Argomento: CAPO FERRATO
Articoli su questo argomento (9):
Luigi COGODI
VOLPE 132 – LUCINA – ALGERIA: LA CINA E’ VICINA, PIU’ DI [..]
VOLPE 132: QUALCHE GREMBIULINO LA SA LUNGA …
VIETATO PARLARE DI VOLPE 132
VOLPE 132: VADEMECUM PER CHI VUOLE (DAVVERO) INDAGARE
QUEI DOCUMENTI CHE FANNO TREMARE CAGLIARI
VOLPE 132: PICCOLI PASSI VERSO LA VERITA’
VOLPE 132 E GLADIO, ANCORA NUOVI MISTERI: E LA MAGISTRATURA CHE FA?
L’ELICOTTERO FORSE E’ SPARITO …
Luigi COGODI
Classe 1943, originario di S. Basilio, avvocato – che ha sempre esercitato molto poco – ha esordito in politica nel 1975 come consigliere comunale del PCI a Cagliari. Nel 1979 viene eletto nel Consiglio Regionale e confermato nel 1984. Fino al 1989, nelle varie giunte di sinistra presiedute dal sardista Mario Melis, è assessore dapprima all’Urbanistica, quindi al Lavoro.
Nel 1986, in qualità di Assessore all’Urbanistica, blocca un progetto di lottizzazione per costruzione di seconde case da realizzarsi a Capo Ferrato [Teulada] in zona ambientalmente protetta; tra i beneficiari di una delle abitazioni vi è Andrea Raggio, il quale, coalizzato con Emanuele Sanna, la farà <<pagare>> a Cogodi, che verrà trasferito all’assessorato al Lavoro.Agli inizi degli anni ’90, in sempre maggior dissenso con la dirigenza del PCI/PDS, ne fuoriuscirà per fondare un movimento politico-culturale autonomo, Rinascita e Sardismo, per confluire, alfine, in Rifondazione Comunista; per Rifondazione, nel 1998, tornerà in giunta regionale [presidente Palomba] nuovamente come assessore all’Urbanistica. (altro…)
VOLPE 132 – LUCINA – ALGERIA: LA CINA E’ VICINA, PIU’ DI QUANTO SI POSSA CREDERE
I rapporti di cooperazione tra l’Algeria, resasi indipendente dalla Francia negli anni ’60, e la Repubblica Popolare Cinese sono molto più antichi e organici di quanto la distanza culturale tra questi due mondi potrebbe far pensare.
Fin dalle origini e dal regime di Ben Bella rapidamente sostituito da quello di Houarì Boumedien, la Cina si è contraddistinta, con Cuba e l’Unione Sovietica, per l’offerta al “popolo algerino” di materia prima alimentare, in particolare grano e zucchero, a prezzi “politici”, in ausilio a una “rivoluzione” che tutti questi Paesi comunisti intendevano incoraggiare, non senza un atteggiamento molto sornione della Francia di De Gaulle che praticava una politica estera molto articolata e proprio in quegli anni usciva dalla NATO. (altro…)
VOLPE 132: QUALCHE GREMBIULINO LA SA LUNGA …
Il tenore di certe reazioni, a metà tra l’indignato e il protettivo nei confronti di certi magistrati che le stanno tentando di tutte per nascondere la verità (ribadiamo che non ci riferiamo al dottor Guido Pani, che in mezzo a mille depistaggi ha fatto quel che ha potuto), provenienti puntualmente e univocamente dagli ambienti della Massoneria cagliaritana, anche da quelli che credevamo più “puliti” e meno coinvolti in certi “giri”, ci fanno comprendere che, sulla ricostruzione delle premesse che portarono alla tragedia di Volpe 132, la stiamo azzeccando in pieno, e forse dello stesso parere, ahiloro, sono anche gli utenti cinesi (di Stato) e algerini che hanno frequentato copiosi questo sito negli ultimi giorni.
Ci sono pochi dubbi, ormai, sia sul fatto che fosse il “Lucina” la nave vista da testimoni oculari nei pressi di Capo Ferrato (non di Capo Carbonara come i depistatori del SISMI, aiutati da qualche magistrato, hanno inizialmente tentato di dare a bere) pochi istanti prima che l’elicottero Agusta A 109 “Volpe 132”, con a bordo gli elicotteristi della Guardia di Finanza Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda, esplodesse incredibilmente in cielo, e che tale nave, come suggerito (in relazione alla tragedia del luglio 1994, che ne vide l’intero equipaggio sgozzato nei pressi di Algeri) da una fonte informativa legata ai servizi segreti britannici, fosse impegnata in un ingente trasporto d’armi, destinate a settori del potere pubblico algerino, venendo perciò assalita dagli integralisti islamici. (altro…)
VIETATO PARLARE DI VOLPE 132
Ormai è assodato, a Cagliari vi sono schiere di giudici, PM, avvocati e faccendieri di varia umanità che sono disposti a fare le umane e le divine cose, comprese gravi irregolarità processuali e deontologiche, affinché della vicenda Volpe 132, quel caso intricato di cui vi abbiamo più volte parlato dell’abbattimento dell’omonimo elicottero Agusta A 109 della Guardia di Finanza in quel di Capo Ferrato nel marzo 1994, non si parli assolutamente, non tanto sulla carta stampata, quanto su quella bollata – leggasi nei procedimenti penali, e nei processi veri e propri – e possibilmente si intimidiscano coloro che ne sanno qualcosa o vogliono far luce.
Ricapitolando:
1) un teste esterno (non il “pentito” Zirottu) quale il pescatore Utzeri di Feraxi nota una nave identica al “Lucina”, la nave cargo all’epoca adoperata dalla SEM Molini Sardi per i propri trasporti di granaglie e semolino, nei pressi della zona presidiata dal cielo da Volpe 132, un istante prima che si notasse in cielo un forte bagliore seguito dalla scomparsa dell’elicottero;
2) le inchieste sia della Procura Militare, sia della Procura di Cagliari intese a fare piena luce sull’episodio partono stancamente e presto si arenano, e pesanti “zone d’ombra” impediscono l’accertamento della verità come la sparizione dei tracciati radar che comproverebbero i movimenti di Volpe 132, che per mesi, anzi per anni, da parte militare si voleva abbattuto a Capo Carbonara anziché, come sarà poi comprovato, a Capo Ferrato; (altro…)
VOLPE 132: VADEMECUM PER CHI VUOLE (DAVVERO) INDAGARE
Armi cinesi per ammazzare il sostituto di punta della DDA di Reggio Calabria. Kalashnikov speciali, in dotazione all’esercito cinese. Bazooka, in grado di perforare come burro un’auto blindata. E ancora: gas nervino, gelosamente custodito da un personaggio misterioso a quanto pare legato alla CIA. E inoltre: rifiuti tossici di ogni tipo, tanto clandestinamente quanto liberamente passanti per il porto di Gioia Tauro, in attesa di essere comodamente stoccati negli accoglienti siti della Somala, con affari d’oro per i “signori della guerra” e per le mafie.
Dove stava davvero andando la nave, secondo i testimoni oculari quasi certamente la motonave “Lucina”, che la notte del 2 marzo 1994 fu intercettata nel braccio di mare di Capo Ferrato dall’elicottero della Guardia di Finanza Agusta A 109 “Volpe 132”, pilotato dai valenti piloti Gianfranco Deriu e Maurizio Sedda, prima di scomparire misteriosamente nel cielo? (altro…)
QUEI DOCUMENTI CHE FANNO TREMARE CAGLIARI
Era all’incirca la fine del luglio 1998, quando Luigi Lombardini, preavvertendo che in ogni caso dopo il suo previsto interrogatorio da parte dei magistrati di Palermo niente sarebbe stato come prima, decise che doveva “chiedere perdono” relativamente a un grosso peccato della propria “rete”, legata mani e piedi a Gladio, che, pur essendo stata un’organizzazione che sostanzialmente perseguiva finalità di giustizia, peccati sulla coscienza ne aveva eccome.
Non poteva, Lombardini, chiedere perdono allo Stato, che nella vicenda era coinvolto fino al collo, e allora pensò di chiederlo a Dio, recandosi faticosamente, in compagnia di una persona a lui cara, sulla cima del monte Arcuentu, da padre Lorenzo, un eremita di cui poteva fidarsi. (altro…)
VOLPE 132: PICCOLI PASSI VERSO LA VERITA’
Sono filtrate nuove indiscrezioni, da fonte di assoluta attendibilità, circa i retroscena della sparizione dell'”elicottero gemello” che permise, probabilmente, il più mostruoso depistaggio delle indagini sulla vicenda Volpe 132.
Una nostra fonte di assoluta affidabilità ha contribuito a farci disvelare meglio il “bandolo della matassa” di questa vicenda che, lo si ricorderà, riguardò il misterioso furto nell’aeroporto oristanese di Fenosu di un elicottero Agusta A 109 identico a quello sul quale volavano gli elicotteristi della GdF Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda la notte del 2 marzo 1994, poi ritrovato nei pressi di Quartu Sant’Elena privo di alcuni pezzi, a quanto pare calati nel braccio di mare presso Capo Carbonara per far credere che l’elicottero fosse scomparso in quel punto anziché, come poi si appurerà con prova testimoniale, presso Capo Ferrato – Feraxi. (altro…)
VOLPE 132 E GLADIO, ANCORA NUOVI MISTERI: E LA MAGISTRATURA CHE FA?
Con un lungo articolo pubblicato ieri sul quotidiano sassarese “La Nuova Sardegna”, Piero Mannironi, il giornalista che più approfonditamente si è occupato della vicenda Volpe 132, apre dopo tanti anni, dando conto degli appelli a scoprire la verità dell’anziano padre della vittima, il dibattito su un mistero fortemente connesso a questa fosca vicenda, ossia quello della morte nel 1988, nello stato africano di Capo Verde, di Gaetano Giacomina, apparentemente un marittimo qualunque, ma in realtà, come rivelato da Stefano Antonino Arconte, un appartenente alla “Gladio delle Centurie”.
Sono tanti i misteri che circondano questo decesso, apparentemente dovuto a incidente in un cantiere navale, ma circa il quale vi è stata ben poca trasparenza, tanto da indurre il padre ottantottenne di Gaetano Giacomina a lamentarsi della condotta della magistratura oristanese, che avrebbe archiviato in modo alquanto frettoloso un esposto dell’anziano uomo, e a fare esposto alla Procura Generale presso la Cassazione, quella competente ad attivare l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. (altro…)
L’ELICOTTERO FORSE E’ SPARITO …
E ci crediamo che le indagini che da ormai oltre undici anni il sostituto procuratore Guido Pani, da ultimo con la supervisione anche del procuratore capo Carlo Piana, sta conducendo per cercare di appurare la verità circa la misteriosa scomparsa dell’elicottero della Guardia di Finanza “Volpe 132” non approdano a nulla!
Voci da confermare, ma provenienti da fonte di sicura affidabilità, attesterebbero che, in punto di depistaggi, la “frittata” sarebbe stata ormai fatta da tempo, ossia che i rottami dell’elicottero sarebbero stati da tempo nascostamente recuperati da “qualcuno” nel braccio di mare sottostante al sito dove questo, secondo le ultime testimonianze oculari, ebbe effettivamente a esplodere in volo, ossia la zona di Capo Ferrato – Feraxi, e opportunamente occultati, di modo che nessuno, appurando le condizioni dei resti del velivolo e, in particolare, verificando gli eventuali resti di esplosivo presenti sugli stessi, potesse capire troppo circa l’origine del disastro aereo. (altro…)