Argomento: AGOSTINO MALLOCCI


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ANCORA CON STA ZONA GRIGIA … GIU’ LE MANI DA LOMBARDINI!!!

Giampaolo Cassitta, educatore carcerario, ha dato alle stampe un ennesimo libro in tema di sequestri di persona, noiosamente intitolato “La zona grigia”, con cui tenta di fornire una propria personale riscrittura, con riferimento sia alle indagini che al processo giudiziario, del sequestro, perpetrato quasi 30 anni fa, dell’ingegnere della Ferrari Giancarlo Bussi, per il quale furono imputati e condannati un “pezzo grosso” della malavita ogliastrina, Piero Piras, ma anche un anonimo allevatore di Sinnai, Agostino Mallocci, la cui posizione l’autore esamina da vicino col radicato convincimento della sua innocenza.
Fin qui niente di nuovo, l’errore giudiziario è sempre in agguato, e seppur le sentenze di massima vadano rispettate è lecito porsi dei dubbi, tuttavia, già dal titolo del libro, pare evidente come si pongano in correlazione le sorti di Mallocci coi metodi adoperati quale giudice istruttore da Luigi Lombardini, con tanto di allusioni, ovviamente, alla “zona grigia” in cui questi avrebbe operato. Bene ha fatto il giudice Mariano Brianda, un magistrato certamente non amico di Lombardini, a ricordare a Cassitta, in occasione di una presentazione pubblica del libro, come la posizione di Agostino Mallocci sia stata vagliata nel corso di tre gradi di giudizio, il che non è garanzia assoluta che giustizia sia stata fatta, ma spiega bene come l’attribuire a senso unico la malasorte del condannato a Lombardini sia fallace, se si pensi, ad esempio, che il giudice estensore della sentenza con cui fu definito in primo grado il maxiprocesso in cui furono vagliate anche le vicende del rapimento Bussi fu il dottor Francesco Sette, altro giudice di sinistra, come il dottor Brianda, lontano per metodi ed idee da Lombardini e non sospettabile di condiscendenza nei suoi confronti. (altro…)

GADDONE E MELIS: DUE INNOCENTI?

Tra le tante storie non concluse di cui Luigi Lombardini, prima dei tragici eventi di quel maledetto 11 agosto 1998, si stava occupando, c’è quella relativa a due giovani allevatori della provincia di Nuoro, Giovanni Gaddone da Loculi e Pietro Paolo Melis da Mamoiada, sepolti in galera da separate sentenze di condanna a 30 anni di reclusione per il sequestro e l’omicidio di Vanna Licheri.
Anonimi allevatori, proprio come quell’Agostino Mallocci la cui causa viene tanto energicamente perorata da Giampaolo Cassitta nel libro “La zona grigia”, e che però non condividono con questi la sorte di essere stato, peraltro secondo le vedute del Cassitta di cui egli risponde, accusato ingiustamente in base a un “romanzo” o un “teorema” di Lombardini: ebbero invece la sorte di essere accusati e condannati, forse ingiustamente, da giudici ed inquirenti che di Lombardini erano nemici, e di avere avuto proprio Lombardini quale massimo peroratore, sia pure coi suoi metodi, della loro innocenza. (altro…)