36 anni, di Desulo, grande cultore delle tradizioni profonde della Sardegna oltre che giornalista, nel 1994 viene nominato dall’allora editore Nichi Grauso alla direzione dell’UNIONE SARDA, ad appena trent’anni, onde imprimere una svolta al quotidiano cagliaritano.
Sotto la direzione di Liori, L’UNIONE SARDA terrà un atteggiamento maggiormente critico nei confronti della sinistra al governo della Regione Sarda e promuoverà numerose campagne di stampa contro gli sprechi e i privilegi all’interno della Regione stessa, non poco fastidiose per il Palazzo. Particolarmente preso di mira sarà il Presidente della Regione, Federico Palomba, ma anche altri politici quali l’allora assessore all’Urbanistica Benedetto Ballero. Al contempo, Liori assumerà cariche amministrative in ARBATAX 2000, società creata da Nichi Grauso per rilanciare la Cartiera di Arbatax.
L’esplosione del <<caso Lombardini>>, col coinvolgimento dell’editore dell’UNIONE SARDA Nichi Grauso in un incredibile procedimento penale per estorsione nei confronti del padre di Silvia Melis e col tragico suicidio di Luigi Lombardini dell’11 agosto 1998, porteranno Antonangelo Liori, in sintonia con Nichi Grauso, a trasformarsi in un vero e proprio tribuno a denuncia degli abusi della magistratura palermitana e cagliaritana e soprattutto delle commistioni politiche e parentali all’interno del Palazzo di Giustizia di Cagliari; particolarmente sferzante sarà la denuncia inerente alle continue rivelazioni di segreti d’ufficio e all’esistenza nel Palazzo cagliaritano di ben 19 casi di incompatibilità per parentele tra giudici o di giudici con avvocati.
L’attivismo di Liori sarà causa di guai giudiziari notevoli, con l’apertura nei suoi confronti di 110 procedimenti penali per diffamazione a mezzo stampa, promossi perlopiù da politici [dall’ex Presidente della Regione Palomba ai deputati diessini Attili, Carboni e Dedoni] ma anche da giornalisti [come il cronista della NUOVA SARDEGNA Mauro Lissia] e magistrati [come l’ex procuratore capo di Cagliari Franco Melis]; Liori sarà imputato anche di truffa alla UE per la gestione dell’impresa STARPLANT, di bancarotta in relazione al fallimento di ARBATAX 2000 e finanche di offesa all’onore del Presidente della Repubblica [all’epoca Oscar Luigi Scalfaro].
I giudici cagliaritani hanno affrontato i procedimenti penali nei confronti di Antonangelo Liori con accanimento degno di miglior causa e denotante una notevole dose di prevenzione politica, negativa nei confronti di Liori, positiva nei confronti dei suoi avversari: dapprima Liori è stato condannato a un anno e due mesi di reclusione senza condizionale per un innocuo editoriale che sfotteva il presidente Palomba per la sua scorta formata da guardie forestali, quindi a un anno e sette mesi per offese al giudice palermitano Aliquò;, in qualità di direttore responsabile, quindi, nell’ambito di svariati altri procedimenti, sempre alla pena della reclusione senza condizionale.
L’esposizione a querele per diffamazione è un rischio del mestiere per ogni giornalista, ma nel caso di Antonangelo Liori si applica sistematicamente un trattamento degno dei peggiori delinquenti, laddove di regola per la diffamazione a mezzo stampa si sogliono infliggere pene pecuniarie.
Liori è stato <<bastonato>> anche dall’Ordine dei Giornalisti di Palermo – divenuto competente – che ne ha disposto la radiazione dall’ordine dei giornalisti per varie incolpazioni, tra cui le sue dure prese di posizione nei confronti di giornalisti appartenenti ai Sindacati di categoria e al Comitato di Redazione dell’UNIONE SARDA, nonché nei confronti delle forze dell’ordine che indagavano sul sequestro Melis; a seguito di ricorso, l’esecutività del provvedimento è stata provvisoriamente sospesa, e recentissimamente il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha annullato il provvedimento adottato contro Liori per violazione del diritto alla difesa.
Antonangelo Liori ha tentato anche la strada politica: nel 1999 si è candidato alle elezioni europee per l’UDEUR e a quelle regionali per il NUOVO MOVIMENTO, e altresì nel 2000 alle elezioni suppletive per il collegio dell’Ogliastra della Camera dei Deputati nelle file del Polo. In tutti i casi non è stato eletto.
Le ultime, invero stravaganti notizie che giungono dal palazzo di giustizia cagliaritano nei confronti di Liori lo danno addirittura indagato quale presunto “mandante” della sanguinosa rapina alla Banca di Sassari di Piazza Garibaldi, a Cagliari, commessa da tre desulesi con uno dei quali Liori, compaesano, avrebbe avuto contatti telefonici. Una telefonata allunga la vita e, secondo il dottor Moi, a quanto pare può anche far vincere un piacevole soggiorno presso il Residence Buoncammino ….
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