Argomento: CASO RILLA


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SECONDO APPUNTO PER I COMPAGNI GIROTONDISTI (E PER I LORO AMICI IN TOGA)

Le  lagne della magistratura associata, che si associano a quelle dei vari girotondisti forcaioli alla Nanni Moretti, tendono a criticare la c.d. “Legge Cirami” sul legittimo sospetto, i cui effetti saranno sicuramente mirabolanti a Cagliari, sostenendo che così si intenderebbe costituire, per Berlusconi, Previti e chi più ne ha più ne metta, un’area di esenzione dalla giurisdizione.
Giustissimo, cari compagni, che nessuno debba andare esente dalla giurisdizione, che la legge debba essere uguale per tutti: ma non trovate, però, che ciò che asserite con violenza debba valere per Silvio Berlusconi non debba valere per gli stessi magistrati, che vestano ancora la toga o che siedano, o abbiano seduto, nel Consiglio Superiore della Magistratura? (altro…)

IL CASO RILLA

Alberto Rilla, cagliaritano, con un solido passato di militante del PCI, ma anche dei vari movimenti studenteschi, entra in magistratura nel 1996 e, nel 1998, ricevute le funzioni giudiziarie, viene assegnato al Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, presieduto da Angelo Porcu, amico fraterno di Luigi Lombardini.
Rilla, inizialmente simpatizzante di Magistratura Democratica, ha modo di ben conoscere l’ala <<rossa>> della magistratura e di diffidarne, nonostante i suoi trascorsi politici; si avvicina quindi a Magistratura Indipendente, la corrente di destra, e, pur con la forte differenza d’età che esisteva, stabilisce un solido rapporto di ammirazione e di simpatia [reciproca] con Luigi Lombardini, di cui ammira il grande passato di combattente antisequestri e la capacità di difendere fino alla morte i colleghi.
Prima dell’11 agosto 1998, Alberto Rilla, talora da solo, talora unitamente ad altri magistrati, ha la possibilità di ricevere dalla viva voce di Lombardini svariate confidenze su argomenti scottanti, tra cui elementi rilevanti relativamente al sequestro Melis. (altro…)

LE PERIZIE SBAGLIATE (by ELEONORA)

Molto tempo fa esisteva a Roma una clinica della quale conservo ancora l’indirizzo,era diretta allora da un “professore” cosi’ lo chiamavano, di cui ricordo perfettamente il nome,la clinica si trovava sulla Cassia. Dentro c’era stata rinchiusa mia sorella,che per fortuna, trattandosi di una ragazza molto giovane e carina era stata presa in simpatia dallo psicologo (un giovane appena laureato che faceva apprendistato,ottimo osservatore).
Si possono applicare 16, dico 16 elettroshoc, su una poveretta che era stata portata li dopo avere ingurgitato su consiglio “della suocera e del marito “fai da te” diversi psicofarmaci? E non posso naturalmente garantire la qualità di quelle apparecchia ture perchè ero controllata a vista e non potevi entrare da nessuna parte, ma aiutata dagli avvisi di questo medico, minacciando una conferenza stampa e altro sono riuscita a portarla via e dopo molto e tanto (ha perso almeno tre anni di vita) e si è guadagnata di fare parte di una leggenda, poichè una volta rientrata la normalità non si sono più ripetuti episodi sospetti della malattia che avrebbero dovuto curare in quel modo. (altro…)