Giovane giudice di sorveglianza a Cagliari, tra il 1997 e il 1998 entra in rapporti con Luigi Lombardini, con cui instaura una solida intesa di amicizia e di scambio di consigli.
Dopo il suicidio di Lombardini, difende a spada tratta il collega contro i magistrati della Procura di Cagliari e avvia accertamenti circa la veridicità o meno delle asserzioni postume del magistrato suicida, secondo cui il sequestro Melis sarebbe stato risolto attraverso <<interventi sotterranei dello Stato>> grazie alla mediazione del detenuto Mario Fortunato Piras.
Scampato a un misterioso tentativo di uccisione, in cui sarebbero stati coinvolti anche elementi appartenenti alla Polizia, Rilla viene sottoposto a vari procedimenti disciplinari a seguito di un’azione, di intento chiaramente vendicativo, predisposta dal capo di Magistratura Democratica Enrico Dessì, dal sostituto procuratore Mario Marchetti – nemico acerrimo di Lombardini – e dal capo della squadra mobile Maria Rosaria Maiorino.
Rimasto per ben due anni in aspettativa per motivi di salute (due anni di vero e proprio mobbing), nel settembre 2001 Alberto Rilla ha dovuto prendere servizio presso il Tribunale di Reggio Calabria, dato che il CSM ha voluto confermare un trasferimento deliberato due anni fa forse decaduto (come si credeva anche presso gli uffici giudiziari calabresi) sancendo, con grande gioia di taluni a Cagliari, il definitivo allontanamento, per ora, del giovane e scomodo giudice dagli uffici giudiziari cagliaritani.
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