06 11 2005 - AD ORGOSOLO, PENSIERI DI LIBERTA’ (by ELEONORA)

Era una giornata incredibilmente bella, a Su Gologone avevamo pranzato con le specialità più golose, con noi molte personalità del cinema e qualche giornalista di Cagliari. La grande terra dei profumi intorno e il panorama dei famosi monti teatro di tante fughe, grotte nascoste, leggende e le crudeli realtà dei sequestri. Tante storie e tanti racconti che ci hanno accompagnato lungo la strada per Orgosolo e in lontananza i cavalli al galoppo,nella cornice di una natura unica e splendida nel suo genere.
Non è facile descrivere le forti sensazioni che ti regala un paese così famoso; sulle porte la grazia delle donne di casa, attente,silenziose e composte. Indovinavo la loro curiosità celata,ed i commenti mormorati sui gradini e sulle soglie.

Ad Orgosolo le donne non vanno mai al bar, dove si recano solo gli uomini, quasi mi sembrava di respirare un aria speciale,dove le regole degli abitanti, raccontano soprattutto, doveri e ruoli distinti ma è presente la coscienza del significato della parola rispetto e spesso proprio per questo grandi ribellioni…. Lungo il percorso della nostra visita ci siamo fermati a parlare di Don Graziano Muntoni e della ferocia della sua esecuzione, ma anche dei silenzi pietrificati di coloro che hanno visto o sentito ma che non parlano, forse perchè non credono più nella giustizia? Sarà questo il motivo più forte che spinge un’intera comunità a perdere la fiducia nelle istituzioni? Oppure è qualcos’altro che provoca tanta paura?
Certo gli esempi di illeciti,veri o procurati, del tipo droga e di altro che spesso vengono ad essere ritrovati inspiegabilmente, per strane indicazioni, nella macchina, nella casa o nell’ovile di un pastore o di un qualsiasi altro personaggio di Orgosolo,insieme alle persuasioni occulte di chi con il potere riesce a manovrare le insicurezze di qualche ambizioso, pùo’ fare crescere la sfiducia e aumentare le distanze tra la Sardegna e le altre regioni italiane.
Malgrado le mie riflessioni,e il desiderio forte di incontrare persone nuove e ragionare di soluzioni capaci di cambiamenti costruttivi, malgrado la profonda emozione legata al racconto della morte del parroco Don Muntoni, nella vana ricerca delle verità nascoste tra le pieghe dei ricordi confusi di qualcuno e del dolore dell’intero paese per questa azione criminale, sicuramente legata ad un sequestro e chissà a che cos’altro, malgrado tutto, durante questa mia visita che poi si è protratta per alcuni giorni, ho vissuto una settimana di grande serenità insieme alle tante persone del paese, coscienti del loro ruolo e di istruzione diversa, con le quali ho parlato, pranzato, passeggiato; tutte queste persone,uomini e donne e molti giovani, mi hanno ricordato l’autentico valore dell’ospitalità, di quella vera, che non ha nulla da spartire, nè si può confondere con le gite piene di ospiti vip in cerca di pubblicità sulle lussuose barche dei ricchi proprietari terrieri e delle megagalattiche ville delle nostre coste.
Sembrerà strano ma proprio ad Orgosolo, in quei giorni, ho ritrovato il desiderio di speranza e di libertà in tutti i sensi della vita e la voglia di combattere ancora e con coraggio contro le infinite piaghe dell’ingiustizia.
Eleonora