Argomento: AEROPORTO DI FENOSU


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VOLPE 132: UN’ALTRA VERGOGNA DELLA GIUSTIZIA CAGLIARITANA

Nella notte tra il 3 e il 4 marzo 1994, un elicottero della Guardia di Finanza, sigla Volpe 132, con a bordo due bravissimi elicotteristi, Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda, era in volo sopra il braccio di mare tra Capo Carbonara e Feraxi, rovinava misteriosamente in mare, disintegrandosi; ovviamente, i piloti rimasero dispersi.
L’elicottero pare fosse impegnato in un ordinario servizio di pattugliamento, allorquando ebbe a imbattersi in una nave sospetta, tipo mercantile, che navigava misteriosamente sottocosta, sulla quale vi era il forte dubbio che stesse trasportando armi verso un qualche paese arabo.
Ed effettivamente, gli addetti ai lavori ben sapevano che da ambedue i flussi di trasporti marittimi di armi clandestine del Mediterraneo, quello che partiva dalla Spagna e quello che partiva da La Spezia, la Sardegna era prediletta, come terra da navigare comodamente sottocosta, in direzione dell’Algeria e della Libia, senza il rischio di navigare in mare aperto imbattendosi, magari, in qualche nave da guerra americana o francese, ben poco propense, specie queste ultime, nei confronti di chi portava armi a Gheddafi o agli integralisti algerini. (altro…)

LE PROVE DELL’INNOCENZA DI CELLINO?

Nel luglio 1994, due mesi dopo che Massimo Cellino era stato arrestato, su richiesta del PM Valerio Cicalò, per pretesa truffa all’AIMA consistita nella denuncia, ai fini dei contributi all’agricoltura dell’Unione Europea, di quantitativi di grano superiori a quelli effettivi, accadde nei pressi di Algeri il misterioso episodio relativo alla motonave “Lucina”, usualmente noleggiata da Cellino per i trasporti di semola di grano, ma di proprietà di un armatore napoletano e con l’equipaggio quasi interamente campano, che fu trovata presso il porto di Jenjen con a bordo sette marinai sgozzati.
In merito a questo episodio, sul quale subito Cellino colse la palla al balzo per affermare che, contrariamente a quanto asserito dagli inquirenti, in Algeria ci andava veramente – la Guardia di Finanza aveva insinuato che taluni viaggi erano stati simulati – la versione ufficiale delle autorità algerine fu che vi era stata nella nave un’incursione di integralisti islamici, che intendevano artificiosamente inasprire i rapporti tra il governo laico algerino (già sotto tiro per i metodi non ortodossi impiegati nella lotta agli integralisti) e l’Italia. (altro…)

VIETATO PARLARE DI VOLPE 132

Ormai è assodato, a Cagliari vi sono schiere di giudici, PM, avvocati e faccendieri di varia umanità che sono disposti a fare le umane e le divine cose, comprese gravi irregolarità processuali e deontologiche, affinché della vicenda Volpe 132, quel caso intricato di cui vi abbiamo più volte parlato dell’abbattimento dell’omonimo elicottero Agusta A 109 della Guardia di Finanza in quel di Capo Ferrato nel marzo 1994, non si parli assolutamente, non tanto sulla carta stampata, quanto su quella bollata – leggasi nei procedimenti penali, e nei processi veri e propri – e possibilmente si intimidiscano coloro che ne sanno qualcosa o vogliono far luce.
Ricapitolando:
1) un teste esterno (non il “pentito” Zirottu) quale il pescatore Utzeri di Feraxi nota una nave identica al “Lucina”, la nave cargo all’epoca adoperata dalla SEM Molini Sardi per i propri trasporti di granaglie e semolino, nei pressi della zona presidiata dal cielo da Volpe 132, un istante prima che si notasse in cielo un forte bagliore seguito dalla scomparsa dell’elicottero;
2) le inchieste sia della Procura Militare, sia della Procura di Cagliari intese a fare piena luce sull’episodio partono stancamente e presto si arenano, e pesanti “zone d’ombra” impediscono l’accertamento della verità come la sparizione dei tracciati radar che comproverebbero i movimenti di Volpe 132, che per mesi, anzi per anni, da parte militare si voleva abbattuto a Capo Carbonara anziché, come sarà poi comprovato, a Capo Ferrato; (altro…)

VOLPE 132: VADEMECUM PER CHI VUOLE (DAVVERO) INDAGARE

Armi cinesi per ammazzare il sostituto di punta della DDA di Reggio Calabria. Kalashnikov speciali, in dotazione all’esercito cinese. Bazooka, in grado di perforare come burro un’auto blindata. E ancora: gas nervino, gelosamente custodito da un personaggio misterioso a quanto pare legato alla CIA. E inoltre: rifiuti tossici di ogni tipo, tanto clandestinamente quanto liberamente passanti per il porto di Gioia Tauro, in attesa di essere comodamente stoccati negli accoglienti siti della Somala, con affari d’oro per i “signori della guerra” e per le mafie.
Dove stava davvero andando la nave, secondo i testimoni oculari quasi certamente la motonave “Lucina”, che la notte del 2 marzo 1994 fu intercettata nel braccio di mare di Capo Ferrato dall’elicottero della Guardia di Finanza Agusta A 109 “Volpe 132”, pilotato dai valenti piloti Gianfranco Deriu e Maurizio Sedda, prima di scomparire misteriosamente nel cielo? (altro…)

QUEI DOCUMENTI CHE FANNO TREMARE CAGLIARI

Era all’incirca la fine del luglio 1998, quando Luigi Lombardini, preavvertendo che in ogni caso dopo il suo previsto interrogatorio da parte dei magistrati di Palermo niente sarebbe stato come prima, decise che doveva “chiedere perdono” relativamente a un grosso peccato della propria “rete”, legata mani e piedi a Gladio, che, pur essendo stata un’organizzazione che sostanzialmente perseguiva finalità di giustizia, peccati sulla coscienza ne aveva eccome.
Non poteva, Lombardini, chiedere perdono allo Stato, che nella vicenda era coinvolto fino al collo, e allora pensò di chiederlo a Dio, recandosi faticosamente, in compagnia di una persona a lui cara, sulla cima del monte Arcuentu, da padre Lorenzo, un eremita di cui poteva fidarsi. (altro…)

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VOLPE 132: PICCOLI PASSI VERSO LA VERITA’

Sono filtrate nuove indiscrezioni, da fonte di assoluta attendibilità, circa i retroscena della sparizione dell'”elicottero gemello” che permise, probabilmente, il più mostruoso depistaggio delle indagini sulla vicenda Volpe 132.
Una nostra fonte di assoluta affidabilità ha contribuito a farci disvelare meglio il “bandolo della matassa” di questa vicenda che, lo si ricorderà, riguardò il misterioso furto nell’aeroporto oristanese di Fenosu di un elicottero Agusta A 109 identico a quello sul quale volavano gli elicotteristi della GdF Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda la notte del 2 marzo 1994, poi ritrovato nei pressi di Quartu Sant’Elena privo di alcuni pezzi, a quanto pare calati nel braccio di mare presso Capo Carbonara per far credere che l’elicottero fosse scomparso in quel punto anziché, come poi si appurerà con prova testimoniale, presso Capo Ferrato – Feraxi. (altro…)

LO STRANO INCIDENTE DEL DOTTOR BASILONE

In molti ricorderanno il dottor Walter Basilone, stimatissimo magistrato a lungo PM a Cagliari molto impegnato sul fronte dell’antiterrorismo e successivamente procuratore capo di Oristano, tragicamente scomparso in un incidente stradale nel febbraio 1998.
Persone che furono vicine al defunto magistrato, da tempo, nutrono sospetti su quanto realmente accaduto, ossia lo scontro frontale sulla strada provinciale Ussaramanna – Villamar, all’altezza del bivio per Siddi, dell’utilitaria guidata dal dottor Basilone (con a bordo la moglie e un amico notaio laziale con la sua consorte) con altra utilitaria avente a bordo due ragazze di Samugheo, in una giornata piuttosto piovosa. (altro…)