ALTRI PROCEDIMENTI PENALI A CARICO DI NICHI GRAUSO

Come già detto in altra parte del sito [cliccare QUI] Nichi Grauso, oltre a quello famosissimo di estorsione nell’ambito del <<caso Lombardini>> – di cui parleremo diffusamente nell’apposito capitolo – è stato sottoposto dalla magistratura cagliaritana, successivamente alle sue violente proteste relative al suicidio di Lombardini e al ruolo politico di essa magistratura, a numerosi altri procedimenti penali; il tutto pare a chi scrive pienamente conforme a uno squallido uso politico della giustizia, se si pensa che Grauso, prima di entrare in politica col NUOVO MOVIMENTO e prima di sollevare la questione Lombardini, aveva avuto solamente due condanne per oltraggio, rimanendo in ogni caso estraneo a vicende giudiziarie relative alla sua attività imprenditoriale.
Ricordiamo, di seguito, le principali disavventure giudiziarie di Nichi Grauso, nate dopo il <<caso Lombardini>>:
1. Procedimento per diffamazione, su querela del PM palermitano Vittorio Aliquò, per aver dato a costui [unitamente a Caselli, Di Leo, Mura e Piana] dell’assassino, a caldo, subito dopo il suicidio di Lombardini.
La magistratura cagliaritana ha conosciuto di questo procedimento, contrastando con l’intera prassi vigente in tema di processi per diffamazione, con estrema celerità e severità: si è pervenuti al rinvio a giudizio dopo appena 48 giorni dall’iscrizione della notizia di reati nell’apposito registro, e a Grauso è stata inflitta una condanna estremamente severa: un anno e otto mesi di reclusione in primo grado [presidente Lener, PM De Angelis], confermata in appello.
Con due diverse istanze, proposte dall’avvocato Carlo Taormina, Nichi Grauso ha sollevato davanti alla Corte di Cassazione questione di legitima suspicione quanto alla serenità della magistratura cagliaritana a conoscere di un procedimento penale a lui relativo, sia avuto riguardo all’oggetto del processo relativo ad offese pronunciate anche nei confronti di PM di Cagliari, sia, soprattutto, avuto riguardo al grave clima di contrapposizione instauratosi tra Grauso e pressoché l’intero corpo giudiziario cagliaritano.
2. Procedimento per intercettazioni abusive aperto a carico di Grauso e del giornalista dell’UNIONE SARDA Claudio Cugusi – ora all’ufficio stampa del Consiglio Regionale – dal PM Guido Pani, sulla base di indiscrezioni riportate sul quotidiano sassarese LA NUOVA SARDEGNA, e poi confermate al suddetto PM, dal cronista di detto quotidiano Mauro Lissia, amico di Paolo De Angelis e autore di numerosi articoli di contenuto infamante sia su Grauso che sul <<caso Lombardini>>. Singolare, in questa occasione, il fatto che Claudio Cugusi risulti aver ricevuto l’avviso di garanzia nel mese di ottobre, ossia diversi giorni dopo la pubblicazione della notizia dell’avvio dell’inchiesta, da parte di Lissia, sulla NUOVA SARDEGNA [20 settembre 1998].
Nell’occasione, il giornalista dell’UNIONE SARDA Giancarlo Ghirra, consigliere regionale del PDS durante la legislatura dal 1994 al 1999, ha asserito di aver subito intercettazioni delle sue conversazioni al telefono cellulare; da rilevare che Ghirra è nemico giurato di Nichi Grauso, il quale ne aveva ordinato il licenziamento per attività sleali nei confronti dell’UNIONE SARDA, allorquando Ghirra chiese e ottenne dalla Giunta Regionale la cessazione della pubblicazione della pubblicità istituzionale sull’UNIONE SARDA, come ritorsione per la linea politica del quotidiano.
3. Procedimento penale per diffamazione su querela del già citato Mauro Lissia, tacciato da Nichi Grauso di essere un <<frillo>> in relazione alle affermazioni da lui fatte sulle presunte intercettazioni clandestine. Grauso è stato condannato a una pena pecuniaria.
4. Procedimento per false fatturazioni avviato dal PM Guido Pani, relativamente a una serie di fatture emesse da Nichi Grauso a carico delle società già da lui controllate – L’UNIONE SARDA, VIDEOLINA, RADIOLINA – a titolo di compenso per il suo contributo imprenditoriale e di consulenza. Il PM Pani ritiene tali fatture emesse non in corrispondenza di prestazioni effettivamente avvenute.
Del procedimento per bancarotta fraudolenta relativo al fallimento di ARBATAX 2000 si è già detto nell’apposito capitolo, come in apposito capitolo si tratterà dell’inchiesta sui voti comprati in Consiglio Regionale e, ovviamente, dell’inchiesta per estorsione relativa al <<caso Lombardini>>.
Non è peraltro mancato il contrattacco di Grauso, rappresentato dalla presentazione alla Procura di Palermo, per il tramite dell’avvocato Carlo Taormina, di un esposto contro vari magistrati e personaggi cagliaritani, in primis Piana, Pani e Pisotti, in relazione alla vicenda del “controllo giudiziario” su L’UNIONE SARDA e altre storie connesse; nel dicembre 2002 il PM di Palermo Marzia Sabella ha chiesto l’archiviazione, alla quale Grauso ha formulato opposizione. Staremo a vedere come andrà a finire …