Argomento: ANTONIO PORCELLA


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1. GLI INIZI

Cagliari è da sempre una città di orientamento politico moderato-conservatore,con elettorato schierato in grande maggioranza con la DC e i partiti minori di centro fino al crollo dei partiti tradizionali seguito a Tangentopoli, quindi coi partiti del Polo delle Libertà [Forza Italia – Alleanza Nazionale], eleggendo da ultimo convintamente, per due legislature, il sindaco Mariano DELOGU, vicino ad AN.
Ritornando nel tempo ai primi anni ’70, i comunisti cagliaritani godevano dipochissimi suffragi [15,3% contro una media nazionale del 28%] ed erano sostanzialmente emarginati dai <<posti di comando>> della città, e nell’ambito del Palazzo di Giustizia vi era un ordine di rapporti di forza analogo a quello esistente in politica, con giudici e PM prevalentemente di centro e di destra [tra l’altro, all’epoca, era considerato di destra anche Carlo Piana, l’attuale procuratore capo che vedremo poi su posizioni stranamente <<progressiste>>]. (altro…)

6. CONSIDERAZIONI FINALI

Al termine della ricostruzione storica che abbiamo tentato di svolgere col massimo di precisione e meticolosità possibile, non possiamo che concludere che una micidiale sinergia tra quella magistratura (oggi dominante in città) di simpatie <<progressiste>> e gli interessi politici ed economici di comunisti e postcomunisti, difesi con le unghie e con i denti, esiste eccome, e si connota come vincolo associativo avente la potenza di una vera e propria macchina bellica, capace di annientare e distruggere chiunque si frapponga a questo assetto di potere: non si vede, altrimenti, come potrebbero essere interpretati avvertimenti come quello fatto nel 1999 a Nichi Grauso da Emanuele Sanna, allora segretario regionale del PDS, che prometteva a Grauso la fine dei suoi guai giudiziari se avesse venduto l’UNIONE SARDA, o ancora come quello dell’assessore regionale all’Industria Mario Pinna, nel 1997, sempre a Nichi Grauso: <<Chi tocca il PDS si spezza i denti>> con corollario per Grauso di noti guai giudiziari. (altro…)

7. APPENDICI

APPENDICE A
COLLOCAZIONE DEI MAGISTRATI IN SERVIZIO AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI CAGLIARI PER SCHIERAMENTO POLITICO-ASSOCIATIVO

MAGISTRATURA DEMOCRATICA: Mauro Mura, sost. proc. Tribunale; Alessandro Pili, sost. proc. Tribunale; Paolo De Angelis, sost. proc. Tribunale; Mario Marchetti, sost. proc. Tribunale; Guido Pani, sost. proc. Tribunale; Alessandro Lener, pres. C. Assise; Francesco Sette, pres. sez. penale; Michele Jacono, pres. sez. penale; Claudio Gatti, giud. sez. penale; Giovanni Massidda, giud. sez. penale; Leonardo Bonsignore, GIP; Giovanni Lavena, GIP; Gian Giacomo Pisotti, pres. sez. civile; M. Teresa Spanu, giud. sez. civile; Anna Cau, giud. sez. civile; M. Cristina Ornano, giud. sez. penale; Maria Sechi, giud. sez. civile; Enrico Dessì, cons. C. Appello; Assunta Brizio, Cons. C. Appello; Lucia La Corte, Cons. C. Appello; Mario Biddau, cons. C. Appello; Fiorella Pilato, cons. C. Appello; Tiziana Marogna, cons. C. Appello; Maria Mura, cons. C. Appello; Fiorentina Buttiglione, cons. C. Appello; Giovanni Dessy, giud. fallim.; Giovanni la Rocca, giud. fallim.; M. Rosaria Marinelli, sost. proc. gen; Antonio Porcella, pres. Tribunale; Mauro Grandesso, giud. sez. lavoro; Alfonso Nurcis, giud. sez. lavoro; Leuzzi, giud. sez. lavoro.
UNITA’ PER LA COSTITUZIONE: Carlo Piana, Proc. Rep. Tribunale; Pietro Corda, Pres. C. Appello; Vittorio Antonini, Proc. Gen.; Giuseppe Pintori, giud. sez. civile; Antonio Onni, cons. C. Appello; Grazia Bagella, giud. sez. civile; Daniela Amato, GIP.
MAGISTRATURA INDIPENDENTE: Angelo Porcu, pres. Trib. Sorveglianza; Gaetano Porcu, sost. proc. Tribunale; Mariano Arca, giud. sez. penale; Massimo Poddighe, giud. sez. penale; Bruno Alfonsi, giud. sez. penale; Salvatore Fundoni, cons. C. Appello; Paolo Zagardo, cons. C. Appello; Gemma Cucca, cons. C. Appello; Simona Lai, cons. C. Appello; Giuseppa Geremia, sost. proc. gen; Lucina Serra, sost. proc. gen.; Sandro Norfo, sost. proc. gen; Antonio Chessa, sost. proc. gen.; Ornella Anedda, giud. sez. lavoro; Angelo Caredda, giud. sez. lavoro.
MOVIMENTI RIUNITI: Ignazio Tamponi, giud. sez. civile; Vincenzo Amato, giud. sez. civile; Daniele Caria, sost. proc. trib.; Rossana Allieri, sost. proc. trib.
N.B.: Dei magistrati non indicati non è nota la posizione politico-associativa (altro…)

DELITTO E CASTIGO: SAREBBE ORA, MINISTRO CASTELLI

Ci fa piacere che il ministro della Giustizia, Castelli ingegner Roberto, dopo un avvio piuttosto incerto abbia finalmente tirato fuori le unghie e, dopo aver richiesto il trasferimento per “incompatibilità ambientale” del Procuratore di Perugia Nicola Miriano, un magistrato che pare avesse alquanto in simpatia gli amministratori locali “rossi” dell’Umbria post-terremoto e che aveva remore a procedere sulla vicenda delle intercettazioni taroccate della Boccassini ai danni di Squillante e Misiani per non dare un dispiacere al buon Gerardo D’Ambrosio, si è rifiutato di controfirmare la delibera del Consiglio Superiore della Magistratura con cui si intende nominare un certo magistrato, di cui ci sfugge il nome, a procuratore capo di Bergamo, nonostante una scandalosa incompatibilità parentale con un fratello, presidente di sezione del tribunale della città orobica.
Forse Castelli sta finalmente inaugurando il ripristino del principio per cui, anche per i magistrati, la legge è uguale per tutti, per cui le sanzioni di natura disciplinare, tendenzialmente dure e vessatorie ma applicando le quali il C.S.M. ha sempre fatto figli e figliastri, si applicano a tutti in modo eguale per comportamenti eguali, quindi ad esempio a Miriano come a Pintus (laddove peraltro gli addebiti, pretestuosi e perfino incostituzionali, mossi al secondo sono un niente rispetto a quanto il primo avrebbe combinato), e che le incompatibilità tra magistrati, e tra magistrati ed avvocati previste dagli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario non si “interpretano”, sono legge e si applicano e basta (temiamo che all’onesto presidente del Tribunale di Cagliari, il comunista Porcella, verrebbe un infarto dopo quanto ha fatto per salvare la faccia del “Palazzaccio” spostando tutti i magistrati incompatibili dal civile al penale, e viceversa, ma omettendo di fare ciò che avrebbe dovuto fare per rispettare la legge, ossia chiedere al C.S.M. di disporne il trasferimento d’ufficio). (altro…)

CONTRO LO SCHIFO DELLE INCOMPATIBILITA’ BATTIAMOCI A COLPI DI “LEGGE CIRAMI”!!!

A quasi quattro anni dalla sua originaria denuncia, ad opera sia de L’UNIONE SARDA – quando era ancora un giornale, e non era ancora tornata la carta con cui i fruttivendoli impacchettano le mele – sia, con un autonomo esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, di Nicola Grauso, il problema, anzi il bubbone, delle incompatibilità di ogni genere dei magistrati cagliaritani, sia quelle di natura parentale tra di loro o con avvocati loro coniugi o congiunti, sia quelle, la cui stessa esistenza giuridica è poco nota alle masse, derivante dal divieto che un magistrato stia in uno stesso ufficio per oltre dieci anni, continua ad essere irrisolto, minando la già non eccelsa credibilità della magistratura della Città del Sole.
I nostri cari giudici e PM sembrano quasi non rendersi conto dello scandalo, dell’estrema inopportunità di una situazione che sarebbe intollerabile in molti altri uffici pubblici, e anche in molte aziende private: ti giri, ti rigiri, e dappertutto vedi parentele, sono tutti imparentati. Come puoi avere fiducia nella giustizia, come puoi non pensar male (col che, come dice Andreotti, si commette peccato ma spesso ci si azzecca) e ritenere malignamente che certe delicate questioni di giustizia vengano trattate e risolte in un’alcova o, meno volgarmente, nel corso di un pranzo familiare? (altro…)

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EMANUELE SANNA HA LA CODA DI PAGLIA

Che Emanuele Sanna non sia certo una persona adusa ad agire con la massima trasparenza, e che sia invece un vero e proprio reuccio del complotto da corridoio lo sapevamo e risapevamo da parecchio tempo, visto l’elevato numero di militanti ed ex militanti del PCI/PDS/DS, parliamo di gente onesta e lavoratrice estranea agli oscuri affari delle Cooperative rosse e parimenti ad inciuci con Magistratura Democratica, che di lui ne hanno sempre dette di tutti i colori, dal numero un po’ troppo elevato di gente del partito che dall’oggi al domani entrava stranamente, a fare gli infermieri, all’ospedale Brotzu alla sospetta affiliazione alla Massoneria (per carità, noi non abbiamo niente in contrario, ma ci pare che lo statuto del PDS lo vietasse), voce che, nonostante le smentite di Armandino Corona (e sappiamo quanto certe smentite siano in realtà delle conferme), ci è stata fondatamente confermata da fonte assolutamente autorevole e diretta, che rimanda ai tempi in cui il pediatra di Samugheo era solo un giovane medico qualunque e non faceva neppure politica.
Ma una cosa sono queste voci, sottolineiamo voci, e un altro paio di maniche è se un PM, pur accanitamente innocentista (almeno nei confronti di Carlo Piana, Guido Pani e Gian Giacomo Pisotti) come la dottoressa Marzia Sabella della Procura di Palermo, definisce come “niente affatto cristallina” una vicenda di cui Emanuele Sanna è protagonista principale, ossia quella di come costui si sia adoperato per convincere (o costringere) Nicola Grauso a cedere L’UNIONE SARDA esposta alla spada di Damocle del “controllo giudiziario” ex art. 2409 del Codice Civile richiesto dal suo amico Piana (Sanna ha detto, anche al PM, di non frequentare magistrati, ma noi ci crediamo poco, e abbiamo fondati motivi per dirlo …) in sodalizio col PM ANTIGRAUSO Guido Pani dai segreti d’ufficio prima da Mauro Lissia che in cancelleria, e attivato dal Tribunale civile formato dal comunista Pisotti e dall’incompatibile Amato (confermato in appello da un collegio in cui c’era sicuramente Enrico Dessì, sodale di altro boss del PDS, Andrea Raggio, in una nota fondazione politico-culturale, e forse la Corradini). (altro…)

IL “CASO CAGLIARI” DEVE APPRODARE IN PARLAMENTO!

Si sa da tempo che la giustizia è ormai una sgangherata macchina allo sfascio, che la maggior parte dei processi penali va in prescrizione, che la giustizia civile è tanto lenta da dare a molti di quelli che vi ricorrono il tempo di passare a miglior vita prima di ottenere sentenza, che i tribunali sono soggiogati dalle prevaricazioni di PM arroganti e dall’atteggiamento di totale non collaborazione di molti avvocati in malafede che pensano solo ai comodacci loro infischiandosene del cliente … è così in tutta Italia, credeteci.
Esiste però una minoranza, temiamo sempre più sparuta, di magistrati coscenziosi che ogni giorno lavorano sodo e in silenzio, senza i riflettori della stampa, nel tentativo di dare a questa sgangherata macchina, che non potrebbe essere raddrizzata appieno se non con radicali riforme, una parvenza di funzionamento. (altro…)

APRILE 1997: LOMBARDINI NON DEVE PASSARE

Un uccellino, tempo addietro, ci ha soffiato nell’orecchio che nella primavera del 1997, precisamente ad aprile, si tenne presso la sede regionale dei DS sardi, a Cagliari, nel quartiere di San Michele (detto “Il Bronx” dai bempensanti della Città del Sole) una riunione strana, molto riservata, riguardo alla quale un’occhiuta sorveglianza faceva si che non vi penetrassero persone estranee, anche se appartenenti al partito di D’Alema, e che meno persone possibili ne sapessero.
Alla riunione presero parte, per quel che si sa, l’avvocato ed ex senatore Francesco Macis, già potentissimo responsabile giustizia del PCI, amico di molti magistrati affiliati a Magistratura Democratica, in primis Enrico Dessì e Antonio Porcella, che diverrà poi, chissà perché, consigliere politico di due ministri della giustizia, uno comunista dichiarato, Diliberto, e l’altro postcomunista, Fassino, e un altro avvocato senatore, in carica, ossia Guido Calvi, tra le massime teste pensanti dei DS nella materia della giustizia e, soprattutto, diretto rappresentante di Massimo D’Alema in quanto suo difensore di fiducia; non mancava, certamente, Emanuele Sanna, il tetro Emanuele Sanna, che all’epoca era segretario regionale dei DS e che, per ammissione di dirigenti diessini anche autorevoli (ad esempio I.A.), era il manovratore di tutte le cose di giustizia con influenza diretta anche presso il Consiglio Superiore della Magistratura, e non è esclusa la partecipazione di alcuni di quei magistrati “rossi” amiconi di Macis. (altro…)

MAGISTRATURA E POLITICA: E’ ORA DI FARE CHIAREZZA!

Non ci sorprende che, ora che abbiamo ricominciato con rinnovata intensità a disvelare certe censurabili magagne della magistratura cagliaritana, qualcuno perda il proprio ritegno e lasci sul nostro guestbook messaggi pieni di insulti, ma su certe cose non si può, non si deve, assolutamente tacere.
E’ davvero singolare sapere che il procuratore della repubblica Carlo Piana, mentre da un lato si fa con foga promotore del famigerato procedimento ex art. 2409 Cod. Civ. che di fatto ha determinato l’estromissione di Nicola Grauso da tutte le sue attività editoriali (tralasciando ben più importanti indagini, come quella su Volpe 132 o vere indagini sul sequestro Melis), dall’altro lato collabora più o meno attivamente, quale membro del “Comitato Scientifico”, con un sodalizio quale la “Fondazione Luca Raggio”, indiscutibilmente di carattere politico, dominato dalla testa ai piedi dall’onorevole Andrea Raggio e dai suoi congiunti, nonché da altri dirigenti DS; ciò quando, chi non è abbastanza distratto dovrebbe saperlo, l’onorevole Raggio, oggi vicepresidente della Fondazione Banco di Sardegna, è tra i dirigenti del partito di Piero Fassino quello più legato al giro delle Cooperative rosse e, in termini di alleanze interne, a Emanuele Sanna, colui che svolse (ne abbiamo già ampiamente parlato) un ruolo tanto improprio quanto attivo nel caso Unione Sarda per il suo partito e in evidente sinergia con parte della magistratura, e il cui massimo referente nazionale è proprio quel Massimo D’Alema, tetro e baffuto ex premier, che a quanto pare non esitò a recepire entusiasticamente la “candidatura” di Piana a procuratore capo sostenuta, in contrasto con quella di Lombardini, dai vertici regionali del PDS e a “girarla” direttamente a Magistratura Democratica e a un politicizzato CSM. (altro…)

TENIAMO DURO!

Nonostante Google, ebbene resistiamo! Le cifre degli accessi al nostro sito continuano ad essere eccellenti, grazie ad Arianna, a Tiscali, a Virgilio e a voi fedeli visitatori che ricordate bene la nostra Url e ci fate ritorno spesso.
Abbiamo saputo che la notizia da noi pubblicata, quella della collaborazione dei dottori Piana e Porcella alla fondazione diessina (o postcomunista) intitolata a Luca Raggio e gestita dal padre Andrea e congiunti, è circolata e ha fatto scalpore; ci auguriamo che faccia analogo scalpore presso chi di dovere, vale a dire il ministro della giustizia (sappiamo che presso il quotidiano del suo partito, La Padania, consultano regolarmente il nostro sito) e il Consiglio Superiore della Magistratura (che pare voler nuovamente approfondire certe storielle di Cagliari). (altro…)

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MISTER RAGGIO LATITA ANCORA

Il sito della Fondazione Luca Raggio è sempre offline, chissà che bisogno c’era di eliminarlo tutto, in fondo, se quello da nascondere era che Carlo Piana e Antonio Porcella facevano parte del loro famoso “Comitato Scientifico”, bastava eliminare o modificare una sola pagina, quella che trovate in copia QUI; e in fondo, quando saranno convocati dal CSM, Piana e Porcella non potranno limitarsi a dire che la loro era una collaborazione del tutto tecnica, scevra da implicazioni politiche, o che comunque il tutto rientra nel loro diritto alla libera manifestazione del pensiero?
Forse il problema è che la dottoressa Marzia Sabella, se rileggerà la propria richiesta di archiviazione sul caso UNIONE SARDA alla luce di questi sviluppi, dovrà capacitarsi dell’inconsistenza delle indagini svolte e soprattutto delle frettolose deduzioni fatte, e rischierà a sua volta di doverne rendere conto in alto loco. (altro…)

GIORNALISMO CORTIGIANO E POTERI OCCULTI

Poco più di una settimana fa, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha confermato la decisione, adottata circa due anni fa dall’Ordine di Palermo e in prima istanza annullata per vizi di procedura, di radiare dall’albo dei giornalisti professionisti Antonangelo Liori, direttore de L’UNIONE SARDA negli anni caldi 1996-1999, oggi direttore del quotidiano “Sardigna.com” e recentemente ammesso all’affidamento in prova ai servizi sociali.
Tale determinazione nei confronti di Liori, gratificato, oltre che da qualche processo per reati comuni, da oltre 110 procedimenti per diffamazione su querele di magistrati, politici e colleghi giornalisti, è stata principalmente cagionata dalle decine di sinceri e polemici editoriali che egli dovette redigere, in quel periodo, per controbattere con l’unica arma di cui si disponeva, la libera manifestazione del pensiero, a un vero e proprio superpotere di politici (perlopiù di sinistra) intriganti, clientelari e spesso corrotti, magistrati poco omologati ai sacri precetti costituzionali di indipendenza e imparzialità e giornalisti – concorrenti, ma soprattutto della stessa UNIONE SARDA – in servizio permanente effettivo quali fiancheggiatori dei suddetti politici e magistrati e, talora, quali confidenti di polizia e Procura, il cui fine non sembrava quello di fare con onestà e correttezza, al meglio, il proprio mestiere, quanto quello di schiacciare chiunque dissentisse, chiunque minasse questi assetti di potere, laddove, oltre a pochi magistrati coraggiosi e davvero indipendenti, nell’occhio del ciclone stava ovviamente Nicola Grauso, e con lui Liori che ne dirigeva il quotidiano. (altro…)

TERRORISTI FUORI DI TESTA …

Singolari questi terroristi iracheni, che liberassero Stefio, Cupertino e Agliana senza fare inutili ricatti, che il popolo italiano è contro la guerra si sa, che Berlusconi debba mantenere un rapporto stretto con Bush per mancanza di alleati in Europa (a parte, paradossalmente, uno come Blair che dovrebbe essere più vicino ai DS) è un altro problema; casomai, che gruppi islamici che erano i primi a dover essere liberati dal tiranno anticlericale Saddam Hussein siano così ostili all’occidente deve far riflettere.

Ascoltando le cronache dall’Iraq di Franco Di Mare, pensiamo che di giornalisti come lui, che non prendono parte per nessuno ma non fanno sconti a nessuno, ce ne vorrebbero molti di più: un raro pezzo di BBC (per giunta senza l’aplomb spesso fastidioso degli inglesi) dentro una Rai dove è combattimento tra galli tra presidente e direttore generale. (altro…)

Luigi COGODI

Classe 1943, originario di S. Basilio, avvocato – che ha sempre esercitato molto poco – ha esordito in politica nel 1975 come consigliere comunale del PCI a Cagliari. Nel 1979 viene eletto nel Consiglio Regionale e confermato nel 1984. Fino al 1989, nelle varie giunte di sinistra presiedute dal sardista Mario Melis, è assessore dapprima all’Urbanistica, quindi al Lavoro.
Nel 1986, in qualità di Assessore all’Urbanistica, blocca un progetto di lottizzazione per costruzione di seconde case da realizzarsi a Capo Ferrato [Teulada] in zona ambientalmente protetta; tra i beneficiari di una delle abitazioni vi è Andrea Raggio, il quale, coalizzato con Emanuele Sanna, la farà <<pagare>> a Cogodi, che verrà trasferito all’assessorato al Lavoro.Agli inizi degli anni ’90, in sempre maggior dissenso con la dirigenza del PCI/PDS, ne fuoriuscirà per fondare un movimento politico-culturale autonomo, Rinascita e Sardismo, per confluire, alfine, in Rifondazione Comunista; per Rifondazione, nel 1998, tornerà in giunta regionale [presidente Palomba] nuovamente come assessore all’Urbanistica. (altro…)

QUEI COMPAGNI CHE REMANO CONTRO SORU

Nel 1994, incazzati neri per l’appoggio di Grauso a Berlusconi, alcuni maggiorenti comunisti pensarono di attuare un’operazione per realizzare un’edizione cagliaritana della NUOVA SARDEGNA coi necrologi di Cagliari, di modo che i compagni non fossero costretti a leggere L’UNIONE SARDA.
Stranamente, oggi che L’UNIONE zuncheddiana appoggia neanche troppo sotterraneamente Mauro Pili a discapito di Renato Soru, i comunisti, ahem i diessini, non s’incazzano neanche un po’, o sperano neanche troppo segretamente che Renato perda e lasci i Sanna, Raggio e compagnia cantante delle Cooperative a gestire il potere al solito modo, anche dall’opposizione, oppure è con Grauso in persona che ce l’hanno, non con la sua linea politica. (altro…)

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FONDAZIONE RAGGIO? DESAPARECIDA!

E’ domenica, e nonostante il weekend, o forse proprio approfittandone, sparisce il sito della fondazione Luca Raggio, digitandone il dominio, http://www.solidiritti.org, compare solo un impossibile visualizzare la pagina, e naturalmente è sparita anche la pagina da noi segnalata, quella sulle Cariche Sociali da cui risulta la partecipazione di Piana e Porcella al “Comitato Scientifico” della fondazione diessina (o postcomunista). Tuttavia, noi di Malaiustitia non siamo nati ieri, e disponiamo di una copia fedele di quella pagina che abbiamo provveduto a salvare per tempo, e che potrete visualizzare cliccando Qui. (altro…)

MAGISTRATI E POLITICI A BRACCETTO

Nonostante si sia sotto Pasqua, segnaliamo prontamente ai nostri visitatori una notizia gravissima e rilevantissima, ossia quella, reperita con una semplice ricerca su GOOGLE ove abbiamo trovato il sito della Fondazione Luca Raggio (fondazione postcomunista gestita dall’onorevole Andrea Raggio e dai suoi congiunti), e abbiamo constatato, dalla pagina relativa alle cariche sociali, che del cosiddetto “Comitato Scientifico” della fondazione fanno parte il presidente del tribunale di Cagliari, Antonio Porcella, e il procuratore della repubblica Carlo Piana. (altro…)

STAVOLTA NIENTE CAMPAGNA ELETTORALE PER I MAGISTRATI

Carlo Piana

In occasione delle elezioni regionali del 1999, la magistratura fece una pesantissima campagna elettorale indiretta per far capire come la pensava: la fece contro Nicola Grauso, soprattutto col procedimento ai sensi dell’art. 2409 del Codice civile inteso a portargli via L’UNIONE SARDA (il che accadde dopo le elezioni, con la formale cessione a Sergio Zuncheddu) e con un’infinità di procedimenti penali, molti perdutisi nei gorghi di un Palazzaccio afflitto da montagne di arretrati, che sicuramente nocquero alle fortune elettorali di Grauso.
Avevano ben capito che in quelle elezioni Grauso era l’ago della bilancia, sapevano che la militanza attiva del Nuovo Movimento era rimpolpata da molti ex validi quadri del vecchio PCI (spesso dell’ala più a sinistra, del vecchio “fronte del no” di Pietro Ingrao) che conoscevano quell’area come le loro tasche e ben sapevano come muoversi, paventavano che Grauso, magari più in odio al centrosinistra di Palomba ed Emanuele Sanna che per amore per Berlusconi, avrebbe potuto portare quelle intelligenze e i relativi voti dalla parte del centrodestra sardo. (altro…)

LA CADUTA DEL REGIME: ZUNCHEDDU E PIANA SEMPRE PIU’ SOLI

La grande, magica vittoria di Renato Soru alle elezioni regionali assomiglia davvero all’inizio di quel cambio di regime che tutti ci attendevamo, a quell’impiego su vasta scala di una ramazza, richiesta, azionata e utilizzata dagli elettori, che fino a ieri si poteva immaginare solo in mano a Fisietto, l’eroe dell’omonimo simpaticissimo fumetto cagliaritano (i cui autori, è facile capirlo, sono filoSoru al 1000 per cento) e che oggi, invece, è una realtà.
Sparisce metà dell’indecente Consiglio regionale uscente, in molti torneranno mesti a fare i lavoretti qualsiasi che facevano prima di darsi alla politica, altri finalmente andranno davvero in pensione, certe componenti politiche deleterie a destra e a sinistra sono letteralmente sparite: dissoltasi in Forza Italia l’ala più vicina alla Massoneria (eccetto, forse, Claudia Lombardo, il cui padre è massone apparso nei famosi elenchi de LA NUOVA SARDEGNA del 1993), bruciati in AN Edoardo Usai ed Emilio Pani, esponenti della combriccola maggiormente fautrice di buon vicinato con certi potentati, nei DS i consiglieri rappresentativi del gruppo Sanna-Raggio assommano appena a due, il bollitissimo segretario Renato Cugini, riempito di merda da Renato Soru che tanto disprezzava, e il presidente di Legacoop Silvio Cherchi, sul quale malignano che la federazione cagliaritana dei DS l’abbia fatta apposta a predisporre una lista oscena, tra l’altro prendendo in giro valide militanti donne piazzandole capilista del nulla e riproponendoci per l’ennesima volta personaggi invisi al popolo e alla base del partito come Carlo Ciotti, per favorirne, evidentemente in base ai diktat di Raggio, l’elezione a tutti i costi. (altro…)

ORA BASTA: PIANA SE NE VADA!!!

La grande vittoria di Renato Soru, alla faccia di quanti lo detestano più a sinistra che a destra, e il crollo della vecchia classe politica che ha coinciso con questo evento epocale per la storia della Sardegna democratica, non deve far dimenticare ai cagliaritani e ai sardi l’esigenza di continuare a lavorare perché, assieme al ramo politico, crollino definitivamente gli altri rami della lobby che negli ultimi cinque anni almeno, ma anche prima, ha paralizzato lo sviluppo civile, economico e sociale della città, ossia il ramo editoriale e quello giudiziario.
Quanto al ramo editoriale, lo abbiamo già detto, esso è rappresentato principalmente da Sergio Zuncheddu, la cui posizione preminente è comunque destinata a durare ben poco, e la cui attuale linea, forse già mutata, di sostegno incondizionato alla lobby dovrà ora fare i conti, specie dopo la batosta elettorale, coi bilanci, essendo destinata inevitabilmente a mutare. (altro…)

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(FLASH) CHI DORME NON PIGLIA RANNO, ORA LA MAGISTRATURA SI SVEGLIA E CHIUDE LA STALLA QUANDO I BUOI SONO SCAPPATI

Un anno abbondante di processo a mezzo stampa, di indiscrezioni continue, di voci incontrollate su indagati eccellenti, e ora la svolta: Gabriella Ranno, l’ex promotrice finanziaria Fideuram da tempo assurta agli “onori” delle cronache per le note vicende degli investimenti vietati degli enti regionali, è stata sbattuta in galera insieme a quelli che sarebbero stati i suoi più rilevanti complici presso l’ARST, Marco Carboni e Carlo Boi.
La svolta, stranamente, arriva ora che al timone della Regione c’è Renato Soru, che ha fatto abbondantemente capire che per lui la moralizzazione della cosa pubblica non è vuoto slogan ma impegno concreto e quotidiano, per cui la magistratura cagliaritana ha forse capito che non poteva cadere nel ridicolo più totale facendosi scavalcare su questo terreno da quel Governatore dalle amicizie tanto sgradite (leggasi Nicola Grauso), lasciando ancora a piede libero la Ranno, nonostante la pesantezza delle accuse nei suoi confronti; improbabile invece che vi siano risvolti politici, dato che nel caso di specie i magistrati che hanno chiesto e ordinato gli arresti, diversamente dai loro rossi capi (Piana e Porcella), sarebbero delle stesse tendenze politiche degli arrestati. (altro…)

QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DER CASO RANNO

Sono molti gli interrogativi che chiunque può porsi sulla vicenda che, come ha detto la stessa Gabriella Ranno, dovrebbe meglio chiamarsi “Vicenda Fideuram”, ma che nel bene e nel male è nota soprattutto col nome di questa donna, molto bella, energica e con una speciale abilità a quanto pare, a intrufolarsi negli ambienti che contano.

Quello più angosciante riguarda, allo stato, se sia vero che nel “pasticciaccio brutto” sia coinvolto un magistrato, in servizio negli uffici giudiziari di Cagliari (come le indiscrezioni sporadicamente apparse su “La Nuova Sardegna”, giornale da qualche tempo non più affiatato come una volta con la Procura cagliaritana, lascerebbero intuire), ovvero se ci si debba fidare dell’annoiata smentita della Procura, non si sa se proveniente dal PM che procede, Giangiacomo Pilia, o dal “capo”, Piana in persona, secondo cui “allo stato” non risulta il coinvolgimento di magistrati. Le indiscrezioni che pervengono a noi farebbero propendere per la prima ipotesi, anche perché il giornalista che avrebbe raccolto l’indiscrezione, per quanto da noi spesso criticato, è persona che il suo mestiere lo sa fare molto bene e che non ha dimestichezza con la censura preventiva delle notizie. (altro…)

PERCHE’ PIANA NON PUO’ ESSERE PROMOSSO

Si sono resi vacanti tutti i vertici degli uffici giudiziari apicali di Cagliari, la Corte di Appello, in virtù delle dimissioni – con un certo anticipo rispetto all’età massima di legge – del dottor Pietro Antioco Corda, e la Procura Generale, in virtù delle dimissioni, per motivi che non possiamo esplicitare in omaggio alla legge sulla privacy, del procuratore generale Vittorio Antonini.
In base alle graduatorie rese note dal CSM, molto approssimative in quanto non indicano punteggi, il dottor Carlo Piana, attuale procuratore della repubblica di Cagliari, risulta primo per entrambi i posti, con maggiore probabilità di successo per la Corte di Appello, mentre per la Procura Generale è in campo la candidatura “pesante” di Claudio Vitalone, magistrato noto soprattutto per il processo infondato subito insieme a Giulio Andreotti per l’omicidio Pecorelli, che è ora consigliere di Cassazione. (altro…)