inutile, degno di miglior causa. Non fateci perdere altro tempo trastullandovi con le vostre corbellerie, ha detto la Cassazione, niente nuovi processi: Carnevale assolto, e basta!!! (altro…)
DELITTO E CASTIGO: SAREBBE ORA, MINISTRO CASTELLI
Ci fa piacere che il ministro della Giustizia, Castelli ingegner Roberto, dopo un avvio piuttosto incerto abbia finalmente tirato fuori le unghie e, dopo aver richiesto il trasferimento per “incompatibilità ambientale” del Procuratore di Perugia Nicola Miriano, un magistrato che pare avesse alquanto in simpatia gli amministratori locali “rossi” dell’Umbria post-terremoto e che aveva remore a procedere sulla vicenda delle intercettazioni taroccate della Boccassini ai danni di Squillante e Misiani per non dare un dispiacere al buon Gerardo D’Ambrosio, si è rifiutato di controfirmare la delibera del Consiglio Superiore della Magistratura con cui si intende nominare un certo magistrato, di cui ci sfugge il nome, a procuratore capo di Bergamo, nonostante una scandalosa incompatibilità parentale con un fratello, presidente di sezione del tribunale della città orobica.
Forse Castelli sta finalmente inaugurando il ripristino del principio per cui, anche per i magistrati, la legge è uguale per tutti, per cui le sanzioni di natura disciplinare, tendenzialmente dure e vessatorie ma applicando le quali il C.S.M. ha sempre fatto figli e figliastri, si applicano a tutti in modo eguale per comportamenti eguali, quindi ad esempio a Miriano come a Pintus (laddove peraltro gli addebiti, pretestuosi e perfino incostituzionali, mossi al secondo sono un niente rispetto a quanto il primo avrebbe combinato), e che le incompatibilità tra magistrati, e tra magistrati ed avvocati previste dagli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario non si “interpretano”, sono legge e si applicano e basta (temiamo che all’onesto presidente del Tribunale di Cagliari, il comunista Porcella, verrebbe un infarto dopo quanto ha fatto per salvare la faccia del “Palazzaccio” spostando tutti i magistrati incompatibili dal civile al penale, e viceversa, ma omettendo di fare ciò che avrebbe dovuto fare per rispettare la legge, ossia chiedere al C.S.M. di disporne il trasferimento d’ufficio). (altro…)
L’AGENDA DEL NUOVO PROCURATORE CAPO DI CAGLIARI
Dicono che l’ora del cambio della guardia al vertice della Procura di Cagliari si avvicini, e in particolare che il dottor Carlo Piana, che suo malgrado passerà alla cronaca giudiziaria per i suoi silenzi su molte porcherie perpetrate da sostituti della sua Procura e per i suoi ingiustificati accanimenti contro Nicola Grauso e dintorni (pensate se la Legge Cirami ci fosse stata da molto prima …), abbia rinunciato a spiccare il “grande salto” verso Milano, sulla poltrona che tra meno di un mese non sarà più di Gerardo D’Ambrosio, e intenda concludere la sua ottima carriera a Cagliari, puntando alla poltrona di Procuratore Generale, anche se, tra il dire e il fare, c’è il problema della collocazione del dottor Vittorio Antonini, che a Cagliari non vuole rimanerci (riteniamo che sia una persona intelligente e abbia fiutato l’aria da subito) ma che ha difficoltà di collocazione in una posizione adeguata sia in Calabria, dove tutti i posti chiave sono occupati, sia a Roma, dove pare intenda concorrere per l’ambita poltrona di Procuratore Generale ma con una folta concorrenza.
Riteniamo però che il problema in qualche modo prima o poi si risolverà, e che Piana sarà un ottimo procuratore generale se continuerà ad ispirarsi alla filosofia per cui chi non fa niente non sbaglia mai, quella che Francesco Pintus non ha seguito, non accettando di far finta di non vedere errori e abusi dei sostituti della Procura presso il Tribunale, cacciandosi in un sacco di guai. (altro…)
DIETRO IL BLITZ DI COSENZA IL GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE DELLA FORCA?
Non siamo particolarmente vicini, nelle idee politiche e nei metodi, ai No Global, ma il nostro DNA ci suggerisce che la libertà, come valore assoluto, va difeso sempre e comunque e senza discriminazioni, e che quindi si deve evidenziare senza reticenza alcuna come l’iniziativa della Procura di Cosenza, che avrebbe ben altro da fare tra ‘ndrangheta e omicidi, di impacchettare 20 appartenenti ai movimenti No Global sotto le accuse di associazione sovversiva ed altri titoli di reato previsti dalla parte più genuinamente fascista del Codice Rocco (che nessuno, compreso Bossi che ne ha ripetutamente chiesto l’abrogazione, ha mai toccato confidando nel buon senso della magistratura, evidentemente sbagliando), sia un’evidente bufala.
A nostro modesto avviso, non c’è neppure bisogno di vedere gli atti, che del resto saranno costituiti in massima parte da teoremi polizieschi alla De Gennaro, che “Radio No Global” indica come il vero ispiratore del blitz, per comprendere come l’accusa sia del tutto campata per aria e strumentale: quei ragazzi, turbolenti si, ma che hanno dimostrato ampiamente di avere delle idee e di non perseguire solo lo scontro fine a sé stesso, agiscono del tutto alla luce del sole, e se ci sono stati scontri di piazza, rientrano nei rischi connessi all’esercizio del diritto di manifestare, non certo in preordinati piani terroristici o di aggressione alla polizia. Ma vogliamo scherzare? Il terrorismo è quello delle Brigate Rosse, quello di Bin Laden, non certo quello dei No Global!!! (altro…)
BASTA CON GLI ABUSI DELLA CUSTODIA CAUTELARE!!!
Napoli, 16 nov. – (Adnkronos) – ”Come liberale credo dell’indipendenza della magistratura, se adotta dei provvedimenti devo supporre abbia delle motivazioni”. Lo ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una cerimonia militare a Napoli, il ministro della Difesa Antonio Martino commentando l’arresto di alcuni esponenti No global. ”Sono contrario, sempre come liberale -ha aggiunto Martino- alla custodia cautelare, se non in casi eccezionali. Sono contrario sia quando la cosa riguarda avversari, che quanto riguarda persone potenzialmente amiche perche’ la custodia cautelare -ha aggiunto il ministro- significa tenere in galera una persona che per la Costituzione e’ innocente fino a che non sara’ dimostrato il contrario”.
Le parole del ministro Martino, uno dei rari politici italiani, con Vittorio Sgarbi e pochi altri, a cui nessuna appartenenza di schieramento toglierà mai l’autonomia di giudizio, sono veramente da incorniciare, ed evidenziano, al di là di anticipazioni di giudizio sulle iniziative della Procura di Cosenza prima di conoscere appieno gli atti dell’inchiesta (sulla quale, comunque, le nostre perplessità sono enormi, specie per l’applicazione di norme di stampo fascista): l’abuso della custodia cautelare, vizio duro a morire della magistratura italiana.
Per quanto ci riguarda, quando leggiamo sul Televideo o sui vari organi di informazione di tutti questi eclatanti blitz, qualunque reato riguardino, con immancabile attuazione di raffiche di arresti contro decine di persone, ci viene il mal di stomaco, e il paragone che ci nasce spontaneo è quello con le indistinte retate dei nazisti quando acchiappavano masse di partigiani per attuare la rappresaglia di rigore, in proporzione di dieci a uno, ogni qualvolta qualche soldato o ufficiale tedesco veniva accoppato. (altro…)
COSENZA CHIAMA CAGLIARI: MUSICA NUOVA IN PROCURA!
C’era un bellissimo slogan del Maggio francese che recitava più o meno “la fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà”: ebbene è proprio quello che è avvenuto ieri a Cosenza, una delle tante città del Sud dove da tempo l’unica realtà palpabile, l’unico potere palpabile, sembrava essere quello delle tante Superprocure intente a gestire una criticabile antimafia i cui effetti sono paragonabili al voler svuotare il mare con un secchiello.
La manifestazione dei No Global, con la quale, oltre alla liberazione di tutti i “compagni” arrestati (peccato rovinare con queste accentuazioni una lotta sacrosanta: diciamo liberazione dei cittadini arrestati senza prove …), si chiedevano le dimissioni del capo della Polizia De Gennario, cosa su cui per motivi in parte diversi in parte uguali siamo D’ACCORDISSIMO, è stata, grazie anche all’ormai sperimentata abilità del ministro dell’interno Beppe Pisanu (che sembra aver convinto i poliziotti che la devono finire di comportarsi come teppisti), più che una manifestazione pacifica: è stata una festa, con un’intera città, dove certo non manca l’elettorato di centrodestra, che si è stretta intorno ai propri ragazzi, sbattuti ingiustamente in galera da una Procura che agisce come una scheggia impazzita e deviata del sistema, e poi il Procuratore di Cosenza ha pure la faccia tosta di lagnarsi per essere stato isolato … meglio farebbe a dimettersi, dato che ha perso ogni legittimazione agli occhi dell’opinione pubblica! (altro…)
CASO LOMBARDINI: SUICIDIO ANNUNCIATO A UN GIORNALISTA
Una novità clamorosa sul caso Lombardini, che abbiamo potuto apprendere solo a distanza di un bel po’ di tempo, è giunta, il 22 ottobre 1998, dall’interrogatorio avanti al Tribunale di Palermo, nel contesto del “Processone” a carico di Nicola Grauso e altri, del giornalista de LA REPUBBLICA Daniele Mastrogiacomo, il quale, si ricorderà, il 21 novembre 1997, assieme alla collega de IL MESSAGGERO Antonella Stocco, registrò una lunga conversazione con Lombardini, ove questi rivelava alcuni retroscena su come la risoluzione del sequestro di Silvia Melis era realmente avvenuta; successivamente, Mastrogiacomo mantenne con Lombardini un rapporto fatto di telefonate e di brevi occasionali incontri a Roma, dove il magistrato suicida si recava ogni tanto per servizio, ed è in questo contesto che è maturato l’evento clamoroso di cui vi vogliamo parlare, per evidenziare il quale diamo direttamente la parola a Daniele Mastrogiacomo, come da verbale d’udienza: (altro…)
CONTRO LO SCHIFO DELLE INCOMPATIBILITA’ BATTIAMOCI A COLPI DI “LEGGE CIRAMI”!!!
A quasi quattro anni dalla sua originaria denuncia, ad opera sia de L’UNIONE SARDA – quando era ancora un giornale, e non era ancora tornata la carta con cui i fruttivendoli impacchettano le mele – sia, con un autonomo esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, di Nicola Grauso, il problema, anzi il bubbone, delle incompatibilità di ogni genere dei magistrati cagliaritani, sia quelle di natura parentale tra di loro o con avvocati loro coniugi o congiunti, sia quelle, la cui stessa esistenza giuridica è poco nota alle masse, derivante dal divieto che un magistrato stia in uno stesso ufficio per oltre dieci anni, continua ad essere irrisolto, minando la già non eccelsa credibilità della magistratura della Città del Sole.
I nostri cari giudici e PM sembrano quasi non rendersi conto dello scandalo, dell’estrema inopportunità di una situazione che sarebbe intollerabile in molti altri uffici pubblici, e anche in molte aziende private: ti giri, ti rigiri, e dappertutto vedi parentele, sono tutti imparentati. Come puoi avere fiducia nella giustizia, come puoi non pensar male (col che, come dice Andreotti, si commette peccato ma spesso ci si azzecca) e ritenere malignamente che certe delicate questioni di giustizia vengano trattate e risolte in un’alcova o, meno volgarmente, nel corso di un pranzo familiare? (altro…)
BASTA CON LE CHIACCHIERE: TRASFERIRE D’UFFICIO I GIUDICI INCOMPATIBILI!!!
Non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire, e così sono nella pressoché totalità i magistrati cagliaritani sul problema delle incompatibilità parentali (e di quello, che però ha minor rilievo numerico, delle incompatibilità per permanenza ultradecennale in uno stesso ufficio), sia quelli direttamente e personalmente interessati (sono molti) che talora fanno semplicemente gli gnorri e talora hanno, come la dottoressa Corradini, la faccia tosta di difendersi attaccando e propiziando mozioni di censura nei confronti de L’UNIONE SARDA di Grauso e Liori quando parlava quotidianamente del problema, sia quelli che dal problema sarebbero estranei, ma per il solito sciagurato corporativismo tendono a difendere i colleghi solo in quanto colleghi; e certo non si concorre ad attenuare la loro sordità, se anche l’ordine degli avvocati si occupa del problema solo sporadicamente, magari per interessi individuali, e se LA NUOVA SARDEGNA, organo neanche troppo ufficioso della Procura (pare soprattutto di De Angelis per interposto Mauro Lissia), e l’UNIONE SARDA di oggi, quotidiano che affronta i problemi scottanti semplicemente non parlandone (quando ne parla è solo per “far fuori” gli avversari, come per il presidente Balletto e l’assessore Zirone, avversari di chi sta dietro il buon Zuncheddu), tengono sulla questione un silenzio di tomba.
E del resto, tutto ciò è umanamente comprensibile: credete forse che il dottor Carlo Piana, additato per la sua incompatibilità col figlio Paolo, che per qualche mese è stato addirittura suo sostituto, il dottor Guido Pani, anch’egli in una situazione poco opportuna quanto al suo rapporto con l’ex GIP e attuale presidente di sezione penale Michele Jacono (suo zio, o suo cugino come si è detto al Consiglio Superiore della Magistratura?), il dottor Vincenzo Amato, poco compatibile con la sorella Daniela già giudice di sezione penale e oggi GIP, e il dottor Ignazio Tamponi, cugino di altra giudice civile che non ricordiamo se fosse Maria Sechi (moglie del PM Alessandro Pili) o Donatella Satta, abbiano fatto il diavolo a quattro col famigerato art. 2409 del codice civile, per sfilare via a Nicola Grauso L’UNIONE SARDA rimanendo del tutto asettici rispetto alle brutte figure che il quotidiano allora diretto dal rimpianto Antonangelo Liori faceva fare loro per la storia delle incompatibilità? (altro…)
LA SINISTRA E LOMBARDINI: UN’OCCASIONE PERDUTA
Incredibile, forse, ma vero: stando agli esiti parziali del nostro sondaggio interattivo, nelle intenzioni di voto dei nostri visitatori i DS sono ampiamente il partito di maggioranza relativa, seguiti a una certa distanza dai centristi della Casa della Libertà, e il centrodestra è solo di pochissimo il primo schieramento.
Come abbiamo già detto, la cosa ci fa molto piacere: evidentemente le nostre argomentazioni, sebbene sovente crude, sono almeno in certa misura condivise dalle persone di sinistra, almeno quelle, e crediamo e speriamo che siano tanti, che dinanzi al problema della Mala Iustitia Caralitana non hanno scelto di mettersi le fette di salame sugli occhi, bensì di rifletterci; e questo non ci stupisce perché, conoscendo abbastanza quel mondo politico, sappiamo che la base, nei DS e forse nell’intero centrosinistra, è migliore del vertice. (altro…)
ONORE A CAPONNETTO, UOMO ONESTO
Almeno per un giorno, è per noi doveroso evitare di parlare in questa pagina delle consuete sozzerie di casa nostra di cui ci occupiamo abitualmente, essendo inderogabile onorare, nel nostro piccolo, la memoria di un uomo timido, apparentemente fragile, che ha dato tantissimo alla giustizia e alla Nazione tutta.
Ci riferiamo al giudice Antonino Caponnetto, ideatore del Pool Antimafia di Palermo degli anni ’80, che portò al primo Maxiprocesso contro Cosa Nostra, il quale, da tempo in pensione, è deceduto ieri nella sua Firenze all’età di 82 anni.
Se dovessimo dare in poche parole una definizione del giudice Caponnetto, ci basterebbero tre parole: un uomo onesto. Ossia una di quelle persone con un radicato e inattaccabile senso dell’onestà e della legalità, non portato al protagonismo ma, davanti a certe porcherie, capace di indignarsi e di impegnarsi senza dispendio di energie per ripristinare quella legalità posta a repentaglio, nel caso di specie dal fenomeno mafioso. (altro…)
A CALTANISSETTA TUTTI I PROCESSI SUI MAGISTRATI SARDI!!!
Perché i magistrati della Procura di Palermo, che hanno dispiegato un accanimento degno di miglior causa nei confronti del povero Luigi Lombardini ritenendo degne di credito certe artate farneticazioni, non compiano il loro dovere rispetto agli innumerevoli abusi ed illeciti ascrivibili, secondo denunce e notizie di stampa, a taluni magistrati del Palazzaccio di piazza Repubblica, rimane un mistero; dovendo escludere che siano in malafede, bisogna alternativamente ritenere o che della realtà sarda e cagliaritana non capiscono niente, o che sono anche loro condizionati, come a suo tempo lo fu l’effimero ministro della giustizia Oliviero Diliberto, da esigenze di ordine superiore.
Probabilmente sono entrambe le cose.
I PM di Palermo, che pure hanno sul fenomeno mafioso un patrimonio di conoscenze senza eguali in Italia, se non forse a Napoli o in Calabria, dovrebbero ben sapere che mafia non è solo quella che spara, che incapretta, che scioglie i bambini nell’acido, ma anche quella che ai cruenti mezzi delle brutali esecuzioni, che fanno rumore e attirano troppe tracce, preferisce quelli, molto più cruenti in una società come la nostra, dell’emarginazione politica, economica, sociale e culturale; a Cagliari, chiunque, anche solo per far valere i propri diritti, si trovi a cozzare contro intoccabili interessi forti, non solo di certa magistratura o di certi politicanti affaristi, ma anche di certe “grandi famiglie”, subisce sistematicamente questa sorte, tramite ritorsioni di varia specie (fallimenti pilotati, procedure di “controllo giudiziario”, trasferimenti per incompatibilità ambientale, procedure di dispensa dal servizio), intorno alle quali, talora per fortuna senza successo finale, si formano solidali coalizioni di magistrati, politici, imprenditori rapaci e periti collusi, nonché giornalisti fiancheggiatori, capaci di intimidire chiunque si opponga (e il coraggio è moneta rara a Cagliari, città dei Don Abbondio). E che cos’è questo se non l’avvalersi della forza di un vincolo associativo e della condizione di omertà che ne discende, come dice l’articolo 416-bis del codice penale? (altro…)
IL “CASO CAGLIARI” DEVE APPRODARE IN PARLAMENTO!
Si sa da tempo che la giustizia è ormai una sgangherata macchina allo sfascio, che la maggior parte dei processi penali va in prescrizione, che la giustizia civile è tanto lenta da dare a molti di quelli che vi ricorrono il tempo di passare a miglior vita prima di ottenere sentenza, che i tribunali sono soggiogati dalle prevaricazioni di PM arroganti e dall’atteggiamento di totale non collaborazione di molti avvocati in malafede che pensano solo ai comodacci loro infischiandosene del cliente … è così in tutta Italia, credeteci.
Esiste però una minoranza, temiamo sempre più sparuta, di magistrati coscenziosi che ogni giorno lavorano sodo e in silenzio, senza i riflettori della stampa, nel tentativo di dare a questa sgangherata macchina, che non potrebbe essere raddrizzata appieno se non con radicali riforme, una parvenza di funzionamento. (altro…)
TUTTI ASSOLTI!!! ECCETTO I PM … E ORA PIANA SE NE VADA!!!
Il processo-spazzatura relativo al sequestro Melis finisce dove doveva finire, cioé nel cestino, e Grazia Marine, Antonio Maria Marini e Pasqualino Rubanu sono assolti e liberi cittadini (Andrea Nieddu già lo era per il Tribunale di Lanusei) … è la conseguenza della clamorosa sentenza con cui oggi, 20 dicembre 2002, la Corte d’Appello di Cagliari, presidente Paolo Zagardo, a latere Antonio Onni e Tiziana Marogna, ha mandato assolti tutti gli imputati, nonostante le intemerate da girotondini di Gilberto “Nanni” Ganassi, che dovrebbe ora fare un sacrosanto bagno d’umiltà e finirla, con le sue allusioni becere, di insultare chi ha dimostrato di saperne ben più di lui, e del difensore-fidanzato di Silvietta Melis, la sequestrata libera e bella a cui non crede ormai nessuno, Paolo Pilia, a cui forse non hanno insegnato che i grandi avvocati sanno separare la professione dai sentimenti.
L’atto di coraggio del Presidente Zagardo e dei suoi giudici, esempio limpido di ciò che significa veramente essere giudici e non lacché delle Procure, e che, se fosse cosa di ogni giorno, eviterebbe perfino che si dovesse parlare di separazione delle carriere, è la più logica conseguenza di un ponderato esame degli elementi che noi siamo andati evidenziando con coerenza e decisione per tutto il corso del processo: Silvia Melis non è credibile, la tenda di Locoe è stata montata da qualcuno poco prima della liberazione della ragazza, gli inquirenti si sono accaniti ciecamente su questa sacra e santa pista orgolese, ispirata da quel Mauro Mura che non nasconde di odiare anche antropologicamente i barbaricini, e hanno trascurato di approfondire piste ben più serie, se non hanno addirittura deliberatamente depistato; vi erano troppi dubbi circa manipolazioni di certa Polizia sulla creazione degli elementi inerenti al “buco nero” di via Trento a Nuoro, ossia la casa di Grazia Marine, e sul contenuto delle deposizioni della “supertestimone” Anna Maria Rubatta; per tacere di altro, di cui prima o poi vi racconteremo compiutamente. (altro…)
IL RITORNO DEI BUFFONI
Puntuale come un orologio svizzero, lo stantio e pomposo rito dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, di cui l’onorevole Pecorella ha ragione a chiedere l’abolizione, si prospetta come la nuova occasione per l’attuazione da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati dell’ennesima pagliacciata collettiva per ribadire ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, l’avversione delle toghe al governo presieduto da Silvio Berlusconi.
L’anno scorso fu il presentarsi corale dei magistrati in toga nera, quest’anno si chiede a costoro di presentarsi ciascuno brandendo il testo della Costituzione, un messaggio quindi per nulla implicito, secondo cui il governo, con le riforme proposte e prospettate, con particolare riguardo alla separazione delle cariere, sovvertirebbe l’ordine istituzionale. (altro…)
TERRORISMO, DOPO LOMBARDINI IL CAOS
C’è qualcosa che non quadra nella logica complessiva delle bombe e delle intimidazioni che, da un tempo che è già decisamente eccessivo, colpiscono a 360 gradi, sotto le insegne e le rivendicazioni di varie e disparate sigle di stampo eversivo, in Sardegna, in questa nostra terra dove si pensava che il rischio terroristico fosse ormai definitivamente archiviato nella pattumiera della storia.
Qualcosa non quadra perché, a ben vedere, solamente le minacce ai sindacati CISL e UIL, sigle sindacali moderate che hanno il torto di non seguire in tutto e per tutto la CGIL nella sconsiderata politica movimentista sfasciatutto che, al fianco dei girotondini, quel sindacato ha intrapreso da quando il suo ex-leader Cofferati si è messo in testa di diventare un leader politico, rientrano nella logica tradizionale delle Brigate Rosse e gruppi affini, che come è noto, fin dai tempi del sequestro Moro e dell’assassinio del magistrato di sinistra Emilio Alessandrini, ha come obiettivi non tanto i rappresentanti della destra, quanto coloro che, nel centro e a sinistra, hanno il torto di perseguire politiche “moderate”, “riformiste”, sabotando così, nella visione veteromarxista di questi gruppi, quella corsa a far esplodere le “contraddizioni del sistema” che dovrebbe condurre alla rivoluzione. (altro…)
CASTELLI DICE BASTA CON LE INCOMPATIBILITA’
Basta con le incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati e avvocati!!!
Il ministro della giustizia Roberto Castelli, dandosi finalmente una svegliata forse perché vi è un caso eclatante che coinvolge una città della “Padania”, Bergamo, ha finalmente ribadito con forza il principio che sconcezze come quelle di marito e moglie magistrati in uno stesso ufficio giudiziario, o avvocati figli di magistrati operanti in uno stesso foro, devono terminare.
Il guardasigilli è intervenuto, come evidenziato, su un caso relativo agli uffici giudiziari di Bergamo, precisamente sulla nomina a procuratore capo della città orobica di tale Galizzi, che il CSM propugna non arroganza e alla quale Castelli non ha dato il placet, a causa della smaccata incompatibilità del magistrato con un fratello presidente di sezione presso il locale Tribunale; Castelli ha ricordato che, negli intendimenti originari coevi alla costituzione del CSM, le deroghe agli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, che contemplano i casi di incompatibilità, dovevano considerarsi “eccezionali”, e ha evidenziato che, sul problema delle incompatibilità, si attende collaborazione dal CSM, altrimenti dovrà procedere per via legislativa. (altro…)
INCOMPATIBILI RAUS!
Il ministro Castelli, dopo un lungo periodo di apprendistato, sta forse finalmente inquadrando nella loro vera luce, spesso fosca, i problemi del pianeta giustizia, ed ha avuto modo di cozzare contro la resistenza corporativa del Consiglio Superiore della Magistratura in ordine al tentativo del suddetto organo di autosgoverno dei giudici e dei PM di designare alla carica di procuratore della repubblica di Bergamo il magistrato Galizzi, nonostante l’esistenza di una smaccata incompatibilità parentale di costui con un fratello, che è già presidente di sezione presso il tribunale orobico.
Castelli ha tentato di ricondurre la lettera degli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, che regolano i casi di incompatibilità di magistrati prossimi congiunti all’interno di uno stesso ufficio giudiziario e di magistrati con avvocati che esercitino presso lo stesso foro, a ciò che essa realmente dice, al di là di interpretazioni arbitrariamente estensive: non conta se i magistrati, o magistrato e avvocato, tra loro imparentati, facciano penale o civile, il parametro di riferimento è il singolo ufficio giudiziario nella sua interezza, e deroghe non sono ammissibili se non in casi eccezionali. (altro…)
MA VE NE VOLETE ANDARE O NO?
Il quotidiano milanese IL GIORNALE, trattando oggi della problematica delle incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati e avvocati, ha ritenuto naturale citare per primo, come esempio emblematico delle degenerazioni esistenti al riguardo, il caso di Cagliari, dove di casi analoghi a quelli dei fratelli Galizzi, l’uno presidente di sezione del Tribunale di Bergamo e l’altro designato dal Consiglio Superiore della Magistratura alla carica di procuratore capo di quella città, ce ne sono almeno una ventina, tutti irrisolti da quasi quattro anni, nonostante le puntuali denunce de L’UNIONE SARDA, quando era ancora un giornale e non l’odierna cartaccia da pacchi zuncheddiana, e di Nicola Grauso.
Il Palazzaccio di piazza Repubblica continua a fare scuola in senso negativo ben oltre i confini dell’isola, laddove il problema delle incompatibilità si rivela tanto odioso da smuovere perfino coscienze che si ritenevano sopite, come quelle di Magistratura Democratica, che ha preso una posizione molto netta contro il fenomeno, e dello stesso C.S.M., dove il consigliere Spangher ha evidenziato con chiarezza che sono imminenti verifiche a tappeto, e che il presente Consiglio superiore non intende addossarsi responsabilità non proprie, con ciò prendendo, neppur troppo velatamente, le distanze dalla scorsa, sciagurata consiliatura, nel corso della quale gli esposti sui magistrati cagliaritani incompatibili furono archiviati in modo vergognosamente sbrigativo. (altro…)
SPUTTANATI!!!
Questa volta si sono accorti di averla fatta proprio grossa, con la loro inerzia, il loro silenzio, la loro arroganza su una situazione di illegalità sistematica e diffusa in ordine alla quale era prima o poi prevedibile che si abbattesse la scure di un ministro della giustizia con un minimo di scrupolo e obiettività, certo non del compagno Diliberto la cui cassaforte finanziaria Cooperativa Cento era sotto la scure delle indagini del dottor De Angelis, né del compagno Fassino che ha sempre l’aria di uno che non sa dove diavolo si trova e perché diavolo ci si trova.
Sulla questione delle infinite e innumerevoli incompatibilità parentali, per coniugio o parentela tra loro o con avvocati dello stesso foro, i magistrati cagliaritani sono stati, stavolta, definitivamente sputtanati, senza possibilità alcuna di una ritirata onorevole, che avrebbero potuto attuare ben prima, e poco conta che le denunce, che si collocano nell’ambito di quella “caccia agli incompatibili” che il caso Galizzi e le prese di posizione del ministro Castelli e di taluni esponenti del C.S.M. hanno ormai scatenato in tutta Italia, siano state pubblicate da IL GIORNALE, che però è pur sempre il quarto quotidiano nazionale per numero di lettori, e da LA PADANIA, organo di partito certo non letto in Sardegna, e non certo sul foglio di censura zuncheddiana UNIONE SARDA, tanto meno sullo House Organ della Procura di Cagliari LA NUOVA SARDEGNA. (altro…)
INCOMPATIBILITA’, L’UNIONE SARDA TACE, LA PADANIA DA LA PAROLA A GRAUSO
Dopo che tanti personaggi autorevoli, tra cui da ultimo l’ex ministro della giustizia Filippo Mancuso e il consigliere laico del C.S.M. Giorgio Spangher, hanno preso posizioni favorevoli alle iniziative del ministro della giustizia Roberto Castelli sul tema delle incompatibilità parentali dei magistrati, e tra magistrati ed avvocati, “LA PADANIA”, il quotidiano della Lega Nord, partito del ministro, ospita oggi nelle sue colonne un intervento di Nicola Grauso sul tema delle incompatibilità negli uffici giudiziari di Cagliari, già trattato ieri alla pagina 3 del quotidiano milanese “IL GIORNALE”.
Nel suo breve intervento, Grauso rievoca lo sfortunato esito delle sue iniziative di quasi quattro anni fa, quando inoltrò al C.S.M. un corposo esposto inerente alle situazioni di incompatibilità, oltre venti, esistenti a Cagliari, che fu rigettato in blocco con motivazioni pretestuose, ricorda la proditoria iniziativa della dottoressa Corradini intesa a ottenere dal C.S.M. la “censura” de L’UNIONE SARDA nell’epoca in cui la stessa sollevava la questione delle incompatibilità e si sofferma diffusamente sull’argomento. (altro…)
INCOMPATIBILITA’, IN PRINCIPIO FU VIOLANTE
Il ministro della giustizia Roberto Castelli, al quale l’essere un ingegnere ha stavolta giovato ispirandogli precisione e rigore di argomenti, ha decisamente colto nel segno, traendo spunto dallo scontro istituzionale che lo ha contrapposto al Consiglio Superiore della Magistratura sulla nomina a procuratore di Bergamo dell'”incompatibile” dottor Galizzi, ed evidenziando che, dietro quella che si voleva dipingere come una contrapposizione di natura politica, si celava invece la doverosa opposizione dello stesso ministro al tentativo di nomina di quel magistrato nonostante la smaccata incompatibilità parentale col fratello, presidente di sezione presso il Tribunale di Bergamo; come è noto, Castelli ha puntualizzato che conta ben poco che dei due fratelli uno svolga funzioni civili e l’altro sia destinato a funzioni penali, poiché deve essere rispettata la lettera della legge, che fa riferimento, quanto all’incompatibilità a sedi e uffici giudiziari nel loro complesso, senza distinzioni, poiché le interferenze tra civile e penale sono, in realtà sistematiche.
Consensi sono giunti a Castelli, spiace constatarlo, solo da esponenti della Casa delle Libertà da Gaetano Pecorella e Luigi Bobbio, rispettivamente di Forza Italia e di AN e rispettivamente presidenti della commissione giustizia alla Camera e al Senato, e da Nicola Buccico, consigliere “laico” del Consiglio Superiore della Magistratura in quota AN, già destinato alla presidenza del parlamentino dei magistrati poi “bruciato” dall’inciucio trasversale tra i “togati”, compresi quelli di Magistratura Indipendente, e i laici del centrosinistra per eleggere Virginio Rognoni. (altro…)
LA COSTITUZIONE? IMBUDDICCADA IN FOLL’E MURTA!
Traduciamo subito per i nostri visitatori “continentali” che, a quanto abbiamo capito, non sono pochi: “Imbuddiccàda in foll’e murta”, in sardo campidanese, si intende una cosa che taluno promette di dare, ma che non darà mai, poiché giungerà avvolta nelle piccole foglie del mirto, cosa ovviamente impossibile.
Ci riferiamo, ovviamente, all’ultima carnevalata, decisamente in anticipo sul vero carnevale, escogitata quest’anno, in occasione delle fatiscenti cerimonie di “apertura” dell’anno giudiziario (ma che vanno ad aprire, se al 18 gennaio tutti i tribunali avranno già fatto un bel po’ di udienze?) presso le varie corti d’appello, ossia quella per cui i magistrati dovevano presentarsi recando la Costituzione sotto il braccio, evidentemente a voler simboleggiare che il governo, presieduto da quel bieco individuo che è il signor Berlusconi Silvio, nato a Milano il 29 settembre 1936, attenterebbe alla Costituzione, e che il peggiore attentato sarebbe concretizzato dalla paventata separazione delle carriere di giudici e PM, inconcepibile, argomentano i nostri improvvisati docenti di diritto costituzionale, per salvaguardare l’indipendenza della magistratura. (altro…)
E POI DICONO CHE LA CIRAMI SERVE SOLO A BERLUSCONI…

Da ieri ha grande risonanza su tutti gli organi di informazione l’annuncio del ministro della giustizia Roberto Castelli che il suo ufficio ha avviato numerose azioni disciplinari nei confronti di magistrati di cui è stata ritenuta comprovata la politicizzazione; noi diciamo che fa bene, anche se per quanto ci riguarda non ci scandalizza affatto che un PM si faccia vedere a un corteo dei No Global, al massimo se occorrerà ne chiederemo l’astensione o attiveremo la Legge Cirami, fin che ovviamente non strumentalizzi le proprie delicate funzioni al servizio delle proprie idee, il che vale, ovviamente, anche se fossero idee di centro o di destra, posto che le ideologie e la politica devono rimanere fuori dall’esercizio della giurisdizione.
Ci scandalizza molto di più, invece, che sempre più PM, lungi dall’essere organi impersonali di giustizia, e divenendo scandalosamente “parti” molto più degli avvocati privati, ossia con una totale immedesimazione con gli obiettivi della causa – gli avvocati, almeno quelli più professionali, tendono invece a creare un certo distacco tra il loro compito di difesa tecnica e le immediate esigenze del cliente – tendano a personalizzare il loro coinvolgimento in causa fino al punto dal voler mantenere i processi, costi quel che costi, anche quando sussistono evidenti ragioni di incompatibilità o di inopportunità. (altro…)
GLI ISPETTORI A CAGLIARI?
In queste giornate poco allegre dominate dalla notizia della morte di Gianni Agnelli, giungono ogni giorno a tamburo battente, veicolate soprattutto da giornali vicini alla maggioranza di governo – come IL GIORNALE del fratello del premier – e in particolare al ministro Castelli – come LA PADANIA, giornale appunto “padano” al quale per assurdo il sardo-napoletano Nichi Grauso deve rivolgersi per render note le proprie opinioni – voci e notizie circa l’intrapresa, da parte del ministro della giustizia, di sempre più numerose azioni disciplinari contro magistrati di vari distretti e circondari, responsabili dei più variegati comportamenti antidoverosi, dalle aperte interferenze in funzione favorevole alle sinistre, come nel caso del procuratore di Perugia Nicola Miriano, all’incuria nella trattazione dei processi, come, pare, per il sostituto procuratore di Varese Abate.
Ben vengano questi controlli più stringenti sull’operosità e sul rispetto delle più elementari regole deontologiche da parte dei magistrati, che fino a poco tempo fa, data la sinergia tra vertici giudiziari tutti amici delle sinistre, ministri della giustizia di sinistra che non facevano il proprio dovere e un Consiglio Superiore della Magistratura (quello dove un consigliere, il dottor Claudio Viazzi, si vantava apertamente di essere “del partito del ministro” che allora era il comunista all’amatriciana Diliberto) il più politicizzato (ovviamente a sinistra) della sua storia, erano del tutto omessi o erano mera finzione, tipo le iniziative avviate a suo tempo dal ministro Flick contro il PM combattente di Milano Francesco Greco, che aveva detto che il governo Prodi era peggio di quelli di Craxi, giusto per non far pensare che i signori del governo erano tutti babbei e poi naturalmente finite nel nulla. (altro…)
CAVALIERE, CI CONSENTA … NON CI SIAMO!
Noi di MALA IUSTITIA CARALITANA non abbiamo mai nascosto il nostro giudizio positivo sul conto di Silvio Berlusconi come politico e di Forza Italia, soprattutto per il ruolo svolto nel tentativo di favorire riforme della giustizia che la rendano più giusta e meno scandalosamente politicizzata, ma stavolta dobbiamo proprio fare una critica: non ci siamo, Cavaliere!
La sentenza emessa dalla Sezioni Unite della Cassazione sulla richiesta di rimessione dei processi SME, IMI-SIR e Lodo Mondadori, che come è noto ha rigettato la richiesta presentata dai legali di Berlusconi e di Cesare Previti, sarà forse criticabile, anche se bisognerà attenderne le motivazioni per poterla commentare con cognizione di causa, soprattutto per chi, come appunto Berlusconi e Previti, sostiene che a Milano la situazione degli uffici giudiziari sia talmente deteriorata da non consentire un giudizio sereno sul loro conto. (altro…)
BERLUSCONI SBAGLIA, MA LA CASSAZIONE CAMBI IDEA!
Silvio Berlusconi ha sbagliato a fronteggiare in quel modo le Sezioni Unite della Cassazione, ha ecceduto nei toni, rischiando di far ricompattare la magistratura, anche i magistrati moderati e di destra, intorno alle consuete parole d’ordine corporative che sono la fucina di tutti i guasti del sistema giudiziario, ma non si può non vedere nelle sue parole, in cui c’era forse più l’esasperazione del cittadino oggetto da anni e anni delle sgradite attenzioni di taluni magistrati milanesi ormai privi di ogni credibilità più che l’ipocrisia che governa ogni discorso “istituzionale”, un legittimo sfogo contro una situazione che pare senza via d’uscita, per cui i Colombo e le Boccassini ne combinano di tutti i colori e chiunque sia caduto in ostaggio del loro libero arbitrio inquisitorio non sa come uscirne, se non forse con la confessione o, nel caso di Berlusconi, col ritiro dalla politica, che è quello che in sostanza si vuole perché alle ipotesi di corruzione formulate nei vari processi nessuno ci crede.
Attenderemo le motivazioni della pronuncia della Cassazione, ma a quanto pare per la Suprema Corte, con l’introduzione della legge Cirami, nulla è cambiato, e l’istituto della rimessione rimane di strettissima applicazione: in pratica, occorrerebbe l’improba dimostrazione del fatto che, per effetto delle scorrettezze della Procura, tutti i giudici del Tribunale di Milano, o almeno tutti meno due (tre giudici formano un collegio giudicante) non siano in condizioni di giudicare serenamente, davvero una probatio diabolica, atteso che se i PM fanno pressioni sui giudici, o se gli uni o gli altri si appattano, certo non lasciano tracce in giro, ma lo fanno in segrete stanze nelle quali nessuno, che sappiamo neppure il SISDE, ha mai provveduto a piazzare microspie. (altro…)
MAGISTRATI POLITICIZZATI? ALLORA MAGISTRATI ELETTIVI!
Silvio Berlusconi, forse, ha fatto un’analisi un po’ sbrigativa nel riproporre, pur non senza fondamento, la consueta tesi della sinistra che usa la magistratura per ribaltare il verdetto delle urne, dato che, nel rapporto tra magistratura e politica, si sta invece delineando una situazione che rischia di essere ingovernabile anche per i Rutelli e i Fassino, che infatti, dopo la nota sentenza della Cassazione, si sono affrettati a dichiarare che, in caso di condanna di Berlusconi a Milano, non ne chiederebbero le dimissioni.
Si sta venendo a formare, infatti, una inquietante sinergia tra l’ala avanzata della magistratura militante, quella di cui, essendo divenuti Borrelli e D’Ambrosio illustri pensionati, i più insigni rappresentanti sono divenuti il Procuratore Generale di Torino Giancarlo Caselli e il Procuratore Aggiunto di Milano, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura, Armando Spataro, e i movimenti che nel panorama politico italiano più stanno nell’ambito di coloro che propongono soluzioni barricadiere e disconoscono la legittimità di Berlusconi e della Casa delle Libertà a governare, non disdegnando all’uopo la soluzione giudiziaria o peggio, speriamo proprio di no, quella degli scontri di piazza. (altro…)
CASO LOMBARDINI, APERTA INCHIESTA SUL SUICIDIO A PALERMO?
Da ambienti politici vicini alla maggioranza governativa giunge la notizia, ancora tutta da verificare, che la Procura di Palermo abbia deciso di riaprire il caso, frettolosamente archiviato a suo tempo dal ministro Flick e dal Consiglio Superiore della Magistratura, relativo alle modalitàe alle premesse del suicidio di Luigi Lombardini, avvenuto, come è fin troppo noto, l’11 agosto 1998, dopo che Lombardini, reduce da uno stressante interrogatorio avanti a cinque PM diretti da Giancarlo Caselli, all’epoca procuratore capo di Palermo, stava subendo l’onta della perquisizione del suo ufficio, disposta da parte della medesima Procura palermitana.
L’inchiesta, sarebbe condotta dalla stessa Procura di Palermo (si ignora il nome dei magistrati incaricati) poiché al vaglio vi sarebbe la posizione dello stesso Caselli, che non presta più servizio in Sicilia dal marzo 1999 e quindi è giudicabile a Palermo, con riferimento alla vicenda delle pressioni di natura politica di Luciano Violante sia sui ministri Martelli e Scotti, sia sui vertici del C.S.M., affinché non fosse ostacolata la nomina di Caselli nel contesto di quel “processo alla DC”, che vide la sua massima espressione nelle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa a Giulio Andreotti e che Caselli avrebbe dovuto attuare. (altro…)
BERLUSCONI, PENSA UN PO’ ANCHE A NOI!
Da un po’ di anni a questa parte vi è un vero dramma, che getta i cittadini in una perenne e angosciante incertezza quanto a poter dire se possano aver fiducia nella giustizia, se sia difficile averne e, come affermato dall’onorevole Gaetano Pecorella, si possa provare solo rispetto per la magistratura o addirittura se questa, magari per motivi indipendenti da propria colpa come istituzione nel suo complesso, sia divenuta immeritevole perfino del rispetto dovutole per il suo ruolo, con conseguenza ridotta credibilità delle sentenze di condanna o di assoluzione anche quando passate in giudicato e raffiche di istanze di ricusazione di giudici, di richieste di rimessione, di denunce ai sensi dell’art. 11 del codice di procedura penale.
Il dramma consiste nel fatto che, anche se si chiacchierava lo stesso circa questo o quel magistrato che insabbiava procedimenti per favorire i potenti, ma questo veniva considerato un po’ nell’ordine delle cose nel contesto di una magistratura che solo da un decennio circa ha veramente “scoperto” la propria autonomia e la sua importanza per gli equilibri istituzionali, un tempo veniva ritenuta la più assurda delle ipotesi quella che un magistrato, per antonomasia tutore dell’osservanza delle leggi, potesse commettere reati nell’esercizio delle proprie funzioni, dall’abuso d’ufficio alla concussione, mentre oggi, alla luce di tante e piccole nefandezze che sono emerse, gli stessi magistrati, la massa dei magistrati onesti che lavorano in silenzio, hanno dovuto realizzare di vivere e lavorare in un microcosmo che presenta gli stessi difetti della società civile, e quindi, accanto a gente onesta e personaggi al limite solo un po’ disinvolti, autentici disonesti che commettono per vocazione reati avvalendosi della propria qualità e sono rotti ad ogni nefandezza, dalla falsificazione di atti all’intimidazione di testimoni, pur di cancellare le prove dei loro misfatti. (altro…)
INCOMPATIBILITA’, NON ABBASSIAMO LA GUARDIA: VOGLIAMO UNA MAGISTRATURA PIU’ CREDIBILE!
In Italia vi è l’eterna tendenza, alimentata dalle esigenze di marketing dei giornali, per cui di determinati problemi, pur gravi e scottanti, ma che non sarebbero naturalmente all’ordine del giorno come i venti di guerra in Iraq, si tende a parlare per qualche giorno, e poi si accantona l’informazione al riguardo, lasciando la memoria dei fiumi d’inchiostro scritti agli archivi.
Non vorremmo accadesse così anche per il problema delle innumerevoli e incancrenite incompatibilità parentali esistenti nel Palazzaccio di piazza Repubblica, che la capintesta della A.N.M. sarda e dei magistrati comunisti di Magistratura Democratica, Fiorella Pilato, ha asserito, con un discorso arrogante ai limiti del patetico, non sussistere o non creare problemi, ma che un giornale come LA PADANIA, che pure non ha lettori in Sardegna, ha ritenuto talmente grave da soffermarcisi sopra per un’intera settimana, scoprendo che la situazione giustizia in Sardegna è talmente degenerata dal sentirsi in dovere di dare la parola, come editorialista esterno, a uno come Nicola Grauso, non sospettabile di simpatie bossiane ma che da tempo in Sardegna, dopo essere stato editore quasi monopolista di giornali e televisioni, non riesce più ad avere voce grazie alle note imprese in suo danno, e prima ancora in danno della libertà di informazione, del mitico trio Piana-Pani-Pisotti, sul quale pende ancora a Palermo un procedimento penale che ci auguriamo vivamente non venga archiviato sulla sola base della reticenza di tanti Don Abbondio fifoni. (altro…)
QUANDO VIENE L’ORA DI ANDARSENE
Che abbia ragione o no, e i precedenti non depongono certo a suo favore, Saddam Hussein sa bene che l’unica soluzione adeguata per evitare una seconda guerra del Golfo, da cui, nonostante ogni buona e umanitaria volontà statunitense, deriverebbe un nuovo bagno di sangue per il suo martoriato Paese – dato che la superiorità americana è schiacciante – è abbandonare il potere e andare volontariamente in esilio, magari protetto (e verosimilmente dorato), come ha proposto Marco Pannella, e senza strascichi davanti al Tribunale Penale Internazionale, di cui, specie poiché la procuratrice è una svizzera accanita seguace degli eroici PM di Mani Pulite, con permesso ci fidiamo poco.
Che abbia ragione o no, e i precedenti non depongono certo a suo favore, Carlo Piana, procuratore di Cagliari, sa bene che l’unica soluzione alle piaghe che hanno martoriato la credibilità della giustizia cagliaritana, facendole esercitare ruoli impropri quale addirittura quello di determinare l’assetto dell’informazione, sono le sue immediate dimissioni, magari col trasferimento in una sede prestigiosa, volendo anche Milano – dopo il pensionamento di D’Ambrosio la procura del capoluogo lombardo è ancora scoperta – ma dove non abbia più nulla a che fare, né in termini di influenza né in termini di gestione diretta, con gli affari giudiziari cagliaritani. (altro…)
CAGLIARI, CITTA’ GOVERNATA DALLA MAGISTRATOCRAZIA
Tante persone, che non parlano perché non vogliono peccare di protagonismo o perché tengono famiglia, serbano un ricordo molto nitido della chiarezza di visione che animava Luigi Lombardini quanto ai programmi da attuare, nella lotta al crimine, qualora fosse diventato procuratore capo; in particolare, Lombardini aveva individuato il punto debole nella lotta al crimine organizzato, presente anche in Sardegna nelle sue propaggini dedite al riciclaggio di denaro sporco e al reinvestimento nella droga, nell’assenza di una seria politica in tema di misure di prevenzione, laddove colpire i boss mafiosi e criminali nei loro patrimoni, quanto a imbalsamarne l’operatività, diviene più importante anche di sbatterli in galera.
Prospettava quindi, Lombardini, di agire per l’applicazione a tappeto della legge Rognoni-La Torre per le verifiche sui patrimoni sospetti, con particolare riferimento a taluni imprenditori, e per attivare se del caso le opportune misure di prevenzione, soprattutto in termini di confisca di beni, se riscontrati provento del riciclaggio di denaro sporco. (altro…)
LO STALINISMO, MALATTIA SENILE DEI MAGISTRATI ROSSI
La storia del comunismo, e in particolare la storia settantennale della terribile dittatura sovietica, paradigma dei regimi totalitari di stampo marxista che negano la stessa dignità di esistere all’avversario politico e non conoscono altro metodo per combatterlo che eliminarlo (fisicamente, come ai tempi di Stalin, o utilizzando la psichiatria collusa, come ai tempi di Breznev, metodo questo gradito anche al nostro Consiglio Superiore della Magistratura) dimostra come questa ideologia, forse giusta nelle premesse, visionaria e sballata nelle previsioni, violenta e antipacifista nei metodi, finisca, inevitabilmente e fatalmente, qualunque forma-partito assuma, per trasformarsi in qualcosa di molto simile alla giustificazione di sodalizi di tipo mafioso, dove pochi boss dettano legge, la massa dei “picciotti” esegue i loro voleri, il popolo è intimidito e chi osa ribellarsi dovrà pentirsene amaramente.
La storia della magistratura italiana ci insegna che un gruppo di magistrati comunisti, apparso negli anni ’60 e datosi la sigla di Magistratura Democratica (perché, un tempo, i comunisti si credevano i monopolisti della parola democratico), dapprima minoritari, sono riusciti, sfruttando il legittimo malcontento della massa della magistratura per i metodi disinvolti dei vertici nell’insabbiare inchieste scottanti e nel propugnare una giustizia forte coi deboli e debole coi forti, e non secondariamente facendo reclutare le nuove leve attraverso percorsi di formazione universitari e post-universitari controllati dal PCI e dintorni, a guadagnarsi una posizione assolutamente dominante, in termini di consensi numerici e soprattutto di attivismo, nella Associazione Nazionale Magistrati e nel C.S.M.. (altro…)
BACK TO THE FUTURE: MEGLIO TARDI CHE MAI
I magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia cagliaritana, nell’attesa delle motivazioni della sentenza della Corte d’Appello di Cagliari sul sequestro di Silvia Melis – che dovrebbero essere depositate fra tre settimane – e del loro improbabile impegno per riesumare le piste a suo tempo accantonate, per cui invero non avrebbero bisogno di attendere le motivazioni, hanno deciso di impegnarsi nella riapertura delle inchieste relative a sequestri di persona vecchi e stravecchi, tra cui addirittura quello di Cristina Berardi – per cui, se non ha acchiappato nessuno Luigi Lombardini, dubitiamo possa farlo qualcun altro – a quanto pare, come rivela l’informatissima LA NUOVA SARDEGNA, forti del contributo di un “pentito”, di un pregiudicato di mezza tacca che saprebbe, il condizionale è d’obbligo, parecchie cose su parecchi delitti con colpevoli individuati solo parzialmente o per niente del tutto.
Per ora, a quanto pare, di oggettivo vi sono solo le impronte digitali del desulese Carta, trovate sull’auto con cui nel 1992 fu prelevato Farouk Kassam e, a scoppio ritardato di oltre undici anni, scoperte appartenere a costui, mentre per quanto riguarda i pretesi legami tra la cosiddetta banda di Siurgus Donigala e i sequestratori della Melis, che passerebbero, secondo i teoremi della D.D.A., per l’ex poliziotto, oggi latitante, Daniele Brilla, siamo ancora alle vuote esercitazioni letterarie, da ultimo ad opera del capo della Mobile di Nuoro, che giustamente hanno fatto insorgere il senatore avvocato Mariano Delogu, che difende Brilla, il che vorrà pure dire qualcosa da parte di un legale che nei sequestri di persona ha sempre difeso le persone offese. (altro…)
SMASCHERIAMO L’IMBROGLIO DI MAGISTRATURA “DEMOCRATICA”
E’ giunta l’ora di squarciare il velo su tante leggende metropolitane e di proclamare una verità: che Magistratura “Democratica” (virgolette nostre e volute), corrente della magistratura associata nata negli anni ’60 con l’asserito fine di perseguire l’effettiva integrale applicazione della Costituzione nelle decisioni giudiziarie e di liberare la magistratura dalle gerarchie che la ingessavano e la rendevano per nulla indipendente, e per nulla imparziale, si è rivelata solamente un enorme, tragico inganno, per i magistrati di orientamento progressista (ma oggi i progressisti si trovano in Forza Italia in pari misura che nei DS, questa è la realtà) che volevano demolire la vecchia magistratura di parrucconi spesso con un passato fascista e con una visione della giustizia come repressione classista dei ricchi sui poveri e come esigenza di non disturbare il manovratore, ivi compreso quello mafioso, ma non per ritrovarsi sotto un dominio ancora più asfissiante e opprimente.
Fin da quattro decenni addietro, infatti, i “compagni” di Magistratura “Democratica” proclamavano ai quattro venti che l’effettiva istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura avrebbe consentito di garantire l’indipendenza e l’autonomia dei singoli magistrati, svincolandoli dai lacci e lacciuoli delle gerarchie interne, e soprattutto, sotto l’alibi del nobile fine di rendere effettivi i principi avanzati di cui alla nostra Costituzione, introducevano prepotentemente, per meglio scardinare le vecchie gerarchie conservatrici da loro aborrite, la figura, che purtroppo altri Paesi (soprattutto la Francia e la Spagna) ci imiteranno molto più tardi, del magistrato che fa politica nell’esercizio delle proprie funzioni e per mezzo delle stesse. (altro…)
A ZUNCHEDDU GLI RODE …
Dicono che il signor Zuncheddu Sergio, editore de L’UNIONE SARDA, sia incazzato con noi per quel che scriviamo sul suo conto, sul conto de L’UNIONE SARDA, sul conto di quell’ala della Massoneria a cui lui è sicuramente molto vicino, sul conto dei magistrati che lui gradisce.
Il signor Zuncheddu ha ben poco da incazzarsi: quello che scriviamo quasi quotidianamente è davanti agli occhi di tutti, e a tutt’oggi, nonostante le acrobazie dialettiche di certi consulenti tecnici, non si è riusciti a trovare uno straccio di prova provata che la società editrice de L’UNIONE SARDA dei tempi di Grauso fosse veramente gravata da una sola lira di quei ponderosi debiti che invece Pisotti, Amato e Tamponi hanno quantificato nella bellezza di lire 42 miliardi, con ordinanza redatta in tempi record tanto da far dubitare su una decisione “precotta” prima della camera di consiglio. (altro…)
MAGISTRATI MATTI? SI, MA CE LI FANNO DIVENTARE
Ormai sembra acclarato, le dichiarazioni attribuite a Silvio Berlusconi circa la necessaria “pazzia” e “diversità antropologica” di coloro che svolgono il mestiere di magistrato erano inficiate da un errore di traduzione, si trattava di dichiarazioni alquanto forti che il premier, parlando dei casi giudiziari di Giulio Andreotti, aveva riferito ai magistrati che avevano indagato su di lui, non, come era stato lasciato comprendere dai gravi errori di traduzione, alla generalità dei magistrati italiani.
Ad ogni buon conto, per un approccio un tantino più documentato ai problemi della giustizia, il Premier dovrebbe obiettivamente considerare che, per le condizioni in cui si svolge, oggi, il lavoro di magistrato, questo, matto, spesso ce lo fanno diventare. (altro…)
MD CAMBIA REGISTRO … ANCHE A CAGLIARI?
Pare che Magistratura Democratica, la corrente di ispirazione comunista della magistratura associata che in questi anni è stata rea soprattutto di aver tradito le proprie radici sposando, in nome della lotta alla mafia e alla corruzione ma forse più in nome delle carriere e degli encomi solenni a poliziotti amici (vedasi il signor De Gennaro), il più bieco giustizialismo che un tempo era monopolio della destra e di quella di ispirazione fascista in particolare, stia facendo decisamente marcia indietro nel tornare a quella che era la propria ispirazione più tradizionale, ossia lotta per l’affermazione di una magistratura attenta ai diritti civili e, per altro verso, per la salvaguardia dell’integrità e della non contaminazione della magistratura medesima.
MD, i cui più autorevoli rappresentanti sono oggi Claudio Castelli e Giovanni Salvi – ed è un grosso passo avanti rispetto al tempo recente dei Gilardi e dei Viazzi – avrebbe infatti ispirato la recente circolare del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha procurato non pochi mal di pancia a molti altri esponenti della magistratura associata, che prescrive che i pubblici ministeri che siano tramutati a funzioni giudicanti nella stessa sede incomincino dal settore civile, al fine di evitare intuibili ragioni di inopportunità, leggasi il fatto che un Pm che, fino all’altro ieri, faceva parte dell’ufficio inquirente si trovi poi poco dopo, da giudice, a giudicare l’operato di un ufficio da cui è appena uscito, o peggio, specie nei tribunali medio-piccoli, che paralizzi l’operatività dell’ufficio giudiziario dovendosi continuamente astenere sui processi scaturiti da inchieste da lui varate. (altro…)
MAGISTRATURA: UN PASSO INDIETRO
Fino a ieri era solo un argomento da polemica politico-giudiziaria o per arringhe di avvocati scoraggiati e sfiduciati che, quando veniva tirato fuori, provocava le puntuali reazioni della magistratura associata che gridava all’attentato alla sua indipendenza e alla sua imparzialità, ma ora, con la sentenza delle Sezioni Unite che ha gettato nel cestino l’aborto giudiziario partorito dalla Corte di Assise di Appello di Perugia nel condannare Giulio Andreotti quale preteso mandante dell’assassinio di Mino Pecorelli, è la Suprema Corte di Cassazione, il nostro massimo organo giudiziario e nel suo massimo consesso, a riconoscere che nel nostro ordine giudiziario ci sono giudici che condannano la gente non sulla base di prove, bensì sulla base di teoremi, e a meritoriamente sanzionare questo inqualificabile modo di agire che, forse, meriterebbe anche l’attenzione del Consiglio Superiore della Magistratura e del Ministro della Giustizia.
Lo stesso può dirsi per quanto riguarda il caso SME, per cui perfino un tribunale giustizialista e prevenuto come quello di Milano non ha potuto fare a meno di assolvere tutti gli imputati, compreso il bieco Previti, giacché l’accusa non si reggeva che su teoremi, ma vi è da dire che non occorreva attendere sette anni – e ne trascorreranno di più con gli inevitabili appelli e ricorsi di Suo Accanimento la dottoressa Ilda Boccassini – per affermare che in quel processo non c’era niente, che già il GIP doveva fare le sue verifiche, se no questi accidenti di GIP che diavolo ci stanno a fare? Se devono sempre e solo convalidare ogni sproposito sostenuto dai PM, ma non sarebbe meglio e meno ipocrita, in attesa della separazione delle carriere, che fosse direttamente il PM a rinviare a giudizio? (altro…)
CASO LOMBARDINI? COME TELECOM SERBIA, ANZI PEGGIO …
Lino Jannuzzi, oggi deputato di Forza Italia e nella legislatura 1968-1972 deputato socialista, è un giornalista che non ha mai guardato in faccia nessuno e che perciò ha sempre patito le pene dell’inferno sotto ogni regime, dalla severa condanna per diffamazione inflittagli nel 1968 unitamente a un Eugenio Scalfari ancora libertario per aver detto la verità sul “Piano Solo”, al ridicolo tentativo di qualche PM persecutore della Procura di Napoli – capiamo perché Agostino Cordova fosse incompatibile, con certa gente “antropologicamente diversa” – di sbatterlo in galera per qualche ridicola condanna per diffamazione – la storia si ripete – rimediata con la direzione de “Il Giornale di Napoli”.
Sull’ultimo numero di un noto settimanale italiano, di cui è abitualmente opinionista, Jannuzzi prende spunto dalla recente assoluzione dell’avvocato Antonio Piras dalla farneticante, strampalata, bizzarra accusa di aver estorto o tentato di estorcere denaro al signor Tito Melis, per trarne la conclusione dell’inevitabile assoluzione anche di Nicola Grauso (e diremmo, a maggior ragione, di Liori, Garau e Carboni) nel Processone di Palermo che procede con lentissimo rito ordinario, inutile per far maturare termini di prescrizione, utile solo a mantenere per gli imputati uno stressante stato di incertezza, ma, soprattutto, per riepilogare la sequenza, che ha qualcosa di squallidamente simile a ciò che avviene nei regimi totalitari, che portò quella tragica sera del torrido 11 agosto 1998 al “suicidio” (virgolette doverose) di Luigi Lombardini. (altro…)
ALMENO GLI AMERICANI FANNO SEMPRE GIUSTIZIA
Giusta o sbagliata, legale o illegale che sia stata, sul piano del diritto internazionale e dell’opportunità, l’invasione dell’Iraq da parte delle forze angloamericane, ieri la partita con Saddam Hussein, non certo il peggior tiranno della storia, ma comunque un governante abietto e sanguinario, è stata chiusa, e in modo finalmente conforme a quella che è la missione storica, di giustizia e libertà, della grande nazione americana; l’ex rais è stato acchiappato senza colpo ferire nel suo ultimo rifugio, una topaia della sua città natale, Tikrit, e a quanto pare non verrà giustiziato sommariamente, come accadde a Nicolae Ceausescu in Romania e a tanti altri tiranni della stessa risma, bensì subirà un regolare processo, verosimilmente ad opera di un tribunale iracheno o di una corte internazionale da costituirsi ad hoc, visto che gli USA non riconoscono il Tribunale Penale Internazionale.
La guerriglia ancora impazza in Iraq, ma il risultato dell’azione americana nella zona è comunque, anche solo per questo fatto, pienamente positiva, e noi, che abbiamo a suo tempo aspramente criticato la legittimità dell’invasione dell’Iraq, non possiamo che esprimere apprezzamento per il modo in cui è stato posto mano alla problematica irachena, con minimo numero di morti civili e militari, senza alcun abbandonarsi a vendette tanto per vendicarsi – come invece spesso fanno israeliani e palestinesi reciprocamente – nel pieno rispetto dei principi di civiltà e di umanità per quanto ciò sia possibile in occasione di una guerra. (altro…)
PERCHE’ TANTA OMERTA’ SULLA “RETE PARALLELA”?
Nella parte terminale del 1998, dopo il tragico suicidio di Luigi Lombardini nel suo ufficio al palazzo di Giustizia di Cagliari, divenne pubblico che la Procura di Palermo stava conducendo un’inchiesta su una struttura parallela (definita una “Rete” dallo stesso Giancarlo Caselli) che sarebbe stata diretta dallo stesso Lombardini, e che, composta da poliziotti, carabinieri, appartenenti alla Guardia di Finanza, ai servizi segreti, e addirittura da taluni latitanti o personaggi comunque contigui alle bande dei sequestratori, avrebbe stabilmente operato per prevenire i sequestri di persona in Sardegna, specialmente nella città di Cagliari, e per conseguire nel modo più rapido, una volta che un sequestro fosse stato comunque perpetrato, la liberazione dell’ostaggio, perlopiù dietro pagamento del riscatto o dietro ricompensa a dei malviventi per favorire comunque tale esito.
Al riguardo, secondo la Procura di Palermo, numerosi elementi militavano a sostegno dell’esistenza di una simile struttura: (altro…)
MAURO MURA, PROMOVEATUR UT AMOVEATUR
Secondo indiscrezioni provenienti dagli ambienti del Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno di giudici e PM avrebbe “bocciato” quasi per intero il programma organizzativo della Procura di Cagliari, convocando il procuratore Carlo Piana per chiarimenti.
Ma la notizia non è tanto questa, dato che i rilievi mossi a Piana sono perlopiù marginali e burocratici, ciò che rileva invece è che, tra i punti poco chiari rilevati dal CSM, vi è la mancata individuazione di specifici compiti da attribuirsi al Procuratore aggiunto, che a Cagliari è uno solo, in persona di Mauro Mura. (altro…)
DI NUOVO TOGHE NERE AL RITO OTTOCENTESCO
La cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario, salvo sprazzi di vivacità negli anni ’80 quando era resa incandescente dai vivaci interventi del drappello di radicali allora molto attivi a Cagliari, è sempre stata una mera formalità dal sapore muffo e stantio, una di quelle cose appartenenti a un passato autoritario e anche un po’ fascista (come anche, peraltro, l’inaugurazione degli anni accademici in università corrotte, zeppe di raccomandati e che lasciano scappare i nostri migliori cervelli negli Stati Uniti), a cui si pensava che i moti del ’68 e del ’77 avessero dato un colpo definitivo, ma che sono state protervamente richiamate in vita dal neocorporativismo dell’ordine giudiziario (come anche dei baroni accademici).
Ogni anno si varia più o meno intorno al solito copione, con tutti i giudici della Corte d’Appello vestiti da buffoni ad ascoltare un Procuratore generale, anch’egli vestito da buffone (mirabile fu Francesco Pintus nel confessare che la sua toga rossa era bordata non di ermellino, ma di coniglio) pronunciare la consueta giaculatoria con cui si dice sempre che la giustizia va male, che gli arretrati sono enormi, che i processi durano un’eternità, salvo enfatizzare i pochi, occasionali successi dovuti all’impegno sopra la media di qualche bravo magistrato; a seguire, i soliti interventi, ancor più rituali e muffi, del rappresentante dell’ordine forense, di quello del Consiglio Superiore della Magistratura (che a Cagliari è sempre un comunista di Magistratura Democratica, quest’anno si è trattato di Giovanni Salvi) e di quello del Ministero della Giustizia, quindi dibattito zero, salva l’immancabile richiesta di soldi da parte dei giudici di pace. (altro…)
ORDINAMENTO GIUDIZIARIO, LA MONTAGNA PARTORISCE IL TOPOLINO
Il governo Berlusconi ha dato l’ennesima prova deludente facendo approvare dal Senato, a maggioranza, una legge delega di riforma dell’ordinamento giudiziario che, se in limitata misura recepisce riforme da tempo sollecitate (come sulla ristrutturazione delle circoscrizioni giudiziarie e sulla temporaneità degli incarichi direttivi, quest’ultima da tempo chiesta da Magistratura Democratica), per altro verso, da una parte contiene una congerie di emendamenti emozionali di natura meramente punitiva nei confronti dei magistrati, dall’altra parte rinvia alle calende greche l’affrontare problemi più seri, anche se quanto meno si introduce la distinzione delle funzioni tra giudici e PM ripresa pari pari dal progetto Flick.
Non si procede, infatti, alla separazione delle carriere, non eliminando il fattore fondamentale che consente le interferenze dei giudici sui PM, ossia l’esistenza di un Consiglio Superiore della Magistratura e di Consigli Giudiziari a composizione mista di entrambe le categorie; si aprono i Consigli Giudiziari alla presenza di avvocati e docenti universitari ma non si da a queste categorie un reale potere di incidere, lasciando il dominio ai magistrati togati; seppur si preveda la tipizzazione degli illeciti disciplinari, il che, si spera, non permetterà più al CSM di agire con totale arbitrio, non si è posto mano alla disciplina della responsabilità per colpa dei magistrati, unico adeguato deterrente; si gerarchizza l’ufficio del PM, tornando al passato rispetto a diverse interpretazioni che il CSM aveva dato quanto all’autonomia dei sostituti procuratori, ma non si introduce alcuna forma di controllo o di elezione popolare del procuratore capo, che rimane un borbonico funzionario dello Stato. (altro…)
BERLUSCONI E’ ALLA FRUTTA: MORIREMO COMUNISTI?
Non molto tempo fa abbiamo fatto un sondaggio sulle intenzioni di voto dei nostri visitatori, e l’esito è stato quello di una schiacciante maggioranza per il centrosinistra, in particolare coi DS col vento in poppa e, nel centrodestra, AN alle stelle ma Forza Italia nella polvere, laddove un analogo sondaggio fatto un anno prima dava invece una situazione di equilibrio, col centrodestra leggermente avanti sul centrosinistra e i DS primo partito.
Noi facciamo ogni tanto questi sondaggi non per indovinare quali saranno i risultati delle elezioni, bensì per sapere quali sono le sensibilità anche politiche dei nostri visitatori, e tuttavia la loro attendibilità non deve essere così scadente, dato che è coerente con quella di un sondaggio di questi giorni, secondo cui i due terzi degli italiani sono scontenti del governo Berlusconi. (altro…)
BERLUSCONI REGALA IL GOVERNO AL CENTROSINISTRA
Silvio Berlusconi dovrebbe sapere bene, visto che ne ha almeno due eletti al Parlamento nelle file di Forza Italia (Francesco Nitto Palma e Roberto Centaro, quest’ultimo, peraltro, accanito giustizialista) che la magistratura è una cosa ben diversa e composita da quella che lui, forse mal consigliato da certi cattivi consiglieri, spesso dipinge, non è esclusivamente un’accozzaglia di comunisti intenti a perseguire, in sinergia con la sinistra politica, l’eliminazione per via giudiziaria degli avversari moderati e conservatori.
Una intera corrente della magistratura associata, Magistratura Indipendente, è composta prevalentemente da magistrati le cui simpatie politiche, se ne hanno, vanno al centrodestra (non a caso era la corrente di Luigi Lombardini), e un’altra corrente ancora, Unicost, benché folta di moderati di sinistra (alla Carlo Piana, per intenderci), annovera persone autenticamente di centro e moderate; è vero, esistono anche correnti fortemente politicizzate a sinistra, come quelle di Magistratura Democratica e dei Verdi, dove allignano con maggior frequenza coloro che strumentalizzano le funzioni giudiziarie per scopi politici, ma così come è sacrosanto esigere che non vi sia alcun dominio comunista sulla magistratura, neppure si può pretendere che le intelligenze di sinistra ne rimangano escluse, come d’altra parte che un magistrato abbia un convincimento politico non è in sé cosa grave, è cosa grave solo se piega l’esercizio delle proprie funzioni alla vittoria della propria dottrina politica. (altro…)
APRILE 1997: LOMBARDINI NON DEVE PASSARE
Un uccellino, tempo addietro, ci ha soffiato nell’orecchio che nella primavera del 1997, precisamente ad aprile, si tenne presso la sede regionale dei DS sardi, a Cagliari, nel quartiere di San Michele (detto “Il Bronx” dai bempensanti della Città del Sole) una riunione strana, molto riservata, riguardo alla quale un’occhiuta sorveglianza faceva si che non vi penetrassero persone estranee, anche se appartenenti al partito di D’Alema, e che meno persone possibili ne sapessero.
Alla riunione presero parte, per quel che si sa, l’avvocato ed ex senatore Francesco Macis, già potentissimo responsabile giustizia del PCI, amico di molti magistrati affiliati a Magistratura Democratica, in primis Enrico Dessì e Antonio Porcella, che diverrà poi, chissà perché, consigliere politico di due ministri della giustizia, uno comunista dichiarato, Diliberto, e l’altro postcomunista, Fassino, e un altro avvocato senatore, in carica, ossia Guido Calvi, tra le massime teste pensanti dei DS nella materia della giustizia e, soprattutto, diretto rappresentante di Massimo D’Alema in quanto suo difensore di fiducia; non mancava, certamente, Emanuele Sanna, il tetro Emanuele Sanna, che all’epoca era segretario regionale dei DS e che, per ammissione di dirigenti diessini anche autorevoli (ad esempio I.A.), era il manovratore di tutte le cose di giustizia con influenza diretta anche presso il Consiglio Superiore della Magistratura, e non è esclusa la partecipazione di alcuni di quei magistrati “rossi” amiconi di Macis. (altro…)
IL GOLPE CHE AVANZA
Mentre il governo Berlusconi scricchiola come un vecchio armadio assalito dai tarli, tra la delegittimazione di Maroni sulle pensioni da parte di AN, le polemiche sul caso Parmalat e il tiro al piccione incrociato di Prodi, di Monti e dello stesso presidente Ciampi sulla questione euro, anche il Consiglio Superiore della Magistratura, nella discesa in campo dei poteri forti per la definitiva eliminazione dell’anomalia Berlusconi e il ritorno di un “sano” governo di centrosinistra che tuteli gli stessi poteri forti, ci mette del suo, varando una bozza di delibera “a tutela” dei magistrati, in reazione alle infelici dichiarazioni di Berlusconi alla manifestazione per il decennale di Forza Italia (in particolare con la lettura delle affermazioni di Baget Bozzo con cui si riteneva la magistratura peggio del fascismo), con cui in particolare si sostiene che chi detiene cariche pubbliche non è legittimato a denigrare le toghe.
Siamo d’accordo, e l’abbiamo già scritto, che nessuno possa permettersi, se non con grave rischio per l’assetto democratico, di delegittimare la magistratura nel suo complesso, come istituzione, ma occorre stare bene attenti, specie da parte del Consiglio Superiore della Magistratura che, come organo di vertice di quest’ultima, dovrebbe per primo salvaguardare l’effettività dei principi della Costituzione, nel fare certe affermazioni, che di fatto risultano censorie e menomano il diritto della politica non solo di criticare i magistrati quando sbagliano – e sbagliano spesso – ma anche, e soprattutto, di esercitare il legittimo controllo sul loro operato. (altro…)
FASCISTIZZATI NO, MA NEPPURE STALINISTI!
Il dottor Carlo Fucci, quel magistrato campano un po’ tetro che appartiene all’area moderata della magistratura associata (Unicost) e che ha fatto la sparata, al congresso veneziano dell’A.N.M., sui pretesi tentativi della politica di “fascistizzare” la magistratura, ha solo un torto, che è quello di aver detto con franchezza, sicuramente eccessivo, quello che la stragrande maggioranza dei magistrati pensano di questa riforma; Edmondo Bruti Liberati, il presidente comunista della A.N.M., nel dissociarsi dalle sue dichiarazioni ha peccato di ipocrisia, perché se c’è qualcuno che ha sempre dato il fuoco alle micce di queste pericolose polemiche sono proprio i suoi compagni di Magistratura Bolscevica, detta “democratica”.
Intendiamoci, la preoccupazione dei magistrati che ha armato la lingua tagliente del dottor Fucci sono condivise anche da noi, e riguardano soprattutto un aspetto della riforma, ossia il ripristino delle gerarchie nell’ambito dell’ordinamento giudiziario, soprattutto delle procure, che rischia di svuotare il CSM e di mortificare l’indipendenza e l’autonomia dei singoli magistrati, non certo risolvendo, ma anzi esacerbando, un problema, quello del corporativismo di giudici e PM, che pure è stato sempre denunciato con forza dal centrodestra. (altro…)
SEI INDIPENDENTE? NON FARE IL MAGISTRATO!
Mani Pulite avrà sicuramente avuto i suoi difetti, ma quanto meno, dal 1992, stuoli di giovani laureati in legge, preparati e pieni di coscienza civile, si affollarono ad affrontare il difficile concorso in magistratura, pensando che quella professione, per tradizione di potere, fosse qualcosa con cui diveniva finalmente possibile dare concretezza a ideali di giustizia.
Oggigiorno, il numero dei partecipanti ai concorsi è nettamente diminuito, e del resto non c’è niente da stupirsi: esso è tentato solo da giovani, soprattutto del profondo Sud, che i concorsi li tentano tutti sperando di non morire disoccupati, non immaginando di dover fare i conti con una realtà “antropologicamente diversa” come ha detto Silvio Berlusconi, e, quanto ai pochi che tentano quel concorso con una vocazione, si tratta ormai quasi solo di carrieristi figli di altri magistrati, di personaggi che bramano apertamente il potere per il potere, quando non di giovani rampanti che il regime rosso – duro a morire nonostante da due anni e mezzo governi Berlusconi – prepara appositamente per infoltire le schiere delle toghe rosse. (altro…)
LA MAGISTRATURA PRETENDE RISPETTO MA NON RISPETTA SE’ STESSA
La magistratura pretende rispetto, ma è arduo ritenere che ne sia davvero degna, al di là dell’ipocrisia di rito dei discorsi istituzionali, se si guarda al modo allucinante con cui “fa fuori” quei singoli magistrati che non sono allineati a certo stomachevole “pensiero unico” che si va sempre più consolidando tra le toghe, e vi sono tante vicende che lo riprovano, ad iniziare da quella di Agostino Cordova, recentemente sbattuto fuori con la famigerata procedura dell’articolo 2.
Agostino Cordova, originario di Reggio Calabria, politicamente orientato a destra, nei primi anni novanta era a capo della Procura di Palmi, una cittadina della provincia reggina al centro di una zona ad altissima densità mafiosa (con centri quali Gioia Tauro e Taurianova), e a un certo punto, a causa del “pentimento” di alcuni massoni calabresi eccellenti incarcerati per sospetta affiliazione alla ‘ndrangheta, si trovò tra le mani una dirompente inchiesta che si estese alla Massoneria come istituzione e a livello nazionale, dove Cordova, coi suoi sostituti, fece quello che riteneva di dover fare, non senza atti clamorosi – quale il sequestro delle liste degli iscritti a Forza Italia due giorni prima delle elezioni politiche del 1994 e “beccandosi” ripetutamente con l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, da sempre molto vicino alla Massoneria nonostante la sua origine democristiana. (altro…)
MAGISTRATI: ARRIVI, PARTENZE E SCREZI
E’ ormai ufficiale ed esecutivo il trasferimento alla Corte di Appello di Giovanni Dessy, detto Gianni, eterno giudice fallimentare del Tribunale di Cagliari; il trasferimento è avvenuto a domanda ed era atteso poiché Dessy da tempo aveva maturato una qualifica molto più alta di quella di magistrato di tribunale, oltre ad essere rimasto nello stesso posto per ben più di dieci anni, cosa proibita dalle circolari del Consiglio Superiore della Magistratura.
Non è invece ancora stato deliberato dal CSM, ma lo sarà a breve, il trasferimento, sempre a domanda, del Presidente del Tribunale di Lanusei, Claudio Lo Curto, a Livorno, dove svolgerà funzioni di presidente di sezione del Tribunale; Lo Curto ha governato il Tribunale di Lanusei per anni e anni in condizioni difficilissime, dando mostra di grandi doti organizzative, ma si tratta di un’esperienza che, prima o poi, stanca tutti. (altro…)
IMPUNITA’ E MISTERI SARDO-LIBICI
La legge è uguale per tutti, recitano le lapidi collocate nelle aule dei tribunali, e non è vero, perché abbiamo ben visto come ad alcuni cittadini casualmente aventi la qualità di magistrati i loro colleghi di Palermo, fortunatamente divenuti non più competenti a giudicare degli affaracci di casa nostra, concedono la più smaccata impunità, nel senso di evitare loro ogni verifica dibattimentale nonostante di dubbi da dissipare, in ordine a certe loro condotte, ve ne fossero a tonnellate, mentre ad altri cittadini casualmente aventi il difetto di essersi sempre opposti alla protervia di certa magistratura militante (naturalmente a sinistra) e ipercorporativa, si nega perfino il diritto di ottenere giustizia, ritenendo a sproposito configurabili nei loro confronti, per il solo fatto di essersi difesi esponendo, magari in modo anche energico, i loro dubbi e le loro critiche, che essi siano imputabili di calunnia e diffamazione.
La giustizia è amministrata in nome del popolo, recita la Costituzione e un’altra lapide recentemente fatta aggiungere alla prima dal ministro Castelli, e anche questo non è vero, perché il popolo non ha affatto il diritto di rimuovere o sanzionare energicamente quei magistrati che delinquono o sbagliano in modo imperdonabile, tutto è affidato a un organo, il Consiglio Superiore della Magistratura, in cui i magistrati fanno maggioranza e respingono ogni tentativo di moralizzazione, salvo stangare i dissidenti come Francesco Pintus e Agostino Cordova. (altro…)
E HANNO ANCORA IL CORAGGIO DI PREDICARE …
Questa magistratura sta diventando davvero una cosa sconcertante: molti politicanti, qualche autentico criminale, un bel po’ di pazzi da catena che ne combinano di tutti i colori, lasciano prescrivere i reati, commettono errori giudiziari obbrobbriosi, sbattono in galera degli innocenti gettando via la chiave, scarcerano i mafiosi per decorrenza dei termini, a volte intascano mazzette o fanno incetta di beni delle vendite giudiziarie … e poi continuano a pretendere di farci la predica! Ma a quale luna ululate voialtri? Quella di questo sistema solare, o quella di chissà quale altro sistema solare, dato che per certi vostri modi di pensare c’è perfino da dubitare che molti di voi non siano degli alieni? Ma come potere pretendere che il popolo sovrano si fidi di voi, che subisca supinamente la vostra pseudo-giustizia?
L’Italia non ha mandato via il Re per trovarsi diecimila reucci che pretendono di regnare e imperare non rispondendo a nessuno delle proprie azioni, ricordatevelo! (altro…)
MAGISTRATURA E POLITICA: E’ ORA DI FARE CHIAREZZA!
Non ci sorprende che, ora che abbiamo ricominciato con rinnovata intensità a disvelare certe censurabili magagne della magistratura cagliaritana, qualcuno perda il proprio ritegno e lasci sul nostro guestbook messaggi pieni di insulti, ma su certe cose non si può, non si deve, assolutamente tacere.
E’ davvero singolare sapere che il procuratore della repubblica Carlo Piana, mentre da un lato si fa con foga promotore del famigerato procedimento ex art. 2409 Cod. Civ. che di fatto ha determinato l’estromissione di Nicola Grauso da tutte le sue attività editoriali (tralasciando ben più importanti indagini, come quella su Volpe 132 o vere indagini sul sequestro Melis), dall’altro lato collabora più o meno attivamente, quale membro del “Comitato Scientifico”, con un sodalizio quale la “Fondazione Luca Raggio”, indiscutibilmente di carattere politico, dominato dalla testa ai piedi dall’onorevole Andrea Raggio e dai suoi congiunti, nonché da altri dirigenti DS; ciò quando, chi non è abbastanza distratto dovrebbe saperlo, l’onorevole Raggio, oggi vicepresidente della Fondazione Banco di Sardegna, è tra i dirigenti del partito di Piero Fassino quello più legato al giro delle Cooperative rosse e, in termini di alleanze interne, a Emanuele Sanna, colui che svolse (ne abbiamo già ampiamente parlato) un ruolo tanto improprio quanto attivo nel caso Unione Sarda per il suo partito e in evidente sinergia con parte della magistratura, e il cui massimo referente nazionale è proprio quel Massimo D’Alema, tetro e baffuto ex premier, che a quanto pare non esitò a recepire entusiasticamente la “candidatura” di Piana a procuratore capo sostenuta, in contrasto con quella di Lombardini, dai vertici regionali del PDS e a “girarla” direttamente a Magistratura Democratica e a un politicizzato CSM. (altro…)
TENIAMO DURO!
Nonostante Google, ebbene resistiamo! Le cifre degli accessi al nostro sito continuano ad essere eccellenti, grazie ad Arianna, a Tiscali, a Virgilio e a voi fedeli visitatori che ricordate bene la nostra Url e ci fate ritorno spesso.
Abbiamo saputo che la notizia da noi pubblicata, quella della collaborazione dei dottori Piana e Porcella alla fondazione diessina (o postcomunista) intitolata a Luca Raggio e gestita dal padre Andrea e congiunti, è circolata e ha fatto scalpore; ci auguriamo che faccia analogo scalpore presso chi di dovere, vale a dire il ministro della giustizia (sappiamo che presso il quotidiano del suo partito, La Padania, consultano regolarmente il nostro sito) e il Consiglio Superiore della Magistratura (che pare voler nuovamente approfondire certe storielle di Cagliari). (altro…)
MISTER RAGGIO LATITA ANCORA
Il sito della Fondazione Luca Raggio è sempre offline, chissà che bisogno c’era di eliminarlo tutto, in fondo, se quello da nascondere era che Carlo Piana e Antonio Porcella facevano parte del loro famoso “Comitato Scientifico”, bastava eliminare o modificare una sola pagina, quella che trovate in copia QUI; e in fondo, quando saranno convocati dal CSM, Piana e Porcella non potranno limitarsi a dire che la loro era una collaborazione del tutto tecnica, scevra da implicazioni politiche, o che comunque il tutto rientra nel loro diritto alla libera manifestazione del pensiero?
Forse il problema è che la dottoressa Marzia Sabella, se rileggerà la propria richiesta di archiviazione sul caso UNIONE SARDA alla luce di questi sviluppi, dovrà capacitarsi dell’inconsistenza delle indagini svolte e soprattutto delle frettolose deduzioni fatte, e rischierà a sua volta di doverne rendere conto in alto loco. (altro…)
GIORNALISMO CORTIGIANO E POTERI OCCULTI
Poco più di una settimana fa, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha confermato la decisione, adottata circa due anni fa dall’Ordine di Palermo e in prima istanza annullata per vizi di procedura, di radiare dall’albo dei giornalisti professionisti Antonangelo Liori, direttore de L’UNIONE SARDA negli anni caldi 1996-1999, oggi direttore del quotidiano “Sardigna.com” e recentemente ammesso all’affidamento in prova ai servizi sociali.
Tale determinazione nei confronti di Liori, gratificato, oltre che da qualche processo per reati comuni, da oltre 110 procedimenti per diffamazione su querele di magistrati, politici e colleghi giornalisti, è stata principalmente cagionata dalle decine di sinceri e polemici editoriali che egli dovette redigere, in quel periodo, per controbattere con l’unica arma di cui si disponeva, la libera manifestazione del pensiero, a un vero e proprio superpotere di politici (perlopiù di sinistra) intriganti, clientelari e spesso corrotti, magistrati poco omologati ai sacri precetti costituzionali di indipendenza e imparzialità e giornalisti – concorrenti, ma soprattutto della stessa UNIONE SARDA – in servizio permanente effettivo quali fiancheggiatori dei suddetti politici e magistrati e, talora, quali confidenti di polizia e Procura, il cui fine non sembrava quello di fare con onestà e correttezza, al meglio, il proprio mestiere, quanto quello di schiacciare chiunque dissentisse, chiunque minasse questi assetti di potere, laddove, oltre a pochi magistrati coraggiosi e davvero indipendenti, nell’occhio del ciclone stava ovviamente Nicola Grauso, e con lui Liori che ne dirigeva il quotidiano. (altro…)
BOMBA A FRONGIA, CSM SOLITA TESTA DURA
Ennesima bomba, stavolta non anarchica ma dei NPC, contro l’assessore regionale Roberto Frongia, a Iglesias: pare che gli pseudoterroristi siano contrari al cemento in Costa Smeralda, ma se non cerchiamo almeno di sfruttare il turismo, l’ultima risorsa che ci è rimasta, abbiamo poche alternative al ritorno dell’emigrazione di massa.
Il CSM non ritorna mai indietro sulle proprie decisioni, anche le più sbagliate, costi quel che costi, ma dovrebbe rendersi conto che questa cieca ostinazione, anziché rafforzare la sua autorevolezza, la indebolisce facendo fare agli autorevoli consiglieri la figura di bambini capricciosi, come sta accadendo per il caso Cordova, magistrato di cui tutti conoscono e lodano il valore (compresi esponenti di Forza Italia, partito col quale non fu tanto delicato) salvo il CSM e un po’ di fannulloni e politicizzati PM napoletani. Su Lombardini, purtroppo, non possono più tornarci indietro e, salvo adeguati provvedimenti, dovremo tenerci Piana, anche affiliato alla Fondazione Luca Raggio, addirittura fino al 2009! (altro…)
CHI E’ LUIGI LOMBARDINI
Chi è Luigi Lombardini
La carriera
Il procuratore della Repubblica presso la pretura di Cagliari, Luigi Lombardini, cagliaritano 62 anni, è il maggiore esperto di sequestri di persona in Sardegna. Per quasi 22 anni, dal 1 marzo ’68 al 10 ottobre ’89 ha svolto le funzioni di giudice istruttore presso il Tribunale di Cagliari occupandosi prevalentemente (e per lunghi periodi esclusivamente) di indagini e processi relativi ai sequestri di persona, interessandosi all’istruzione di 97 casi. Inchieste sui sequestri di persona consumati o tentati che, nell’80 per cento dei casi, hanno trovato la consacrazione nelle sentenze definitive. Sotto la sua gestione dell’Ufficio istruzione, negli anni dall’80 all’87 si sono costituiti 36 latitanti, tutti imputati di sequestro di persona o di omicidio. Oltre a tanti barbaricini, anche la moglie di Raffaele Cutolo, Immacolata Iacone, imputata di tentata strage.
Proprio in virtù delle sue qualità, Lombardini ha svolto dall’ottobre ’81 al settembre ’88 funzione di giudice istruttore supplente presso i tribunali di Oristano e Tempio oltre va ricevere gli elogi formali delle più alte cariche della magistratura e idoneità ai della nomina di magistrato di Cassazione. (altro…)
IL SEQUESTRO DI FERRUCCIO CHECCHI
Ferruccio Checchi, immobiliarista romano proprietario del villaggio turistico <<Palmasera>> sulla costa di Dorgali, fu sequestrato nel 1994 presso detto villaggio, e ritrovato nel 1995, quasi immediatamente dopo la liberazione di Giuseppe Vinci, in una profonda grotta orizzontale ubicata nell’impervia valle di Lanaittu, in territorio di Oliena, vicino al villaggio nuragico di Tiscali.
Checchi è uno dei pochi sequestrati dei quali si è potuta scoprire con certezza la <<prigione>>: sono stati infatti i Carabinieri a tirare fuori l’ostaggio dall’impervio luogo ove si trovava, abbandonato frettolosamente dai banditi, a quanto pare, a seguito dell’arresto di quattro persone imputate del sequestro Vinci [Nicolò Cossu, Antonio Crissantu, Nicolò Liberato Succu, Nicola Dettori] in qualche modo contigui alla banda come banditi a tutti gli effetti o come emissari. (altro…)
IL MEMORIALE PUBBLICO DI LOMBARDINI
Dichiarazione
Sino ad oggi non ho mai voluto rilasciare un’intervista né rispondere alle domande dei giornalisti che, tante volte, mi hanno sollecitato a fare delle dichiarazioni. Al punto in cui si è arrivati non è più possibile mantenere il silenzio cui, sempre, mi sono attenuto, perché il protrarsi di tale silenzio, da parte mia, può apparire acquiescenza e conferma degli attacchi rispetto a ciò che ho di più prezioso da difendere: la mia attività professionale condotta per tanti anni e la mia integrità personale.
Per 22 anni, da giudice istruttore, mi sono occupato in Sardegna di circa un centinaio di sequestri di persona, esperienza che non ha mai avuto nessun altro magistrato. Le statistiche e i risultati dei processi conclusisi con sentenze definitive, non le mie parole, attestano i risultati raggiunti: la scoperta degli autori di parecchie decine di sequestri di persona, arresto e successiva condanna di sequestratori, recupero di una parte dei riscatti pagata – cosa mai avvenuta in Sardegna – , le costituzione di 37 latitanti. Ciò, anche per effetto di una gestione estremamente efficace. Poche persone hanno collaborato – cosa anche questa mai avvenuta prima, né dopo, in Sardegna – e le loro dichiarazioni sono state sottoposte al vaglio di una serie minuziosa di riscontri, sulla base delle quali è stato possibile accertare le confessioni di tali pentiti e le loro chiamate in correità, avevano certo e sicuro fondamento, come dimostrato dalle condanno definitive che le persone arrestate hanno subito in base alle confessioni da parte dei “pentiti”.
È stato così possibile debellare intere bande di sequestratori ed assicurare alla giustizia i colpevoli di tanti sequestri, non solo, ma in qualche caso, come, per esempio, nel caso di un imputato, del tentato sequestro delle due ragazze di Olbia Pintus Vittoria e Cuneo Patrizia, le dichiarazioni del pentito Contini consentirono di accertare l’innocenza del medesimo che era stato, precedentemente, ingiustamente condannato per tale reato e che venne, così, conseguentemente assolto dal fatto per cui era stato condannato a una ventina di anni di galera, pur essendo lo stesso completamente estraneo al fatto. (altro…)
IL MEMORIALE SEGRETO DI LOMBARDINI
Al Ministero di Grazia e Giustizia
Al Ministro dell’Interno
Per sapere – premesso che
dato lo strapotere acquisito da diverse Procure d’Italia, si sono creati dei veri e propri centri di potere che, in una situazione di totale indipendenza, tendono a strabordare, spesso, i limiti stabiliti dalla stessa legge, con metodi che assumono i toni dell’arroganza e della strafottenza, utilizzando gli enormi poteri che la stessa legge attribuisce ai P.M. per scopi che spesso hanno poco a che fare con la ricerca dei presunti colpevoli e l’accertamento della verità, ma in cui si è costretti a ritenere di trovarsi di fronte a vere e proprie persecuzioni a senso unico, “alla faccia” del principio dell’”obbligatorietà dell’azione penale”, per cui tutte le azioni penali dovrebbero essere esercitate a prescindere da ogni implicazione politica, di parte, di comodo, od altro; ritenuto che esempio evidente e ormai noto palesemente a chiunque si prenda la briga di aprire, suo malgrado, un qualsiasi giornale o un qualunque schermo televisivo, è, fra le altre, la Procura della Repubblica di Milano, i cui componenti, sia come singoli, sia riuniti in “POOL”, paiono ritenersi, ormai, al di sopra di qualsiasi potere, non solo giudiziario, ma anche degli altri riconosciuti dalla Costituzione (vedi quello politico, che trova la sua espressione nel Parlamento, unico organo sovrano nel legiferare), arrogandosi il diritto di “veto” e di aperta contestazione, appunto, nei confronti del Parlamento riguardo a proposte di legge dallo stesso formulate e, per vari motivi, non gradite. Gli stessi componenti tale Procura, nel loro delirio di onnipotenza (qualcuno è giunto al punto di formulare l’intenzione di “voler rivoltare tutta l’Italia come un calzino”) hanno usato del loro potere a proprio, esclusivo, piacimento, intestardendosi nell’aprire un’infinità di inchieste nei confronti di un membro del Parlamento, colpendolo in modo subdolo e, nello stesso tempo, tracotante e proditorio, raggiungendolo, quando era Presidente del Consiglio, con un “avviso di garanzia” (simile ad una freccia, vero e proprio “CORRIERE di morte”, scagliato alle cinque DELLA SERA), mentre presiedeva, a Napoli, quale massimo esponente e rappresentante dell’Italia, un congresso internazionale contro la criminalità, alla presenza dei rappresentanti delle nazioni di gran parte dell’intero pianeta, solo perché appartenente ad una parte politica, evidentemente non gradita dai P.M. di tale Procura, mentre ben altro trattamento (o meglio totale assenza di trattamento) è stato, e continua ad essere, riservato nei riguardi di esponenti della parte politica opposta, evidentemente più “gradita” agli stessi P.M., con una tale singolare diversità di atteggiamento persecutorio, da una parte, e di “riguardo” (se non addirittura “di rispetto”) nei confronti dell’altra parte da non potere balzare evidente agli occhi di tutti. (altro…)
BOZZA DI ESPOSTO ALLA PROCURA DI CALTANISSETTA SUL CASO LOMBARDINI
ILL.MO SIG. PROCURATORE
DELLA REPUBBLICA
C/O IL TRIBUNALE
CALTANISETTA
Il sottoscritto ……………………….. nato a ……………………… Il ………………….. e res.te a …………in Via ……………. espone:
premesso che
In data 11/8/98, come è risaputo per l’ampia diffusione data alla notizia dagli organi di informazione, subito dopo l’interrogatorio svolto dai PM presso il tribunale di Palermo Dott. Caselli, Dott. ……………., Dott. …………….. Dott……………….. e Dott. ……………… nell’ambito del procedimento penale in corso contro lo stesso, il Dott. Nicola Grauso e l’Avv. Antonio Piras per la vicenda relativa al sequestro di Silvia Melis, il Dott. Luigi Lombardi si suicidava nei propri uffici.
La morte del detto magistrato colpiva profondamente l’opinione pubblica soprattutto per le modalità che l’avevano caratterizzata.
Dal 12/8 e sino ad oggi, l’opinione pubblica è stata fortemente colpita dal violento contrasto, che gli organi di informazione hanno ampliato a
dismisura, insorto tra i magistrati di Palermo e di Cagliari, il difensore del Dott. Lombardini, gli altri coimputati e le forze politiche di ogni schieramento in ordine alla reale modalità di svolgimento del fatto alle ragioni che lo avevano provocato e alle conseguenti responsabilità.
Infatti, per il cittadino, che poco conosce dei fatti a monte della vicenda e di quelli che la precedettero, e assai difficile interpretare tale gesto, che ha indotto e induce tutti in approfondite riflessioni. (altro…)
ESPOSTO CONTRO LE FUGHE DI NOTIZIE SUL CASO LOMBARDINI
ILL.MO SIGNOR PROCURATORE
DELLA REPUBBLICA
C/O LA PRETURA PENALE DI CALTANISETTA
Il sottoscritto Nocola Grauso, nato a Cagliari il 23/4/1949 e residente in Milano, via Bigli 16, si onora esporre alla S.V. Ill.mo quanto segue.
PREMESSO CHE:
1)L’esponente riveste la qualità di indagato di reato in relazione al procedimento penale n.232/98 pendente in fase di indagini preliminari nanti la Procura della Repubblica c/o il Tribunale Penale di Palermo.
2)Com’è noto, nell’ambito dello svolgimento di tali indagini, in data 11.8.1998 ben 5 pubblici ministeri in forza presso la riferita Procura, si recarono a Cagliari per procedere all’interrogatorio dell’indagato dott. Luigi Lombardini.
3) Il dott. Luigi Lombardini fu interrogato e successivamente, come è tristemente noto, nella fase prodromica allo svolgimento di una perquisizione domiciliare disposta sul momento dai pm della Procura di Palermo, si tolse la vita.
4) I pm presso la Procura di Palermo hanno disposto il sequestro di materiale documentale rinvenuto nell’ufficio del dott. Lombardini, che, a quanto si è appreso dagli organi di informazione, è stato disposto in alcune casse che, dopo essere state sigillate,sarebbero state inviate alla Procura di Palermo.
5) Il verbale di interrogatorio del dottor Lombardini non fu dato in copia al suo difensore avv. Luigi Concas, come dallo stesso più volte pubblicamente dichiarato. (altro…)
PRIMA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Sezioni Penali
RICHIESTA DI RIMESSIONE
Il sottoscritto,
• Nicola GRAUSO, nato a Cagliari, il 23 aprile 1942, ed ivi residente alla Via Regina Elena, n. 20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina con studio in Roma alla Via Federico Cesi, n. 21, qui nominato suo difensore di fiducia ed incaricato di depositare il presente atto, imputato nel processo penale n. 2317/98 RG NR – 60/99 RG GIP pendente dinanzi al Tribunale di Cagliari, nel quale è coimputato anche:
• Antonangelo LIORI, nato a Desulo, il 1 aprile 1964 e domiciliato presso L’Unione Sarda in Cagliari alla Via Regina Elena, n. 14, e nel quale è persona offesa il:
• dott. Vittorio ALIQUÒ, residente in Palermo alla Via U.Giordano n. 234 ed el. dom. c/o avv. Francesco CRESCIMANNO con studio in Palermo alla Via Dante 69,
propone la seguente richiesta di rimessione.
1. Lo scrivente è da alcuni anni fatto oggetto di una morbosa attenzione da parte della magistratura cagliaritana che ha recentemente su di lui scaricato una pioggia di iniziative giudiziarie la cui inusitata severità sembra essere il segno di quella mancanza di libertà di determinazione che il legislatore pone a fondamento della rimessione del processo per legittima suspicione.
Le ragioni di tale atteggiamento non sono immediatamente individuabili ed il sottoscritto, a tale riguardo, non può far altro che limitarsi a formulare alcune ipotesi ricostruttive che, comunque, appaiono le più verosimili sulla base dei fatti obiettivi che verranno qui spiegati e che comunque, al di là della eziologia, sono dimostrativi del fatto che la “giustizia” nei di lui confronti non sia la stessa che si applica per i comuni cittadini. Il sottoscritto, infatti, si vede destinatario di provvedimenti esemplari che hanno coinciso con l’esercizio, da parte sua, dei diritti di libertà politica e di manifestazione del pensiero questi ultimi esercitati attraverso l’attività editoriale, soprattutto quale socio di riferimento del quotidiano L’Unione Sarda. (altro…)
RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELL’ESPOSTO DI GRAUSO SULL’ART. 2409 C.C.
PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI PALERMO
N. 14596/00 R.G.N.R.
RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE
Al Giudice per le indagini preliminari
presso il Tribunale
di Palermo
IL PUBBLICO MINISTERO
Visti gli atti del procedimento suindicato nei confronti di:
1. PIANA Carlo, nato a La Maddalena il 18.07.1934;
2. PISOTTI Gian Giacomo, nato a Sassari il 18.01.1943;
3. PANI Guido, nato a Cagliari il 14.05.1960;
4. MELONI Ricardo, nato a Padria (SS) il 3.04.1937;
5. FARRIS Luigi, nato a Calasetta il 28.11.1948;
6. DESSI’ Giancarlo, nato a Cagliari l’8.02.1962;
7. ZUNCHEDDU Sergio , nato a Brucei (CA) il 4.06.1952;
8. IGNOTI;
9. GRAUSO Nicola, nato a Cagliari il 23.04.1949;
10. TAORMINA Carlo, nato a Roma il 16.12.1940.
sottoposti ad indagini (altro…)
OPPOSIZIONE DI GRAUSO ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELL’ESPOSTO EX ART. 2409 C.C.
TRIBUNALE PENALE DI PALERMO
Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari
Proc.n.14596/00 RGNR
ATTO DI OPPOSIZIONE
AVVERSO RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE
Il sottoscritto:
Nicola GRAUSO, nato a Cagliari il 23 aprile 1949,
propone opposizione
avverso la richiesta notificata il 29 novembre 2002 con la quale il pubblico ministero presso Codesto Tribunale sollecita l’archiviazione della notizia di reato di cui all’intestato procedimento.
Motivi dell’opposizione.
II A) Gli antefatti.
Con riferimento a quelli che la richiesta di archiviazione qualifica come antefatti, non si comprende quale sia l’atteggiamento del pubblico ministero se, cioè, siano ritenuti infondati o altro. La richiesta di archiviazione, infatti, dopo aver minimizzato tali antefatti ed averli ritenuti conclusivamente neutri è costretta ad ammettere che non solo non si possa escludere ma che appaia anche probabile che il Nuovo Movimento abbia potuto preoccupare gli avversari politici ed ancora che non possa escludersi che le interviste rilasciate dal GRAUSO contro i magistrati in occasione del sequestro di Silvia MELIS e del connesso suicidio del Giudice LOMBARDINI, abbiano potuto irritare i destinatari di quegli attacchi. I soggetti a cui tale stato psicologico si dee riferire sono anche i magistrati di Cagliari. In ogni caso si deve rilevare che: (altro…)
Maria Rosaria MAIORINO
Funzionario di Polizia, nativa di Amalfi, ma per diversi anni residente a Cagliari, Maria Rosaria Maiorino, dopo un periodo di servizio nella DIGOS – ove è stata collega di Mario Marchetti, poi divenuto magistrato – ha lavorato principalmente nella Squadra Mobile della Questura di Cagliari, di cui è stata vice capo e poi capo.
L’episodio saliente della sua carriera è stato il <<blitz>>, disposto in esecuzione delle disposizioni del PM Marchetti, che, con l’arresto di decine di persone, pose fine, nel 1991, alle imprese criminose della <<banda di Is Mirrionis>>, una pericolosa banda di trafficanti di droga che si contrastavano tra loro con omicidi e attentati dinamitardi. (altro…)
PROCEDIMENTI PENALI E DISCIPLINARI NEI CONFRONTI DI ANTONANGELO LIORI
Antonangelo Liori, in qualità di direttore dell’UNIONE SARDA, si è da subito contraddistinto per l’utilizzazione del quotidiano cagliaritano – un tempo e, purtroppo ora nuovamente, piuttosto sonnacchioso – come un vero e proprio foglio di battaglia contro gli abusi e le malefatte della classe politica regionale e, da un certo tempo in poi, anche della magistratura cagliaritana e palermitana.
Tale esercizio energico e senza freni della propria professione, condito dalla frequente redazione in prima persona di editoriali al curaro non senza qualità satiriche di rilievo, hanno fatto incorrere Liori in quello che può considerarsi, entro certi limiti, un ordinario <<incidente del mestiere>> per un giornalista, per un professionista che si trova a dover sguazzare nella libertà di manifestazione del pensiero stando sempre attento alle mille remore che all’effettività della stessa sono apposte: circa 110 querele per diffamazione a mezzo stampa, proposte da politici, colleghi giornalisti e magistrati. (altro…)
IL CASO LOMBARDINI
Come è noto, il contesto da cui trae origine il <<caso Lombardini>> è quello delle fasi finali del sequestro di Silvia Melis e, in particolare, delle modalità con cui è stata conseguita la liberazione della giovane consulente del lavoro di Tortolì.
Fino alle ben note dichiarazioni di Nichi Grauso nell’intervista resa al <<Corriere della Sera>>, ufficialmente nessuno aveva appreso che Luigi Lombardini, come aveva fatto in occasione di altri sequestri [Farouk Kassam, Esteranne Ricca, Miria Furlanetto], si stesse interessando del sequestro di Silvia Melis; era noto nella ristretta cerchia dei suoi collaboratori che Lombardini, inizialmente, si era interessato, forse a titolo di curiosità personale, per sapere dove la ragazza potesse essere custodita, giungendo alla conclusione che la stessa, probabilmente, era tenuta prigioniera nella zona di Tertenia. Tuttavia, Lombardini non intraprese nessuna iniziativa, neppure quando, subito dopo il sequestro, glielo venne a chiedere l’avvocato Luigi Garau, legale della famiglia Melis col quale aveva una lunga consuetudine. (altro…)
IL CASO PINTUS
La vicenda di Francesco Pintus è emblematica di come un magistrato serio, animato solamente dall’intento di fare il suo dovere fino in fondo, debba talora, suo malgrado, trasformarsi in un Masaniello, subendo i relativi, inevitabili strali.
Francesco Pintus, di origine sassarese, perviene alla carica di Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Cagliari nel 1992, prendendo il posto di Giovanni Viarengo.
Pintus ha un pedigree che non può non considerarsi di sinistra: tra i fondatori di Magistratura Democratica, è stato anche senatore per una legislatura, in un collegio della Lombardia – risiede a Varese – quale indipendente nelle file del PCI. Tuttavia, dopo il mandato parlamentare, prenderà servizio alla Corte di Cassazione, e sarà assegnato alla Prima Sezione Penale, presieduta da quel Corrado Carnevale diffamato per anni dai teoremi dei comunisti come il <<giudice ammazzasentenze>>, oggi prosciolto da tutte le imputazioni dai Tribunali di Napoli e di Palermo. (altro…)
IL CASO RILLA
Alberto Rilla, cagliaritano, con un solido passato di militante del PCI, ma anche dei vari movimenti studenteschi, entra in magistratura nel 1996 e, nel 1998, ricevute le funzioni giudiziarie, viene assegnato al Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, presieduto da Angelo Porcu, amico fraterno di Luigi Lombardini.
Rilla, inizialmente simpatizzante di Magistratura Democratica, ha modo di ben conoscere l’ala <<rossa>> della magistratura e di diffidarne, nonostante i suoi trascorsi politici; si avvicina quindi a Magistratura Indipendente, la corrente di destra, e, pur con la forte differenza d’età che esisteva, stabilisce un solido rapporto di ammirazione e di simpatia [reciproca] con Luigi Lombardini, di cui ammira il grande passato di combattente antisequestri e la capacità di difendere fino alla morte i colleghi.
Prima dell’11 agosto 1998, Alberto Rilla, talora da solo, talora unitamente ad altri magistrati, ha la possibilità di ricevere dalla viva voce di Lombardini svariate confidenze su argomenti scottanti, tra cui elementi rilevanti relativamente al sequestro Melis. (altro…)
ALTRI EPISODI “SCANDALOSI” RIGUARDANTI PAOLO DE ANGELIS

Nel gennaio 1998, Paolo De Angelis ebbe un violento scontro nel garage del Palazzo di Giustizia di Cagliari con Luigi Lombardini, il quale gli rinfacciò di aver fatto compiere intercettazioni telefoniche illegali a suo carico. Secondo la versione di De Angelis, Lombardini l’avrebbe minacciato agitando il pugno, mentre secondo la versione di Lombardini, quest’ultimo avrebbe solo tentato di parlare al collega, ricevendone in cambio scomposte minacce di morte.
Sulla vicenda, si è tenuto un procedimento disciplinare a carico di De Angelis presso la sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, che si è concluso, nel maggio 2000, con la sua assoluzione. (altro…)
ALTRI EPISODI “SCANDALOSI” RIGUARDANTI MARIO MARCHETTI
Dai memoriali di Luigi Lombardini, divulgati dopo il suo suicidio, si è appreso che Mario Marchetti, unitamente ai colleghi Paolo De Angelis, Luigi Demuro e Mariano Brianda [questi ultimi ambedue GIP a Sassari] avrebbe organizzato, senza l’autorizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura e con pagamenti <<in nero>>, fiscalmente irregolari, dei corsi di preparazione al concorso per uditore giudiziario, primo gradino della carriera in magistratura, che si sarebbero tenuti a Sassari e ai quali avrebbero preso parte anche numerosi allievi provenienti da Cagliari.
Ai predetti corsi, avrebbero tenuto lezioni, oltre ai suddetti magistrati, gli avvocati sassaresi Franco Luigi Satta, Pietro Diaz e Agostinangelo Marras, quest’ultimo noto esponente del PDS e cugino del giudice cagliaritano Gian Giacomo Pisotti; Lombardini inviò numerosi esposti alla Procura Generale di Cagliari e al CSM circa l’irregolarità di questi corsi, senza che si prendesse mai alcun provvedimento, probabilmente poiché agli stessi avrebbero preso parte anche figli di magistrati, come il figlio del capo di Magistratura Democratica Enrico Dessì, Antonio, poi divenuto anch’egli magistrato nonostante un curriculum scolastico e universitario non certo eccelso, attualmente in servizio a Oristano. (altro…)
ALESSANDRO PILI E LE SUE “RELAZIONI PERICOLOSE” CON MONICA ASCHIERI
Alessandro Pili, PM di medio-basso profilo della Procura di Cagliari, nel 1995 intraprese l’azione penale, con relativi arresti, nei confronti di un’asserita banda di spacciatori di droga, nell’ambito della quale i principali imputati erano Monica Aschieri, donna bella e provocante, figlia del noto biologo ed esponente politico del PSDI Luigi Aschieri, e il di lei convivente; anche Luigi Aschieri fu indagato per un’imputazione minore.
Pili, tuttavia, non era certo privo di scheletri nell’armadio quanto alla Aschieri e al giro che questa frequentava; Monica Aschieri fu infatti in grado di produrre una serie di filmati, finora mai pubblicizzati, in cui il magistrato figurava in compagnia sua e di altre donne, in un contesto in cui si faceva uso di cocaina. (altro…)
LE INCOMPATIBILITA’ PARENTALI TRA MAGISTRATI E TRA MAGISTRATI ED AVVOCATI
Nel febbraio 1999 l’UNIONE SARDA, nel quadro della furibonda campagna da tempo condotta dal direttore Antonangelo Liori per stigmatizzare le maggiori malefatte della magistratura cagliaritana, pubblicò, per due giorni di seguito, un corposo elenco di magistrati circa i quali vi era motivo di ritenere la sussistenza di una delle cause di incompatibilità contemplate dagli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, relativamente alla sussistenza di parentele tra loro, ovvero di parentele con avvocati del Foro di Cagliari.
L’iniziativa suscitò un certo clamore, poiché emergeva che praticamente la metà dei magistrati in servizio nel Palazzo di Giustizia di Cagliari erano potenzialmente incompatibili; anche larghi settori dell’opinione pubblica rimasero sdegnati.
Sulla base di questi dati, un’autonoma iniziativa fu intrapresa nell’ottobre 1999 da Nichi Grauso, che propose al riguardo un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, dopo aver già riportato i suddetti dati tra gli elementi a supporto di una richiesta di rimessione, avanzata in relazione al processo che lo vedeva imputato, a Cagliari, di diffamazione per aver dato dell'<<assassino>> al PM palermitano Vittorio Aliquò. (altro…)
L’IRRESISTIBILE ASCESA DI GRAZIA CORRADINI
Grazia Corradini, per anni presidente la Sezione Minori della Corte d’Appello di Cagliari e oggi presidente del Tribunale dei Minorenni di Cagliari, è un magistrato alquanto anomalo dal punto di vista del credo politico-associativo, poiché, sebbene iscritta a Magistratura Indipendente, parrebbe essere di fede politica comunista, ed è sicuramente in rapporti molto stretti col capo di Magistratura Democratica, Enrico Dessì, e col Procuratore capo di Cagliari, Carlo Piana.
La Corradini soleva disertare le riunioni di Magistratura Indipendente fin quando era in vita Luigi Lombardini, nei confronti del quale provava un rancore ben ricambiato: Lombardini, in particolare, pur non citando mai episodi specifici, la accusava ricorrentemente di <<disonestà>>
Morto Lombardini, Grazia Corradini tornò a farsi vedere alle riunioni di Magistratura Indipendente, e fu designata, in sede di applicazione, quale giudice incaricato della presidenza, presso il Tribunale di Nuoro, del processo contro i presunti sequestratori di Ferruccio Checchi; processo che, tra le proteste degli avvocati per la pretesa illegittimità dell’applicazione di un magistrato cagliaritano, fu gestito dalla Corradini con evidentissimo furore filo-inquisitorio, e si concluse con molte condanne. (altro…)
Fernando BOVA
Sessantenne, originario di Catanzaro, Fernando Bova diviene ben noto alle cronache giudiziarie quando, da giudice istruttore del procedimento penale sulla misteriosa scomparsa dell’avvocato cagliaritano Gianfranco Manuella, ordina l’arresto di quattro noti avvocati cagliaritani – Aldo Marongiu, Sergio Viana, Giampaolo Secci, Bepi Podda – accusati di traffico di droga e uno di essi – Viana – addirittura di aver materialmente ucciso Manuella.
Il processo si concluderà, in Corte d’Assise, con una raffica di assoluzioni, e Bova, così come il collega PM Enrico Altieri, verrà censurato dal Consiglio Superiore della Magistratura e di fatto costretto a un lungo esilio professionale dalla Sardegna, approdando prima nella natia Calabria, quindi a Nuoro; tornato a Cagliari negli anni ’90, Bova sarà costretto a una nuova pausa di esilio professionale, a Nuoro, dai contrasti col procuratore capo Franco Melis, che denuncerà anche per abuso d’ufficio. (altro…)
Giancarlo CASELLI
65 anni, nativo di Pinerolo vicino Torino, è sempre stato un magistrato in prima linea, dapprima nell’antiterrorismo – presso l’Ufficio Istruzione di Torino, istruì la maggior parte dei processi relativi alle BR degli anni ’70 e dei primi anni ’80 e gestì il pentimento del primo collaboratore di giustizia, Patrizio Peci – quindi, dopo una parentesi quale componente del Consiglio Superiore della Magistratura e presso il Ministero, nell’antimafia, dato che nel 1992 venne nominato procuratore di Palermo al posto di Pietro Giammanco, dimessosi dopo i <<veleni>> seguiti all’assassinio di Giovanni Falcone.
Tra i candidati alla poltrona di capo della procura palermitana vi era anche Luigi Lombardini, ma la sua domanda fu ritenuta non accoglibile sulla base di valutazioni meramente formali; rimane forte il dubbio che – come denunciato anche da Lombardini – la nomina fosse stata fatta su pressione di Luciano Violante e allo scopo di imbastire i processi politici alla Democrazia Cristiana. (altro…)
Gaetano CAU
Attuale giudice presso il Tribunale di Sassari, è stato a lungo sostituto procuratore della Procura presso lo stesso Tribunale.
Già aderente a Magistratura Indipendente, se ne distaccò per avvicinarsi a Magistratura Democratica, ed entrò in rotta di collisione con Luigi Lombardini, giungendo al punto di farlo indagare per pretese pressioni, nei suoi confronti, per indurlo a dissequestrare un titolo di credito, un draft dello Zanzibar, appartenente all’imprenditore Nuvoli. Questa inchiesta fu aperta in singolare sincronia con l’apertura del concorso per la nomina a procuratore capo di Cagliari. (altro…)
CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
E’ l’organo al quale, secondo la Costituzione, competono tutti i provvedimenti in materia di assunzioni, promozioni, trasferimenti e provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati.
Dopo le recenti riforme, si compone di 27 componenti: il Presidente della Repubblica, il Primo Presidente e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione di diritto; elettivamente, 16 componenti designati dai magistrati e 8 componenti designati dal Parlamento. (altro…)
Grazia CORRADINI
Di origine padovana, è stata per anni presidente della sezione minori della Corte d’Appello di Cagliari, ma il suo nome è balzato alla ribalta quando ha presieduto, applicata al Tribunale di Nuoro, il processo contro i presunti sequestratori di Ferruccio Checchi, con estremo favoritismo per l’accusa.
Un anno e mezzo fa è stata nominata Presidente del Tribunale dei Minorenni di Cagliari.
Benché appartenente a Magistratura Indipendente, è di orientamento politico filocomunista e intrattiene stretti rapporti col capo di Magistratura Democratica Enrico Dessì e col procuratore capo di Cagliari Carlo Piana; ha personalmente sottoscritto l’esposto che indusse il Consiglio Superiore della Magistratura, nel luglio 1999, a votare una risoluzione a difesa dei magistrati sardi contro i pretesi attacchi dell’UNIONE SARDA. (altro…)
Paolo DE ANGELIS
Classe 1960, di origine napoletana, Paolo De Angelis è entrato nel palazzo di giustizia cagliaritano come un vero e proprio enfant prodige; laureato in giurisprudenza a 22 anni, a lungo assistente di diritto privato all’università, entra in magistratura a 26 anni, e viene subito assegnato alla Procura della Repubblica, ove rimane tuttora.
Inizialmente, aderisce alla corrente di Magistratura Indipendente e intrattiene rapporti di amicizia e solidarietà con Luigi Lombardini, ciò nonostante da studente gli si conoscano simpatie politiche orientate a sinistra, verosimilmente verso il PCI. (altro…)
Luigi LOMBARDINI
Classe 1935, originario di Villacidro, entra giovanissimo in Magistratura e, dopo un periodo di <<apprendistato>> in Preture di provincia, passa ben presto all’Ufficio Istruzione del Tribunale di Cagliari, dapprima come semplice Giudice Istruttore, quindi come Capo, dove si occupa pressoché esclusivamente di sequestri di persona con mirabolanti risultati: svolgerà quasi cento istruttorie, perlopiù conclusesi con l’individuazione e la cattura dei colpevoli dei sequestri, e riuscirà ad assicurare alla giustizia ben 37 latitanti, ottenendo il plauso e collaborando strettamente con vari uomini politici e di Governo, quali il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il Ministro dell’Interno Vincenzo Scotti, il Capo della Polizia Vincenzo Parisi e, verosimilmente, i vertici dei Servizi Segreti.
Una tegola sulla sua carriera è il noto <<Caso Manuella>>, ossia il giallo della scomparsa del giovane penalista cagliaritano Gian Franco Manuella, nel 1981, che vedrà un’istruttoria [condotta dal Giudice Istruttore Fernando Bova, pubblico ministero Enrico Altieri] che porterà all’ingiusta carcerazione di quattro stimati avvocati, tutti assolti in dibattimento. Lombardini era il capo dell’ufficio istruzione e sarà appena sfiorato dallo scandalo, ma magistrati e avvocati di sinistra ne approfitteranno comunque per cercare di sminuirne il ruolo, chiedendo e ottenendo la cessazione della sua applicazione, per seguire i sequestri di persona, ai Tribunali di Oristano e Tempio. (altro…)
MAGISTRATURA DEMOCRATICA
Componente politico-culturale della Magistratura associata fondata all’inizio degli anni ’60 con un programma esplicitamente <<di sinistra>>, tendente in particolare all’adeguamento del modo di esercizio della giurisdizione ai <<valori democratici>>.
Andata avanti con alterne fortune, la corrente, che attualmente detiene 5 seggi su 20 dei componenti togati del Consiglio Superiore della Magistratura, è sempre stata in grado, per il suo attivismo quasi da partito politico, di esercitare un’influenza decisiva sulle più cruciali scelte del CSM e dell’associazione nazionale magistrati. (altro…)
MAGISTRATURA INDIPENDENTE
E’ una delle correnti <<storiche>> della magistratura associata, esistente sin dalla proclamazione della Repubblica, orientata politicamente su posizioni di centro-destra.
Per lungo tempo maggioritaria, è andata progressivamente perdendo consensi e influenza dopo lo scandalo P2, nel quale fu coinvolto l’allora segretario generale, Domenico Pone, espulso dalla magistratura. (altro…)
Mario MARCHETTI
Cinquantacinquenne, originario di Bonorva ma da sempre residente a Cagliari, Mario Marchetti inizia la propria carriera come funzionario presso la DIGOS della Questura di Cagliari, servizio probabilmente condiviso, almeno per alcuni anni, con l’appartenenza al SISDE.
Nei primi anni ’80 supera il concorso in magistratura e, dopo l’apprendistato presso la Pretura di Serramanna, viene nominato nell’Ufficio Istruzione di Cagliari, diretto da Luigi Lombardini, del quale all’origine è amico, militando nella corrente di Magistratura Indipendente. (altro…)
Mauro MURA
Sessantenne, originario di Isili, in gioventù estremista di sinistra, quindi assiduo frequentatore delle sezioni del PCI, Mauro Mura esordisce in magistratura svolgendo per lunghi anni funzioni di giudice fallimentare; viene poi, a metà anni ’80, trasferito all’ufficio istruzione del Tribunale di Cagliari e quindi, con lo scioglimento di detto ufficio, alla Procura della Repubblica
Con la costituzione della Direzione Distrettuale Antimafia, Mauro Mura diverrà PM preposto alla trattazione di pressoché tutti i procedimenti relativi a sequestri di persona; rifiutandosi di collaborare con Luigi Lombardini, e con gli investigatori che avevano collaborato con lui, darà luogo a una gestione delle indagini piuttosto scadente, puntando tutto solo su alcuni inquirenti – quali Antonello Pagliei -, quasi mai riuscendo a scoprire la verità circa gli autori dei sequestri, spesso giungendo al punto di incriminare per sequestro di persona individui che apparivano manifestamente avendo un ruolo di emissari, giungendosi a incriminazioni naufragate in giudizio (quelle di Nicolò <<Cioccolato>> Cossu, Tonino Crissantu e Michelangelo Moni nel sequestro Vinci), o a condanne assai discusse (quelle di Nicola Dettori e Nicolò Liberato Succu, sempre nel processo per il sequestro Vinci, e soprattutto quelle di Giovanni Gaddone e Pietro Paolo Melis per il sequestro Licheri). (altro…)
Carlo PIANA
Classe 1934, originario della Maddalena, da una famiglia di ricchi proprietari terrieri, entra giovanissimo in Magistratura ed esordisce come pretore a Iglesias.
Passa quindi al Tribunale di Cagliari, svolgendo varie funzioni nel settore penale, in particolare, per diversi anni, quella di Presidente della Corte d’Assise.
Nel giugno 1997, con l’appoggio della sinistra politica e della magistratura associata [Magistratura Democratica], viene nominato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari; la sua candidatura è preferita a quella di Luigi Lombardini, e intorno alla sua preferenza vi è un forte sospetto che siano prevalsi criteri politici. (altro…)
Paolo PIANA
Classe 1965, è il figlio di Carlo Piana, procuratore della repubblica di Cagliari.
Come magistrato, non gli si conoscono grossi exploits: dopo l’uditorato a Milano, è stato in Procura a Nuoro, quindi in Procura presso la Pretura a Cagliari, al tempo in cui questa era ancora diretta da Luigi Lombardini. (altro…)
Francesco PINTUS
72 anni, sassarese, magistrato vecchio stampo ma dal carattere sanguigno, Francesco Pintus, dopo l’apprendistato come sostituto procuratore a Varese – città ove tuttora risiede – ha percorso la parte più significativa della propria prestigiosa carriera presso la Corte di Cassazione, ove ha lavorato a lungo nella Prima Sezione Penale quando questa era presieduta da Corrado Carnevale [poi notoriamente diffamato dalla sinistra militante come il <<giudice ammazzasentenze>> e alfine assolto dal Tribunale di Palermo da ogni accusa].
Dopo la giubilazione di Carnevale a seguito della campagna di linciaggio intrapresa nei suoi confronti dai comunisti, Pintus – che si vanta di essere uno dei pochi giudici arrivati in Cassazione dopo aver superato gli esami – sceglie di tornare nella natia Sardegna, e viene nominato Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Cagliari. (altro…)
Alberto RILLA
Giovane giudice di sorveglianza a Cagliari, tra il 1997 e il 1998 entra in rapporti con Luigi Lombardini, con cui instaura una solida intesa di amicizia e di scambio di consigli.
Dopo il suicidio di Lombardini, difende a spada tratta il collega contro i magistrati della Procura di Cagliari e avvia accertamenti circa la veridicità o meno delle asserzioni postume del magistrato suicida, secondo cui il sequestro Melis sarebbe stato risolto attraverso <<interventi sotterranei dello Stato>> grazie alla mediazione del detenuto Mario Fortunato Piras. (altro…)
VERBALE PLENUM CSM 18 MAGGIO 2005 (CASO ZAGARDO)
CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA SEDUTA ANTIMERIDIANA DELL?ASSEMBLEA PLENARIA DEL 18 MAGGIO 2005 Sono intervenuti alla seduta: VICE PRESIDENTE Prof. Avv. Virginio ROGNONI COMPONENTI DI DIRITTO Dott. Nicola MARVULLI Dott. Francesco FAVARA COMPONENTI ELETTI DAI MAGISTRATI E DAL PARLAMENTO Prof. Giuseppe DI FEDERICO Prof. Luigi BERLINGUER Avv. Mariella VENTURA SARNO Avv. Emilio Nicola BUCCICO Dott. Paolo ARBASINO Dott. Wladimiro DE NUNZIO Dott. Giuseppe SALME? Prof. Giorgio SPANGHER Dott. Carmine STABILE Avv. Antonio MAROTTA Dott. Giovanni MAMMONE Avv. Gian Franco SCHIETROMA Dott. Giovanni SALVI Dott. Leonida PRIMICERIO Dott. Luigi MARINI Dott. Ernesto AGHINA Dott. Luigi RIELLO Dott. Francesco MENDITTO Dott.ssa Maria Giuliana CIVININI Dott. Giuseppe MELIADO? Dott. Giuseppe FICI Dott. Francesco LO VOI Dott. Lanfranco Maria TENAGLIA S E G R E T A R I O Dott. Giuseppe FUOCHI TINARELLI L?anno duemilacinque, il giorno 18 del mese di maggio alle ore 10,50 in Roma, Piazza Indipendenza n. 6, si è riunito il Consiglio Superiore della Magistratura. Assume la Presidenza il Vice Presidente prof. Virginio ROGNONI. Svolge le funzioni di Segretario il dott. Giuseppe FUOCHI TINARELLI. [OMISSIS] Il Consiglio procede quindi all?esame delle pratiche della QUINTA COMMISSIONE, iniziando dalla seguente: Copertura di un posto di Presidente di sezione della Corte di appello di Cagliari pubblicato con telefax n.10320 del 23 maggio 2003. La Commissione, sottopone al plenum le seguenti proposte: Proposta di maggioranza ? dott. BIDDAU ? Relatore: dott. MENDITTO La Commissione, esaminate le domande presentate per la copertura di un posto di Presidente di sezione della Corte di appello di Cagliari pubblicato con telefax n.10320 del 23 maggio 2003, di cui all?allegato parametro (All. n. 2); rilevato che hanno presentato domanda i dottori Paolo CANEPA, Paolo ZAGARDO, Mario BIDDAU e Grazia CORRADINI; (altro…)
MAGISTRATURA DEMOCRATICA IN MEZZO AL GUADO
Giornata campale oggi, tra impegni vari e consueti crash dei bellissimi sistemi operativi Microsoft, 24 ore buone senza aggiornare il blog.
Constatiamo intanto, con piacevole sorpresa, che Magistratura Democratica, a livello nazionale, continua a muoversi sul solco di un approccio ai problemi della giurisdizione e dell’ordinamento giudiziario meno corporativo e maggiormente attento ai problemi reali, come quello della incompatibilità parentale e di una seria distinzione tra funzioni; insomma, la corrente di sinistra della magistratura associata in questo momento è la più intelligente, ha capito che le critiche (spesso legittime) alle riforme perseguite dal centrodestra vanno abbinate ad un approccio sanamente critico anche verso le debolezze della magistratura, ciò che la rende credibile, e incredibilmente MD si fa soverchiare quanto a estremismo da esponenti di Unicost quali Carlo Fucci, sconfessato da Edmondo Bruti Liberati, presidente nazionale, di MD, dell’Associazione Nazionale Magistrati. (altro…)
IL CSM PUNISCA IL MOBBING CONTRO LOMBARDINI
Si fa un gran parlare, di questi tempi, di mobbing, abbiamo già affrontato l’argomento, e abbiamo detto come al Consiglio Superiore della Magistratura comincino a giungere molti esposti di magistrati che si lamentano di essere “mobbizzati” perlopiù dai propri capi, che interpretano il rapporto gerarchico in termini spesso poco conformi alla Costituzione, alla legge e alle disposizioni dello stesso CSM.
Il mobbing non è una burletta, è un problema serio studiato dai più autorevoli psichiatri, nonché una causa molto forte di depressione e, a volte, di danni alla persona anche più perniciosi, e sul piano penale è suscettibile di poter assumere varie vesti giuridiche, da quella dell’abuso in atti d’ufficio a quella dell’estorsione (quando il mobbing sia attuato per costringere taluno ad abbandonare il lavoro o una determinata posizione). (altro…)
OLTRE TREDICI ANNI DI FALLIMENTI
Oltre tredici anni fa, entrò in vigore una legge, a suo tempo osteggiata dai comunisti, che istituiva la “Direzione Distrettuale Antimafia”, e per la sua prima composizione l’allora procuratore capo di Cagliari, Franco Melis, procedette burocraticamente mettendoci dentro i più anziani per servizio, ossia Mauro Mura e Mario Marchetti (ai quali si aggiunse, più tardi, Valerio Cicalò).
Niente da dire su Marchetti, pur con molti dubbi sui “pentiti” e sulla loro gestione, il suo onesto lavoro nel settore della lotta alla droga lo ha fatto, con risultati lusinghieri, ma quanto al dottor Mura, ci sarebbe da stendere un velo pietoso, ma non lo stendiamo, perché è giusto che il popolo sappia da chi viene amministrata in suo nome la giustizia. (altro…)
MAGISTRATURA: L’ACCENTRAMENTO E’ UN RISCHIO
Tra i punti cardine della riforma dell’ordinamento giudiziario promossa dal ministro Castelli, tra la contrarietà estrema dell’opposizione e le nuove minacce di sciopero dei magistrati, vi è anche un vero e proprio ritorno a passato, ossia il ritorno nelle Procure del principio di gerarchia, sicché a differenza del sistema attuale, ove i singoli sostituti procuratori che seguono le varie inchieste godono, di massima, di ampia autonomia, non si muoverà foglia che non voglia il procuratore capo, che assumerà piena rappresentanza e responsabilità dell’ufficio di Procura.
Sappiamo quali sono le preoccupazioni, peraltro non assenti neppure in una parte della magistratura e talora nello stesso CSM, che hanno indotto Castelli a propugnare questa vera e propria controriforma: troppi sostituti procuratori, spesso inesperti, più spesso vogliosi di protagonismo, in passato, hanno spadroneggiato incontrollati nella conduzione di inchieste “pesanti” con enorme impatto sulla politica, sull’economia, sulla società civile e sull’opinione pubblica, che non di rado si sono rivelate manifestamente infondate o condotte con metodi discutibili, a volte ai limiti della legalità. Concentrando le responsabilità nella persona del “capo”, si pensa, ognuno sarà richiamato a un maggior senso di ponderazione oltre a trarre tesoro da consigli e insegnamenti di chi ha più esperienza. (altro…)
“IPOTESI PIU’ O MENO FANTASIOSE” … UNIONE SARDA, FACCE RIDE!!!
Ancora una volta L’UNIONE SARDA ha fatto flop, come ha sempre fatto nel riferire, con fastidio, della vicenda Volpe 132, ossia dell’elicottero della Guardia di Finanza misteriosamente caduto il 3 marzo 1994 con a bordo Gianfranco Deriu e Maurizio Sedda, i cui familiari da dieci anni attendono giustizia.
Sono stati costretti a riferire dell’esternazione di un parlamentare dei Verdi che ha preso atto, con soddisfazione, della recente decisione del GUP Giovanni Lavena di riaprire le indagini, e ha evidenziato un possibile legame tra questa vicenda e quella di Ilaria Alpi (nella foto), laddove anche la valorosa inviata del TG3, col suo cameraman Mirian Hrovatin, si era forse imbattuta in una losca vicenda di traffico d’armi tra Italia e Somalia. (altro…)
CSM: NEANCHE QUESTA VOLTA CI SIAMO!!!
Pare che il Consiglio Superiore della Magistratura stia perdendo, per l’ennesima volta, una buona occasione per metter mano al problema annoso e incancrenito delle incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati ed avvocati a Cagliari.
Secondo indiscrezioni, la prima commissione dell’organo di autogoverno dei magistrati, presieduta dall’esponente di Magistratura Democratica Giovanni Salvi, si appresterebbe ad archiviare l’ennesimo esposto proposto al riguardo, inoltrato da un cittadino imputato in un procedimento presso il Tribunale di Cagliari nei confronti del sostituto procuratore Paolo De Angelis, con cui si denunciava, tra l’altro, la vicenda, già nota da tempo, inerente all’operatività nello stesso Foro di Cagliari dell’avvocato Luca De Angelis, fratello di quel pubblico ministero, nonostante l’incompatibilità sancita dall’articolo 19 dell’ordinamento giudiziario. (altro…)
LA CADUTA DEL REGIME: ZUNCHEDDU E PIANA SEMPRE PIU’ SOLI
La grande, magica vittoria di Renato Soru alle elezioni regionali assomiglia davvero all’inizio di quel cambio di regime che tutti ci attendevamo, a quell’impiego su vasta scala di una ramazza, richiesta, azionata e utilizzata dagli elettori, che fino a ieri si poteva immaginare solo in mano a Fisietto, l’eroe dell’omonimo simpaticissimo fumetto cagliaritano (i cui autori, è facile capirlo, sono filoSoru al 1000 per cento) e che oggi, invece, è una realtà.
Sparisce metà dell’indecente Consiglio regionale uscente, in molti torneranno mesti a fare i lavoretti qualsiasi che facevano prima di darsi alla politica, altri finalmente andranno davvero in pensione, certe componenti politiche deleterie a destra e a sinistra sono letteralmente sparite: dissoltasi in Forza Italia l’ala più vicina alla Massoneria (eccetto, forse, Claudia Lombardo, il cui padre è massone apparso nei famosi elenchi de LA NUOVA SARDEGNA del 1993), bruciati in AN Edoardo Usai ed Emilio Pani, esponenti della combriccola maggiormente fautrice di buon vicinato con certi potentati, nei DS i consiglieri rappresentativi del gruppo Sanna-Raggio assommano appena a due, il bollitissimo segretario Renato Cugini, riempito di merda da Renato Soru che tanto disprezzava, e il presidente di Legacoop Silvio Cherchi, sul quale malignano che la federazione cagliaritana dei DS l’abbia fatta apposta a predisporre una lista oscena, tra l’altro prendendo in giro valide militanti donne piazzandole capilista del nulla e riproponendoci per l’ennesima volta personaggi invisi al popolo e alla base del partito come Carlo Ciotti, per favorirne, evidentemente in base ai diktat di Raggio, l’elezione a tutti i costi. (altro…)
ORA BASTA: PIANA SE NE VADA!!!
La grande vittoria di Renato Soru, alla faccia di quanti lo detestano più a sinistra che a destra, e il crollo della vecchia classe politica che ha coinciso con questo evento epocale per la storia della Sardegna democratica, non deve far dimenticare ai cagliaritani e ai sardi l’esigenza di continuare a lavorare perché, assieme al ramo politico, crollino definitivamente gli altri rami della lobby che negli ultimi cinque anni almeno, ma anche prima, ha paralizzato lo sviluppo civile, economico e sociale della città, ossia il ramo editoriale e quello giudiziario.
Quanto al ramo editoriale, lo abbiamo già detto, esso è rappresentato principalmente da Sergio Zuncheddu, la cui posizione preminente è comunque destinata a durare ben poco, e la cui attuale linea, forse già mutata, di sostegno incondizionato alla lobby dovrà ora fare i conti, specie dopo la batosta elettorale, coi bilanci, essendo destinata inevitabilmente a mutare. (altro…)
LO SCHIFO!!! ANCORA UN PROCESSO ECCELLENTE IN PRESCRIZIONE!!!
Ancora una volta un processo della magra Tangentopoli cagliaritana di cui ormai si è perso anche il più pallido ricordo ha avuto conclusione in Corte di Appello, a Cagliari, col peggiore degli esiti: la prescrizione, determinata grandemente dal mostruoso ritardo con cui il processo d’appello è stato fissato ed iniziato rispetto alla sentenza di primo grado, risalente agli inizi del 1998.
Dopo il processo a carico di Flavio Carboni per il crack di “Tuttoquotidiano” – in primo grado, erano stati inflitti al faccendiere di Torralba cinque anni di reclusione – e il processo per il palazzo “Francesca” di Carbonia – in primo grado, due anni di reclusione all’ex amministratore comunale Tore Figus e all’imprenditore Pierantonio Raga – tocca ora a quello che è stato, nell’immaginario collettivo, il padre di tutti i processi per tangenti, il famoso processo dei “cassonetti d’oro”, nell’ambito del quale, nel novembre 1993, il PM Paolo De Angelis aveva richiesto e ottenuto l’arresto di politici di grido del Comune di Cagliari (Antonio Fadda, Salvatore Gusmeri, Luciano Fozzi), concorrendo indirettamente a determinare lo scioglimento anticipato del consiglio comunale che spianò la strada per la poltrona più alta di palazzo civico a Mariano Delogu. (altro…)
E SE LO FANNO AI COLLEGHI …
La nostra solita “talpa” nelle alte sfere ci ha giunto notizia che ieri il Consiglio Superiore della Magistratura ha definitivamente e positivamente chiuso, forse grazie al tempo gran dottore che non aiutò “a caldo” nei giorni del suicidio di Luigi Lombardini, una vicenda terribilmente incresciosa che riguardava, tanto per cambiare, il Palazzaccio cagliaritano.
Era capitato che un magistrato con una non trascurabile anzianità di servizio, di cui Lombardini era stato il “capo” e col quale aveva un rapporto fraterno e di gratitudine, avesse “preso male” il suicidio dell’indimenticabile Luigi, e si fosse perché lasciato andare a situazioni di scoramento e depressione, unitamente a una certa insofferenza per i metodi gestionali, ritenuti autoritari (a ragione, a quanto ci dicono, ancora, le nostre “talpe” nel Palazzaccio) del procuratore capo Carlo Piana, il quale dal canto suo, rinnovando una tecnica già sperimentata nei confronti dell’ex procuratore generale Francesco Pintus e di altri, invia una nota al Consiglio Superiore della Magistratura ipotizzando in sostanza che detto magistrato, per i suoi “problemi personali”, crea ripercussioni negative sul lavoro. (altro…)
SE LA GIUSTIZIA E’ UN AFFARE DI FAMIGLIA …
Alla fine della settimana scorsa, sono stati diffusi i dati della verifica promossa dal Consiglio Superiore della Magistratura per verificare il rispetto delle disposizioni degli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, che regolano le incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati e avvocati, e il risultato è assolutamente raccapricciante: 3000 CASI DI INCOMPATIBILITÀ, pari a un terzo dei magistrati in servizio, dato che, pur depurato delle inevitabili incompatibilità incrociate per entrambe le cause (per intenderci, come a Cagliari per Paolo De Angelis, che è sposato col giudice Maria Teresa Spanu e ha i fratelli, Luca e Antonietta De Angelis, che fanno gli avvocati a Cagliari) è comunque rabbrividevole, scandaloso, al di là di ogni più fervida innovazione nostra, de L’UNIONE SARDA dei tempi di Liori, del ministro Castelli che, a dire il vero, sul tema molto ha parlato e poco ha fatto.
Sicuramente la montagna partorirà il topolino, perché i casi di incompatibilità sono poi valutati “in concreto” dal CSM per stabilire, ma sempre in termini molto formalistici, se vi sia interferenza tra le funzioni dei due magistrati parenti, o del magistrato e dell’avvocato parenti, il che si risolve, in genere, nel disconoscere la sussistenza dell’incompatibilità se uno dei soggetti si occupa di penale e l’altro di civile, o viceversa. (altro…)
QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DER CASO RANNO
Sono molti gli interrogativi che chiunque può porsi sulla vicenda che, come ha detto la stessa Gabriella Ranno, dovrebbe meglio chiamarsi “Vicenda Fideuram”, ma che nel bene e nel male è nota soprattutto col nome di questa donna, molto bella, energica e con una speciale abilità a quanto pare, a intrufolarsi negli ambienti che contano.
Quello più angosciante riguarda, allo stato, se sia vero che nel “pasticciaccio brutto” sia coinvolto un magistrato, in servizio negli uffici giudiziari di Cagliari (come le indiscrezioni sporadicamente apparse su “La Nuova Sardegna”, giornale da qualche tempo non più affiatato come una volta con la Procura cagliaritana, lascerebbero intuire), ovvero se ci si debba fidare dell’annoiata smentita della Procura, non si sa se proveniente dal PM che procede, Giangiacomo Pilia, o dal “capo”, Piana in persona, secondo cui “allo stato” non risulta il coinvolgimento di magistrati. Le indiscrezioni che pervengono a noi farebbero propendere per la prima ipotesi, anche perché il giornalista che avrebbe raccolto l’indiscrezione, per quanto da noi spesso criticato, è persona che il suo mestiere lo sa fare molto bene e che non ha dimestichezza con la censura preventiva delle notizie. (altro…)
GIU’ IL CAPPUCCIO …. QUESTA VOLTA TREMANO PER DAVVERO!!!
Siamo finalmente giunti al punto più basso, al punto di non ritorno per la massoneria cagliaritana che, scampata alla bufera Cordova grazie all’atteggiamento omissivo della magistratura e delle forze dell’ordine cittadine (parliamo del periodo 1992-1994, quando non c’erano né Piana né Arangino), stavolta rischia davvero grosso sul terreno che più le preme, non tanto quello delle indagini giudiziarie, che pure hanno lambito numerosi suoi esponenti, quanto quello del potere e dell’influenza.
In principio fu Renato Soru, uomo di solide radici cattoliche e, coerentemente con tale impostazione, profondamente antimassonico, che, malvisto dagli Emanuele Sanna e dagli Andrea Raggio, che, dicono, qualche rapporto con l’esoterismo l’avrebbero avuto, è stato accolto come il Messia dalle masse cattolico-democratiche, socialiste e comuniste sarde che non ne potevano più dello strapotere dei grembiulini ad ogni livello; a parte il valore oggettivo del personaggio Soru, in questo sta e cade il dieci per cento che ha inflitto a Mauro Pili (che non è massone, almeno non risulta, ma capeggiava liste stracolme di grembiulini). (altro…)
CAGLIARI E IL SUO FEUDALESIMO: L’ORA DELLA SVOLTA?
Non sappiamo se essere maggiormente preoccupati o lusingati dalla qualità(la quantità è comunque notevole) degli accessi al nostro sito di questi giorni, laddove, unitamente all’intuibile interesse della Guardia di Finanza, appaiono parecchi IP strani, del GTRN, dell’Istituto di Fisica Nucleare, del CNR e di improbabili communication provider cinesi o sperdute università del profondo Sud degli Stati Uniti … a meno che dietro questi ultimi IP non ci sia chi possiamo, e chi potete, ben immaginare.
Ci riferiamo alla vicenda Volpe 132, sulla quale, insieme ad alcuni “amici” di cui non possiamo dirvi, stiamo conducendo una approfondita inchiesta che, entro dicembre, potrebbe giungere a significativi risultati, e squarciare definitivamente il velo di una certa realtà che in molti hanno fatto finta di non vedere, o semplicemente non volevano vedere conoscendone lo squallore, percependola al massimo in termini molto filtrati in qualcuno dei tanti interessanti romanzi di Massimo Carlotto, che come vittima di certa magistratura massonica, reazionaria e fascista sa il fatto suo. (altro…)
MAGISTRATURA E GREMBIULINI: VOGLIAMO PARLARNE?
Oltre un decennio fa, il Consiglio Superiore della Magistratura aveva posto fine a una lunga diatriba col presidente della Repubblica Francesco Cossiga, molto vicino alla Massoneria, che contestava la decisione di mancata promozione di un giudice, Angelo V., poiché appartenente a una loggia, stabilendo in via definitiva, a chiusura di un decennio aperto dai veleni del piduismo, l’assoluta inconciliabilità dell’appartenenza alla magistratura e della militanza in un sodalizio massonico.
Più recentemente, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha sconfessato l’Italia su questa disposizione – e su altre che pongono limitazioni all’accesso e alla carriera dei massoni presso altre pubbliche amministrazioni – stabilendo che esse ledono la libertà di associazione. (altro…)
MAGISTRATI AMMALATI DI “CORSITE” … MAGARI E’ TUTTO IN REGOLA, MA CONTROLLAR NON NUOCE …
Era solo un problema momentaneo, oppure una ristrutturazione: ieri mattina avevamo segnalato che il sito ABCLex non era più raggiungibile online, e sembrava una vera e propria cancellazione, poiché perfino il dominio sembrava essere stato posto in vendita da Energit, che lo ha registrato; oggi il sito è regolarmente ricomparso con tutto il suo contenuto originario compreso quello, un po’ imbarazzante forse, contenente l’elenco dei docenti al corso di preparazione all’esame di avvocato (tariffa: 900 euro in aula, 600 euro online), laddove, a fianco di illustri avvocati, alcuni dei quali notoriamente massoni (come del resto il professor Bruno Troisi, anni fa “denunciato” da LA NUOVA SARDEGNA come massone “in sonno” della loggia “Sardegna”, la stessa di Giorgio Corona e di altri docenti universitari), apparivano come docenti, destinati quindi a stare gomito a gomito con detti legali e quindi a poi ritrovarseli nel lavoro di tutti i giorni, cinque magistrati cagliaritani: Gian Giacomo Pisotti, presidente della sezione civile del Tribunale; Vincenzo Amato, attuale giudice fallimentare; Giovanni La Rocca, giudice civile della neo istituita sezione “obbligazioni e contratti”; Paolo De Angelis e Mario Marchetti, sostituti procuratori, il primo della DDA e altresì impegnato sul fronte dell’antiterrorismo.
Il file con l’elenco dei docenti è sempre reperibile QUI. (altro…)
MAURO MURA PROCURATORE CAPO … PERCHE’ NO?
Negli ultimi tempi è stato decisamente messo da parte – la cosa è stata contestata anche dal Consiglio Superiore della Magistratura – ma ora, forse inaspettatamente, potrebbe suonare nuovamente la sua ora.
Parliamo del dottor Mauro Mura, l’attuale procuratore aggiunto presso il Tribunale di Cagliari, molto criticato a suo tempo per le indagini sui sequestri di persona, ma in ogni caso persona di onestà assolutamente indiscutibile – questo gli era riconosciuto anche da Luigi Lombardini, che pure lo detestava – magistrato con un bagaglio di esperienza che pochi oggi, in Sardegna, possono eguagliare e, questo non storpia ai tempi di oggi, da sempre coerentemente di sinistra, su posizioni ideali che, per quel che sappiamo, non ha mai basato su logiche di potere e di opportunità e che l’hanno portato talora a prender parte a qualche dibattito organizzato da sezioni del PCI, ma mai a fare combriccola organica né coi comunisti né con esponenti di altri partiti, neppure con Luigi Cogodi al quale pare fosse vicino. (altro…)
MA CHE COMBINANO I TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA?
Colpisce leggere sui giornali la notizia della morte a 53 anni, per un male incurabile, di Beppe Paderi, storico protagonista del “caso Manuella”, che fu accusato in quella gigantesca bolla di sapone di procedimento penale che rovinò la vita a tanti innocenti (tra i quali rimarrà per sempre l’imperitura memoria di Aldo Marongiu, grande avvocato e gentiluomo) di omicidio (quello del pregiudicato Giovanni Battista Marongiu) e traffico di droga e poi assolto da tutto in appello, e che ciononostante continuò a popolare le cronache giudiziarie con episodi di rapina ed estorsione. Colpisce perché si legge a chiare lettere e in termini univoci sui tre maggiori quotidiani sardi che Paderi, che si trovava agli arresti domiciliari, nonostante la gravità della propria malattia apparisse eclatante, non aveva mai ottenuto l’invocata scarcerazione per ragioni di salute.
Beninteso, questa non vuole essere un’accusa al Tribunale di Sorveglianza che l’aveva in carica, che non sappiamo neppure quale fosse (peraltro, Paderi era stato arrestato a Milano); la legge rende la scarcerazione obbligatoria solo nei casi di AIDS conclamata o di grave infezione da HIV, mentre negli altri casi ha luogo una valutazione discrezionale da parte dei giudici che devono valutare l’effettiva gravità della malattia, la disponibilità di strumenti di cura nel circuito penitenziario o eventualmente compatibili con gli arresti domiciliari, la pericolosità sociale del condannato (e Paderi, di certo, non era uno stinco di santo). (altro…)
ORA LO DICE ANCHE IL CSM: A CAGLIARI CI SONO LE FAIDE
In occasione della recente nomina di un presidente di sezione alla Corte di Appello di Cagliari, il locale Consiglio Giudiziario, dominato da Magistratura Democratica e alleati, ha oltrepassato ogni limite quanto a faziosità e mancanza di equilibrio nel valutare le posizioni dei magistrati, ma si è dato abbondantemente la zappa sui piedi, non riuscendo a impedire la nomina del dottor Paolo Zagardo.
Questi, molto antipatico agli amici di MD forse perché ha emesso la famosa sentenza di assoluzione di alcuni pretesi sequestratori di Silvia Melis, forse anche perché aderente all’Opus Dei e pertanto inviso a certa parte della magistratura cagliaritana dove oltranzismo comunista e militanze massoniche si incrociano in un bestiale miscuglio antidemocratico, è stato fatto oggetto dal Consiglio Giudiziario, in sede di parere formulato al Consiglio Superiore della Magistratura circa la nomina a presidente di sezione, addirittura di un parere di “inidoneità; a rivestire la funzione – laddove un tale giudizio finale neppure era stato richiesto dal CSM – redatto ricorrendo a una pignola ricerca di dettagli, anche insignificanti, a sfavore del dottor Zagardo.
Invece nei confronti dell’altro candidato, il dottor Mario Biddau, un magistrato invero con notevoli capacità organizzativa e preparazione, ma a cui danno, stavolta, ha pesato la faziosità dei suoi amici, è stato redatto un parere smaccatamente elogiativo; sono peraltro notori, nel Palazzaccio, i rapporti di consuetudine ed amicizia che legano il dottor Biddau al procuratore Carlo Piana. (altro…)
MINISTRO CASTELLI: URGONO ISPETTORI A CAGLIARI!
La vicenda Zagardo, fortunatamente risolta dal CSM per il meglio, di cui vi abbiamo parlato nel post precedente, è solo la spia, la punta dell’iceberg, di una situazione di gravità inaudita quanto alla gestione delle cose giudiziarie a Cagliari, di vera e propria sospensione dei diritti sanciti dalla Costituzione a favore dei magistrati che si riverbera, fatalmente, sui cittadini che da essi devono essere giudicati, e che è dovere di chi deve mantenere l’ordine nella Repubblica rimuovere con ogni mezzo, anche straordinario.
A un Consiglio Giudiziario manifestamente fazioso, che va “a simpatie” per dirla col consigliere del CSM Francesco Lo Voi, è stato consentito, al di fuori di ogni controllo di tipo democratico, di umiliare il profilo professionale del dottor Zagardo addebitandogli persino qualche litigio col personale di cancelleria, oppure qualche udienza che ha avuto termine in ora non sufficientemente tarda, comunque contestando a un magistrato che da anni e anni, di fatto, presiedeva i collegi della Corte di Appello vari profili di “inidoneità” basati su quisquilie, perfino sulle lamentele di qualche avvocato di cui lorsignori, solitamente inclini all’inciucio coi PM, in genere, se ne infischiano. (altro…)
PERCHE’ PIANA NON PUO’ ESSERE PROMOSSO
Si sono resi vacanti tutti i vertici degli uffici giudiziari apicali di Cagliari, la Corte di Appello, in virtù delle dimissioni – con un certo anticipo rispetto all’età massima di legge – del dottor Pietro Antioco Corda, e la Procura Generale, in virtù delle dimissioni, per motivi che non possiamo esplicitare in omaggio alla legge sulla privacy, del procuratore generale Vittorio Antonini.
In base alle graduatorie rese note dal CSM, molto approssimative in quanto non indicano punteggi, il dottor Carlo Piana, attuale procuratore della repubblica di Cagliari, risulta primo per entrambi i posti, con maggiore probabilità di successo per la Corte di Appello, mentre per la Procura Generale è in campo la candidatura “pesante” di Claudio Vitalone, magistrato noto soprattutto per il processo infondato subito insieme a Giulio Andreotti per l’omicidio Pecorelli, che è ora consigliere di Cassazione. (altro…)
UNA STORIA DISONESTA, UN MAGISTRATO DISONESTO
Se vi proponessero l’acquisto di un tappeto persiano a 50 euro, se siete persone un minino avvedute e oneste sospetterete che si tratta di roba rubata ed eviterete di aver a che fare con l’affare, se siete degli sciocchi lo acquisterete senza discutere pensando appunto che sia un “affare”, salvo poi finire in galera per ricettazione, se siete dei disonesti lo acquisterete senza discutere ben conoscendone la provenienza.
C’è però a Cagliari un magistrato, dicono massone, organico alla più retriva borghesia cagliaritana, il quale non si è comportato certo, dinanzi a un frangente simile, in modo degno della toga che veste: ha acquistato quel tappeto, ed anche altra roba di pregio che ha pagato ugualmente una manciata di euro, ben sapendo che il tutto proveniva da una svendita fraudolenta, una svendita fraudolenta messa su, appositamente per questo magistrato, da un suo prossimo congiunto, giovane professionista rampante, dicono anche lui massone, il quale, avendo avuto da terzi l’incarico di vendere un compendio di beni possibilmente ricavandone il giusto prezzo, ha invece pensato bene, oltre a trattenere per se faraonici rimborsi spese, a fare queste vere e proprie regalie al suo consanguineo magistrato, che però, data la situazione, sotto l’aspetto giuridico assumono per lui la veste della truffa, e per il magistrato la veste della ricettazione. (altro…)
VOLPE 132: PORRE FINE ALLA CONGIURA DEL SILENZIO
Non c’è niente da fare: le iniziative della commissione sull’eccidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin presieduta da Carlo Taormina, i periodici e ben documentati articoli di Piero Mannironi su LA NUOVA SARDEGNA, il gran lavoro fatto a suo tempo da un “pezzo grosso” del giornalismo italiano come Pino Scaccia, perfino l’interessamento del seguitissimo programma di Rai Tre “CHI L’HA VISTO” e, nel loro piccolo, i numerosi post che anche noi abbiamo dedicato all’argomento, non riescono a porre fine alla congiura del silenzio dei grandi media, soprattutto dei giornali, ad aiutare a che si accerti davvero la verità su quanto di sporco e di losco vi è dietro l’abbattimento dell’elicottero della Guardia di Finanza Agusta A 109 “Volpe 132” e dell’infinita serie di segreti di stato, depistaggi e interferenze strane che si è verificata sulle indagini.
La procura ha finora fatto quel che ha potuto, in particolare il dottor Carlo Piana fin dal suo insediamento ha tentato di dare nuovo brio alle indagini, e forse è ingiusto addebitarle tutte le responsabilità per il fallimento dell’inchiesta come ha fatto qualche deputato: i PM si sono mossi in mezzo a depistaggi allucinanti e apposizioni del segreto di Stato, e, forse a loro insaputa, hanno avuto innanzitutto a casa loro, tra infedeli servitori dello Stato, chi ha remato contro. Ma il popolo ha diritto di conoscere la verità senza che questo sia ostacolato da riguardi per chicchessia, men che meno per Gladio, il cui coinvolgimento in qualcosa, e anche in questa storia i cascami di Gladio sono coinvolti fino al collo, fa regolarmente sbottare pittorescamente tale Cossiga Francesco, incazzare qualcuno del SISMI, mettere sul chi vive magistrati anche molto autorevoli dalla “doppia fedeltà”; con la massoneria che pure è proibita dal CSM. (altro…)
INCARICHI DI VERTICE: STOP A PIANA. MA NON E’ UN BENE …
Carlo Piana, procuratore capo di Cagliari, non diventerà né presidente della Corte di Appello, né, tanto meno, procuratore generale.
Infatti, il Consiglio Superiore della Magistratura, dando applicazione al cosiddetto “emendamento AntiCaselli” alla riforma dell’ordinamento giudiziario, fortemente voluto dal centrodestra, ha estromesso dai relativi concorsi i candidati di età maggiore di 68 anni (per la Corte di Appello) e 66 anni (per la Procura Generale): Piana ne compirà 71 tra pochi mesi.
Si rimescolano ora, notevolmente, le carte, dato che il CSM ha anche deciso di non riaprire i concorsi (avendo dovuto estromettere, per le stesse ragioni anagrafiche, altri candidati “pesanti”, ad esempio Claudio Vitalone, classe 1936, concorrente di Piana per la procura generale), ma potrebbe sempre avvalersi della facoltà di invitare d’ufficio altri magistrati con curriculum adeguato a proporre le proprie candidature. (altro…)
MAGISTRATI: TUTTI A SCUOLA! PRO E CONTRO
L’innovazione forse più significativa della riforma della giustizia promossa dal governo Berlusconi è quella per cui, se le innovazioni saranno attuate senza intoppi, di qui a poco ogni magistrato vedrà giudicate in modo determinante le fasi cruciali della propria carriera dovendo frequentare una “scuola”, centralizzata e con sedi decentrate al Nord, al Centro e al Sud, che è sottratta grandemente al controllo del Consiglio Superiore della Magistratura, poiché questo vi nomina solo due membri (su sette) del direttivo, e un peso determinante hanno come membri di diritto gli “alti papaveri” della magistratura, il presidente della Cassazione e il procuratore generale presso la stessa; da questa scuola, tutti i magistrati, dagli uditori di prima nomina in su, dovranno ricevere dei giudizi, in base alla propria preparazione soprattutto teorica e ad altri elementi inerenti la propria professionalità, che saranno determinanti per una promozione che, se verrà negata, potrà portare addirittura all’estromissione del magistrato “asino” dalla magistratura e alla sua “retrocessione” ai ranghi della Pubblica Amministrazione. (altro…)
L’ONORE DELLE ARMI
Avremmo preso atto con meno turbamento, e valutato positivamente o negativamente a seconda dei casi, una delibera del CSM che avesse negato a Giancarlo Caselli la nomina a Procuratore nazionale antimafia perché ritenuto nel merito, per attitudini, inadatto a rivestire tale incarico, o meno adatto del suo concorrente che poi è stato forzosamente designato, ossia il suo successore alla Procura di Palermo, Piero Grasso.
Non ci piace per niente, invece, che con sotterfugio tutto italiano Caselli sia stato sottratto a una simile valutazione, che aveva anche serie probabilità di essere positiva, in virtù di un emendamento propugnato dal magistrato-senatore di AN Bobbio, ribattezzato dalle opposizioni “norma AntiCaselli”, che esclude dagli incarichi direttivi requirenti i magistrati di età superiore ai 66 anni, guarda caso proprio l’età compiuta da Caselli solo da pochi mesi, e con compiacimento, da parte dei proponenti l’emendamento, che tale obiettivo sia stato raggiunto. (altro…)
IL CSM NON FACCIA POLITICA, PENSI AGLI UFFICI GIUDIZIARI SGUARNITI!!!
Avvengono cose davvero sconcertanti nell’organo di autogoverno della magistratura italiana che, pur avendo mastodontici arretrati nel carico di lavoro quanto a deliberare su trasferimenti, su incarichi direttivi, sull’organizzazione degli uffici giudiziari e compagnia cantante, ha pensato bene, in occasione dei lavori di questa settimana, di inserire all’ordine del giorno ben due pratiche prettamente “politiche”: una relativa alla “tutela” di Caselli rispetto ad affermazioni di alcuni parlamentari di AN, l’altra inerente al parere sulla legge “ex Cirielli”, che a nostro avviso è una pessima legge, ma che spetta solamente al Parlamento, e non ai magistrati, discutere e criticare.
Tutto questo è veramente surreale, se pensiamo a quanto l’Associazione Nazionale Magistrati si concentri nella redazione di “libri bianchi” sui disservizi della giustizia italica (potete trovarli sul sito di magistratura democratica che è linkato in questo sito) senza mai pensare, però, a quanti disservizi sono determinati proprio da magistrati, da quel CSM che si compone per due terzi di magistrati ordinari dove si insiste pervicacemente nel sottrarre tempo prezioso ai carichi di lavoro ordinario portando a discussione pratiche prettamente “politiche” pur sapendo che queste fomentano divisioni. (altro…)