Il 1 ottobre, stando ai manifesti che campeggiano in tutta Cagliari, i sardi troveranno finalmente in edicola una grossa novità: IL GIORNALE DI SARDEGNA, che segna il ritorno all’editoria dopo cinque lunghissimi anni di Nicola Grauso, con una testata di sapore antico abbinata a un progetto grafico ed editoriale modernissimo, quale solo chi ha portato Internet nelle case di tutti gli italiani poteva realizzare.
Il nuovo quotidiano finalmente verrà a colmare il vuoto, profondo come la Fossa delle Marianne, che ha lasciato ciò che era L’UNIONE SARDA allorquando Grauso fu costretto a cederla a Zuncheddu: un giornale che colpiva a 360 gradi, tendenzialmente più benevolo con la destra che con la sinistra (ma si ricorderà come Antonangelo Liori non risparmiasse invettive anche a certi esponenti di Forza Italia) e implacabilmente critico nei confronti della magistratura politicizzata e organica a certe lobbies di potere, dalla parte del cittadino vessato dai potenti e assolutamente libero.
E’ noto poi come quell’esperienza sia stata brutalmente interrotta dalle note ingerenze della magistratura, con quell’incredibile procedimento ex art. 2409 del Codice civile che ancora non riesce a spiegarci perché poi Sergio Zuncheddu, per rilevare un gruppo editoriale asseritamente sull’orlo del fallimento, abbia sborsato un’autentica montagna di quattrini, se non con l’esigenza tutta “politica” che Grauso mollasse il giornale, che anche ai giudici e PM cagliaritani di rosso colore andava meglio con una linea politica apparentemente di centrodestra, appiattita su Forza Italia, che incontrollabile come era in mano al terribile Nichi: infatti il primo atto della nuova era fu l’insediamento alla direzione del quotidiano di Cagliari di Bachisio Bandinu, un sardista di destra che si precipitò a dichiarare che L’UNIONE SARDA avrebbe totalmente cambiato linea nei confronti della magistratura, cosa che fece facendo calare una micidiale cortina di silenzio e di censura sulle malefatte che prima venivano puntualmente denunciate, condita da un’insopportabile piaggeria.
Da cinque anni L’UNIONE SARDA ci propina sotto forma di informazione un indigesto melange di notizie censurate, propaganda trasversale per gli amici degli amici di destra e di sinistra, e da ultimo, finiti gli amici degli amici all’opposizione o addirittura fuori dal Consiglio regionale, ci da oggi e ogni giorno la nostra invettiva quotidiana contro il nostro Governatore, spesso urtando la suscettibilità degli stessi giornalisti della redazione del quotidiano, a cui a volte difetteranno coraggio e lealtà ma non le capacità professionali, con la pioggia di commenti affidati ad editorialisti esterni, i cui scritti sono spesso inutili e ancor più spesso presuntuosi.
I cagliaritani no funti scrimprus ed è intuibile quale prevalente destinazione diano a questo giornale, ignorandone del tutto i non graditi consigli per gli “acquisti” soprattutto elettorali: vi si leggono i necrologi, dato che LA NUOVA SARDEGNA pubblica quasi solo quelli di Sassari (che errore, dottor Liuzzi!), ed è uno strumento professionale di elevato valore per i fruttivendoli abusivi che giammai troverebbero carta così economica per impacchettare le mele e le arance da consegnare alle casalinghe: la riprova la si è avuta col risultato delle Regionali a Cagliari città, dove oggi è virtualmente possibile una maggioranza alternativa a quella che stancamente regge le sorti del Comune con Emilio Floris (quello che, secondo l’ex procuratore capo Franco Melis, avrebbe insinuato, pur avendo poi smentito, che Lombardini era “molto sensibile al denaro”) e dove vi è stato un vero trionfo di Progetto Sardegna e in particolare del professor Gessa che anche gli Stati Uniti ci invidiano.
Dal 1 ottobre, finalmente, si cambia registro: torna in pista un giornale davvero indipendente, che si preannuncia con una linea di sinistra in linea con l’unica direzione in cui oggi, in Sardegna, si può trovare il rinnovamento (il direttore sarà Antonio Cipriani, un validissimo giornalista d’inchiesta già a L’UNITA’) ma totalmente sganciato dai partiti, in cui i cagliaritani finalmente potranno trovare non tanto, o non solo, una linea politica in cui si identifichino (sappiamo bene che a Cagliari l’elettorato è ben poco indirizzabile dalla stampa, lo ha imparato a proprie spese anche Zuncheddu), ma soprattutto ciò che è mancato in questi cinque anni: INFORMAZIONE.
Inutile dire che la canea delle ostilità è già partita: non potendo più accusare Grauso di essere un bieco fiancheggiatore di Berlusconi (come accusare credibilmente di questo uno che si riprometteva di finanziare i No Global?), qualcuno insinua che il nuovo quotidiano non sarà altro che una pubblicazione fiancheggiatrice del nostro Governatore.
E anche se fosse? Meglio così, no?
Il Governatore ricopre quel posto perché la Sardegna ce l’ha voluto a furor di popolo, perché l’hanno votato sia quelli di sinistra che hanno riconquistato la gioia di stare a sinistra indipendentemente e in contrasto coi tradizionali apparati di potere diessini (mandando sull’orlo dell’estinzione l’ormai partitino di Sanna, Raggio e Cugini), sia quelli che stanno a destra ma non si sono bevuti l’inganno di votare il valido Mauro Pili per poi ritrovarsi il solito democristianume e massonume di potere, il Governatore E’ IL FUTURO DELLA SARDEGNA, e deve essere ben chiaro a tutti che chi continua ad opporglisi, soprattutto a sinistra, ma anche presso quella destra che pretenderebbe di essere “libertaria” o “sociale”, con argomenti partitocratici e strumentali è un nemico degli interessi della Sardegna e merita solo di essere sbattuto all’opposizione, sbugiardato, sputtanato, emarginato, esposto al pubblico ludibrio specie quando si permette di guardare le pagliuzze negli occhi altrui e non le travi nei propri.
Il Governatore ha oggi realizzato, con alleanze diverse, quello che ben noti poteri forti impedirono a Nicola Grauso di realizzare già cinque anni fa, quando il Nuovo Movimento, senza lo sputtanamento mediatico e giudiziario attuato ad orologeria, avrebbe forse potuto conquistare la guida della Regione e divenire comunque determinante per la realizzazione di qualsiasi maggioranza: siamo estremamente soddisfatti che ora Grauso, da anticipatore di ogni novità quale è sempre stato, possa ammirare il successo postumo delle sue idee a distanza di cinque anni dalla posizione più congeniale per quello che sa fare meglio: il libero editore in una libera Sardegna. E ci dispiace per i “sinistri” che cinque anni fa non capirono nulla e che da oggi non conteranno più un fico secco: inutilizzabili per le battaglie di retroguardia de L’UNIONE SARDA a difesa di interessi ben intuibili, inspendibili presso l’elettorato che li conosce fin troppo bene, irriciclabili presso il nostro Governatore che, da grandissimo imprenditore, conosce gli uomini e sa distinguere bene quelli che, pur dissentendo, sono personaggi validi e utilizzabili per contribuire alla sua rivoluzione, da quelli che non valgono nulla e sono solo de ‘nci fuliai a s’aliga!
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