Argomento: BEPI PODDA
Articoli su questo argomento (6):
2. IL CASO MANUELLA, IL PCI ALLE STELLE E I COMPAGNUCCI DELLA SEZIONE LENIN
CALUNNIO’ L’EX AVVOCATO DI SANTONA: IMPRENDITORE CONDANNATO
OPPOSIZIONE DI GRAUSO ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELLR [..]
Fernando BOVA
Giuseppe VILLA SANTA
IL CASO SCARDELLA: 20 ANNI DOPO NUOVI SCENARI. DA INCUBO.
2. IL CASO MANUELLA, IL PCI ALLE STELLE E I COMPAGNUCCI DELLA SEZIONE LENIN
Agli inizi degli anni ’80, quando il dominatore assoluto del Palazzo di Giustizia cagliaritano è il Procuratore Generale Giuseppe Villa Santa, cattolico conservatore e tradizionalista, e un ruolo assai importante è altresì ricoperto dal capo dell’ufficio istruzione del Tribunale di Cagliari Luigi Lombardini, impegnatissimo e con successo sul fronte dei sequestri di persona, l’ambiente viene scosso dal <<caso Manuella>>, ossia dalle discusse indagini successive alla misteriosa scomparsa del giovane avvocato cagliaritano Gianfranco Manuella [inchiesta condotta dal giudice istruttore Fernando Bova e dal Pubblico Ministero Enrico Altieri, con attivo supporto di Villa Santa] che farà emergere un retroterra di traffici di droga e porterà al clamoroso arresto di quattro stimati avvocati: Aldino Marongiu, Sergio Viana – accusato addirittura di aver materialmente ucciso Manuella a colpi di pistola, Giampaolo Secci e Bepi Podda.
L’inchiesta non aveva risvolti politici, ma il grave insuccesso degli inquirenti, determinato dall’assoluzione di tutti i principali imputati ad opera della Corte d’Assise, determinò gravi contraccolpi sugli equilibri interni al Palazzo di Giustizia, dato che per un verso Villa Santa si era esposto oltremisura nell’inchiesta, per altro verso Lombardini – di destra come Villa Santa – era pur sempre il capo dell’ufficio istruzione da cui dipendeva il giudice Bova [poi censurato dal Consiglio Superiore della Magistratura]. (altro…)
CALUNNIO’ L’EX AVVOCATO DI SANTONA: IMPRENDITORE CONDANNATO
L’imprenditore Ilvano Bertucci, già sotto inchiesta per traffico di droga, si è visto appioppare dal Tribunale di Cagliari una condanna a due anni e otto mesi di reclusione per calunnia nei confronti del suo ex difensore, avvocato Antonello Podda.
La notizia, riportata da L’UNIONE SARDA con la consueta vocazione alla censura, si riferisce agli strascichi di una denuncia per infedele patrocinio proposta tempo addietro da Bertucci nei confronti dell’avvocato Podda; nell’occasione, Bertucci aveva anche denunciato per abuso d’ufficio il sostituto procuratore Mario Marchetti (di cui, cari pseudogiornalisti dell’UNIONE, era perfettamente inutile tacere il nome, tanto hanno capito tutti), titolare delle indagini (che si astenne e lo denunciò alla Procura di Palermo per calunnia), che fu prosciolto da ogni addebito, e al quale Bertucci rivolse, tra l’altro, l’accusa di aver consumato cocaina nel corso di un interrogatorio in carcere e di aver invitato il Bertucci a consumarne a sua volta (l’episodio è riportato in un memoriale di Luigi Lombardini, ma Bertucci aveva platealmente accusato Marchetti, presente in aula, durante un processo). (altro…)
OPPOSIZIONE DI GRAUSO ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI PALERMO DELL’ESPOSTO EX ART. 2409 C.C.
TRIBUNALE PENALE DI PALERMO
Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari
Proc.n.14596/00 RGNR
ATTO DI OPPOSIZIONE
AVVERSO RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE
Il sottoscritto:
Nicola GRAUSO, nato a Cagliari il 23 aprile 1949,
propone opposizione
avverso la richiesta notificata il 29 novembre 2002 con la quale il pubblico ministero presso Codesto Tribunale sollecita l’archiviazione della notizia di reato di cui all’intestato procedimento.
Motivi dell’opposizione.
II A) Gli antefatti.
Con riferimento a quelli che la richiesta di archiviazione qualifica come antefatti, non si comprende quale sia l’atteggiamento del pubblico ministero se, cioè, siano ritenuti infondati o altro. La richiesta di archiviazione, infatti, dopo aver minimizzato tali antefatti ed averli ritenuti conclusivamente neutri è costretta ad ammettere che non solo non si possa escludere ma che appaia anche probabile che il Nuovo Movimento abbia potuto preoccupare gli avversari politici ed ancora che non possa escludersi che le interviste rilasciate dal GRAUSO contro i magistrati in occasione del sequestro di Silvia MELIS e del connesso suicidio del Giudice LOMBARDINI, abbiano potuto irritare i destinatari di quegli attacchi. I soggetti a cui tale stato psicologico si dee riferire sono anche i magistrati di Cagliari. In ogni caso si deve rilevare che: (altro…)
Fernando BOVA
Sessantenne, originario di Catanzaro, Fernando Bova diviene ben noto alle cronache giudiziarie quando, da giudice istruttore del procedimento penale sulla misteriosa scomparsa dell’avvocato cagliaritano Gianfranco Manuella, ordina l’arresto di quattro noti avvocati cagliaritani – Aldo Marongiu, Sergio Viana, Giampaolo Secci, Bepi Podda – accusati di traffico di droga e uno di essi – Viana – addirittura di aver materialmente ucciso Manuella.
Il processo si concluderà, in Corte d’Assise, con una raffica di assoluzioni, e Bova, così come il collega PM Enrico Altieri, verrà censurato dal Consiglio Superiore della Magistratura e di fatto costretto a un lungo esilio professionale dalla Sardegna, approdando prima nella natia Calabria, quindi a Nuoro; tornato a Cagliari negli anni ’90, Bova sarà costretto a una nuova pausa di esilio professionale, a Nuoro, dai contrasti col procuratore capo Franco Melis, che denuncerà anche per abuso d’ufficio. (altro…)
Giuseppe VILLA SANTA
Ormai quasi novantenne, a suo tempo implacabile inquisitore, Giuseppe Villa Santa ha dominato per anni la scena giudiziaria cagliaritana, prima come Procuratore della Repubblica di Cagliari, quindi come Procuratore Generale, fino al pensionamento avvenuto nel 1986.
Considerato il maestro e il principale sostenitore di Luigi Lombardini, si espone non poco nel Caso Manuella, ossia nelle indagini sulla misteriosa scomparsa del giovane avvocato cagliaritano Gianfranco Manuella, che vedrà l’incriminazione e l’arresto di quattro noti avvocati – Aldo Marongiu, Sergio Viana, Giampaolo Secci, Bepi Podda – tutti assolti in dibattimento. (altro…)
IL CASO SCARDELLA: 20 ANNI DOPO NUOVI SCENARI. DA INCUBO.
Una brutta storia di oltre vent’anni fa torna brutalmente d’attualità grazie a un bel libro (“Il caso Scardella. Una storia di Mala Iustitia”) che fa gradevolmente il verso al nostro sito, al battage che ne è stato fatto su molti siti internet antagonisti o vicini agli anarchici, all’incessata iniziativa dei familiari della vittima intesa a scoprire la verità al fatto che il problema è stato ora preso a cuore da molti parlamentari di sinistra, laddove all’epoca dei fatti sembrò esservi invece parecchia disattenzione.
Aldo Scardella, un ragazzo di 25 anni che sbarcava il lunario come poteva, facendo il venditore ambulante, 20 anni fa fu arrestato, sulla base di indizi abbastanza labili – quali un suo berretto ritrovato nei pressi del luogo del delitto, luogo nel quale peraltro egli passava quotidianamente – e fu tenuto per ben sette mesi in isolamento, senza che né il PM né il giudice istruttore lo avessero interrogato, per poi essere trovato impiccato nella sua cella, nel carcere di Buoncammino. (altro…)