Argomento: CASO UNIONE SARDA


Articoli su questo argomento (15):

PIANA, PANI E PISOTTI LIBERI? ALLORA LIBERI TUTTI!

Oggi il Tribunale della Libertà di Catanzaro, come prevedevamo, ha scarcerato tutti i No Global accusati di associazione sovversiva dalla Procura di Cosenza, ma anche se ne siamo lieti per ora non vogliamo commentare questa decisione: non si conoscono ancora le motivazioni della decisione e ogni discettazione sarebbe prematura.
Dobbiamo invece tornare ad occuparci della ponderosa richiesta di archiviazione, oltre cento pagine fitte fitte, proposta dalla PM della Procura di Palermo Marzia Sabella (parente di Alfonso Sabella, uno dei “cocchi” di Giancarlo Caselli?) riguardo all’inchiesta sul “caso Unione Sarda” e tante altre amene vicende simili che interessarono Nicola Grauso, scaturita da documentati esposti dell’ex editore, assistito in qualità di persona offesa dal professor Carlo Taormina. (altro…)

PARLI DEL DIAVOLO E SPUNTANO I PIRATI (INFORMATICI)

La verità è rivoluzionaria, soleva dire un certo Mao Tze Tung, e a parte tutte le note magagne del comunismo cinese, dev’essere proprio vero, dato che il nostro sito, che per quasi due anni di fila ha parlato male di Carlo Piana e soci senza conseguenze, per la prima volta si vede sottoposto agli attacchi di poveri dilettanti aspiranti pirati informatici, in strana coincidenza temporale, assolutamente perfetta, col nostro annuncio di possedere una registrazione che smentisce la recisa smentita del senatore avvocato Mariano Delogu quanto ad aver seccamente smentito, avanti al PM di Palermo, di aver ricevuto da Piana la notizia informale per cui Nicola Grauso, versando 3-4 miliardi, avrebbe potuto salvare L’UNIONE SARDA dalla procedura ex art. 2409 del codice civile, laddove sul punto, come da dichiarazioni esposte nella nostra ULTIM’ORA del 3 dicembre ultimo scorso, emergono significative conferme dalle dichiarazioni di un avvocato e docente universitario di indubitabile autorevolezza come il professor Gabriele Racugno, uno che sa il fatto suo quale ordinario di diritto commerciale alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Cagliari.
Gli incauti e maldestri pirati, i quali, Dio solo sa perché, hanno agito utilizzando un accesso internet collegato al communication provider Level 2, avente sede a Omaha, Nebraska, U.S.A., forse cercavano quella registrazione, forse volevano ascoltarne il contenuto (potranno farlo comodamente tra poco, senza accessi illegali) per studiare le contromosse, magari inventandosi che la stessa è manipolata o, visto che si sa che questo sito è espressione dei servizi segreti deviati, che è stata carpita con una cimice piazzata nella stanza di Piana? (altro…)

LA SINISTRA E LOMBARDINI: UN’OCCASIONE PERDUTA

Incredibile, forse, ma vero: stando agli esiti parziali del nostro sondaggio interattivo, nelle intenzioni di voto dei nostri visitatori i DS sono ampiamente il partito di maggioranza relativa, seguiti a una certa distanza dai centristi della Casa della Libertà, e il centrodestra è solo di pochissimo il primo schieramento.
Come abbiamo già detto, la cosa ci fa molto piacere: evidentemente le nostre argomentazioni, sebbene sovente crude, sono almeno in certa misura condivise dalle persone di sinistra, almeno quelle, e crediamo e speriamo che siano tanti, che dinanzi al problema della Mala Iustitia Caralitana non hanno scelto di mettersi le fette di salame sugli occhi, bensì di rifletterci; e questo non ci stupisce perché, conoscendo abbastanza quel mondo politico, sappiamo che la base, nei DS e forse nell’intero centrosinistra, è migliore del vertice. (altro…)

ALLA PROCURA DI PALERMO: OGNI MISURA E’ COLMA!!!

Arrivando stavolta un po’ in ritardo rispetto a noi, qualche giorno fa IL GIORNALE ha pubblicato un articolo contenente le ultimissime sullo strano caso di Paolo Santona, il detenuto ex collaboratore di giustizia che, dopo essersi rifiutato di assecondare le illecite richieste di un magistrato di “incastrare” qualcuno simulando a suo carico le tracce del reato di detenzione di stupefacenti (tecnicamente si chiama calunnia reale), patì una serie di vicissitudini che lo portarono alla revoca del programma di protezione e, alfine, a finire nel carcere di Buoncammino, dove fu spedito, non si sa se incoscientemente o dolosamente, nonostante vi fossero recluse molte persone che lui aveva fatto arrestare, e dove fu trovato apparentemente suicida.
Citiamo l’articolo del bravo giornalista Gian Marco Chiocci non per il contenuto, dato che rispetto a quanto già riferito da noi non vi è quasi nulla di nuovo, ma per la definizione di “coraggioso” che il giornalista ha dato del PM Danilo Tronci, sicuramente un giovane magistrato serio, onesto e per giunta non “incompatibile”, insomma una perla rara nel Palazzaccio di piazza Repubblica, per avere questi allertato con urgenza il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, peraltro senza ottenere provvedimenti o risposta alcuna, affinché Santona fosse spostato da quel carcere, che era per lui pericoloso. (altro…)

IL “CASO CAGLIARI” DEVE APPRODARE IN PARLAMENTO!

Si sa da tempo che la giustizia è ormai una sgangherata macchina allo sfascio, che la maggior parte dei processi penali va in prescrizione, che la giustizia civile è tanto lenta da dare a molti di quelli che vi ricorrono il tempo di passare a miglior vita prima di ottenere sentenza, che i tribunali sono soggiogati dalle prevaricazioni di PM arroganti e dall’atteggiamento di totale non collaborazione di molti avvocati in malafede che pensano solo ai comodacci loro infischiandosene del cliente … è così in tutta Italia, credeteci.
Esiste però una minoranza, temiamo sempre più sparuta, di magistrati coscenziosi che ogni giorno lavorano sodo e in silenzio, senza i riflettori della stampa, nel tentativo di dare a questa sgangherata macchina, che non potrebbe essere raddrizzata appieno se non con radicali riforme, una parvenza di funzionamento. (altro…)

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IL SILENZIO DEI COLPEVOLI: C’ERA UNA VOLTA L’INFORMAZIONE IN SARDEGNA

E’ singolare, non trovate?, che ai cronisti di giudiziaria de L’UNIONE SARDA né quelli de LA NUOVA SARDEGNA, che tra i Luigi Almiento, le Maria Francesca Chiappe, i Mauro “James” Lissia e gli Umberto Aime, sono sveltissimi ad intonare continui peana ai peggiori magistrati, sia sfuggita la notizia della richiesta di archiviazione della PM Marzia Sabella di Palermo, relativa all’esposto di Nicola Grauso contro Carlo Piana, Guido Pani, Gian Giacomo Pisotti e altri relativamente al “caso Unione Sarda” e ad altre amenità.
Ricordiamo infatti che costoro erano molto lesti, anche mistificando la realtà e fabbricando sconce “veline” a dar conto di ogni notizia favorevole ai nostri eroi, come fece la Chiappe quando, nell’ottobre 2000, diede conto dell’archiviazione nei confronti di Mario Marchetti di un procedimento per “incompatibilità ambientale” relativo al “caso Furlanetto”, riferendo laconicamente che Marchetti aveva dimostrato di “aver agito secondo legge” (omettiamo un commento che ci procurerebbe una querela), e omettendo invece di riferire che, sulla stessa base, gli atti erano stati trasmessi ai titolari dell’azione disciplinare, che poi avvieranno nei confronti di Marchetti un procedimento disciplinare, purtroppo conclusosi con l’assoluzione. (altro…)

IL TERRORISMO NON SIA UN ALIBI

Sarà sicuramente una coincidenza, ce lo auguriamo proprio, ma questa nuova escalation terroristica, che speravamo fosse robaccia degli anni Settanta gettata nella pattumiera della storia, arriva proprio in un momento in cui la giustizia sarda, e quella cagliaritana in particolare, stavano, e stanno, toccando il fondo in termini di legittimazione e di credibilità, con molti nodi che stavano e che stanno venendo al pettine, dalla vergogna del caso Melis all’inquietante caso Santona alle spaventose vicende di stampo sudamericano del caso Unione Sarda.
Prima ancora che arrivassero le letterine con pallottole di Kalashnikov e poi il tritolo, in verità, L’UNIONE SARDA aveva fatto di tutto per minimizzare la situazione, censurando tutto il censurabile, coi lettori costretti ad acquistare un quotidiano milanese per saperne di più sul caso Santona o a consultare il nostro sito per saperne di più su tutto … il loro massimo l’hanno raggiunto sul caso Melis, ne hanno parlato lo stretto necessario e improvvisando astrusi teoremi, basati su un mero dispositivo di sentenza, per cui, in ogni caso, Silvia Melis è ancora attendibile. (altro…)

SCANDALOSA “UNIONE SARDA”, MEGLIO “LA PADANIA”

La dottoressa Marzia Sabella, PM di Palermo che allo stato ha chiesto l’archiviazione delle denunce di Nicola Grauso a carico di Carlo Piana, Guido Pani e Gian Giacomo Pisotti sul “caso UNIONE SARDA”, e soprattutto il GIP di Palermo che dovrà decidere al riguardo, potranno trarre utilissimi elementi di valutazione osservando il comportamento che in questi giorni, in cui il Ministro Castelli, ripreso da numerosi quotidiani nazionali, ha sollevato con clamore il problema delle incompatibilità parentali tra magistrati e tra magistrati ed avvocati, ha tenuto il foglio zuncheddiano di censura L’UNIONE SARDA, che pure, sotto la ben diversa gestione di Grauso e Liori, aveva dedicato ampio spazio al problema.
Essendo costoro ormai i lacché della magistratura cagliaritana, hanno osservato la consueta linea, ossia censura totale, manco una parola, mentre IL GIORNALE e LA PADANIA riempivano pagine intere con lo sterminato elenco dei magistrati incompatibili di casa nostra e stigmatizzavano i casi più scandalosi, come quello di Piana padre e Piana figlio, ma evidentemente a Cagliari, secondo i nostri eroi de L’UNIONE SARDA che credono di essere ancora un giornale perché quattro imbecilli di terroristi li degnano di qualche (criminale) attenzione, è del tutto normale che babbo e figlio lavorino nello stesso Palazzo di giustizia, ringraziando Dio che nel frattempo i “vecchi” della dinastia Massidda siano andati in pensione lasciando solo i giovani; accidenti, ma perfino presso le Poste, dove ci sono molte meno responsabilità, e conseguenti doveri di immagine, che in magistratura, la deteriore prassi della cessione dei posti ai figli quanto meno presupponeva che il babbo, prima dell’assunzione del figlio, se ne andasse in pensione! (altro…)

GLI ISPETTORI A CAGLIARI?

In queste giornate poco allegre dominate dalla notizia della morte di Gianni Agnelli, giungono ogni giorno a tamburo battente, veicolate soprattutto da giornali vicini alla maggioranza di governo – come IL GIORNALE del fratello del premier – e in particolare al ministro Castelli – come LA PADANIA, giornale appunto “padano” al quale per assurdo il sardo-napoletano Nichi Grauso deve rivolgersi per render note le proprie opinioni – voci e notizie circa l’intrapresa, da parte del ministro della giustizia, di sempre più numerose azioni disciplinari contro magistrati di vari distretti e circondari, responsabili dei più variegati comportamenti antidoverosi, dalle aperte interferenze in funzione favorevole alle sinistre, come nel caso del procuratore di Perugia Nicola Miriano, all’incuria nella trattazione dei processi, come, pare, per il sostituto procuratore di Varese Abate.
Ben vengano questi controlli più stringenti sull’operosità e sul rispetto delle più elementari regole deontologiche da parte dei magistrati, che fino a poco tempo fa, data la sinergia tra vertici giudiziari tutti amici delle sinistre, ministri della giustizia di sinistra che non facevano il proprio dovere e un Consiglio Superiore della Magistratura (quello dove un consigliere, il dottor Claudio Viazzi, si vantava apertamente di essere “del partito del ministro” che allora era il comunista all’amatriciana Diliberto) il più politicizzato (ovviamente a sinistra) della sua storia, erano del tutto omessi o erano mera finzione, tipo le iniziative avviate a suo tempo dal ministro Flick contro il PM combattente di Milano Francesco Greco, che aveva detto che il governo Prodi era peggio di quelli di Craxi, giusto per non far pensare che i signori del governo erano tutti babbei e poi naturalmente finite nel nulla. (altro…)

I PM INCOMPATIBILI DI PALERMO, DELOGU VUOLE VEDERCI CHIARO

Il senatore Mariano Delogu, alfine, si è occupato anche lui delle vicende giudiziarie riguardanti Nicola Grauso, specificatamente del Processone di Palermo, e ha rivolto un’interrogazione al Ministro della Giustizia, Roberto Castelli, in ordine alle scorrettezze deontologiche che sarebbero attribuibili ai PM palermitani Antonio Ingroia, Giovanni Di Leo e Lia Sava, per aver continuato ad esercitare l’accusa nel processo nonostante la pendenza, contro Grauso e Liori, di una causa di risarcimento danni relativamente a pretesi fatti di diffamazione.
Delogu, che conosce la vicenda da vicino per essere stato legale di Liori e de L’UNIONE SARDA, puntualizza come si sia dovuto attendere l’atto di estromissione del Procuratore Generale di Palermo, Salvatore Celesti, perché i tre PM cessassero dalle loro incompatibili funzioni.
Che dire … senatore Delogu, ben tornato tra quelli che non fanno finta di niente di fronte a certe cose vergognose. Non dubitavamo di lei sinceramente, ma sarebbe bene che ora lei facesse appieno la sua parte anche nel procedimento contro Piana, Pani e Pisotti per il caso UNIONE SARDA. (altro…)

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A CAGLIARI NON C’E’ LA MAFIA … MA PERCHE’ NON APPROFONDIRE?

Non vorremmo proprio essere nei panni di quei giudici di Palermo, da un lato il collegio di Tribunale presieduto dalla dottoressa Annamaria Abruzzese, titolare del ben noto Processone scaturito dal caso Melis-Lombardini, dall’altro il GIP destinatario della richiesta di archiviazione del PM Marzia Sabella relativa alla vicenda UNIONE SARDA: la responsabilità affidata loro è davvero improba.
Se Giancarlo Caselli, con tanto di libro agiografico di 900 pagine, ritenne a suo tempo di aver scritto “la vera storia d’Italia” con le sue indagini antimafia, e in parte forse è vero, oggi questi magistrati giudicanti, discreti e non protagonisti, si trovano in una posizione da cui sono in grado di scrivere la vera storia di Cagliari, e in gran parte della Sardegna, nel terribile trienno 1996-1999 in cui ne successero di tutti i colori, dalla mancata nomina a PG di Milano e quindi al pensionamento anticipato di Francesco Pintus, alla nomina a procuratore capo di Cagliari di un giudice che non aveva mai fatto alcuna indagine ma in compenso aveva le amicizie di partito giuste, al suicidio dell’uomo che poteva essere lui il procuratore di Cagliari in luogo di costui, se non addirittura il procuratore di Palermo, all’esproprio giudiziario di fatto di un editore che ha inventato la TV commerciale in Sardegna e che ha gettato le basi perché Cagliari diventasse la capitale europea di Internet. (altro…)

CASO UNIONE SARDA, IL GIP VUOLE VEDERCI CHIARO

Dagli ambienti giudiziari di Palermo trapela la notizia che il GIP presso il Tribunale di Palermo, Gioacchino Scaduto, non avrebbe accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal PM Marzia Sabella in ordine al procedimento relativo alle vicissitudini politico-giudiziarie che portarono via a Nicola Grauso il controllo de L’UNIONE SARDA, scaturito da una ponderosa e documentata denuncia dell’ex editore, e avrebbe invece fissato a breve scadenza un’udienza per sentire le ragioni delle parti.
Parrebbe quindi evidente, quanto meno, che il GIP ha ritenuto le allegazioni di Nicola Grauso meritevoli di approfondimento, cosa che, peraltro, abbiamo segnalato da tempo. (altro…)

MAGISTRATURA E POLITICA: E’ ORA DI FARE CHIAREZZA!

Non ci sorprende che, ora che abbiamo ricominciato con rinnovata intensità a disvelare certe censurabili magagne della magistratura cagliaritana, qualcuno perda il proprio ritegno e lasci sul nostro guestbook messaggi pieni di insulti, ma su certe cose non si può, non si deve, assolutamente tacere.
E’ davvero singolare sapere che il procuratore della repubblica Carlo Piana, mentre da un lato si fa con foga promotore del famigerato procedimento ex art. 2409 Cod. Civ. che di fatto ha determinato l’estromissione di Nicola Grauso da tutte le sue attività editoriali (tralasciando ben più importanti indagini, come quella su Volpe 132 o vere indagini sul sequestro Melis), dall’altro lato collabora più o meno attivamente, quale membro del “Comitato Scientifico”, con un sodalizio quale la “Fondazione Luca Raggio”, indiscutibilmente di carattere politico, dominato dalla testa ai piedi dall’onorevole Andrea Raggio e dai suoi congiunti, nonché da altri dirigenti DS; ciò quando, chi non è abbastanza distratto dovrebbe saperlo, l’onorevole Raggio, oggi vicepresidente della Fondazione Banco di Sardegna, è tra i dirigenti del partito di Piero Fassino quello più legato al giro delle Cooperative rosse e, in termini di alleanze interne, a Emanuele Sanna, colui che svolse (ne abbiamo già ampiamente parlato) un ruolo tanto improprio quanto attivo nel caso Unione Sarda per il suo partito e in evidente sinergia con parte della magistratura, e il cui massimo referente nazionale è proprio quel Massimo D’Alema, tetro e baffuto ex premier, che a quanto pare non esitò a recepire entusiasticamente la “candidatura” di Piana a procuratore capo sostenuta, in contrasto con quella di Lombardini, dai vertici regionali del PDS e a “girarla” direttamente a Magistratura Democratica e a un politicizzato CSM. (altro…)

MISTER RAGGIO LATITA ANCORA

Il sito della Fondazione Luca Raggio è sempre offline, chissà che bisogno c’era di eliminarlo tutto, in fondo, se quello da nascondere era che Carlo Piana e Antonio Porcella facevano parte del loro famoso “Comitato Scientifico”, bastava eliminare o modificare una sola pagina, quella che trovate in copia QUI; e in fondo, quando saranno convocati dal CSM, Piana e Porcella non potranno limitarsi a dire che la loro era una collaborazione del tutto tecnica, scevra da implicazioni politiche, o che comunque il tutto rientra nel loro diritto alla libera manifestazione del pensiero?
Forse il problema è che la dottoressa Marzia Sabella, se rileggerà la propria richiesta di archiviazione sul caso UNIONE SARDA alla luce di questi sviluppi, dovrà capacitarsi dell’inconsistenza delle indagini svolte e soprattutto delle frettolose deduzioni fatte, e rischierà a sua volta di doverne rendere conto in alto loco. (altro…)

IL CASO UNIONE SARDA

Tra l’agosto e l’ottobre del 1998, nel periodo immediatamente successivo all’esplosione del <<caso Lombardini>>, vi era all’interno dell’UNIONE SARDA, di cui era editore Nichi Grauso, un già notevole livello di tensione tra il direttore, Antonangelo Liori, e una cospicua parte della redazione, in particolare i giornalisti impegnati nel Comitato di Redazione, tutti vicini al PDS; tale livello di tensione, derivante da profondi e continui contrasti tra il direttore e detti giornalisti circa la linea politico-editoriale del quotidiano, divenne infuocato quando partì dalla redazione un improvvido comunicato di solidarietà col Procuratore di Palermo, Giancarlo Caselli, proprio dopo il suicidio di Luigi Lombardini – circa il quale Grauso stigmatizzò asserite responsabilità dei magistrati palermitani con parole di fuoco-, e quando Antonangelo Liori, contro il parere del <<soviet>> insinuato nella redazione del quotidiano, si trasformò in un vero e proprio tribuno contro gli abusi, oltre che della classe politica regionale, della magistratura cagliaritana e palermitana. (altro…)