Argomento: BRUNO RANDAZZO
Articoli su questo argomento (4):
4. LA GUERRA CONTRO IL PG FRANCESCO PINTUS E LA NOMINA “POLITICA” DI CARLO PIANA
Lo strapotere di Magistratura Democratica all’interno del Palazzo di Giustizia di Cagliari, oltre che dalle sempre crescenti adesioni, è ulteriormente accresciuto, negli anni a cavallo tra il 1993 e il 1994, dalla scissione all’interno della corrente di Magistratura Indipendente, di cui all’epoca era segretario Mario Marchetti, ma il cui leader carismatico era sempre stato considerato Luigi Lombardini.
La scissione fu capeggiata da Paolo De Angelis, il quale, candidato per MI al Consiglio Superiore della Magistratura, clamorosamente invitò gli elettori all’astensione, determinando la perdita di un seggio al CSM per la corrente: all’origine dell’inusitato comportamento di De Angelis, a quanto pare, dissapori con Lombardini. Anche Marchetti, nel 1996, abbandonerà con clamore la corrente, motivando l’abbandono con <<divergenze politiche>>, evidentemente riferite a Lombardini. (altro…)
CASO AIAS, CONDANNATO RANDAZZO
Bruno Randazzo, ex deputato DC e attuale leader regionale del Movimento dei Democratici Cristiani, ma soprattutto storico presidente regionale dell’AIAS, è stato condannato con rito abbreviato a due anni e sei mesi di reclusione dalla seconda sezione penale del Tribunale penale (presidente Francesco Sette) per appropriazione indebita, in relazione all’inchiesta, in corso da anni, sulla gestione dell’AIAS.
La pubblica accusa è stata esercitata dal Procuratore aggiunto Mauro Mura, dopo tormentate vicende che portarono l’allora Procuratore Generale Francesco Pintus ad avocare l’inchiesta dal PM Paolo De Angelis – che lo accusò di indebiti favoritismi – e a chiedere l’archiviazione, richiesta respinta dal GUP di sinistra Leonardo Bonsignore.
Randazzo ha annunciato appello. (altro…)
PROCEDIMENTI CONTRO ESPONENTI DELLA DC E DEL PSI
Mentre, come si illustra altrove, la magistratura cagliaritana si è mostrata alquanto generosa in materia di procedimenti penali a carico delle cooperative rosse o di esponenti del PCI/PDS, avviati verso la prescrizione quanto del tutto non avviati, altrettanto non può certo dirsi per il trattamento riservato ai due maggiori partiti di governo della <<prima Repubblica>>, la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista. Seppure non letteralmente falcidiati come altrove, i due partiti si sono visti significativamente colpiti in esponenti di spicco.
Quanto agli esponenti della Democrazia Cristiana, l’esponente di maggior spicco sottoposto ad indagini è stato BRUNO RANDAZZO, già consigliere regionale e deputato, da tempo Presidente dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici (AIAS), che è stato arrestato e incriminato, dal PM Paolo De Angelis, proprio in relazione ad irregolarità asseritamente commesse nella gestione dell’AIAS. Il procedimento a carico di Randazzo, fondato su presupposti assai discutibili e, a quanto si asserisce in ambienti vicini all’imputato, determinato da precise e mirate pressioni di un notissimo esponente del PDS, ha determinato una lunga e vivace diatriba tra lo stesso De Angelis e il Procuratore Generale Francesco Pintus, che ha avocato il procedimento chiedendone l’archiviazione, negata dal GUP Leonardo Bonsignore che ha disposto il rinvio a giudizio; il processo si è allo stato concluso in primo grado con la condanna di Randazzo, col rito abbreviato, a due anni e sei mesi di reclusione. (altro…)
Bruno RANDAZZO
Già consigliere regionale e deputato per la DC, ma soprattutto storico presidente regionale dell’AIAS [Associazione Italiana Assistenza Spastici], Bruno Randazzo viene arrestato nel 1994 nell’ambito di un’inchiesta condotta dal PM Paolo De Angelis circa pretese irregolarità inerenti proprio la gestione dell’AIAS.
L’inchiesta, ritenuta da più parti campata per aria, determinerà un vivace contrasto tra De Angelis e il Procuratore Generale Francesco Pintus, che giungerà alla determinazione di avocare a sé l’inchiesta; presentatosi personalmente in udienza per chiedere l’archiviazione, Pintus, si vedrà respingere la richiesta dal GIP di sinistra Leonardo Bonsignore. Il processo si è concluso in primo grado con la condanna di Randazzo, col rito abbreviato, a due anni e sei mesi di reclusione. (altro…)