Argomento: CLAUDIO VIAZZI


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QUANTO SCOTTA QUELLA “LETTERA LIBERATORIA”

Non è una nostra opinione, sebbene lo sospettiamo da sempre, bensì è il ritrattino di sé stesso che ha dipinto quando, ormai mesi fa, rese la sua testimonianza avanti al Tribunale di Palermo in occasione del “Processone” per il “Caso Lombardini”: Tito Melis è solo un gran bugiardo.
Rispondendo a una domanda dell’avvocato Bellavista, difensore di Nicola Grauso, che gli chiedeva conto di sue affermazioni, fatte in una conversazione intercettata con padre Pinuccio Solinas nel mese di lugio 1997, secondo cui il dottor Carlo Piana gli avrebbe dato assicurazioni che “non ci romperanno le scatole”, in pratica l’autorizzazione a pagare il riscatto, l’ingegner Melis ha detto infatti che si era trattato di “una sua bugia per incoraggiare padre Solinas”, il che fa ridere, poiché tutti sanno che un uomo come il francescano di Bonorva, che non esitò a consegnarsi come ostaggio al posto di Piera Demurtas, di tutto ha bisogno meno che di essere incoraggiato, poiché, a differenza dei tanti Don Abbondio, il coraggio, chi ce l’ha, se lo può dare. (altro…)

L’AGENDA DEL NUOVO PROCURATORE CAPO DI CAGLIARI

Dicono che l’ora del cambio della guardia al vertice della Procura di Cagliari si avvicini, e in particolare che il dottor Carlo Piana, che suo malgrado passerà alla cronaca giudiziaria per i suoi silenzi su molte porcherie perpetrate da sostituti della sua Procura e per i suoi ingiustificati accanimenti contro Nicola Grauso e dintorni (pensate se la Legge Cirami ci fosse stata da molto prima …), abbia rinunciato a spiccare il “grande salto” verso Milano, sulla poltrona che tra meno di un mese non sarà più di Gerardo D’Ambrosio, e intenda concludere la sua ottima carriera a Cagliari, puntando alla poltrona di Procuratore Generale, anche se, tra il dire e il fare, c’è il problema della collocazione del dottor Vittorio Antonini, che a Cagliari non vuole rimanerci (riteniamo che sia una persona intelligente e abbia fiutato l’aria da subito) ma che ha difficoltà di collocazione in una posizione adeguata sia in Calabria, dove tutti i posti chiave sono occupati, sia a Roma, dove pare intenda concorrere per l’ambita poltrona di Procuratore Generale ma con una folta concorrenza.
Riteniamo però che il problema in qualche modo prima o poi si risolverà, e che Piana sarà un ottimo procuratore generale se continuerà ad ispirarsi alla filosofia per cui chi non fa niente non sbaglia mai, quella che Francesco Pintus non ha seguito, non accettando di far finta di non vedere errori e abusi dei sostituti della Procura presso il Tribunale, cacciandosi in un sacco di guai. (altro…)

INCOMPATIBILITA’, IN PRINCIPIO FU VIOLANTE

Il ministro della giustizia Roberto Castelli, al quale l’essere un ingegnere ha stavolta giovato ispirandogli precisione e rigore di argomenti, ha decisamente colto nel segno, traendo spunto dallo scontro istituzionale che lo ha contrapposto al Consiglio Superiore della Magistratura sulla nomina a procuratore di Bergamo dell'”incompatibile” dottor Galizzi, ed evidenziando che, dietro quella che si voleva dipingere come una contrapposizione di natura politica, si celava invece la doverosa opposizione dello stesso ministro al tentativo di nomina di quel magistrato nonostante la smaccata incompatibilità parentale col fratello, presidente di sezione presso il Tribunale di Bergamo; come è noto, Castelli ha puntualizzato che conta ben poco che dei due fratelli uno svolga funzioni civili e l’altro sia destinato a funzioni penali, poiché deve essere rispettata la lettera della legge, che fa riferimento, quanto all’incompatibilità a sedi e uffici giudiziari nel loro complesso, senza distinzioni, poiché le interferenze tra civile e penale sono, in realtà sistematiche.
Consensi sono giunti a Castelli, spiace constatarlo, solo da esponenti della Casa delle Libertà da Gaetano Pecorella e Luigi Bobbio, rispettivamente di Forza Italia e di AN e rispettivamente presidenti della commissione giustizia alla Camera e al Senato, e da Nicola Buccico, consigliere “laico” del Consiglio Superiore della Magistratura in quota AN, già destinato alla presidenza del parlamentino dei magistrati poi “bruciato” dall’inciucio trasversale tra i “togati”, compresi quelli di Magistratura Indipendente, e i laici del centrosinistra per eleggere Virginio Rognoni. (altro…)

GLI ISPETTORI A CAGLIARI?

In queste giornate poco allegre dominate dalla notizia della morte di Gianni Agnelli, giungono ogni giorno a tamburo battente, veicolate soprattutto da giornali vicini alla maggioranza di governo – come IL GIORNALE del fratello del premier – e in particolare al ministro Castelli – come LA PADANIA, giornale appunto “padano” al quale per assurdo il sardo-napoletano Nichi Grauso deve rivolgersi per render note le proprie opinioni – voci e notizie circa l’intrapresa, da parte del ministro della giustizia, di sempre più numerose azioni disciplinari contro magistrati di vari distretti e circondari, responsabili dei più variegati comportamenti antidoverosi, dalle aperte interferenze in funzione favorevole alle sinistre, come nel caso del procuratore di Perugia Nicola Miriano, all’incuria nella trattazione dei processi, come, pare, per il sostituto procuratore di Varese Abate.
Ben vengano questi controlli più stringenti sull’operosità e sul rispetto delle più elementari regole deontologiche da parte dei magistrati, che fino a poco tempo fa, data la sinergia tra vertici giudiziari tutti amici delle sinistre, ministri della giustizia di sinistra che non facevano il proprio dovere e un Consiglio Superiore della Magistratura (quello dove un consigliere, il dottor Claudio Viazzi, si vantava apertamente di essere “del partito del ministro” che allora era il comunista all’amatriciana Diliberto) il più politicizzato (ovviamente a sinistra) della sua storia, erano del tutto omessi o erano mera finzione, tipo le iniziative avviate a suo tempo dal ministro Flick contro il PM combattente di Milano Francesco Greco, che aveva detto che il governo Prodi era peggio di quelli di Craxi, giusto per non far pensare che i signori del governo erano tutti babbei e poi naturalmente finite nel nulla. (altro…)

MD CAMBIA REGISTRO … ANCHE A CAGLIARI?

Pare che Magistratura Democratica, la corrente di ispirazione comunista della magistratura associata che in questi anni è stata rea soprattutto di aver tradito le proprie radici sposando, in nome della lotta alla mafia e alla corruzione ma forse più in nome delle carriere e degli encomi solenni a poliziotti amici (vedasi il signor De Gennaro), il più bieco giustizialismo che un tempo era monopolio della destra e di quella di ispirazione fascista in particolare, stia facendo decisamente marcia indietro nel tornare a quella che era la propria ispirazione più tradizionale, ossia lotta per l’affermazione di una magistratura attenta ai diritti civili e, per altro verso, per la salvaguardia dell’integrità e della non contaminazione della magistratura medesima.
MD, i cui più autorevoli rappresentanti sono oggi Claudio Castelli e Giovanni Salvi – ed è un grosso passo avanti rispetto al tempo recente dei Gilardi e dei Viazzi – avrebbe infatti ispirato la recente circolare del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha procurato non pochi mal di pancia a molti altri esponenti della magistratura associata, che prescrive che i pubblici ministeri che siano tramutati a funzioni giudicanti nella stessa sede incomincino dal settore civile, al fine di evitare intuibili ragioni di inopportunità, leggasi il fatto che un Pm che, fino all’altro ieri, faceva parte dell’ufficio inquirente si trovi poi poco dopo, da giudice, a giudicare l’operato di un ufficio da cui è appena uscito, o peggio, specie nei tribunali medio-piccoli, che paralizzi l’operatività dell’ufficio giudiziario dovendosi continuamente astenere sui processi scaturiti da inchieste da lui varate. (altro…)

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Mauro MURA

Sessantenne, originario di Isili, in gioventù estremista di sinistra, quindi assiduo frequentatore delle sezioni del PCI, Mauro Mura esordisce in magistratura svolgendo per lunghi anni funzioni di giudice fallimentare; viene poi, a metà anni ’80, trasferito all’ufficio istruzione del Tribunale di Cagliari e quindi, con lo scioglimento di detto ufficio, alla Procura della Repubblica
Con la costituzione della Direzione Distrettuale Antimafia, Mauro Mura diverrà PM preposto alla trattazione di pressoché tutti i procedimenti relativi a sequestri di persona; rifiutandosi di collaborare con Luigi Lombardini, e con gli investigatori che avevano collaborato con lui, darà luogo a una gestione delle indagini piuttosto scadente, puntando tutto solo su alcuni inquirenti – quali Antonello Pagliei -, quasi mai riuscendo a scoprire la verità circa gli autori dei sequestri, spesso giungendo al punto di incriminare per sequestro di persona individui che apparivano manifestamente avendo un ruolo di emissari, giungendosi a incriminazioni naufragate in giudizio (quelle di Nicolò <<Cioccolato>> Cossu, Tonino Crissantu e Michelangelo Moni nel sequestro Vinci), o a condanne assai discusse (quelle di Nicola Dettori e Nicolò Liberato Succu, sempre nel processo per il sequestro Vinci, e soprattutto quelle di Giovanni Gaddone e Pietro Paolo Melis per il sequestro Licheri). (altro…)

OLTRE TREDICI ANNI DI FALLIMENTI

Oltre tredici anni fa, entrò in vigore una legge, a suo tempo osteggiata dai comunisti, che istituiva la “Direzione Distrettuale Antimafia”, e per la sua prima composizione l’allora procuratore capo di Cagliari, Franco Melis, procedette burocraticamente mettendoci dentro i più anziani per servizio, ossia Mauro Mura e Mario Marchetti (ai quali si aggiunse, più tardi, Valerio Cicalò).
Niente da dire su Marchetti, pur con molti dubbi sui “pentiti” e sulla loro gestione, il suo onesto lavoro nel settore della lotta alla droga lo ha fatto, con risultati lusinghieri, ma quanto al dottor Mura, ci sarebbe da stendere un velo pietoso, ma non lo stendiamo, perché è giusto che il popolo sappia da chi viene amministrata in suo nome la giustizia. (altro…)