Cagliari è da sempre una città di orientamento politico moderato-conservatore,con elettorato schierato in grande maggioranza con la DC e i partiti minori di centro fino al crollo dei partiti tradizionali seguito a Tangentopoli, quindi coi partiti del Polo delle Libertà [Forza Italia – Alleanza Nazionale], eleggendo da ultimo convintamente, per due legislature, il sindaco Mariano DELOGU, vicino ad AN.
Ritornando nel tempo ai primi anni ’70, i comunisti cagliaritani godevano dipochissimi suffragi [15,3% contro una media nazionale del 28%] ed erano sostanzialmente emarginati dai <<posti di comando>> della città, e nell’ambito del Palazzo di Giustizia vi era un ordine di rapporti di forza analogo a quello esistente in politica, con giudici e PM prevalentemente di centro e di destra [tra l’altro, all’epoca, era considerato di destra anche Carlo Piana, l’attuale procuratore capo che vedremo poi su posizioni stranamente <<progressiste>>].
Tuttavia, erano già in servizio presso il <<palazzaccio>> cagliaritano alcuni giovani magistrati, aderenti alla corrente di Magistratura Democratica e organicamente vicini al locale PCI, che, in armonia con le direttive generali di MD, cominciano ad attivarsi per la <<conquista del potere>>, fine ultimo di tutti i comunisti che si rispettino, anche all’interno del Palazzo di Giustizia di Cagliari.
Di questa organicità di alcuni magistrati al PCI vi è traccia nelle schedature che il generale Gian Adelio Maletti, alto dirigente del SID [servizi segreti militari] poi coinvolto nello scandalo P2, farà eseguire su 77 magistrati aderenti a Magistratura Democratica, ritenuti dal Servizio segreto <<controindicati politicamente e/o per onestà>>.
Tra questi, vi sono sei magistrati cagliaritani: Enrico Dessì, attuale giudice della sezione civile della Corte d’Appello di Cagliari; Alessandro Lener, attuale presidente della Corte d’Assise di Cagliari; Michele Iacono, attuale presidente di sezione penale del Tribunale di Cagliari; Antonio Porcella, attuale presidente del Tribunale di Cagliari; Francesco Sette, attuale presidente di sezione penale del Tribunale di Cagliari; Sergio Maxia, attuale presidente della sezione lavoro del Tribunale di Cagliari. Tutti costoro sono segnalati come partecipanti, avendo preso posto <<al tavolo della presidenza>>, a un convegno organizzato dal PCI nel 1973 contro la proposta di legge del primo governo Andreotti, allora in carica, sul <<fermo di polizia>>, con un livello di partecipazione dal quale si desume, incontrovertibilmente, l’organicità di tutti questi magistrati al PCI.
Tuttavia, durante tutti gli anni settanta, questi magistrati di sinistra, talora di estrema sinistra, non sono abbastanza numerosi, o comunque abbastanza potenti, per influenzare la linea di conduttura degli uffici giudiziari cagliaritani, saldamente controllati da capi tradizionalisti, salvo forse, nei primi anni ’80, il Presidente della Corte d’Appello Salvatore Buffoni, di simpatie comuniste, che entrerà in contrasto col Procuratore Generale Giuseppe Villa Santa, senza però disporre minimamente di un potere e di un’influenza paragonabili a quelle dell’arcigno Procuratore Generale.
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