Argomento: ALESSANDRO PILI


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4. LA GUERRA CONTRO IL PG FRANCESCO PINTUS E LA NOMINA “POLITICA” DI CARLO PIANA

Lo strapotere di Magistratura Democratica all’interno del Palazzo di Giustizia di Cagliari, oltre che dalle sempre crescenti adesioni, è ulteriormente accresciuto, negli anni a cavallo tra il 1993 e il 1994, dalla scissione all’interno della corrente di Magistratura Indipendente, di cui all’epoca era segretario Mario Marchetti, ma il cui leader carismatico era sempre stato considerato Luigi Lombardini.
La scissione fu capeggiata da Paolo De Angelis, il quale, candidato per MI al Consiglio Superiore della Magistratura, clamorosamente invitò gli elettori all’astensione, determinando la perdita di un seggio al CSM per la corrente: all’origine dell’inusitato comportamento di De Angelis, a quanto pare, dissapori con Lombardini. Anche Marchetti, nel 1996, abbandonerà con clamore la corrente, motivando l’abbandono con <<divergenze politiche>>, evidentemente riferite a Lombardini. (altro…)

7. APPENDICI

APPENDICE A
COLLOCAZIONE DEI MAGISTRATI IN SERVIZIO AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI CAGLIARI PER SCHIERAMENTO POLITICO-ASSOCIATIVO

MAGISTRATURA DEMOCRATICA: Mauro Mura, sost. proc. Tribunale; Alessandro Pili, sost. proc. Tribunale; Paolo De Angelis, sost. proc. Tribunale; Mario Marchetti, sost. proc. Tribunale; Guido Pani, sost. proc. Tribunale; Alessandro Lener, pres. C. Assise; Francesco Sette, pres. sez. penale; Michele Jacono, pres. sez. penale; Claudio Gatti, giud. sez. penale; Giovanni Massidda, giud. sez. penale; Leonardo Bonsignore, GIP; Giovanni Lavena, GIP; Gian Giacomo Pisotti, pres. sez. civile; M. Teresa Spanu, giud. sez. civile; Anna Cau, giud. sez. civile; M. Cristina Ornano, giud. sez. penale; Maria Sechi, giud. sez. civile; Enrico Dessì, cons. C. Appello; Assunta Brizio, Cons. C. Appello; Lucia La Corte, Cons. C. Appello; Mario Biddau, cons. C. Appello; Fiorella Pilato, cons. C. Appello; Tiziana Marogna, cons. C. Appello; Maria Mura, cons. C. Appello; Fiorentina Buttiglione, cons. C. Appello; Giovanni Dessy, giud. fallim.; Giovanni la Rocca, giud. fallim.; M. Rosaria Marinelli, sost. proc. gen; Antonio Porcella, pres. Tribunale; Mauro Grandesso, giud. sez. lavoro; Alfonso Nurcis, giud. sez. lavoro; Leuzzi, giud. sez. lavoro.
UNITA’ PER LA COSTITUZIONE: Carlo Piana, Proc. Rep. Tribunale; Pietro Corda, Pres. C. Appello; Vittorio Antonini, Proc. Gen.; Giuseppe Pintori, giud. sez. civile; Antonio Onni, cons. C. Appello; Grazia Bagella, giud. sez. civile; Daniela Amato, GIP.
MAGISTRATURA INDIPENDENTE: Angelo Porcu, pres. Trib. Sorveglianza; Gaetano Porcu, sost. proc. Tribunale; Mariano Arca, giud. sez. penale; Massimo Poddighe, giud. sez. penale; Bruno Alfonsi, giud. sez. penale; Salvatore Fundoni, cons. C. Appello; Paolo Zagardo, cons. C. Appello; Gemma Cucca, cons. C. Appello; Simona Lai, cons. C. Appello; Giuseppa Geremia, sost. proc. gen; Lucina Serra, sost. proc. gen.; Sandro Norfo, sost. proc. gen; Antonio Chessa, sost. proc. gen.; Ornella Anedda, giud. sez. lavoro; Angelo Caredda, giud. sez. lavoro.
MOVIMENTI RIUNITI: Ignazio Tamponi, giud. sez. civile; Vincenzo Amato, giud. sez. civile; Daniele Caria, sost. proc. trib.; Rossana Allieri, sost. proc. trib.
N.B.: Dei magistrati non indicati non è nota la posizione politico-associativa (altro…)

BASTA CON LE CHIACCHIERE: TRASFERIRE D’UFFICIO I GIUDICI INCOMPATIBILI!!!

Non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire, e così sono nella pressoché totalità i magistrati cagliaritani sul problema delle incompatibilità parentali (e di quello, che però ha minor rilievo numerico, delle incompatibilità per permanenza ultradecennale in uno stesso ufficio), sia quelli direttamente e personalmente interessati (sono molti) che talora fanno semplicemente gli gnorri e talora hanno, come la dottoressa Corradini, la faccia tosta di difendersi attaccando e propiziando mozioni di censura nei confronti de L’UNIONE SARDA di Grauso e Liori quando parlava quotidianamente del problema, sia quelli che dal problema sarebbero estranei, ma per il solito sciagurato corporativismo tendono a difendere i colleghi solo in quanto colleghi; e certo non si concorre ad attenuare la loro sordità, se anche l’ordine degli avvocati si occupa del problema solo sporadicamente, magari per interessi individuali, e se LA NUOVA SARDEGNA, organo neanche troppo ufficioso della Procura (pare soprattutto di De Angelis per interposto Mauro Lissia), e l’UNIONE SARDA di oggi, quotidiano che affronta i problemi scottanti semplicemente non parlandone (quando ne parla è solo per “far fuori” gli avversari, come per il presidente Balletto e l’assessore Zirone, avversari di chi sta dietro il buon Zuncheddu), tengono sulla questione un silenzio di tomba.
E del resto, tutto ciò è umanamente comprensibile: credete forse che il dottor Carlo Piana, additato per la sua incompatibilità col figlio Paolo, che per qualche mese è stato addirittura suo sostituto, il dottor Guido Pani, anch’egli in una situazione poco opportuna quanto al suo rapporto con l’ex GIP e attuale presidente di sezione penale Michele Jacono (suo zio, o suo cugino come si è detto al Consiglio Superiore della Magistratura?), il dottor Vincenzo Amato, poco compatibile con la sorella Daniela già giudice di sezione penale e oggi GIP, e il dottor Ignazio Tamponi, cugino di altra giudice civile che non ricordiamo se fosse Maria Sechi (moglie del PM Alessandro Pili) o Donatella Satta, abbiano fatto il diavolo a quattro col famigerato art. 2409 del codice civile, per sfilare via a Nicola Grauso L’UNIONE SARDA rimanendo del tutto asettici rispetto alle brutte figure che il quotidiano allora diretto dal rimpianto Antonangelo Liori faceva fare loro per la storia delle incompatibilità? (altro…)

IL MEMORIALE SEGRETO DI LOMBARDINI

Al Ministero di Grazia e Giustizia

Al Ministro dell’Interno

Per sapere – premesso che
dato lo strapotere acquisito da diverse Procure d’Italia, si sono creati dei veri e propri centri di potere che, in una situazione di totale indipendenza, tendono a strabordare, spesso, i limiti stabiliti dalla stessa legge, con metodi che assumono i toni dell’arroganza e della strafottenza, utilizzando gli enormi poteri che la stessa legge attribuisce ai P.M. per scopi che spesso hanno poco a che fare con la ricerca dei presunti colpevoli e l’accertamento della verità, ma in cui si è costretti a ritenere di trovarsi di fronte a vere e proprie persecuzioni a senso unico, “alla faccia” del principio dell’”obbligatorietà dell’azione penale”, per cui tutte le azioni penali dovrebbero essere esercitate a prescindere da ogni implicazione politica, di parte, di comodo, od altro; ritenuto che esempio evidente e ormai noto palesemente a chiunque si prenda la briga di aprire, suo malgrado, un qualsiasi giornale o un qualunque schermo televisivo, è, fra le altre, la Procura della Repubblica di Milano, i cui componenti, sia come singoli, sia riuniti in “POOL”, paiono ritenersi, ormai, al di sopra di qualsiasi potere, non solo giudiziario, ma anche degli altri riconosciuti dalla Costituzione (vedi quello politico, che trova la sua espressione nel Parlamento, unico organo sovrano nel legiferare), arrogandosi il diritto di “veto” e di aperta contestazione, appunto, nei confronti del Parlamento riguardo a proposte di legge dallo stesso formulate e, per vari motivi, non gradite. Gli stessi componenti tale Procura, nel loro delirio di onnipotenza (qualcuno è giunto al punto di formulare l’intenzione di “voler rivoltare tutta l’Italia come un calzino”) hanno usato del loro potere a proprio, esclusivo, piacimento, intestardendosi nell’aprire un’infinità di inchieste nei confronti di un membro del Parlamento, colpendolo in modo subdolo e, nello stesso tempo, tracotante e proditorio, raggiungendolo, quando era Presidente del Consiglio, con un “avviso di garanzia” (simile ad una freccia, vero e proprio “CORRIERE di morte”, scagliato alle cinque DELLA SERA), mentre presiedeva, a Napoli, quale massimo esponente e rappresentante dell’Italia, un congresso internazionale contro la criminalità, alla presenza dei rappresentanti delle nazioni di gran parte dell’intero pianeta, solo perché appartenente ad una parte politica, evidentemente non gradita dai P.M. di tale Procura, mentre ben altro trattamento (o meglio totale assenza di trattamento) è stato, e continua ad essere, riservato nei riguardi di esponenti della parte politica opposta, evidentemente più “gradita” agli stessi P.M., con una tale singolare diversità di atteggiamento persecutorio, da una parte, e di “riguardo” (se non addirittura “di rispetto”) nei confronti dell’altra parte da non potere balzare evidente agli occhi di tutti. (altro…)

PRIMA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Sezioni Penali
RICHIESTA DI RIMESSIONE
Il sottoscritto,
• Nicola GRAUSO, nato a Cagliari, il 23 aprile 1942, ed ivi residente alla Via Regina Elena, n. 20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina con studio in Roma alla Via Federico Cesi, n. 21, qui nominato suo difensore di fiducia ed incaricato di depositare il presente atto, imputato nel processo penale n. 2317/98 RG NR – 60/99 RG GIP pendente dinanzi al Tribunale di Cagliari, nel quale è coimputato anche:
• Antonangelo LIORI, nato a Desulo, il 1 aprile 1964 e domiciliato presso L’Unione Sarda in Cagliari alla Via Regina Elena, n. 14, e nel quale è persona offesa il:
• dott. Vittorio ALIQUÒ, residente in Palermo alla Via U.Giordano n. 234 ed el. dom. c/o avv. Francesco CRESCIMANNO con studio in Palermo alla Via Dante 69,
propone la seguente richiesta di rimessione.
1. Lo scrivente è da alcuni anni fatto oggetto di una morbosa attenzione da parte della magistratura cagliaritana che ha recentemente su di lui scaricato una pioggia di iniziative giudiziarie la cui inusitata severità sembra essere il segno di quella mancanza di libertà di determinazione che il legislatore pone a fondamento della rimessione del processo per legittima suspicione.
Le ragioni di tale atteggiamento non sono immediatamente individuabili ed il sottoscritto, a tale riguardo, non può far altro che limitarsi a formulare alcune ipotesi ricostruttive che, comunque, appaiono le più verosimili sulla base dei fatti obiettivi che verranno qui spiegati e che comunque, al di là della eziologia, sono dimostrativi del fatto che la “giustizia” nei di lui confronti non sia la stessa che si applica per i comuni cittadini. Il sottoscritto, infatti, si vede destinatario di provvedimenti esemplari che hanno coinciso con l’esercizio, da parte sua, dei diritti di libertà politica e di manifestazione del pensiero questi ultimi esercitati attraverso l’attività editoriale, soprattutto quale socio di riferimento del quotidiano L’Unione Sarda. (altro…)

mostra i 5 titoli successivi

ESPOSTO DI GRAUSO RELATIVAMENTE AL PROCEDIMENTO EX ART. 2409 C.C.

TRIBUNALE PENALE DI PALERMO
Procura della Repubblica – pm. dott. PIGNATONE
M E M O R I A

Il sottoscritto,
 Nicola GRAUSO, nato a Cagliari, il 23 aprile 1942, ed ivi residente alla Via Regina Elena, n.20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina, con studio in Roma alla Via Federico Cesi, n.21 qui nominato suo difensore di fiducia ed incaricato di depositare il presente atto,
espone quanto segue.
1. Lo scrivente è da alcuni anni fatto oggetto di attenzione da parte della magistratura cagliaritana e degli organismi politici locali che hanno recentemente su di lui scaricato una pioggia di iniziative giudiziarie la cui inusitata severità deve essere valutata da Codesta A.G. per accertare se nei fatti esposti siano ravvisabili gli estremi di reato.
Le ragioni di tale subdolo atteggiamento non sono immediatamente individuabili ed il sottoscritto, a tale riguardo, non può far altro che limitarsi a formulare alcune ipotesi ricostruttive che, comunque, appaiono le più verosimili sulla base dei fatti obiettivi che verranno qui spiegati e che hanno coinciso con l’esercizio, da parte sua, dei diritti di libertà politica, di manifestazione del pensiero questi ultimi esercitati attraverso la attività editoriale de L’Unione Sarda nonché dei diritti di libera iniziativa economica.
2. La fondazione di ‘Nuovo Movimento’
In particolare, il sottoscritto intende rappresentare che i fenomeni che si accinge a descrivere si sono verificati in concomitanza con due accadimenti. Anzitutto, con l’iniziativa di creare un nuovo movimento politico con il quale partecipare alle competizioni politiche e, soprattutto, con la sua decisione di candidarsi alle elezioni regionali del 1999 in contrapposizione con gli schieramenti di sinistra fino a quel momento al governo della Sardegna. (altro…)

SECONDA RICHIESTA DI RIMESSIONE DI GRAUSO NEL PROCESSO ALIQUO’

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Sezioni Penali

RICHIESTA DI RIMESSIONE
Il sottoscritto,

  • Nicola GRAUSO, nato a Cagliari il 23 aprile 1949 ed ivi residente alla via Regina Elena n° 20, difeso dall’avv. prof. Carlo Taormina, con studio in Roma alla via Federico Cesi n° 21, qui nominato suo difensore di fiducia, imputato nel processo penale n° 2219/98 RGNR + 2317/98 RGNR – 59/99 + 60/99 RG GIP, attualmente pendente dinanzi alla Corte d’Appello di Cagliari (dinanzi alla quale è stata impugnata la sentenza n° 326 pronunziata in data 26/6/96 dal Tribunale di Cagliari – II sezione Penale),

nel quale è coimputato anche:

  • , nato a Desulo il 1 aprile 1964 e domiciliato presso l’Unione Sarda in Cagliari alla via Regina Elena n° 14

e nel quale è persona offesa il:

  • dott. Vittorio ALIQUO’, residente in Palermo alla via U. Giordano n° 234, ed elettivamente domiciliato c/o avv. Francesco CRESCIMANNO con studio in Palermo alla via Dante 69,

propone la seguente richiesta di rimessione.
1. Il sottoscritto è attualmente imputato dinanzi alla Corte d’Appello di Cagliari, davanti alla quale ha impugnato la sentenza con la quale è stato condannato alla pena di anni uno e mesi otto di reclusione e lire 1.500.000 di multa per il delitto di cui agli artt. 99, 110, 61 n° 10, 596 commi 1, 3 e 4 cod. pen. in relazione all’art. 13 L. 8 febbraio 1948 n°47.
Tale condanna si riferisce ad alcune dichiarazioni che il sottoscritto aveva rilasciato nel corso di una conferenza stampa e riprese da alcuni quotidiani il 12 agosto 1998. In particolare, la frase ritenuta diffamatoria è la seguente: <<si, complimenti veramente a questi … al dottor Caselli, al dottor di Leo soprattutto, straordinaria persona. Complimenti anche al dottor Mura e al dottor Piana. A questi assassini, che son riusciti nell’intento che avevano dopo nove mesi>>
Si precisa, per quanto dovrebbe essere superfluo, che mentre il dottor Caselli ed il dottor Di Leo sono magistrati presso il Tribunale di Palermo, il dottor Mura e il dottor Piana sono rispettivamente Sostituto e Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari..
2. La celebrazione del processo presso l’autorità giudiziaria di Cagliari si appalesa del tutto inopportuna in quanto, a cagione della grave situazione locale, sono esposte a grave rischio la genuinità dell’assunzione delle prove e la loro valutazione.
L’Autorità cagliaritana, infatti, per una serie di situazioni di carattere ambientale, che qui si descrivono, si presenta come sede fortemente condizionata e non in grado di garantire la serenità di giudizio e l’esplicazione dei fondamentali diritti processuali quali presupposti indispensabili ed indefettibili di ogni giusto processo.
3. Mette subito conto di osservare come anzitutto vi sia alla base della presente richiesta di rimessione quella stessa esigenza che è sottesa al disposto dell’art. 11 coc. proc. pen.:nemo judex in causa propria! (altro…)

IL CASO PINTUS

La vicenda di Francesco Pintus è emblematica di come un magistrato serio, animato solamente dall’intento di fare il suo dovere fino in fondo, debba talora, suo malgrado, trasformarsi in un Masaniello, subendo i relativi, inevitabili strali.
Francesco Pintus, di origine sassarese, perviene alla carica di Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Cagliari nel 1992, prendendo il posto di Giovanni Viarengo.
Pintus ha un pedigree che non può non considerarsi di sinistra: tra i fondatori di Magistratura Democratica, è stato anche senatore per una legislatura, in un collegio della Lombardia – risiede a Varese – quale indipendente nelle file del PCI. Tuttavia, dopo il mandato parlamentare, prenderà servizio alla Corte di Cassazione, e sarà assegnato alla Prima Sezione Penale, presieduta da quel Corrado Carnevale diffamato per anni dai teoremi dei comunisti come il <<giudice ammazzasentenze>>, oggi prosciolto da tutte le imputazioni dai Tribunali di Napoli e di Palermo. (altro…)

ALESSANDRO PILI E LE SUE “RELAZIONI PERICOLOSE” CON MONICA ASCHIERI

Alessandro Pili, PM di medio-basso profilo della Procura di Cagliari, nel 1995 intraprese l’azione penale, con relativi arresti, nei confronti di un’asserita banda di spacciatori di droga, nell’ambito della quale i principali imputati erano Monica Aschieri, donna bella e provocante, figlia del noto biologo ed esponente politico del PSDI Luigi Aschieri, e il di lei convivente; anche Luigi Aschieri fu indagato per un’imputazione minore.
Pili, tuttavia, non era certo privo di scheletri nell’armadio quanto alla Aschieri e al giro che questa frequentava; Monica Aschieri fu infatti in grado di produrre una serie di filmati, finora mai pubblicizzati, in cui il magistrato figurava in compagnia sua e di altre donne, in un contesto in cui si faceva uso di cocaina. (altro…)

LE INCOMPATIBILITA’ PARENTALI TRA MAGISTRATI E TRA MAGISTRATI ED AVVOCATI

Nel febbraio 1999 l’UNIONE SARDA, nel quadro della furibonda campagna da tempo condotta dal direttore Antonangelo Liori per stigmatizzare le maggiori malefatte della magistratura cagliaritana, pubblicò, per due giorni di seguito, un corposo elenco di magistrati circa i quali vi era motivo di ritenere la sussistenza di una delle cause di incompatibilità contemplate dagli articoli 18 e 19 dell’ordinamento giudiziario, relativamente alla sussistenza di parentele tra loro, ovvero di parentele con avvocati del Foro di Cagliari.
L’iniziativa suscitò un certo clamore, poiché emergeva che praticamente la metà dei magistrati in servizio nel Palazzo di Giustizia di Cagliari erano potenzialmente incompatibili; anche larghi settori dell’opinione pubblica rimasero sdegnati.
Sulla base di questi dati, un’autonoma iniziativa fu intrapresa nell’ottobre 1999 da Nichi Grauso, che propose al riguardo un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, dopo aver già riportato i suddetti dati tra gli elementi a supporto di una richiesta di rimessione, avanzata in relazione al processo che lo vedeva imputato, a Cagliari, di diffamazione per aver dato dell'<<assassino>> al PM palermitano Vittorio Aliquò. (altro…)

mostra i 3 titoli successivi

MAGISTRATURA DEMOCRATICA

Componente politico-culturale della Magistratura associata fondata all’inizio degli anni ’60 con un programma esplicitamente <<di sinistra>>, tendente in particolare all’adeguamento del modo di esercizio della giurisdizione ai <<valori democratici>>.
Andata avanti con alterne fortune, la corrente, che attualmente detiene 5 seggi su 20 dei componenti togati del Consiglio Superiore della Magistratura, è sempre stata in grado, per il suo attivismo quasi da partito politico, di esercitare un’influenza decisiva sulle più cruciali scelte del CSM e dell’associazione nazionale magistrati. (altro…)

Alessandro PILI

45 anni, originario di Villaputzu, Alessandro Pili esordisce in magistratura come giudice di sorveglianza a Nuoro, dopodiché si trasferisce alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari; PM abbastanza flessibile e comprensivo, non avrebbe un buon rapporto col Procuratore capo Carlo Piana.
Nel 1996, è tra i firmatari dell’esposto, sottoscritto da quasi tutti i magistrati della Procura, contro il Procuratore Generale Francesco Pintus, che determinerà la mancata nomina di questi a Procuratore Generale di Milano. (altro…)

LETTURE PER LE VACANZE: IL CASO DI ALINA

Prima di avviarci definitivamente, segnaliamo ai nostri visitatori, senza al momento prendere una posizione, ma come spunto di approfondimento, la vicenda relativa ad Alina, la bimba cagliaritana la cui madre, Stefania, ha denunciato il padre, A., asserendo violenze sessuali, che è stata, almeno per il momento, risolta dalla magistratura cagliaritana con l’archiviazione della denuncia presentata da Stefania, a quanto pare richiesta dal PM Alessandro Pili, mentre quanto al problema dell’affidamento della piccola dovrà ancora pronunciarsi il Tribunale dei Minorenni.
La vicenda sta destando rumore a Cagliari, e non solo a Cagliari, soprattutto da quando il noto giornalista RAI Pino Scaccia, che ricorderete per le sue cronache dall’Afghanistan e, molto prima, sul sequestro di Farouk Kassam, ha deciso di appoggiare la causa di un comitato spontaneo di persone, raccolta attorno al blog Giustizia per Alina per difendere la causa di Stefania e della bambina, dando ampio spazio alla vicenda e ai suoi sviluppi in uno dei suoi tanti blog ospitati dalla RAI, La Torre di Babele; in particolare chi sostiene le ragioni della giovane mamma critica le decisioni della magistratura perché vi sarebbero dei certificati medici che, ovviamente questo lo dicono loro, dimostrerebbero inoppugnabilmente che, effettivamente, Alina subì delle violenze nell’epoca precisata dalla madre, la quale peraltro, misteriosamente, due giorni dopo aver sporto denuncia sarebbe stata sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio sul presupposto di uno stato mentale confusionale. (altro…)