Argomento: ALESSANDRO CIOTTI
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L’AGENDA DEL NUOVO PROCURATORE CAPO DI CAGLIARI
Dicono che l’ora del cambio della guardia al vertice della Procura di Cagliari si avvicini, e in particolare che il dottor Carlo Piana, che suo malgrado passerà alla cronaca giudiziaria per i suoi silenzi su molte porcherie perpetrate da sostituti della sua Procura e per i suoi ingiustificati accanimenti contro Nicola Grauso e dintorni (pensate se la Legge Cirami ci fosse stata da molto prima …), abbia rinunciato a spiccare il “grande salto” verso Milano, sulla poltrona che tra meno di un mese non sarà più di Gerardo D’Ambrosio, e intenda concludere la sua ottima carriera a Cagliari, puntando alla poltrona di Procuratore Generale, anche se, tra il dire e il fare, c’è il problema della collocazione del dottor Vittorio Antonini, che a Cagliari non vuole rimanerci (riteniamo che sia una persona intelligente e abbia fiutato l’aria da subito) ma che ha difficoltà di collocazione in una posizione adeguata sia in Calabria, dove tutti i posti chiave sono occupati, sia a Roma, dove pare intenda concorrere per l’ambita poltrona di Procuratore Generale ma con una folta concorrenza.
Riteniamo però che il problema in qualche modo prima o poi si risolverà, e che Piana sarà un ottimo procuratore generale se continuerà ad ispirarsi alla filosofia per cui chi non fa niente non sbaglia mai, quella che Francesco Pintus non ha seguito, non accettando di far finta di non vedere errori e abusi dei sostituti della Procura presso il Tribunale, cacciandosi in un sacco di guai. (altro…)
IL CASO CELLINO
Massimo Cellino, presidente del Cagliari Calcio e imprenditore <<di peso>> del settore granario con la società SEM Molini Sardi, nel 1996 fu, con clamore, tratto in arresto unitamente alla sorella Lucina, anch’essa amministratrice della società, per ordine del GIP del Tribunale di Cagliari su richiesta del PM Valerio Cicalò, in relazione a una pretesa maxitruffa di 40 miliardi di lire all’Unione Europea, ritenuta consumata attraverso dichiarazioni di esportazione, dall’Algeria, di quantitativi di grano notevolmente superiori a quelli effettivamente esportati.
Gli arresti fecero scalpore, non solo per lo spessore imprenditoriale di Cellino, ma anche per l’esistenza di possibili, recondite implicazioni politiche, dato che Cellino, avente anche interessi edilizi in alcune aree della città di Cagliari, non aveva esitato a dichiararsi pubblicamente <<di destra>> e simpatizzante per il <<Polo delle Libertà>>, tanto è vero che il suo nome fu uno di quelli presi in esame per la candidatura, per il Polo, a sindaco di Cagliari nel 1994. (altro…)
Massimo CELLINO
Presidente del Cagliari Calcio e azionista di maggioranza e amministratore della SEM Molini Sardi, la società di famiglia che si occupa della commercializzazione di frumento con un giro d’affari di svariati miliardi, Massimo Cellino entrerà nella cronaca giudiziaria nel 1996 quando verrà arrestato insieme alla sorella Lucina, su richiesta del PM Valerio Cicalò, per una pretesa truffa alla UE relativa alla denuncia dell’acquisto di scorte di grano inferiori a quelle effettivamente esistenti; il procedimento nasce, fondamentalmente, dalle stime, ritenute da più parti discutibili, effettuate da un commercialista, Alessandro Ciotti, legatissimo al PDS in quanto figlio di Carlo Ciotti, capo di gabinetto della Giunta Palomba. (altro…)
COMPLOTTO CONTRO MASSIMO CELLINO?
Ricorderete tutti, nella primavera del 1996, l’enorme eco che ebbe il procedimento penale, seguito dal PM Valerio Cicalò, che condusse al clamoroso arresto di Massimo Cellino, presidente del Cagliari calcio, e di sua sorella Lucina, per un’ipotesi di truffa aggravata all’AIMA addebitata a Cellino per la sua posizione di amministratore della SEM Molini Sardi, laddove si adombrò che, per ammontari di diversi miliardi, Cellino avrebbe denunciato stoccaggi di grano in quantità ben inferiore a quella effettiva per conseguire comunque i contributi AIMA.
Cellino fu difeso con grinta dall’avvocato Rodolfo Meloni, consigliere del Cagliari calcio, il quale contestò la sussistenza di un sacco di irregolarità, tra le quali pare spiccasse la retrodatazione dell’iscrizione della notitia criminis nell’apposito registro; ed invero, pare che sulle scorte granarie della SEM fossero state compiute indagini riservate e irrituali ben prima che il nome di Cellino fosse iscritto nel registro delle notizie di reato. (altro…)