Il dottor Piero Corda, presidente della Corte d’Appello di Cagliari, ha diffuso una nota con cui precisa, in relazione alle lamentele dei deputati Piergiorgio Massidda e Michele Cossa, che costoro erano stati, contrariamente a quanto da essi sostenuto, regolarmente invitati alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.
Il presidente Corda è persona corretta e gli crediamo, si sarà trattato di un disguido postale. Tuttavia non si può non constatare come alla cerimonia facessero ben mostra di sé l’esponente dei Democratici, Carlo Dore, e addirittura una “delegazione” dei DS, composta dal segretario federale professor Giorgio Caredda, dal giovane avvocato Antonio Avino Murgia, segretario di quella sezione “Berlinguer” erede della gloriosa sezione “Lenin” un tempo frequentata da tanti magistrati, da Mauro Mura a Fiorella Pilato, soprattutto a Emanuele Sanna, detto “Il Mandarino”, ex segretario regionale del partito e amicone da sempre del procuratore capo di Cagliari Carlo Piana, nonché protagonista, seppur non indagato, nella vicenda relativa alle iniziative che portarono a strappare L’UNIONE SARDA dal controllo di Nicola Grauso.
Emanuele Sanna, che forse è stato invitato oralmente da qualcuno che potete ben immaginare, o ha semplicemente letto il giornale ed è andato al Palazzaccio senza formalizzarsi troppo, sabato scorso ostentava la sua presenza quasi fosse lui il padrone del Palazzo, a benedire questa magistratura cagliaritana il cui grado di delegittimazione continua a permanere allo Zenit; non è stata una bella scena, considerato che il signor Emanuele Sanna è uno del quale la PM di Palermo, Marzia Sabella, ha detto che ha esercitato, nel contesto dell’affaire UNIONE SARDA, un ruolo equivoco in una vicenda per nulla cristallina, ma temiamo che ciò la dica lunga sul degrado morale, oltre che professionale, di questa magistratura cagliaritana che ha tollerato, e anzi forse gradito, il pacchiano e inopportuno esibizionismo del Sanna.
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