Ultimamente le buone notizie sono davvero numerose, talmente numerose che ci verrebbe da aspettarcene qualcuna di davvero fragorosa, come ad esempio che si sappia finalmente la verità sul caso Melis, che tutto venga dichiarato davanti ai giudici e non rimanga nelle veline del SISDE.
Ma ora non facciamo voli pindarici, la notizia che prendeva corpo già da tempo, e che in parte è direttamente conseguenziale all’irresistibile ascesa di Renato Soru, è quella secondo cui Emanuele Sanna, il tetro segretario regionale del PDS del tempo dell’assalto della magistratura a Grauso, da alcuni chiamato “Il Panda” per le sue fattezze fisiche non proprio da Adone, da altri invece appellato “Il Mandarino” per il suo modo di esercitare il potere nel partito e nelle istituzioni, dopo 25 anni di presenza quasi ininterrotta (non fu eletto solo nella legislatura 1994-1999) non sarà ricandidato al Consiglio Regionale.
Non è un mistero per nessuno la disistima che abbiamo sempre avuto nei confronti di questo esponente politico, e la disapprovazione per i metodi da lui usati, di cui sono state chiara espressione le vicende che hanno riguardato dapprima la nomina del procuratore Carlo Piana, amico personale del Sanna e a quanto pare prescelto sulla base di una dichiarazione di gradimento dei vertici regionali del PDS recepita da Massimo D’Alema, sulla base di una pregiudiziale “antifascista”, ma forse anche dettata dal timore per l’avvento di una giustizia davvero giusta, efficace e imparziale, nei confronti di Luigi Lombardini (che dal canto suo impedì certe altre “prodezze”, come l’assalto di altro noto esponente del PDS alla Cooperativa Cento di Antonio Sardu, che, non avendo ottenuto una casa gratis per un prossimo congiunto, cagionò l’avvio di una inchiesta giudiziaria nei confronti del Sardu, oggi esponente PdCI), quindi le vicende inerenti al caso Melis e al suicidio dello stesso Lombardini, con una magistratura che apparve attuare il disegno dell’assalto alle attività di Nicola Grauso, col famoso procedimento ex art. 2409 Cod.civ., con effetti, anche se non (forse) con finalità, stranamente sinergici ai voleri dei vertici PDS, ossia strappare l’informazione regionale dalle mani di Grauso e domarla ai voleri dei “compagni”.
E fu allora che qualcuno giura di aver udito Emanuele Sanna riferire, affinché fosse riportato a Grauso, che se costui avesse inteso cedere “L’Unione Sarda”, che da mesi, grazie alla penna al curaro di Antonangelo Liori, stava cagionando vari problemi sia ai politici PDS ed alleati sia soprattutto ad un settore della magistratura con la coda di paglia, i suoi (di Grauso) problemi giudiziari sarebbero cessati, dopodiché il Sanna disse alla PM palermitana Marzia Sabella che davvero aveva detto quelle cose, ma si riferiva solamente alle cause per diffamazione (non comprendendosi come potesse parlare anche per i magistrati…), e quindi si vide tacciare dalla Sabella, nella sua susseguente richiesta di archiviazione (che puzza lontano un miglio di coactus tamen volui) nei confronti di Piana, Pani, Pisotti, Zuncheddu ed altri, si vide tacciare di aver svolto, nella vicenda, un ruolo “non proprio cristallino” di mediatore nella vendita del quotidiano cagliaritano, incaricato non si sa da chi, non essendo riuscito a spiegarlo.
Questo è Emanuele Sanna, che insisteva, quasi fosse una vergogna, nel negare di andara a mangiare “la pizza” con magistrati, ma che era risaputo, da parte di dirigenti e militanti PDS, essere uno con una grossa voce in capitolo presso la magistratura, forse addirittura quanto alle sue determinazioni; in verità, la singolare e continuativa coincidenza tra certi suoi desiderata e talune decisioni della magistratura, considerato che tra Pm e giudici cagliaritani abbondano personaggi apertamente vicini al PDS o che addirittura furono schedati dai servizi segreti per eccessiva contiguità al partito comunista, continua a dare da pensare, così come è stato emblematico che, non avendo altra qualifica se non quella di semplice consigliere regionale, Emanuele Sanna abbia fatto la sua apparizione in pompa magna all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2004, laddove invece i deputati eletti nei collegi cagliaritani erano assenti, e hanno asserito di non essere stati neppure invitati.
A noi facevano schifo le vicende che accadevano negli anni Settanta e dintorni presso uffici giudiziari come la Procura di Roma, con un personaggio come Claudio Vitalone che, da semplice sostituto procuratore, ostentava di essere il padrone della Procura di Roma solo per il suo notorio rapporto con Giulio Andreotti, e a maggior ragione, se facciamo riferimento a un’area politica come quella postcomunista dove un tempo (ahinoi, un tempo!) imperavano gli insegnamenti di Enrico Berlinguer sulla “questione morale”, da enorme fastidio che ci sia un politico, o più politici (perché il discorso non riguarda solo Emanuele Sanna: che dire della “Fondazione Luca Raggio”, padroneggiata dal noto Andrea Raggio, e dei magistrati che la frequentano?) che fanno manovre con la magistratura o anche solo danno l’impressione di farlo; può darsi che sulla persona di Emanuele Sanna gravino solo sospetti, anche se se ne sono dette troppe per non dubitarsi legittimamente che qualcosa di vero ci sia, ma anche se si tratta, appunto, solo di sospetti, sono sufficienti a gettare su questo politico tali ombre da non farcelo, in ogni caso, certo rimpiangere, e con noi da non farlo rimpiangere anche a moltissimi militanti onesti del PDS che con le manovre della magistratura non hanno nulla a che fare e che intuiscono che questa, al di là della riverniciatura di rosso che in molti si sono dati per opportunismo, resta un’entità, per modi di vivere di chi la compone e per visione della società, retriva, conservatrice, spesso antipopolare.
E allora addio, Emanuele! Dicono che riuscirai a piazzare qualche tuo “secondo” al Consiglio Regionale, ma speriamo vivamente che ciò non accada, invitiamo Renato Soru a vigilare perché ciò non accada, e in ogni caso ti rivolgiamo un sommesso consiglio: ora che avrai molto tempo libero, parla un po’ meno con Carlo Piana e un po’ di più coi lavoratori che soffrono e ai quali la sinergia del PDS con la magistratura non ha arrecato beneficio alcuno!
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