13 05 2004 - ANCORA UNA VOLTA AVEVAMO RAGIONE: IL GIP RIAPRE IL CASO VOLPE 132

Non ce l’aspettavamo così presto, ma evidentemente le cose che scriviamo, alle volte, vengono ritenute avere un fondamento di serietà, anche dalla magistratura.
Il GIP presso il Tribunale di Cagliari, Giovanni Lavena, accogliendo un’istanza dell’avvocato Carmelino Fenudi, difensore di parte offesa dei familiari di Gianfranco Deriu e Fabrizio Sedda, i piloti elicotteristi della Guardia di Finanza scomparsi il 3 marzo 1994 con la misteriosa caduta dell’elicottero “Volpe 132”, pare impegnato in un servizio di inseguimento per via aerea nei confronti di una nave che trasportava armi, ha riaperto clamorosamente l’inchiesta, da anni arenata nelle sabbie e nelle nebbie sia della Procura ordinaria di Cagliari che della Procura militare, dando al PM Guido Pani sei mesi di tempo per svolgere indagini esaustive, dettagliatamente indicate.

In particolare, il PM dovrà verificare i tracciati radar dell’elicottero, periziare i frammenti di elicottero trovati a Capo Carbonara per appurare se vi siano tracce di esplosivo, chiarire la vicenda dell'”elicottero gemello” scomparso a Oristano da cui probabilmente provenivano i suddetti frammenti utilizzati per depistare le indagini; insomma, fare un po’ tutte le indagini che in precedenza, per negligenza o per eccessiva cautela, non erano state fatte.
A quanto pare, la determinazione di riaprire l’inchiesta è scaturita dal dubbio sull’esistenza di una pista interna alla Guardia di Finanza, segnatamente da talune accuse di “pentiti” al tenente colonnello Roberto Vernesoni nel processo che lo vede imputato per vicende legate alla gestione dell’antidroga, tuttavia, intorno alla fondatezza di tale fonte d’accusa, bisogna andarci molto cauti, dato che vi sono ben seri motivi per ritenere che in quel processo vi siano ben precisi inquinamenti di criminalità organizzata, e precisamente di soggetti legati alla ‘ndrangheta calabrese, certo infastidita dall’alacre attività svolta da Vernesoni nella lotta al narcotraffico con particolare riferimento ai circondari di Guspini e Villacidro.
Comunque sia, si prospetta ora l’espletamento di indagini serie ed esaustive, e ben venga; non possiamo comunque non notare la stretta conseguenza temporale tra la nostra recente denuncia sullo strisciante insabbiamento della vicenda Volpe 132 e il riattivarsi sulla stessa della magistratura, laddove evidentemente, anche per questa, quello che segnaliamo non è sempre raglio d’asino, bensì iniziativa da prendere sul serio. Ne siamo molto lieti.