Argomento: ARMANDINO CORONA


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C’ERA UNA VOLTA IL QUOTIDIANO DI CAGLIARI

Colui che da oltre tre anni è l’editore de L’UNIONE SARDA, l’esoterico Sergio Zuncheddu, in affari con le potenti Cooperative rosse di Reggio Emilia per il tramite della potentissima Cooperativa Cento di Monserrato, è un uomo che ha enormi debiti di riconoscenza nei confronti della magistratura, non tanto del non crediamo esoterico dottor Carlo Piana, che pure pare non abbia scatenato sulla nuova proprietà del quotidiano cagliaritano lo stesso ambaradan che scatenò sul gruppo Grauso nonostante l’adozione di (leciti) strumenti di organizzazione aziendale in gran parte simili (ad esempio la separazione della testata dal centro stampa), quanto di altri esoterici magistrati che avrebbero chiuso più di un occhio su certe cosette, forse istruendo la Polizia affinché non rispondesse, circa otto anni fa, a qualche domandina, non proprio alla Amadeus, del dottor Agostino Cordova, uno che sulla Massoneria ha fatto troppo baccano, ma qualche cosa losca la ha pure scoperta. (altro…)

CARI “FRATELLI” NON CONTINUATE AD ESSERE COMPLICI!

Chissà se ha fatto bene il Consiglio Superiore della Magistratura, che a dire il vero di cappellate ne prende tante, a stabilire con una sua circolare l’incompatibilità per i magistrati dell’appartenenza alla Massoneria.
Il discutibile provvedimento, che chiuse gli strascichi di una virulenta polemica tra il C.S.M. e l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che contestò la decisione di negare la promozione a un giudice poiché massone, ha come presupposto (o pretesto) formale l’asserita esistenza nella Massoneria di regole di “obbidienza” che condizionerebbero l’imparzialità e l’indipendenza del magistrato, ma in verità è apparso maggiormente ispirato dal timore, tipico della “cultura del sospetto”, che le logge massoniche siano soprattutto ricettacoli del malaffare, e che quindi sia pregiudizievole per un magistrato venirci a contatto; mentre la Massoneria, essendo un sodalizio di persone di alto livello intellettuale, culturale e civile, di gran lunga superiore a quello medio nazionale, vede al suo interno autentici lestofanti, ma anche parecchi tra gli uomini migliori del Paese, il che è valso, a suo tempo, perfino per la loggia P2, sbrigativamente etichettata come associazione sovversiva, qualifica negata dall’autorità giudiziaria. (altro…)

EMANUELE SANNA HA LA CODA DI PAGLIA

Che Emanuele Sanna non sia certo una persona adusa ad agire con la massima trasparenza, e che sia invece un vero e proprio reuccio del complotto da corridoio lo sapevamo e risapevamo da parecchio tempo, visto l’elevato numero di militanti ed ex militanti del PCI/PDS/DS, parliamo di gente onesta e lavoratrice estranea agli oscuri affari delle Cooperative rosse e parimenti ad inciuci con Magistratura Democratica, che di lui ne hanno sempre dette di tutti i colori, dal numero un po’ troppo elevato di gente del partito che dall’oggi al domani entrava stranamente, a fare gli infermieri, all’ospedale Brotzu alla sospetta affiliazione alla Massoneria (per carità, noi non abbiamo niente in contrario, ma ci pare che lo statuto del PDS lo vietasse), voce che, nonostante le smentite di Armandino Corona (e sappiamo quanto certe smentite siano in realtà delle conferme), ci è stata fondatamente confermata da fonte assolutamente autorevole e diretta, che rimanda ai tempi in cui il pediatra di Samugheo era solo un giovane medico qualunque e non faceva neppure politica.
Ma una cosa sono queste voci, sottolineiamo voci, e un altro paio di maniche è se un PM, pur accanitamente innocentista (almeno nei confronti di Carlo Piana, Guido Pani e Gian Giacomo Pisotti) come la dottoressa Marzia Sabella della Procura di Palermo, definisce come “niente affatto cristallina” una vicenda di cui Emanuele Sanna è protagonista principale, ossia quella di come costui si sia adoperato per convincere (o costringere) Nicola Grauso a cedere L’UNIONE SARDA esposta alla spada di Damocle del “controllo giudiziario” ex art. 2409 del Codice Civile richiesto dal suo amico Piana (Sanna ha detto, anche al PM, di non frequentare magistrati, ma noi ci crediamo poco, e abbiamo fondati motivi per dirlo …) in sodalizio col PM ANTIGRAUSO Guido Pani dai segreti d’ufficio prima da Mauro Lissia che in cancelleria, e attivato dal Tribunale civile formato dal comunista Pisotti e dall’incompatibile Amato (confermato in appello da un collegio in cui c’era sicuramente Enrico Dessì, sodale di altro boss del PDS, Andrea Raggio, in una nota fondazione politico-culturale, e forse la Corradini). (altro…)

IL CASO UNIONE SARDA

Tra l’agosto e l’ottobre del 1998, nel periodo immediatamente successivo all’esplosione del <<caso Lombardini>>, vi era all’interno dell’UNIONE SARDA, di cui era editore Nichi Grauso, un già notevole livello di tensione tra il direttore, Antonangelo Liori, e una cospicua parte della redazione, in particolare i giornalisti impegnati nel Comitato di Redazione, tutti vicini al PDS; tale livello di tensione, derivante da profondi e continui contrasti tra il direttore e detti giornalisti circa la linea politico-editoriale del quotidiano, divenne infuocato quando partì dalla redazione un improvvido comunicato di solidarietà col Procuratore di Palermo, Giancarlo Caselli, proprio dopo il suicidio di Luigi Lombardini – circa il quale Grauso stigmatizzò asserite responsabilità dei magistrati palermitani con parole di fuoco-, e quando Antonangelo Liori, contro il parere del <<soviet>> insinuato nella redazione del quotidiano, si trasformò in un vero e proprio tribuno contro gli abusi, oltre che della classe politica regionale, della magistratura cagliaritana e palermitana. (altro…)

Armandino CORONA

Ultraottantenne, originario di Villaputzu, medico ma soprattutto ricco imprenditore con cliniche private e interessi edilizi, nei primi anni ’80, dopo lo scandalo P2, è stato nominato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, avendo svolto un’energica opera di ripulitura della Massoneria dalle deviazioni.
E’ considerato un personaggio di quelli che a Cagliari non si muove foglia senza che lui voglia, e non si sa dire quanto di ciò sia verità e quanto sia invece frutto della grande immaginazione popolare che vi è riguardo alla Massoneria. (altro…)

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Sergio ZUNCHEDDU

Immobiliarista ed editore, nato a Burcei, ma da tempo residente a Milano, è nato imprenditorialmente quale collaboratore di Armandino Corona, ex gran maestro della Massoneria.
Nel settore edilizio, ha collaborato intensamente con le Cooperative Rosse, in particolare per taluni insediamenti a Capoterra. (altro…)

Emanuele SANNA

Nato a Samugheo nel 1943, medico pediatra, è dirigente di spicco del PCI/PDS/DS da almeno 25 anni.
Consigliere comunale di Cagliari nel 1975, nel 1979 viene eletto per la prima volta Consigliere Regionale e nel 1980, nella prima giunta di sinistra della storia della Sardegna, presieduta dal socialista Franco Rais, è assessore alla sanità e realizza l’apertura dell’ospedale <<Brotzu>> di Cagliari. Dal 1984 al 1989 è Presidente del Consiglio Regionale. Semplice consigliere nel 1989, dopo la sconfitta elettorale del PCI, torna in Giunta nel 1991 [presidente il socialista, oggi segretario regionale dei DS, Antonello Cabras] come assessore all’Ambiente, carica detenuta fino al 1994. Non rieletto in Consiglio Regionale nel 1994, diviene segretario regionale del PDS, carica che conserverà fino al 2000, quando, dopo la dura sconfitta del partito alle elezioni provinciali, rassegna le dimissioni. Nel 1999 torna in Consiglio Regionale. (altro…)

FESTA DEL NON LAVORO, MA NON AD AUCHAN

Oggi festa del lavoro, picchettaggio alla Fiat di Melfi, scioperi a gatto selvaggio all’Alitalia, centri commerciali
aperti per la festa del nuovo schiavismo, disoccupazione sempre alle stelle: dove andremo a finire? Certamente chi credeva di risolvere tutti i problemi con la legge Biagi o semplicemente affidandosi alla “mano invisibile” di Adam Smith dimostra di non aver capito niente, e perfino nelle fine della Confindustria c’è chi lo sta capendo, lo capirà ancora di più con un presidente illuminato come Luca Cordero di Montezemolo.

Ripensiamo a quel tragico 11 agosto 1998 e alle reazioni abbastanza veementi di un po’ di esponenti del centrodestra, da Maurizio Gasparri a Ignazio La Russa a Vittorio Sgarbi, oggi del caso Lombardini parla ancora solo Lino Jannuzzi, coerente libertario, e ci viene da pensare: non è che al centrodestra, liquidata la “pratica Caselli” con l’allontanamento dello scomodo magistrato torinese (che ha commesso gravi errori, ma che ha pure enormi meriti storici nella lotta alla mafia) dei nostri dolori non gliene frega più una mazza? Ci mediteremo sopra in occasione delle elezioni. (altro…)

CHI HA UCCISO LOMBARDINI? I SUOI “AMICI”!!!

Sappiamo tutti che Luigi Lombardini, ufficialmente, si è suicidato, e la vulgata più diffusa è che si sarebbe suicidato per il timore del carcere dopo aver conosciuto l’intendimento dei PM palermitani di procedere alla perquisizione del suo ufficio. Tuttavia, chi è addentro alle cose sa bene, anche, che la realtà è molto più complessa di come cronisti e biografi improvvisati ed affrettati l’hanno spesso dipinta.
Dobbiamo partire da un dato di fatto, che va messo in luce al di fuori da ogni ipocrisia: la famigerata “rete” di Lombardini, sia pure non con finalità eversive come ipotizzato da qualche PM di Palermo, esisteva davvero, era formata da un numero impressionante di magistrati, esponenti della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Servizi Segreti, aveva solidi collegamenti con la Massoneria e con gli ambienti della NATO ed aveva un “nocciolo duro” in un mucchio di banditi e terroristi con un piede di qua e uno di la, sempre pronti a fornire valide informazioni e a prestare la propria opera in determinate operazioni, in special modo per la risoluzione di sequestri di persona e per la liberazione degli ostaggi. (altro…)